Archive for aprile 5th, 2009

Dio li fa e poi li accoppa Ci si sposa?

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No, che uno la fa facile.
Per noi č stato abbastanza immediata la decisione -si, insomma, ci siam visti e presi-, e la proposta non č stata su un ginocchio col brillocco in mano, ma al telefono con una cosa del tipo “ma per la data del matrimonio cosa si fa 9/10/11, 8/9/10, 20.10.2010?” “9/10/11 e 8/9/10 paiano la Sagra del Cacio Peposo, meglio il 20.09.2009″ “Ma io veramente…” “Ottobre no, eh?”
Insomma, siam qui.
Abbiamo giŕ fissato la chiesa, il correlato prete -un ganzo-, stiamo frequentando un corso prematrimoniale in cui io ogni sera mi trovo piů in accordo con quel che dice il prete (“Dio, se esiste…”) e piů lontano da quel che dicono i partecipanti (“Il Cardinale Tonini c’ha un mondo dentro” -al quale ho perň risposto “eh, se lo tenesse, dentro”, autocensurandomi una battuta sessuale, una scatologica e altre tre sulla fame del mondo e beccandomi comunque una gomitata dalla Figlioluccia), stiamo vagliando bomboniere e cake topper, pianificando il viaggio di nozze, abbiam fissato il ristorante-ma ancora non gli addobbi del medesimo nč il menu- capace di contenere un centinaio di partecipanti. E qui cominciano le beghe. La Figlioluccia c’ha qualcosa come sedici zii piů relativi consorti, il mi’babbo c’ha tre fratelli. Ergo, fin da subito i posti son risicati.
Purtroppo in famiglia bisogna vivere e, anche se metŕ dei parenti son almeno diec’anni che non si vedono e quindici che ci si sta pacatamente sui coglioni, tocca invitare. Quindi io e la Figlioluccia siam qui che si gioca a Tetris coi posti sviluppando scenari sul genere “ma se non viene Ortoclasio i posti liberi diventan tre, e allora ci sta la famiglia Snafůz. Se Ortoclasio si porta la Fidanzata Ignota, allora niente Snafůz e si invita Antani che č pinza*”; insomma, il numero esatto dei partecipanti sarŕ un sistema di disequazioni a trentun variabili e ventinove incognite, tant’č che che, saputolo, Falacci ci ha offerto un centinaio di dollari per comprarlo come soggetto di una puntata di Numb3rs (il titolo dovrebbe essere “Hiconoclast wedding”, e i titoli di apertura dovrebbero essere “1 priest – 16000 km – 387 flowers – X seats”).
A parte quello, dobbiam pure decidere i testimoni, da uno a quattro cadasposo. La Figlioluccia dice che non ha problemi, io son diventato un asino di Buridano. Ho pochi amici veri, tutti affettivamente per me allo stesso pari, e non ho proprio idea di chi fare oggetto della proposta senza sminuire tutti gli altri. Li vorrei tutti, davvero, ma son troppi per ridurre il numero a quattro. Quindi, o si tira a sorte la prossima volta che li vedo tutti assieme, o qualcuno di loro mi fa uno sgarbo mortale, o il testimone lo fa il mi’fratello da solo.
Perň ora ora il mi’fratello dice che il testimone non se la sente di farlo, e neppure un de’quattro ai quali avevo pensato. Restano in tre, e temo che allora la battaglia diventi per escludere uno dalla firma. Insomma, un casino.
Nle frattempo, all’incontro del corso, il tizio che si sposa dopo di noi ci chiama da una parte e ci fa:
“Voi siete quelli che si sposano prima di noi, vero?”
“Si. Giusto voi: organizziamoci per l’addobbo della chiesa, che magari si risparmia qualcosa tutti e due”
“Sapete, quelli che dovevano sposarsi il sabato hanno rinunciato; noi ci s’era fatto un pensiero, ma i parenti lavorano e non potrebbero venire…”
“Oh, tranquilli, in massima libertŕ… noi si voleva qualcosa di semplice… se vi basta il nostro, bene; se volete aggiungere qualcosa il tempo c’č, tra una cerimonia e l’altra, se proprio non vi garba, noi si spende quel che si doveva, si smonta ogni cosa dopo la nostra cerimonia**, voi montate il vostro, spendete quel che volevate, e amici come prima”
“Noi vi s’č detto perchč se nel caso voleste sposarvi il sabato, ecco, sarebbe libero…”
“Tranquillo, eh, massima libertŕ.”
Avete notato come noi s’č ignorato bellamente la velata richiesta di levare la nostra cerimonia di culo e lasciar la domenica libera a uno che s’č svegliato dopo i fňchi? Aggiungete la prontezza della Figlioluccia nel comunicare che abbiamo giŕ le partecipazioni stampate, e il tizio s’č dovuto adattare e, anzi, ha preso l’email della Figlioluccia per concordare gli addobbi.
S’č fissato coll’ottimo Rick le musiche, grossomodo. C’č da accordare, che so, l’uscita dalla chiesa, che io vorrei qualcosa la Cavalcata delle Walkirie e la Figlioluccia, siccome si sposa con me, la Lacrimosa.
Ci manca, causa defezione di un driver, il mezzo di trasporto per la sposa. Se conoscete qualcuno che abbia una Bianchina, una Lisetta, un Maggiolone o una Cinquecento in buono stato, fateci un fischio, che si puň concordare un noleggio -e pure una guida, se gli va-.
Uff. Adesso restano pure il mio vestito, la torta, gli addobbi al ristorante, il rinfresco al lavoro, mille ore di lavoro d’aggiustaggio e sistemazione di mille particolari… resta poi la paranoia della Sindrome di Ross -la conoscete, no?- seppur in forma blanda, tipo l’impappinarmi e conseguentemente moccolare sull’inginocchiatoio, e venire ovviamente frustato con un turibolo acceso dall’officiante.
Non vedo l’ora che tutto questo tour de force sia finito, e d’aver perso i diritti fiscali e d’esenzione dei single.
Che cosa non si fa per dare una sicurezza a una Figlioluccia!

*Zitella
** Marcato bene con la voce, acciocchč capisse che non s’ha intenzione di regalare nulla a uno che provasse a fare il furbo.

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