Archive for gennaio, 2010

Accadde che..., Plauso e lodi Una soddisfazione, finalmente

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In questo momento la Figlioluccia č sull’aereo per Berlino, diretta verso la messe di allori che la aspetta al Bread & Butter per la campagna che ha realizzato per una nota ditta di piumini.
Il privarmi della di lei compagnia, anche se solo per pochi giorni, mi pesa giŕ, ma mi č alleviato dal fatto che, nonostante la campagna sia stata firmata come agenzia e non col nome di lei, il lavoro di copy e organizzazione sia TUTTO suo, e tutte sue saranno le lodi come lo sono state la standing ovation in sede cliente alla presentazione e i complimenti di tutti coloro che con quella produzione hanno avuto a che fare.
Il biglietto č pagato dall’agenzia -anche se probabilmente prenotato all’ultimo momento, visto che la Figlioluccia viaggia da sola su un volo di categoria superiore-, e la mia dolce metŕ alloggerŕ in un loft nel centro di Berlino.
Io intanto non riesco a decidere cosa farmi portare per souvenir per farle alleviare la coscienza dall’avermi lasciato solo -serata del veNERDě a parte- mentre lei se viene osannata in giro per l’Europa. Suggerimenti?

(No, scherzo. Vai tranquilla, Debbina, che ti meriti questo e altro, ennesima prova del genio che sei)

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Senza Categoria Un ottimo inizio

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Senza causa a me evidente, quale uno sforzo, una frescata o quant’altro, mi trovo la schiena -le lombari, in realtŕ- che a tratti e senza preavviso ululano.
Esco di macchina e per i primi due passi barcollo e mi gira la testa dal dolore.
Mi siedo, sto tranquillo cinque minuti, poi la schiena comincia a borbottare.
Cammino e passa tutto. Poi ricomincia mentre entro in ascensore.
A caso.
Il medico non viene a casa, perň se voglio mi prescrive Tachidol come se piovesse, sulla fiducia, senza vedermi. Mi rifiuto e finchč non piango restando a sedere, resto al lavoro, che domani č un altro giorno, si vedrŕ.
Mi sto spalmando tubettate di crema analgesica, con l’unico effetto di avere un’aura di canforacannellamentolo come l’alone viola dei sieropositivi della pubblicitŕ.
Sento anche intorpidita la mano con cui spalmo, ma magari č solo suggestione, quindi il primo che mi propone una variante all’autoerotismo coll’elastico lo infamo.

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