Voglia di rompere le palle

Tanta iNioranza

4 Commenti

Da oggi c’è una citazione nuova nella lista di quelle che vedete avvicendarsi in testata.
Vi copio un articolo del bollettino sindacale che ci viene distribuito in azienza, opportunamente epurato dai riferimenti troppo precisi.

Un nipotino di Benito lavora con noi

In una nostra sede un giorno
qualsiasi gli operatori entrano nel portale (fatto in
casa) che consente l’accesso a tutti gli applicativi
dove in fondo alla pagina leggono delle frasi di
personaggi famosi. Capita che in uno di questi
giorni qualsiasi appare sul portale la frase
“bisogna porsi delle mete per avere il coraggio di
raggiungerle”, Benito Mussolini.
Ovvio un certo sconcerto tra i lavoratori che si
accorgono della frase e prontamente arrivano le
segnalazioni ai delegati sindacali e a qualche
capo. Nel giro di poche ore la frase viene
sostituita. L’episodio seppur di breve durata è di
per sé indice della cultura che sta passando e del
clima di sdoganamento di certe figure e delle loro
parole d’ordine che hanno tenuto per decenni
tantissima gente in uno stato di oppressione e di
dittatura. Condanniamo fermamente questo atto e
le eventuali responsabilità aziendali nella
speranza che non si ripeta più qualcosa di simile
invitando tutti i lettori alla massima attenzione e
alla pronta denuncia di fatti analoghi.”

Ora, io domando e dico: la frase non mi sembra una cazzata, anzi, è molto migliore di tante motivazionali pagate dall’azienda che vedo appese in giro; cos’è che dava fastidio, l’autore?
Ovvio che si.
Il mio professore di elettronica industriale diceva che non è il luogo in cui viene pronunciata che fa la dignità di un’espressione, e tantomeno il suo autore.

Che i soliti fascistipeggiodeifascisti non riescano ad accettare che una frase, pur provenendo da fonti discutibili -anche se…-, sia quantomeno non reprensibile, mi fa paura.
Si, paura, visto che un articolo come quello qui sopra è indice di una ristrettezza mentale da far paura a Torquemada.
Non è la frase, è la firma, che non garba; se la firma fosse stata “Stalin” DI SICURO E NONOSTANTE TUTTO sarebbe andata bene.
Non è apologia di fascismo, non ci sono istigazioni all’odio o messaggi discutibili. E, lo stesso, è stata fatta rimuovere (oh, beh, da lì).
Non è solo voglia di rompere i coglioni? perchè se non lo è, è imbecillità e basta, talebanesimo della peggior risma. E se lo è, io son più piccoso di questi inquisitori de no’antri.

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4 Responses to “Voglia di rompere le palle”

  1. NeXuS Says:

    Perfettamente d’accordo. Ti diro’ di piu’: trovo la frase di Mussolini estremamente azzeccata ed ispirante.

    La cosa si complica quando si devono scegliere le mete, perche’ tutto sta a fissarsi le mete giuste…

    … poi pero’ bisognerebbe parlare di cosa e’ giusto o meno e non sta certo ad un povero laureato in informatica mettersi a discutere dei massimi sistemi (anche se, lo so, non riesco ad astenermi dal farlo).

  2. Sir_Eltar Says:

    Babba bia…da persona orientata verso sinistra devo dire che sono sconcertato quanto e più di te caro C.

    Temo che certi mezzucci di propaganda siano l’equivalente delle preghiere di rito della messa domenicale (non me ne vogliano i cattolici), ovvero un metodo semplice per tenere legato il popolo bue.

    Mio nonno, che era tedesco, mi diceva sempre di essere “Duro come l’acciaio Krupp” (nella volontà)…parafrasando un celebre discorso Hitleriano.
    …ancora nessuno ci ha fortunatamente tacciato di nazismo. :\

  3. i'C Says:

    @Nexus, il tuo appoggio significa tanto :) , soprattutto viste le differenze di vedute
    @Sir… Perchè non abiti da queste parti. Qui basta meno. A me diedero del fascista quando, all’indomani dell’11/9, comprai Libero con la bandiera americana per poter leggere “l’altra campana”. Ancora non l’avevo tolto dal cellophane che già ero stato bollato, sulla fiducia, alla faccia della libertà di informazione, della paura delle censure e del fascismo (degli altri).

  4. Ely Says:

    penso che sia il più grande difetto della toscana…terra stupenda, piena di vita, piena anche di cultura, ma purtroppo repressa dal ‘rosso’…un vero peccato…se un giorno ci verrò ad abitare, altro che della fascista mi daranno :-) ma non cambierò mai idea…. no…no…anzi… e più vedo, leggo, sento ’ste cose e più sono convinta delle mie idee…

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