Ce l'ho con..., Tanta iNioranza → Gazebo
Leggo dall’“Oggi” “Firenze di oggi -e scusate il pleonasmo*- che il nuovo regolamento comunale per gli esercizi pubblici imporrà delle regole su dimensioni, materiali e strutture sui gazebo di bar, ristoranti e quant’altro. Dicono “per il decoro”, come se la città non fosse in un degrado pazzesco per schiamazzi, sporcizia, microcriminalità. In centro di fiorentini ce ne è sempre meno, e quelli ricchi son su in collina, dove il puzzo di piscio non arriva. Poi ci si domanda perchè le botteghe chiudono. A Firenze non è solo per la recessione.
Ora, non parlo più, per fortuna, da familiare di baristi. Però, nonostante siano cessate diverse rotture di eufemismi, la conoscenza delle medesime permane. Non è bastato trasformare gli esercizi in pisciatoi pubblici con la norma che fa obbligo di concedere i servizi a chiunque ne faccia richiesta, roba che se uno entra, ti dice “dove piscio?” e se ne va, te ci hai rimesso acqua, lavoro, detersivi, carta, pulizie, luce elettrica e troppo spesso anche lo stomaco visto lo stato in cui viene lasciato il bagno, e il tizio in questione non ha preso nemmeno il caffè che lo avrebbe trasformato nell’”avventore” che doveva essere per la norma precedente; non è bastato questo, dicevo. Non basta far pagare il suolo pubblico per le dimensioni delle tende e delle insegne -tende sotto le quali, ovviamente, chiunque ha il diritto di ripararsi quando piove, smanacciandoti le vetrine che poi TU dovrai pulire, ma fosse quello il problema-, non basta costringere qualunque esercizio a iter burocratici, fiscali, sanitari estenuanti -si, estenuanti, se no i miei eran sempre baristi- e ben oltre il dovuto o il sensato o il prudente. Non è bastato da un giorno all’altro liberalizzare le licenze -cosa che mi troverebbe anche d’accordo, guarda!- trasformando un investimento spesso di decine di migliaia d’euro in carta straccia e deprezzando per qualcuno un’attività anche in maniera radicale.
No. Adesso, per questioni di decoro, si va a regolamentare le CAZZATE. Poi, contemporaneamente, si lascian liberi di lavorare senza controlli di sorta banchini e baracchini più o meno ambulanti, senza gabinetti per il pubblico nè per gli operatori, con la merce esposta ai fumi di scarico delle auto quando va male e agli insetti quando va bene; ce l’ho anche coi kebabari, che ti (VI!) riempiono a manciate un panino, e poi ve lo danno per la strada, con la lattina presa da voi nel frigo, e talvolta anche il caffè a gettone dalla macchinetta accanto, roba che per farla un bar o un ristorante deve avere ettari di licenze-autorizzazioni-visti e attrezzature sanitarie che vanno dal lavandino a pedale alla stanza piastrellata solo magazzino al bagno con antibagno attrezzato andicappati alla turnazione di verifica frigorifera.
S’ha voglia di rompere i coglioni, a Firenze, e questo mi va pure bene. Ma perchè sempre ai soliti? perchè invece di gabellare prima e multare poi non si abbozza di dare quattrini a babbomorto, che so, -dai, una bella tiratina tacciabile di razzismo ci sta bene, tanto chi mi conosce lo sa- per costruire appartamenti per i NOMADI (un NOMADE in quanto tale non ha BISOGNO di un appartamento) invece che ai nostri pensionati con la minima -e non infierisco chiedendomi poi quanti di questi appartamenti saranno riaffittati clandestinamente-? Giusto oggi ho letto anche la lettera di un precario che chiedeva che le baracche dei nomadi non venissero abbattute, che a lui risparmiare 800 euro di affitto al mese faceva comodo, senza contare acqua e luce offerti dal Comune. Perchè non si comprano, ad esempio, alla Quadrifoglio quei mezzi che consentono di lavare sotto le auto, eliminando così la necessità di spostare le auto nei giorni di pulizia stradale? Si, lo so, perchè così si eliminano pure i quattrini di multe e rimozioni, però concedo il beneficio della buona fede e ottusità.
Riassumo. A forza di spilli si ammazza un bue. E qui la nostra stimatissima -da pochi, ma quei pochi la stiman tantissimo- amministrazione ha deciso di non smettere di pungere sempre la stessa bestia, che è quella che tira l’aratro.
*non so se è un pleonasmo, ho tirato a caso. Forse è una tautologia. Voi scusate comunque, che ho fatto l’ITI.











