Della scuola -in ogni frase inserite eccezioni a piacere-

Tanta iNioranza

16 Commenti

Non è bellissima? Domani c’è lo sciopero generale.

Ecco, io davvero non so cosa pensare.

Ho sui coglioni, visceralmente, le occupazioni, che privano anche chi vorrebbe continuare a lavorare dell’opportunità di farlo.

Ho sui coglioni lo stato attuale della scuola, che al momento serve più ai docenti, come stipendificio e sinecura, a partire dall’università in cui sistemare amici e parenti e qualcuno tra gli studenti più utili, fino alle elementari, dove sembra che servano tre maestri per ogni bambino, che agli studenti.

Sarà perchè lo status quo è così pro-docenti, che questi ultimi son così mobilitati?

Al momento non c’è meritocrazia. Alle elementari e medie il bambino più dotato non viene sollecitato, quello volenteroso ma lento non viene aiutato, quello stronzo e fancazzista non viene punito. L’idea democraticissima ma tardosessantottina che tutti i bambini sono uguali impedisce, salvo in pochi, fortunati casi, che ci sia una diversificazione dell’apprendimento che non sia basata sull’iniziativa personale del bambino o della famiglia.

Nella prova generale di sciopero (duemilioni, no, scusate, duecentomila) dell’altro ieri ho sentito solo critiche, non un programma o una proposta.

Non ne ho nemmeno io, figurarsi, però so che è vero che solo coi tagli poco si risolve. Occorerebbe, tanto per iniziare, una bella commissioncina che mettesse sotto esame istituti e docenti, e tagliasse rami secchi, sprechi e inefficienze.

No,  dico, in Giappone sono gli studenti che fanno le pulizie della classe. Vestono in uniforme, codificata dal numero dei codini delle ragazze (“in numero pari e disposti simmetricamente rispetto all’asse del volto”) al colore dei calzini e modello delle scarpe. Altro che bidelli e grembiulino, i primi inutili da quando non hanno responsabilità nè sugli studenti nè sulle pulizie appaltate a imprese -e infatti, i bidelli, figure di comodo, si son moltiplicato a dismisura fino a superare in numero i carabinieri-, i secondi in quanto lascian comunque sbucare fuori la scarpetta di Prada o l’astuccio-zaino-quaderno dei Superfracks.

Ecco, se ho una proposta, è quella del minicollegio alla Harry Potter: uniformi, esami fitti fitti, disciplina, docenti interessati e motivati -anche economicamente, chissenefrega, un alunno che esce da scuola in grado di saper fare bene il suo lavoro, quale che sia, è certamente un patrimonio per la nazione, e chi l’ha formato deve essere ben retribuito-, e soprattutto sottoposti anch’essi a continue valutazioni da parte di altri docenti, esterni e interni, e anche degli alunni.

Però, cavolo, il problema è sempre lì. Servono docenti competenti e portati. E quanti ce ne sono, oltra alla laureata in lettere assunta a medicina -notizia dell’altro ieri- che non solo non sono in grado di insegnare, ma che neppure sanno l’italiano?

Forse l’unico pregio di una riforma che si preannuncia disastrosa sarà quello di fare tabula rasa. E magari prima o poi riusciremo a ricostruire qualcosa di buono.

 

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16 Responses to “Della scuola -in ogni frase inserite eccezioni a piacere-”

  1. Lorevalli Says:

    Guarda, le tabule rase servon se devi fare una partita a 3000 punti a Warhammer Fantasy Battle (funzionano d’un bene per gli attacchi sul fianco) ma per la scuola e l’istruzione dubito proprio.
    Le varie leggi, arrovogliate dall’informazione come un’unica riforma, servono essenzialmente a due cose. Tagliare fondi all’istruzione ed indirizzare l’istruzione italiana verso la “santa strada privata”. Il primo scopo si commenta da se, se prendi e chiudi i rubinetti fregandotene puranche di ogni possibile considerazione meritocratica non hai fatto una riforma, hai semplicemente fatto cassa. Cosa non malvagia di per se, ma spiacevole se fatta a spese di una cosa un pochino importante come l’istruzione.
    Per il secondo scopo altro non posso dire che vedremo assieme gli effetti della trasformazione delle università in fondazioni private, senza scopo di lucro per amor del cielo, ma con rette che faranno sembrare le attuali esose odiose e salassose tasse universitarie addirittura un dolce ricordo. Ah beh ma però han tolto l’ICI…
    Lascio perdere il concetto che alcuni settori della ricerca, i meno redditizi nel breve, brevissimo, termine verranno falcidiati e che le nostre menti migliori continueranno a dar lustro alle università di altri paesi; constato semplicemente che in questa situazione “non felice” un aspetto seppur positivo esiste: nessuno potrà pur dire che destra e sinistra in italia “tanto fanno le stesse cose”.
    Errori diversi, e diosolosa quanto apprezzi il sistema universitario attuale fatto di culi inviolabili su poltrone inviolabili e di userfriendidezza pari ad un rastrello applicato all’ultimo tratto del colon, ma decisamente metodi, obbiettivi e “sensibilità” distanti anni ed anni luce.

    Riassumendo, anche io che ho sempre schifato le proteste studentesche le occupazioni e tutte le varie autogiustificazioni per far casino non andar a scuola e magari rimediarsi una bella “avventura romantica” tra i banki okkupati, non posso che dire che di fronte ad obbiettivi simili, a metodi simili, a dichiarazioni simili (B.: mandiamo la polizia, ah no mi avete frainteso non mandiamola C.: fate come facevo io mandateli tutti all’ospedale) la protesta è pienamente condivisibile, sia essa di maestri professori ricercatori dottorandi che perderanno il posto di lavoro sia essa di studenti che dovranno andare in “paeseX” per lavorare o che dovranno pagare tasse dell’ordine dei 10kEuro.

  2. i'C Says:

    lo metto tra parentesi: (il testo di legge consente e non obbliga, letteralmente “dà facoltà”, alle universita di divenire fonazioni private. Magari non tutte sceglieranno, eh? o proprio poche poche, visto che le sovvenzioni pubbliche per avere una cattedra di Moda Ittita e poi non tener lezione son comunque comode). Dopo di questo, ti trovo d’accordo con me, visto che sottolinei la necessità di una meritocrazia.
    Purtroppo, la meritocrazia esiste, perlomeno in Italia, solo nel privato, dove se funzioni ti pagano e hai successo, se no no.
    Che si sia scelto il modo più doloroso, antiestetico, brutale e spietato per questa transizione, è infatti quel “disastrosa” che ho apposto accanto a riforma nel mio post.

  3. Sir_Eltar Says:

    Mah…sul fatto che in Italia la meritocrazia ci sia nel privato non son poi tanto daccordo; dato che nelle svariate grandi imprese nelle quali ho lavorato, ho visto spesso più parenti e/o lustrachiappe a far carriera :\

  4. i'C Says:

    Se i parenti e i lustrachiappe sono dei perfetti deficienti, e soprattutto lo sono coloro che li hanno scelti, le aziende fanno flop. E’ selezione naturale. Invece, se ci sono continue sovvenzioni pubbliche, il giochino può andare avanti per sempre.

  5. Marta Says:

    Discorso molto complesso.
    Ho una bambina che va alle elementari: classe composta da 26 bambini. Un terzo da riformatorio, un’insegnante unica non può umanamente reggere 8 ore tutti i giorni così: tenete presente che mia figlia rimane a scuola dalle 8.30 (c’è un servizio pre scuola che inizia alle 7.45) ed esce alle 16.00.Tre insegnanti non servono per un bambino, servono perchè i nostri figli hanno bisogno di “più” nozioni di quelle che bastavano a noi.Perchè alle elementari io finivo alle 12.30, non facevo inglese e non facevo informatica, ora si.
    I bambini di oggi sono svegli, non gli racconti più la favola dell’orso, non li accontenti con il lavoretto per la festa della mamma. Hanno bisogno di informazioni, di stimoli.
    Il problema sta a monte: i bimbi sono maleducati, non sono certo come eravamo noi, che ci dicevano siediti e zitto e noi seduti e zitti. I bimbi sono maleducati perchè le famiglie non esistono più e non li seguono, e quello che si sente dire è “ma a scuola non ti insegnano niente?”. Io prenderei a sberle i genitori.
    I tagli vanno fatti, andrebbero fatti, ad esempio sui professori delle superiori che sono liberi professionisti ed arrotondano con lo stipendio da insegnante. Facessero l’una o l’altra cosa.
    Ma è davvero un discorso complesso………

  6. Anna Says:

    Marta non è quello il punto, il maestro per inglese e per informatica c’è a parte, infatti si parla più di maestro prevalente che di “unico”, da quel che ho capito. Il problema per me è che non è che italiano matematica e geografia si traducono in “insegnare a leggere, scrivere e far di conto”, le nozioni sono molte di più, anche togliendo inglese ed informatica. Io sono contro questa scelta, ma appoggio Simone quando dice che serve una commissione che giudichi l’operato dei docenti e se l’obbiettivo di istruire i bambini/ragazzi è stato raggiunto. Da quel che so in Inghilterra c’è una cosa simile.
    A mio modesto parere tagliare i fondi non serve a nulla. Se l’obiettivo è puntare alla qualità intendo, se l’obiettivo è rimpinguare le casse dello stato c’erano modi migliori. (una tagliatina agli stipendi dei politici..? giusto giusto un 10%/20%? No eh? Scusa, torno ai miei unicorni :’()
    Comunque da quel che so io nemmeno nel privato c’è la meritocrazia, o comunque quella che intendiamo noi. Ok son cose dette da “gente che ha saputo da uno che c’era” eh, quindi non è che siano oro colato, però onestamente non mi sono fatta una bella idea :’)

    Simò, praticamente dici le stesse cose che dice mia madre comunque. Solo che lei è di sinistra. :°D
    E’ una cosa confortante.

  7. kastalia Says:

    Mia madre è maestra elementare da 40 anni, io laureanda e forse qualcosa in merito lo posso dire..
    Le elementari erano un gioiello della nostra scuola proprio perchè con 3 insegnanti si potevano gestire meglio la valanga di nozioni che oggi si riversano sui bambini, si potevano gestire i diversi livelli culturali e di integrazione che vi sono in classi di 50 bambini, si poteva far integrazione reale e si poteva evitare che 1 unico insegnante ignorante o peggio rovinasse gli allievi…è vero che molti, troppi insegnanti sono ignoranti in modo allarmante ma invece di valutare le competenze e sostituire gli ignoranti con persone capaci, all’interno di un sistema che funziona benissimo, qui si vuol far tabula rasa!Si vuol far insegnare l’inglese al maestro unico, dopo 1 corso”d’aggiornamento intensivo”!!(una delle ultime circolari giunte a scuola a mia madre!) Direi che ormai si rasenta il delirio!
    Per l’università…che dire…Lettere a Pisa rischia di chiudere…i ricercatori sono sempre di più a spasso e non c’è futuro…studiare è un diritto che neanche più i ricchi avranno perchè la ricerca è morta…e tutto grazie alla lungimiranza del governo…
    Non ho più parole …

  8. Marta Says:

    Che i politici si debbano tagliare gli stipendi lo sostengo da sempre, così come tutti i privilegi di cui godono. E su questo non ci piove (nonostante oggi stia diluviando). Che si sbattano via dei gran soldi sul pubblico, è altrettanto vero.
    Che non sia una cattiva idea una commissione che controlla, te la lascio passare, ma siamo in Italia e chi si assume il compito di CONTROLLARE LA COMMISSIONE CHE CONTROLLA??????????????
    Ragazzi questo è il mondo che ci hanno dato, e non è che sia messo molto bene, però confesso che la miseria in cui stiamo piombando,non solo economica, ma intellettiva e peronale un pò ce la siamo cercata. Abbiamo sprecato e buttato per 30 anni, abbiamo distrutto quello che hanno pazientemente ricostruito nel dopo guerra. Abbiamo riso del nonno che metteva il giornale in bagno al posto della carta igienica per non sprecare, e del maestro che dava la bacchetta sulle mani dei nostri genitori………ma ride bene chi ride ultimo!

  9. Anna Says:

    chi si assume il compito di CONTROLLARE LA COMMISSIONE CHE CONTROLLA?

  10. Anna Says:

    azz l’html mi ha mangiato metà commento pardon :D La prossima volta leggo meglio i codici html e quoto XD comunque volevo dire a Marta in merito alla frase che le ho citato:

    Touché. XD

  11. i'C Says:

    eh, vabbè, ma allora se si fa così non si finisce più. Ora chi controlla che ai tuoi figli non venga insegnato a bere varechina e scattare mms porno contro ricariche? chi controlla che i prof non lo facciano? e chi controlla che i presidi da una parte e la polizia dall’altra controllino?
    Dai, che con al storia di chi controlla il controllore non si va da nessuna parte…. io mi sento meno disfattista.

  12. disceseardite Says:

    sì, ok simo, opinioni piuttosto condivisibili le tue

    ma stiamo sottovalutando un piccolo particolare: questo governo ha imposto un decreto dall’alto, senza dar culo alle parti in causa
    e questa, correggetemi se sbaglio, non è democrazia
    mi pare che per alitalia qualche tavola rotonda l’hanno fatta….
    questa non è una riforma scolastica, è una manovra finanziaria: si son toccati argomenti puramente formali per recuperare fondi senza andare al cuore del problema, cioé i programmi scolastici che definire vetusti è un complimento

    e comunque io non sono d’accordo sull’insegnante unico: mio figlio l’anno scorso aveva una maestra tremenda d’italiano poco praparata e molto strafottente: se questa donna avesse avuto la responsabilità totale di tutti gli insegnamenti, mio figlio avrebbe accumulato ritardi spaventosi anche nelle altre materie e non solo in italiano.
    io posso seguirlo perché ho il tempo, la pazienza e la capacità per farlo, altre famiglie no e se oggi mio figlio legge benino per la seconda elementare è perché io gli ho fatto recuperare quanto la sua maestra non aveva svolto durante l’anno

    se l’offerta formativa cala di ben 6 ore la settimana nelle elementari, come si può pretendere che migliori la qualità degli insegnamenti? anche perché, diciamolo, gli insegnanti di ruolo quelli erano e quelli rimangono: non è buttando per la strada migliaia di precari che miglioreranno la scuola italiana

  13. Marta Says:

    Simo, io con il “pubblico” ho a che fare ogni giorno: Comuni/Asl/Catasto…..la sfiducia credimi mi è nata nel frequentare questi ambienti, dove sorrisi, ammiccamenti e bustarelle la fanno da padrona. Non son tutti cosi, e quei pochi che ho trovato hanno tutta la mia stima….certo è, che ho visto tante persone entrare “pulite” e alla fine cedere di fronte particolari corteggiamenti economici. I favori all’amico, dell’amico, del cugino, del parente che può sempre tornare utile…..piacerebbe anche a me pensare che non è così, perchè io queste cose non le sopporto.Ma non è così….e quindi chi controlla?

  14. Marta Says:

    Smettiamola con il dire che questo governo è dittatura: noi adesso stiamo raccogliendo i frutti del precedente, di Governo. Andate a vedere come vivono bene nei paesi in cui vige il comunismo, quello vero, dove i Padroni hanno i rubinetti d’oro, e il popolo beve l’acqua dalle pozzanghere quando piove. Non sono d’accordo nemmeno io, sul maestro unico, perchè non credo risolva i problemi, ma che qualcuno debba tirare fuori le palle su in alto, e dire “si fa così” è ora passata da un pezzo.
    Ci siamo già dimenticati il precedente governo Prodi quando varava una nuova legge? ha riempito i sabati sera del baglino. Tra incertezze e con ognuno che arrivava a dire la sua e allora cambia comma, modifica art.: da paura, un pagliaccio.
    Onestamente? come tutte le grandi rivoluzioni, da qualche parte porterà anche questa nuova legge.
    Nessuno si ricorda cosa avesse buttato per aria e quanto fosse stata contestata la riforma che prevedeva tre insegnanti alle elementari?
    Darwin sosteneva che “la specie che soppravvive più a lungo, non è la più intelligente e nemmeno la più furba, ma quella che meglio e più velocemente si adatta ai cambiamenti”…..
    L’informazione è scarsa, i frutti di questa legge, quelli veri, li avremo tra qualche anno. Tempo al tempo, peggio di così è difficile farla andare l’Italia.

  15. Anna Says:

    Ma perchè il contrario di questo governo deve essere per forza il comunismo?
    Io sono di sinistra ma mai mi definirei comunista, odio gil estremismi sia da una parte che dall’altra, e come me molte altre persone, ancora uan volta, sia da una parte che dall’altra. Non è che se uno sta a destra è fascista e se uno che sta a sinistra è comunista per definizione, insomma. E’ possibile auspicare a una democrazia vera, che risollevi questo povero miserando paese?
    E’ quello che io vorrei da questo, dal prossimo da tutti i governi, la speranza come si dice è l’ultima a morire. Il mio voto va a sinistra ma ciò non significa che se mai questo governo fa qualcosa di buono chiudo gli occhi, anzi LO SPERO che faccia qualcosa di buono, perché ci serve. E ce sia qualcosa di buono PER TUTTI, non per una ristretta casta di privilegiati.

  16. Marta Says:

    Per Anna:
    Io voto destra, ma non mi ritengo fascista e non ritengo che questo governo sia dittatura.
    L’eccesso non va bene in nessuna direzione e sono assolutamente daccordo con te.
    Anche io opterei per un governo che guardasse semplicemente alle esigenze della gente, a quelle vere.
    Ma che non si venga a dire che questo governo è dittatura(non l’hai detto tu per altro), perchè quello precedente ha varato leggi che ce la mettono in quel posto e noi neppure lo sappiamo fino a quando non ci sbattiamo il naso contro!!!
    Anche io non ho problemi a dare ragione a chi è di sinistra se e quando dice cose che sono fatte per il bene della gente. Ma la maggior parte delle persone non lo fa.
    Quello che gli Italiani non hanno capito è che i soldi son finiti per tutti.
    Quello che non hanno capito è che se si continua a far alternare 3 anni di governo di destra e 3 di sinistra, non si costruisce nulla, perchè continueranno a fare e disfare tra di loro e noi ne subiremo le conseguenze.
    Diamo il tempo di realizzare concretamente qualcosa. Se fra due anni sale la sinistra, la campagna elettorale vertirà sull’abolizione del maestro unico?!?
    Bene, non faremo in tempo a vedere gli effetti di questa riforma che già ci si prepara per un altra.
    Questo non è governare, non è costruire e non è aggiustare. Così si va allo sfascio per forza….
    Quindi Anna, sono daccordo con te, in tutto ciò che dici, ma temo che la nostra speranza sia pura Utopia.

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