Ma come si permette?

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1 Commento

Star Trek – Il futuro ha inizio. Ora sapete di che si parla, se non volete spoiler saltate pure.
Premetto che son andato a vederlo che già avevo il mal di testa. Ne sono uscito col mal di testa e la nausea.
Il signor Abrams – il genio che ha inventato Alias, Lost, Cloverfield, Fringe e da tante buone idee è sempre riuscito a rendere tutto tanto cervellotico da restare sulle palle- già mi perplimeva con la scelta di Quinto come Spock. Vabbè che non deve essere espressivo, ma cavolo, magari serve che un attore sappia recitare, che abbia almeno un’espressione in più di Clint Eastwood. E invece no, si sceglie pure per il giovane Kirk e per Uhura un bisteccone monoespressivo e una gnoccasquinza alla Pussycat Dolls con gli occhioni perennemente sgranati.
Poi si fa si che la suddetta Uhura sia corteggiata da Kirk e invece tenga per le palle (in tutti e due i sensi, purtroppo) Spock, roba che nella serie originale nemmeno era passata per il capo.
Poi che si fa? Per far quel che cazzo che ci pare di una serie pluridecennale si inventa il paradosso temporale. All’improvviso nel passato arriva un cattivone che usa un buco nero per viaggiare nel tempo. Era dagli anni ‘60 che non si sentiva una cazzata del genere: un buco nero non è un tunnel, è una palla di materia ultradensa, con una gravità tale da impedire anche alla luce di uscire. Una nave che ci si avvicinasse verrebbe ridotta istantaneamente a un filo monomolecolare lungo la linea di forza più breve, ma in tempi soggettivi dilatatissimi: chi fosse presso l’orizzonte degli eventi sarebbe come “congelato” nel tempo. Riguardatevi il pilot di “Gene Roddemberry’s Andromeda”, del mai troppo compianto Gene Roddemberry, inventore di tutto l’universo di Star Trek.
Il presente (si, insomma, il presente di Kirk) viene del tutto alterato, e HOP!, per far contento un cretino che andrebbe sperso davvero su un’isola tropicale, si annullano tutto Star Trek fino adesso, con Vulcano che viene distrutto in cinemascope, tanto da esser visibile dal cielo anche di un pianeta lontano.
Su detto pianeta lontano, tutto ghiacci e mostri dei ghiacci che non sanno camminare sui ghiacci, alla faccia dell’evoluzione, Kirk trova PER CASO Spock, lasciato lì nemmeno mezza giornata prima, che lo salva con una torcia di legno. Da dove venga questo legno non ci è dato sapere, nè da dove vengano gli abiti pesanti di Kirk, abbandonato tre ore prima in una capsula di emergenza.
Ci se ne fotte della storia della Federazione, della fisica (se teletrasporti uno in caduta libera, questo si schianterà sul pavimento della sala teletrasporto invece che sul suolo, ma si schianterà lo stesso), delle convenzioni scientifiche (e pure di quelle pseudoscientifiche, tipo il limite del teletrasporto convenzionale, visto che si ottiene un trasporto da Saturno alla Terra, ben oltre il “raggio planetario” che invece ci hanno ribadito non so più quante stagioni di TOS (3), TAS (2), TNG (7), DS9 (7), VOY (7), ENT (5). Ci avete capito nulla? Evidentemente nemmeno Orci e Abrams.

Insomma, un film troppo facile. Kirk ne busca da tutti, ci sono scene degne del Muppet Show o dei Goonies, i personaggi sono ridotti a macchiette (McCoy, Checov e soprattutto Scott) o all’ombra di sè stessi (Kirk e Sulu) o semplicemente stravolti (Spock, Uhura). Uscendo ho detto al fido Rick “Cazzo, mancavano solo un cane e un bambino”, senza pensare che coll’alieno-mascotte di Scott ce li avevamo tutti e due in un colpo.

Consiglio questo film solo a chi non conosce Star Trek e non gliene freghi nulla. Tipo Abrams, insomma.

One Response to “Ma come si permette?”

  1. eldar Says:

    l’ho viasto stasera…

    posso dire sol una cosa Ultimate Star Trek.

    e chi legge marvel sa che intendo :P

    E.

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