Mi rammento → A ciascuno il suo sport.
Uff. Che poi dite che scrivo solo cose in cui faccio un’ottima figura.
Una decina d’anni fa, appena assunto, mi ritrovai con qualche mattina libera, visto che c’era un turno pomeridiano che iniziava alle 15.
Decisi, imprudentemente, di metterle a frutto con dell’attivitŕ sportiva: avrei imparato a pattinare a rotelle.
Comprai dei rollerblade, le necessarissime protezioni, e mi gettai una bella mattina su per il viale delle Cascine.
Dovete sapere che non era stato riasfaltato bene bene, ancora, e che in realtŕ era un suolo lunare pieno di crateri e breccino, ma tant’era, non contavo di prendere grandi velocitŕ… e cosě feci. Non ne presi proprio.
Arrancavo, praticamente camminando, piů lento che a piedi nudi, frenato dallo sforzo di stare in piedi e dalle ruote che si stavano via via squadrando, ma non mi disperavo, e proseguivo col mio “GRAAAAAAK…. GRAAAAAAK… GRAAAAAAK….”
Mi sorpassarono tre ragazzi in palese forca. Ero pronto a occhiatacce e sfottň, quindi quando, sorpassandomi a passo di crociera, uno dei tre mi guardň di traverso; sorrisi, e produssi la battuta di scusa che mi ero quasi preparato:
“Eh, da qualche parte bisogna pure cominciare!”Alla tua etŕ?” Ecco, non so come renderla meglio, colla punteggiatura: non avevo finito di parlare io che mi aveva giŕ chetato lui.
Incassai, tacqui, andai avanti.
“GRAAAAAAK…. GRAAAAAAK… GRAAAAAAK….”, sudavo come un maiale nero a luglio, ma DOVEVO farcela.
Venne il turno per sorpassarmi di mamma con bimbo in passeggino e tre-quattrenne al seguito. Giuro. Io “GRAAAAAAK…. GRAAAAAAK… GRAAAAAAK….” e loro mi sorpassano da destra, il bambino appiedato che mi guarda di sotto in su curioso e serio.
Sono stato pure grato alla madre quando ha detto “Via, non dar noia al tato…”
Un po’ meno quando, dopo una brevissima pausa, ha concluso “… non t’abbia a cascare addosso”
Ecco, capo basso, sono arrivato alla panchina piů vicina e ho rimesso i pattini nello zaino.
Piů tardi -mesi piů tardi- ho pure imparato a filare, a girare, anche se non a piroettare -checchč una volta M abbia scambiato una mezza caduta piuttosto elaborata per una piroetta- abbastanza dignitosamente.
Perň c’č voluta tutta la mia stizza, qualche caduta e un notevole sprezzo del ridicolo.
E adesso perculatemi pure, con storie di seienni campioni di tango figurato su pattini.











