I dialoghi della fava
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In piscina, sdraiato, mi arrivano le voci dei vicini di sdraio.
“E’ c’ho quarantase’anni, non ho mai lavorato un giorno in vita mia, mica devo cominciare ora!”
“Eh, oh.”
“che poi non ho mia trovato nulla che m’appassionasse, se no mi sarei impegnato, applicato”
“Devi omologarti, banalizzarti”
“Che poi io e’ sono, banale. Chiedimi come voglio il caff: normale, banale. Mica col latte, lo iogurt, la merda”
“Che poi alla fine non importa pi il caff, ma il resto”
“Eh, come colle donne. Lucia, Sandra, Valentina… a me ‘un mi garba loro, ma l’eterno femminino che ‘un cambia mai”
“Insomma, ti stanchi della Lucia, mica della topa”
Ecco. Vorrei essere uno scrittore tanto bravo da averlo inventato.












luglio 6th, 2008 at 00:01
ahahah…e se non son bischeri non li ascoltimo! ciaooooooooooooo
luglio 6th, 2008 at 00:33
Hai vinto un premio!
No, non sono soldi, chetticredi? Per un premio dato col cuore.
luglio 6th, 2008 at 13:12
bellaaaa!!! mi piacerebbe interpretarlo in via femminile, chiss che ne viene fuori…
luglio 6th, 2008 at 13:20
Non so se mettermi a ridere o a piangere…
luglio 7th, 2008 at 13:12
Caspita, a me spiace non avere tempo abbastanza per dedicarmi a tutti i lavori che mi appassionano….ma ne posso fare uno….mi piacerebbe fare la musicista (piano forte o violino) e perch no, direttore d’orchestra…com’ che son tutti uomini?
La fiorista, in una serra o un bel negozietto che confeziona quei deliziosi mazzi.
La ricercatrice, biologa….non male, mi affascina.
luglio 7th, 2008 at 14:21
….ma poi, mi chiedo, la vita non passa mai cos…o no?
luglio 7th, 2008 at 15:06
infatti, marta. quello che temo. magari tre mesi, sei, un anno, poi tocca far qualcosa…