Accadde che..., HELP! → Il mattino ha l’oro in bocca reprise.
Stamani monto al lavoro alle 7.30.
Non sarebbe strano che io sembri uscito da una betoniera nel quale mi avessero fatto compagnia (oddio, spero che ho azzeccato il congiuntivo) due palle da bowling e sterco fresco di brontosauro, se ieri non fossi andato a letto qualcosa tipo alle diciotto.
No, che uno -uno a casa- va a ninna per il pomeriggio, colla sveglia puntata alle 21, col programma di cenare e cominciare a tradurre Middleman (scritto, Lu?), e si sveglia alle 22 dopo aver spento due cellulari e un palmare, solo perchè lo chiama Rick, colla semplice domanda “Ma non dovevi essere al Joyce?”.
S’era fissato da due settimane. Due. Settimane.
Non ne esco vivo, io, da questo periodo. Già che avevo incontrato un’amica, nel pomeriggio, per caso, e m’aveva chiesto “Ma te che fine hai fatto?”. Ho avuto seri problemi a trovare una spiegazione.
“Vo a casa e dormo, vo a casa e ripulisco, vo a casa e smazzetto uno dei mille libri che m’aspettano, vo a casa a tradurre, vo a casa e fisso il soffitto apatico”.
Tra l’altro.
Che “l’altro”, il lato attivo e positivo delle mie assenze, è purtroppo sproporzionatamente ridotto rispetto a quello del “Chi sono?, dove sono?, devo dormire di più”.
Ho bisogno di ferie.
E di porgere le mie scuse più profonde a Rick e alla Fia, che avrei davvero voluto rivedere. Mi sento il terzo ingrediente della mia betoniera.
Anche perchè poi non ho tradotto un accidente.











