Non siamo noi che siamo razzisti, sono loro che sono giornalisti
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Ieri in radio ho sentito una signora iraniana esprimersi sulla sua esperienza di razzismo:
“Nessuna, n a me n a miei parenti, in trenta anni in tre citt. Penso che sia perch mai ho rubato, mai ho staccato un crocifisso, ho sempre lavorato”
Amen, signora. Gli italiani non sono razzisti. Imbecilli magari si, pecore e buoi, ma razzisti no. Non guardiamo al colore della pelle, ma se uno ci rompe i coglioni o meno. Se qualcuno non si comporta proprio di merda, fottendosene dei nostri valori e delle nostre leggi, non ci da fastidio. Ce l’abbiamo con spacciatori, ladri, estorsori, violentatori, tutti quei fancazzisti che son venuti in Italia non per trovare un modo di vivere, ma per trovare un modo di vivere alle nostre spalle. La gente stufa dei crimini e dei criminali, non dei cinesi o dei ruandesi. Si fa poi di tutta l’erba un fascio per via statistica, purtroppo. Ci sono certamente rapinatori cinesi e filantropi rumeni, ma purtroppo l’idea di un popolo ce la siamo fatta negli anni cogli esempi di come si sono comportati i suoi componenti. E se uno trova la casa svaligiata e messa a soqquadro e dice prima di conoscere il colpevole “vedrai son stati gli zingari” non lo dice perch razzista, ma perch ci sono i precedenti, e le statistiche.
I due -diciamocelo: imbecilli- che hanno rincorso e ammazzato uno perch aveva rubato loro un pacchetto di Ringo (ma di tutti, proprio i Ringo, con tutte le allusioni interrazziali che c’hanno?) hanno rincorso un ladro perch tale, non un nero. E se c’ stata qualche offesa razzista credo sia perch “sporco negro” venuto loropi facile, immediato e sanguignodi “anche se eri albino t’ammazzavo lo stesso”. Se era un commercialista svedese gli dicevano “svedese del cazzo” o qualcosa del genere, e magari c’era solo Veltroni a dire “ondata di razzismo verso i popoli del nord”, che tanto lui ormai deve dare puntare il dito qua e l come il bambino dei Simpson.
Che poi i giornali siano passati dalla “emergenza immigrati” alla “emergenza razzismo” frustrante.
Si son tirati fuori casi, anche di mesi, che rientrano in altre tipologie, dal bullismo alla paranoia.
Ma devono vendere, far scalpore, farci sentire diversi da quello che siamo. E, temo, dar per forza ragione a chi vuol farci sentire un po’ pi cattivi di come siamo davvero.












ottobre 7th, 2008 at 14:43
Sante parole, sante sante parole…
ottobre 7th, 2008 at 18:38
si perch quel ragazzo di colore che stato picchiato e sta facendo il giro delle trasmissioni per far vedere il suo povero occhino ferito?
Al sud a causa della mafia ci sono un sacco di persone che muoiono ogni giorno, non mi pare di aver mai visto le loro famiglie o le famiglie di operai morti fare tutto questo casino in tv. Quelle sono vere emergenze, che esistono da quando esiste la repubblica italiana e forse anche prima e di cui nessuno ancora se ne occupa a sufficienza.
Neri o non neri alla gente fa comodo andare a fare le vittime in tv. Cos poi magari vanno pure a fare i tronisti da maria de filippi, bello no?!
ottobre 7th, 2008 at 22:38
Dunque, il discorso non facile, assolutamente.
E’ ovvio a nessuno piacciono i “delinquenti” a prescindere dal colore e dal credo degli stessi. A nessuno piace esser derubato, aver timore di girare in certe zone la sera o anche solo pensare a cambiare la porta di casa con un modello pi blindato.
Questo altrettanto ovvio quanto ovvio che molti giornalisti e molti _politici_ abbiano come unico obbiettivo quello di far sensazione di alzar i toni, di gridare all’emergenza. Similmente se ad un povero disgraziato danno due lire per andar in tv a raccontare la propria storia, tragica o finta tale che sia, anche ovvio che lo faccia piuttosto che prender 10 euro al giorno per raccoglier pomodori “in nero” (a quale triste gioco di parole) per qualche camorrista milionario.
Meno ovvio che ogni tanto dobbiamo sentire di assalti ai campi nomadi, di linciaggi di “diversi”, di un clima di strisciante ostilit verso questo o quello (spesso giocando anche a nascondersi dei ai termini vedi discorso Rumeni – Rom – zingari). Questo male, male a prescindere dall’esasperazione da cui generato. E’ male perch i danni di tutto questo, oltre che gli italiani “danneggiati”, li subiscono tutte quelle persone che qui son venute sfuggendo da situazioni invivibili o solo con la speranza di viver un po’ meglio di come vivono da dove provengono.
Gli italiani sono razzisti?
Di base non penso, un po’ diffidenti un po’ “provinciali” forse s, ma razzisti di per se non credo. Il problema che sono “razzisti” coloro che trovano profitto nello sfruttare tutta la povera gente, perch questo , povera gente, che viene qui sperando di campar un po’ meglio esattamente come gli italiani andavano il secolo scorso in america.
Son pi “delinquenti” gli stranieri che arrivano ora in italia rispetto agli italiani che andavano allora in america?
Non so proprio, penso di no. Penso che semplicemente diverso il mondo, che da un lato i progressi sociali culturali politici etc etc ci abbiano portato ad una pi alta considerazione dei diritti e dei doveri delle persone, dall’altro la ricerca del profitto “ora e subito” porta in tutt’altra direzione… e non solo i furbetti del quartierino ma un po’ tutta la popolazione, dal tassista che frega i turisti al commerciante che evade le tasse.
Come sempre su questo argomento scrivo cose lunghe e poco chiare… uff… pazienza
ottobre 7th, 2008 at 23:07
ma prima di tutto chiediamocelo: chi ha cominciato a volerli qua in Italia??? Ad andarli a prendere??? Poi logico, loro ci hanno visto come un miraggio…perch purtroppo cos, vedono l’Italia come il paese delle meraviglie…solo quando sono qua si rendono conto che cos non , e come capita per logica (anche fra noi europei) ci sono quelli che si rimboccano le maniche e lavorano, si integrano e gli altri che diventano delinquenti… ma noi siamo tanto diversi???
Non voglio difendere gli extracomunitari ad oltranza…anzi, sono la prima che cerca di evitare i neri che ti vogliono vendere gli accendini nei parcheggi o che si tiene la borsa stretta se vede una zingara, ma come giustamente dice il nostro Cicali, si sono creati dei precedenti…ma la stessa cosa capitata ad intere citt italiane: provate qua a Milano a dire: vado a Napoli! qual’ la reazione…!!!!
ottobre 8th, 2008 at 13:50
Il bello e il brutto, lo si trova dappertutto!
“Tutto il mondo paese”, ha detto qualcuno e “non bisogna fare di tutta l’erba un fascio” ha detto qualcunaltro. Han ragione entrambi, ha ragione Simone.
Condivido: non la razza il problema, non il colore della pelle o la forma degli occhi. E’ la testa e l’anima della gente, che fa la differenza.
Il grande timore il male: il male non ha razza, italiano, rumeno, tunisino, angolsassone.
Il male di Erika che ha ucciso una madre e un fratello? e porto come lei come esempio ma ce ne sono molti altri purtroppo.
E’ un discorso lungo, il processo va fatto al movente e al colpevole, per il reato commesso, non certo per la nazionalit di chi lo compie.