R.I.P.*
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Oggi è morto, in un incidente in mondovisione, quello che faceva il testimonial per le patatine sui furgoni.
Sarà che non ho mai seguito le corse in moto -e neppure in auto o in bicicletta, o qualsiasi altro tipo di competizione-, e ho dovuto googlare per sapere chi fosse quel “che tragedia, è morto” su FB, su google, in qualsiasi aggiornamento di stato di questo social mondo.
E, comunque, me ne è importata una cippa.
C’avevo mangiato assieme? No.
Ha sempre dato tutto ai babbini poberi? No.
E’ sempre sceso in pista ben pagato, ben conscio del rischio che correva, quasi adeguatamente protetto. Al contrario di tanti ALTRI morti sul lavoro. E al contrario di questi altri, è morto facendo qualcosa che gli piaceva fare. L’avessi io, quella fortuna! (Temo però che rientri nel “non fare niente che non vorresti essere trovato morto mentre lo facevi”, e allora ciccia).
Sono morti ennemila ventiquattrenni in incidenti stradali, quest’anno, e non gliene è importato una cippa a nessuno.
Cosa cazzo c’ha, questo, di diverso? Di affettivamente diverso per voi “addio, caro amico”, intendo? Nulla. Neppure voi ci avete mai fatto una serata di birre assieme, almeno per la stragrande maggioranza; l’unica differenza è che ve l’hanno fatto vedere in televisione e sui giornali mille volte, e v’è rimasto imprintato come ai paperi di Lorenz, che considerano famiglia la prima entità organica che vedono. Ai paperi passa subito dopo la nascita, però, guarda te come sono più avanti gli animali rispetto al telespettatore medio.
Anche Stivgiobs. La mi’benzinaia, quando settimana scorsa ho ordinato un Hard Disk ottenuto coi punti benzina, m’ha chiesto “Anche questo l’ha inventato quello che è morto?”. Mi c’è voluto un po’ per capire cosa intendesse, e per risponderle che no, quello che ha inventato “questo” non sapevo se era vivo o morto, ma senza di lui “quello che è morto” c’aveva avuto poco da lavorare.
Muore un capitano d’industria -innovatore? vabbe’, si, ma guardatevi “I pirati di Silicon Valley”- e la gente si straccia le vesti, solo perché è di moda dimostrare che “I care” come era diventato di moda mostrare l’iPhone. Mettiamoci poi che costa ZERO copincollare “stay foolish, stay hungry” nel proprio status (“Think different” ‘na cippa, gregge di pecore. Il prossimo capo di Apple dovrà solo mettere sul mercato iSheep, un bellissimo campanaccio da collo collegato a Foursquare con il laccetto proprietario e con il suono downloadabile solo da iTunes, e la gente sarà contenta di poter esibire quello status symbol e appartenenza a un gruppo SEMPRE), siccome costa zero, dicevo, la gggente ne ha fatto una gara.
Per il tizio che ha inventato il pacemaker solo gli status controcorrente, cavolo, lui ha solo salvato delle vite, mica cambiato la mentalità degli users-consumers.
Che poi io resto basito ogni volta che avviene un decesso “celebre” e nei tg vedo perfetti sconosciuti dall’altra parte del mondo che si strappano vesti e capelli. Sono convinto che Ledidiana stessa avrebbe detto “oh, ma chi cazzo siete? ’sti soldi che avete speso in coccarde e pupazzi da ammucchiare col muletto alla cancellata, non li potevate dare ai babbini poberi?”.
Lo stesso resto basito ogni volta che a Roma, a Milano, al Pitti, alla fiera dell’idrovolante in mogano ingioiellato artigianale di Cagate in Brianza, qualcuno mi fa “Guarda, c’è Sarcazzo!”. La mia risposta di solito è “Sarcazzo chi?” “Il terzo sostituto del cugino del tronista calciatore in quel film tratto dal romanzo delle Veline!” e, mentre di solito Sarcazzo è subissato da richieste di autografi, foto, toccate di culo e taumaturgico sudore (“Bacia il bambino! Bacia il bambino!”) io me ne vado per non mescolarmi al burinume.
Lo diceva il compianto (perché è vivo, lui) Jovanotti: “o è Natale sempre o non è Natale mai”, che dietro una esposizione da nocchini, spero possa sottintendere che se una cosa vale, vale sempre: o vi dispiace per tutti i ventiquattrenni che muoiono sotto una ruota, o non vi dispiace nemmeno per quelli miliardari che avete visto in televisione. Coglioni, non è che se è famoso lui, se vi dimostrate vicini diventate un po’ famosi anche voi. I reali non curavano col tocco nemmeno nel medioevo, quando ce ne erano una manciata per nazione, figurati se curano la pellagra adesso che si diluiscono il mana con tutti quelli che son famosi per quindici minuti (Warhol, ti prego, torna dalla tomba, prometto che non faremo caso a quanto ancora sei dimagrito, e spiega a tutti CHE NON CONTANO UN CAZZO, CHE NESSUNO CONTA UN CAZZO, CHE UN COGLIONE CHE PIANGE PER UNO CHE NON HA MAI CONOSCIUTO E DALLE CUI OPERE NON HA OTTENUTO MIGLIORAMENTO NE’ LUI NE’ L’UMANITA’ IN GENERE, HA LE MENINGI PIU’ MALLEABILI DI QUELLE DI UN PAPERO APPENA USCITO DALL’UOVO).
O è un ipocrita. Massì. Diciamocelo. “M’importasega di Giobs, nemmeno so chi è, che ha fatto, ma se tutti copincollano steifulish dev’esser fico, dai, copincollo pure io, faccio finta che mi dispiace” e ci aggiungiamo “M Dsp! Sz te Nn c avrbb stt l’iPd”. Quanto costa fingere un sentimento su feisbuk? Nulla, è gratis, allora, giù, fingiamone due.
Spero sempre più ardentemente nell’apocalisse zombie, almeno fingerete di piangervi tutti con tutti, e sarete contenti.
*Ripetitive Ipocrisie Pubbliche.












ottobre 24th, 2011 at 09:53
“92 minuti di applausi!” geniale, alcuni passaggi sono particolarmente illuminanti…
” I reali non curavano col tocco nemmeno nel medioevo, quando ce ne erano una manciata per nazione, figurati se curano la pellagra adesso che si diluiscono il mana con tutti quelli che son famosi per quindici minuti”
o ancora…. chicche come…
” iSheep, un bellissimo campanaccio da collo collegato a Foursquare con il laccetto proprietario e con il suono downloadabile solo da iTunes, e la gente sarà contenta di poter esibire quello status symbol e appartenenza a un gruppo SEMPRE)”
Cicali, hai vinto!
ottobre 24th, 2011 at 10:15
Troppo buono :/ ; il commento migliore che avevo ricevuto finora è stato sul tenore “ti voglio bene come se tu fossi normale”
Lo so, il mana è un riferimento da nerd, ma quando ci vuole ci vuole.
ottobre 24th, 2011 at 10:16
(intanto ho aggiunto il tuo blog ai miei preferiti, che ho fatto “oooh!” appena l’ho visto)
ottobre 24th, 2011 at 12:00
Difficile non trovare una drammatica e assolutamente triste corrispondenza con la realtà.
Non avrei saputo esprimere meglio di come hai fatto il senso di fastidio di questi giorni per la sensibilità dimostrata dalla massa per la morte di “illustri sconosciuti”, come se fossero davvero partecipi di un lutto che non gli appartiene nemmeno per sbaglio.
ottobre 25th, 2011 at 10:21
Unico rammarico: dovevo farvi conoscere prima!
ottobre 25th, 2011 at 10:36
Chi? Io e Alberto? Saran dodici anni. Non i blog, però :/
ottobre 25th, 2011 at 18:42
Ah, ma quindi non sono l’unica pazza a pensare certe cose! Giorni fa ho litigato con non so quante persone perchè mi sono permessa di dire le stesse cose che hai scritto tu qui, e poi mi sono rotta i coglioni di parlare quei muri moralisti ( perchè non sono persone, ma pezzi di granito e per giunta pure rompicoglionisticamentemoralisti! ) Allorchè ho scritto pure io un post per sfogarmi sulla loro idiozia e .. Mi rincuora sapere che c’è gente a pensarla come me: allora non sono sola al mondo. Saludos
La Lupa
ottobre 26th, 2011 at 10:56
Ottimo Simone! Sono davvero concorde su tutto.
E’ stato detto molto dai media su Steve Jobs mentre la morte di Dennis M. Ritchie di alcuni giorni fa (il padre del C e dell’informatica) è passata assolutamente in sordina…
novembre 3rd, 2011 at 10:16
C’hai ragione a scrivere quello che scrivi. Però posso dirti, umanamente, che quando muore una persona, una BELLA persona, il dispiacere c’è. L’impatto mediatico, essendo un personaggio pubblico, in quanto sportivo, è sicuramente maggiore.
Ma tralasciando questo… Quando ho visto i suoi funerali ho pianto come una fontana. Perchè? C’avevo mai bevuto una birra insieme? No. E quindi?
Perchè mio marito è un motociclista. Perchè ogni volta che vedo un incidente in cui è coinvolta una moto a me si gela il sangue. Perchè ho una paura fottutissima che, un giorno, potrei vederci la moto del mio amore lì per terra.
Perchè ho pensato a due genitori SPLENDIDI, con una forza d’animo invidiabile, che 2 anni fa hanno perso il proprio figlio in un incidente di moto. E sapevo che in quel momento loro stavano rivivendo il passato.
Se no vivi certe cose, Simo, non puoi pontificare.
Io ti posso dire, in tutta sincerità, che ho visto la faccia di V. quando il Sic è morto. Mi sono spaventata dalla faccia che aveva e quando gli ho chiesto “che c’è?” mi ha risposto “E’ morto Simoncelli…”
Perchè per un motociclista, vederne un altro che muore è un pezzo di lui che se ne va.
E per chi ama un motociclisa è altrettanto difficile, credimi.
Non ho mai messo un Ciao Sic o uno Stay hungry stay foolish nel mio status. E, come te, biasimo quelli che cavalcano l’onda del momento, creando pagine o scrivendo minchiate sul proprio status solo per dire “minchiasonofigoancheiohoscritto!”.
Però ci sono persone, Simo, che se scrivono certe cose un motivo ce l’hanno.
E sindacare su questo non mi pare una cosa intelligente.
novembre 3rd, 2011 at 10:58
Non sono mai stato intelligente. Il massimo che mi si può accordare è la stronza sincerità.
Posso capire il dolore di V. e pure il tuo.
Ai funerali piango quasi sempre anche io, indipendentemente dal morto, anche solo per empatia col dolore altrui. In Schindler’s List l’unica scena che mi ha fatto male è quella dei sassi: ecco quanto sono stronzo, insensibile, ma facile al pianto empatico.
Ma torniamo a noi.
Io l’ho con gli “amici” dell’ultima ora, o quelli che salutano perché è moda, quelli che piangono perché è morto uno famoso, coso lì, e mi sento un po’ morto anche io perché siccome è famoso me lo sento come in casa, quelli educati da TV e grandifratelli che improvvisamente Taricone era stato a cena da loro la sera prima, quelli che vado al funerale perché ci vanno tutti e mi fanno vedere in televisione, che s’ingreggipecoriscono perché TUTTI postano “ciao Sic, farai le pieghe tra le nuvole” e fino a ieri credevano che facesso solo cric o croc con le patatine.
Non mi sembra che tu faccia parte di questo gruppo. Se l’hai presa sul personale, hai fatto sbagliato.
novembre 3rd, 2011 at 14:39
Non l’ho presa sul personale Simo.
Io per prima, parlando con V. gli ho detto “il prossimo link strappalacrime su Simoncelli lancio il computer dalla finestra. Cazzo!”
Mi ha dato un fastidio tremendo tutta questa sovraesposizione. Mi ha dato fastidio la gente che manco sapeva chi fosse Simoncelli ed, improvvisamente, si struggeva per la sua morte.
Mi hanno fatto schifo tutti gli stay hungry stay foolish, ma altrettanto fastidio mi hanno dato i soliti polemizzatori che hanno postato link sul tipo del pacemaker.
Ma stare zitti 2 minuti no?
Entrambi.
Sarebbe meglio, sarebbe più bello e più civile.
Fine dello sfogo.
Perdonami ho il mestruo!
novembre 3rd, 2011 at 14:59
Salve, sono un solito polemizzatore.
Di solito lo sono perché dico quello che penso con insistenza, e se non piace all’interlocutore vengo additato come “inutilmente polemico”. Certo, meglio appecorarsi.
Per una come te c’erano mille Bimbiminkia.
E sì, la penso come te, Facebook non sarebbe luogo per i necrologi.