I Giapponesi sono una razza superiore di pazzi completi
← Giappone!
E il bagnoschiuma dell’hotel -e conseguentemente il sottoscritto- ha lo stesso odore di quei giocattoli di gomma/plastica (i braccioli, le ciambelle, i cuscini da spiaggia) che usavamo da piccoli, quindi ogni volta che faccio la doccia č Marina di Cecina, anno 1979.
Bene, dati questi due fatti di basilare importanza per capire come me la sto vivendo qua, andiamo a riassumere i giorni passati.
Siamo partiti il 21 mattina, con sul gobbo meno di quattro ore di sonno. Giustamente, il Gazzeri, con lo stesso aereo nostro, ha dormito due ore di piů, visto che non č apprensivo come me e soprattutto conosce meglio di me i tempi di imbarco. Io invece ho costretto la Figlioluccia (MIA MOGLIE!) ad una levata antelucana.
No, non siamo andati in viaggio di nozze in tre: č che Antonio, viaggiatore per professione, aveva per combinazione lo stesso nostro volo fino a Zurigo. Lui in business, la Deb a tre file di distanza, io dieci indietro, alla faccia della precisione della Swissair; la compagnia si č perň fatta perdonare quando, venutici a chiedere se eravamo volontari per un pernotto a Zurigo per alleggerire un volo pesantemente overbooked, alla vista delle foto del matrimonio santamente masterizzateci e trasferiteci dal prode Antonio, ha cambiato i nostri posti (e quelli di sei ignari giappini a cascata) per il volo a Tokyo.
Siamo cosě finiti nei primi posti dopo la business, primi a esser serviti, con televisore nel bracciolo, piů spazio per le gambe, accanto a una vecchietta scatarrante sotto la mascherina sterile -sui piedi della quale vecchietta poi ho bolsamente versato un litro di caffč rovente-, ma soprattutto ACCANTO.
Siamo giunti a Tokyo-Narita con sulla schiena un jet-lag che chiedeva informazioni ai passanti per conto suo. Un’ora e mezzo di autobus -e qui apro un inciso: ci hanno chiesto “com’č uscire dall’aeroporto e trovarsi a Tokyo”. Sono sessantasei kilometri, da Narita a Tokyo; č come chiedere a uno che sbarca a Livorno com’č stato trovarsi vicino agli Uffizi- e via, al Keio Plaza Hotel.
Ovviamente, il check-in non si poteva fare subito; abbiamo approfittato delle TRE ore da aspettare per un giro di Shinjuku. Vi dico subito che evidentemente ci siamo persi, visto che le bellezze di Shinjuku le abbiamo trovate solo oggi, a cinque giorni di distanza.
In camera, abbiamo smontato le valigie, montato il portatile, chiamato i Cicali vecchi via Skype per un saluto -dopo aver insegnato loro come usare Skype, posso insegnare al granito a nuotare- e siamo crollati.
Il 22 c’č stata la visita guidata: con una guida dal nome di un manga soft-porno e una mandria di indiani piů caciaroni dell’italiano medio, abbiam visitato la Torre di Tokyo, la piazza del palazzo dell’Imperatore, il tempio di Asakusa e una marchetta a un rivenditore di perle.
Appena finito il tour, siamo tornati per conto nostro ad Akihabara, per la quale eravamo transitati durante uno degli spostamenti, e nella quale ho giŕ avviato le pratiche per richiedere la residenza. Non vi dico nulla, a parte tre parole: tecnologia, pachinko, cosplay.
A proposito di Pachinko:
Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.
Registrato di straforo, fingendo di scrivere un sms mentre mi si inchinavano davanti sei persone e mi indicavano una macchina e una poltroncina l’una. E intorno miliardi di palline d’acciaio che ruzzolavano. Roba da diventar grulli.
Abbiam cenato con l’equivalente di dodici euro in due, compresi sette euro di birre, e il resto
SUSHI!
Il giorno dopo… beh, lo recupero con calma












settembre 26th, 2009 at 15:20
Che bello che bello che bello!!!!
Uff non lo so se seguirň ancora il tuo viaggio: troppo doloroso invidiare!!!!
Voglio le foto dei bento che ti sei comprato!!!
settembre 28th, 2009 at 09:05
Se cerchi un blocco di granito a cui insegnare a nuotare, io potrei essere una volontaria………..
Continua a farci sognare il giappone, aspettiamo ancora foto e racconti.
h.
settembre 28th, 2009 at 11:32
Sala Pachinko, miiii che casino!
) smuack!
O_O Divertitevi tanto tanto tanto