Archive for the ‘Accadde che...’ Category

Accadde che... L’importanza delle parole

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I miei stanno ammodernando un bagno, a casa loro.
Sono rimasti, penduli da una forassite, dei fili inutili, incastrati chissà dove ma staccati dalla tensione.
Io ho suggerito che gli operai smurassero la forassite fino al punto di blocco, in modo da poterli togliere e fare una cosa pulita al momento di intonacare.
“Eh,” fa la mi’ mamma al telefono “non so se lo fanno, che pare vogliano ricoprire e basta”*
“Beh, se non lo fanno loro, tocca farlo a me, che così non può e non deve stare; quindi, visto che stanno scavando le altre tracce…”
La sento urlare verso i muratori, pure stizzita e polemica con me: “Se non lo fate voi va bene lo stesso, lo fa lui”

Io mi rassegno: “Ecco, digli di lasciarmi uno scalpello adatto”.

*la capacità decisionale di un muratore relativamente a lavori per i quali è profumatamente pagato è spesso sottovalutata.

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Accadde che... Una bella settimana

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Settimana scorsa:
- ho pagato la rata del mutuo
- la rata dell’armadio (la penultima, per fortuna)
- mi è saltata un’otturazione, rivelando che il dente va devitalizzato, portando con sè un buon quarto del dente medesimo; il dentista non può sistemare il tutto fino a dopodomani, ovviamente
- è arrivata la richiesta del condominio di circa 1200 euro per il rifacimento del tetto
- abbiam spostato la data del viaggio a Londra
- mi è stata comunicata la visita dell’ispettore alla caldaia per giovedì prossimo
- dulcis in fundo, ieri si è rotta la lavatrice, dopo aver allagato il ripostiglio.
- Dimenticavo, quindi edito: il tagliabarba mi è morto a metà di una rasatura, nel momento in cui sembravo Gazzè sotto aminoacidi.

Una bella settimanina di merda, nevvero?

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Accadde che... Io ci sarò, credo

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Sagra del seitan
Qui il programma

C’han mangiato anche dei “cicciai” irriducibili, e ci son stati bene.
V’aspetto?

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Accadde che..., Virtuality Volete sapere cos’è successo al blog?

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Eh, pure io.
Anche se temo di saperlo.

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Accadde che..., Follia Plagio involontario

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Da “il Corriere” del 9/5

“Alla durissima presa di posizione del Va­ticano, il rappresentante del governo libi­co risponde con altrettanta fermezza: «Quando abbiamo allentato i controlli sia­mo stati accusati di mandare la gente a mo­rire. Ora che abbiamo deciso di potenziarli ci accusano di violare i diritti umani. Noi siamo aperti a tutti i tipi di cooperazione, se volete possiamo portare a piazza San Pie­tro tutti gli stranieri che le vostre navi han­no portato qui. Bisogna capire che la Libia da sola non ce la fa, queste persone scappa­no dalla fame, non dalla guerra. La coscien­za dell’Europa deve svegliarsi perché noi proveremo a fermare chi affronta il mare per avere una vita migliore, però saremo costretti a fermarci se continueremo ad es­sere il luogo di transito di tutta l’Africa. E saremo costretti a sospendere i controlli delle frontiere verso l’esterno qualora ci rendessimo conto che il peso migratorio sta diventando troppo pesante».”

Non è mai bello scoprire di pensarla come Gheddafi, tranne quando c’è di mezzo il Vaticano.

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Accadde che..., Dio li fa e poi li accoppa, Plauso e lodi That’s amore

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Dopo due notti fuori casa -anche se a casa di amici gentilissimi, mica sulle panchine-, due giorni ricchi di impegni -cogli amici gentilissimi di cui sopra- e un appuntamento annuale che, visto il gradimento della Figlioluccia posso sperare di rendere fisso anche per lei, dopo aver incontrato DiNozzo di NCIS e Annachiara del Grande Fratello (quella è topa per topa per tre e quattordici, più dal vivo che in televisione, per stessa ammissione della Figlioluccia, se no col cavolo che mi azzardavo a scriverlo qui, capitemi), dopo essermi innamorato di almeno sei serie televisive nuove con le quali ammorberò la Figlioluccia e il mio PC per almeno un’estate, ieri s’era finalmente di ritorno. Quando ho finalmente iniziato a vedere per la prima volta e sul palmare il musical “Hair”, giusto sei minuti per capire che mi sta sulle palle (no, dico, fancazzisti drogati che campano alle spalle del prossimo), il nostro treno è arrivato a Firenze.
Alle 22.42.
La Figlioluccia propone di prendere un taxi, “che tu domani monti alle sette, e io ho un sonno boia, e mi fa pure male lo stomaco”, così un tassista logorroico ci accompagna all’auto.
Tre minuti dopo mi accorgo di non aver con me il cellulare.
Chiamo. Trilla a vuoto. Bene, almeno non l’hanno raccattato e spento, o stirato con un’auto. Non è nel taxi nè a terra, quindi, visto che nemmeno risponde nessuno.
La Figlioluccia -che l’auto è sua- sfida il sonno e mi reca prima in stazione -di nuovo- dove io accerto la sparizione del treno tutto. Un gentilissimo ferroviere -mica ci sono solo quelli che chiudono gli sportelli in faccia ai passeggeri impedendo loro di salire in un giorno di sciopero TRE MINUTI prima della partenza, e qui ogni riferimento alla Freccia Rossa partita da Milano verso Roma alle 19:30 è puramente casuale- telefona prima senza successo al convoglio, poi in deposito e avvisa che sto arrivando.
La Figlioluccia fa arrampicare l’auto fino all’Osmannoro, sopportando pure la mia fretta e i miei commenti di impazienza, e, espletate le verifiche di sicurezza del caso in guardiola ed esplorato metà dell’impianto in cerca del reparto lavaggio, mi guarda vagare in pellegrinaggio da un addetto all’altro fin quando ne trovo uno in grado di capire l’italiano e che mi indica che la Freccia Rossa è una delle due agli estremi dell’impianto. Una è in arrivo per il lavaggio, l’altra boh. Per fortuna quella che interessa a me è quella da lavare, quindi dieci minuti dopo e innumerevoli binari scavalcati, busso alla motrice come avevo visto fare al gentilissimo ferroviere di SMN, mi faccio aprire la carrozza e recupero il cellulare abbandonato sul tavolino.
Da un coglione, aggiungerei, quello che vi sta scrivendo.
La Figlioluccia, che aveva esordito con “ho sonno”, ricordate?, mi recupera e, imboccata l’autostrada, mi scodella a Figline verso le una, dove ci fiondiamo a letto dopo aver bevuto un bicchiere di Caleffi per il suo mal di stomaco, e quindi rovesciato le valigie sul divano e la roba sporca nel cesto in bagno.
Senza un’offesa, senza scaricarmi in faccia lo spray al peperoncino, senza farmi controllare la ruota posteriore in area di servizio e partire sgommando, senza farmi per sbaglio manovra addosso durante il parcheggio, senza suggerirmi di legarmi le cose al collo o di andare in vacanza in paesi nei quali non batte sole.

Capito perchè la sposo?

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Accadde che..., Follia, Sapevatelo! Quattro maggio

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Stamani ho sentito pure questa:

“Ehi tu! Sei come immobile,
dato immortal sospiro”…

Perchè tanto odio?

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Accadde che..., Dio li fa e poi li accoppa, Virtuality Nota personale: “Mentalmente” è diverso da “Ad alta voce”.

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Pomeriggio forzatamente casalingo. Io e la Figlioluccia ci alterniamo alla Wii-fit, uno a far esercizi e l’altra sul divano.
Durante le flessioni con stacchi laterali, il trainer automatico mi fa, per spronare e incoraggiare: “Visualizza mentalmente il corpo che vorresti avere”
Io, a denti stretti: “Claudia Schiffer, Claudia Schiffer!”

Ho sbloccato tre livelli avanzati della corsa solo tenendo in mano il controller nella decina di minuti successivi.

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Accadde che..., Follia Piante e sostanze

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foto0027Ieri notte, verso le una, uscivo dal casello autostradale.
Come spesso accade, le forze dell’ordine effettuavano -lodevolemente- i loro controlli, muniti di torcia, paletta e giubbetto catarinfrangente, sui mezzi in uscita.
Mi fanno cenno di accostare. Abbasso il volume dell’autoradio, tiro giù il finestrino, lato destro visto che a destra s’è posizionato il tutore.
Lui mi punta la torcia in faccia e chiede “Buonasera, di dove è, lei?”. Ora, io so che i capelli scarruffati e la barba lunga che tanto piacciono alla Figlioluccia -e solo a lei- non sono rassicuranti, ma questo incalza “E come si chiama?” “Cicali”, rispondo io.
La torcia ha intanto vagato sui due cellulari in plancia, sul portapalmare -vuoto-, sulle borse appese dietro, sul mio auricolare… e non c’è nulla da ridire, suppongo. Poi si incastra sulla pianta carnivora comprata a tre euro all’esselunga e sostenuta dal supporto portatazza qui a lato -solo per non rovinarla durante il trasporto verso casa, eh!, mica ho intenzione di trasformare lo sportello di destra in un balconcino fiorito!- e chiede subito, anzi, dichiara:
“lei fa uso di sostanze”. Il punto interrogativo è tanto piccolo che non si vede nemmeno.
Io ridacchio -nemmeno questo dev’esser stato rassicurante- perchè ho capito e rispondo “No, è una pianta carnivora, l’ho comprata questo pomeriggio e la sto portando a casa”
“Carnivora?”
“Si”, rispondo io, e spiego come una pianta colle foglie a forma di bottiglia possa essere letale per gli insetti.
“Uhm.”, dubita lui “La faccia vedere al mio collega più avanti… Ohè, guarda ’sta pianta”
Faccio dieci metri, e devo sottoporre il vasetto a nuova ispezione visiva, probabilmente ad opera di collega più dotato in botanica, e devo spiegare di nuovo.
Insomma, torno a casa che la pianta mi mormora “Mii, che figura mi hai fatto fare… ma mettermi tra i sedili come tutti, no, eh?”

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Accadde che..., Ce l'ho con... Dotazione di serie-tà

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L’altr’ieri ero in coda, come accada per una buona mezz’ora ogni mio giorno.
Sulla destra una di quelle macchine-siluro da crisi di mezz’età: bassa, filante, costosa come un panfilo.
Il tipo al volante apre il finestrino di tre dita e butta fuori il mozzicone, stando attento a non farla cadere sulla carrozzeria.
Io attiro la sua attenzione, abbasso il mio finestrino e, col mio migliore sorriso, aspetto che anche lui abbia fatto lo stesso.
“Bella macchina!” esclamo garrulo.
Il tizio sorride compiaciuto.
“Non ce l’ha il portacenere?” chiedo, sempre sorridendo.
Il tizio smette di sorridere, distoglie lo sguardo, chiude il finestrino e mette tutte e due le mani sul volante fissando davanti a sè.
Senza una parola.

Ora, io sono uno stronzo. Ma I fumatori, che a un passo da un portacenere buttano la cicca a terra; quelli che la seppelliscono nella sabbia quando sono al mare; quelli fumano un po’ dovunque, fottendosene anche se ci sono bambini; quelli che per qualsiasi altra questione sono corretti e cortesi e ligi, poi però fumano in pineta e al distributore o, mentre passeggiano, tiran via il mozzicone con una schicchera; ecco, quelli cosa sono?

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Accadde che..., Tanta iNioranza Testamento biologico

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Quando ho comunicato la mia intenzione di andare a firmare sabato in piazza Beccaria, un collega di quelli baciapile ha cominciato a fare il simpatico.
Poi ho risposto.
“Guarda che se si basano sull’encefalogramma, a te l’alimentazione te la sospende il pizzicagnolo”
Non ho guadagnato un amico.

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Accadde che..., Ce l'ho con... Gli zingari non rubano i bambini

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ROMA

Spose-bimbe bulgare
vendute a 10mila e????ro

Portavano illegalmente in
Italia ragazze bulgare minorenni
per “venderle” come spose: il
prezzo si aggirava sui 10 mila
euro, o più. Le ragazzine finivano
in mano ai clan nomadi,
venivano ridotte in schiavitù e
costrette a commettere furti e
borseggi a Roma e in altre città.
I carabinieri del Ros hanno arrestato
11 bulgari per tratta di
esseri umani, riduzione in
schiavitù e favoreggiamento di
immigrazione clandestina.

da La Nazione di oggi.

No, li compravendono.

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Accadde che... Nel frattempo…

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Sanremo è stato vinto da una tenerissima e bravissima Cortellesi colla maschera di Groucho Marx senza baffi, e da una marchetta della De Filippi.

Veltroni-chi? è stato sostituito da Franceschini-chi?, senza colpo ferire e senza far cessare nemmeno per un picosecondo i continui “maggioranza cacca”.

Abbiamo temuto per l’integrità fisica di Patti Pravo, che probabilmente dietro ha tutta la pelle d’avanzo.

Al Grande Fratello sono entrati Ri-Katia e RiMedioman (su Rimedioman ho depositato i diritti, se lo volete utilizzare mi dovete pagare le royalties), ed è stato buttato fuori un altro psicopatico -complimenti alla selezione- che girava nudo minacciando di defecare sui letti altrui. L’hostess è stata licenziata, forse no, forse si, farà la Fattoria, forse no, forse si, ha rotto il cazzo e dovrebbe andare a zappare, e senza forse.

Due bei tomi del PD han promosso un emendamento (e un dei tomi, tal Vita -ohi Vita mio!- s’è giustificato a Radio24 dicendo “non mi aspettavo certo che passasse, se no non l’avrei fatto”; abeh, complimenti per la levatura morale) per abbassare la soglia per i contributi pubblici ai partiti dal 4% al 2%. Si, insomma, il PD si frammenta, bisogna trovare il modo perchè ogni frammentino continui a poppare dallo Stato. Il drammatico è che detto emendamento è passato alla quasi unanimità, salvo DUE radicali che la prossima volta beccheranno il mio voto, quantomeno.

Ho passato un sabato d’oro con cucina della Figlioluccia e compagnia di amici, e un venerdì altrettanto ben frequentato. La domenica di TV, svacco e pigrizia è stata l’ideale coronamento del tutto.
Tutto regolare, mi sembra.

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Accadde che... Degli effetti deleteri dell’alcool sull’epidermide umana

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Grappa + In my skin =

tattoo

Grazie, Mary :)

(Tatuaggio e foto ad opera di M)

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Accadde che..., Follia Brevi scambi via sms

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“Come va?”
“Sto sorvegliando 14 atleti. Sembrano bambini in gita”
“Non ti innamorare”
“Macchè innamorare, son ragazzini”
“E oltre a ragazzini?”
“Son tutti ragazzini… Purtroppo! : – D”
“Vabbè, da adesso sei single, goditela”

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Accadde che..., Dio li fa e poi li accoppa, HELP!, Sing Single Cose di casa

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Lo sapevate che tra un qualche (un po’ troppo) tempo la Figlioluccia verrà a convivere con me? No? Sapevatelo.
Ecco. Il problema è lo spazio, per ora; non tanto per lei, quanto per l’accresciuta necessità volumetrica per vestiti, scarpe e pentolame (si, che ho il culo che alla Figlioluccia piaccia cucinare, che lo faccia bene e in gran varietà e copia).

In attesa che mi riesca progettare e costruire la cassapanca che, addossata al muro, contemporaneamente sostituirà tre sedie, costituirà dispensa e “romperà” ulteriormente la stanza, abbiamo iniziato la MISSIONE ARMADIO.
Siamo stati da IKEA, KREA (noo, non è quasi plagio, noooo!), Mobildiscount, Mondo Convenienza, qualche altro rivenditore minore, abbiamo scartato a priori Emmelunga del cavolo; abbiamo passato ore all’IKEA -per Befana. Vi rendete conto? Per Befana!!!- l’una o china sul programma di planner guardaroba, l’altro saltabeccante qua e là per il reparto a cercare, che so, com’era l’APPLAD dal vivo, o se c’era un’anta similMALM che non fosse la BIRKELAND (oddio, ormai le so a memoria).

Poi, appena optato per la terza delle combinazioni partorite dal planner 3d (e da una silente promessa a Pasusu che se alla Figlioluccia fosse andato bene l’angolare da me proposto avrei, dopo la mia dipartita, torturato personalmente per l’eternità le anime di una buona parte dei designers IKEA -che secondo me meritano un inferno a parte, tutto in melammina, truciolare e colori fluo, ma è un altro discorso-), tornando da LIDL, siam passati davanti al Mobilmarket.
“Che si fa, si passa anche lì?”
“Giusto per completezza”
Diciamo che per entrare abbiamo dovuto girare attorno all’armadio dei nostri sogni che ingombrava l’ingresso.
Scontato del 45%, in massello.
Indebitatici nel giro di mezz’ora, grazie alla simpatia e disponibilità dei commessi e del responsabile (e non è poco. Giuro, non è poco) per i prossimi sei mesi, la missione è diventata DISPENSA COI CASSETTI. Stavolta IKEA davvero.

Ci siamo andati di domenica, che a noi piace soffrire. Abbiamo dribblato le famiglie allo stato brado e ci siam fatti fare la lista dei necessari pezzi in tempo quasi zero, visto che sapevamo cosa ci serviva.
Dopo la caccia al tesoro nello scaffale 13, e relativo appunto dei pezzi mancanti, c’è stata la placida attesa al deposito, con tanto di maltrattamento e abbattimento quasi definitivo dei sedili della Multipla della figlioluccia, il dribbling di un insistentissimo accattone (“Ma non ce li hai i soldi?” “No, non ho spiccioli, e anche se li avessi col cazzo che li do a te”) e il trasporto in autostrada con me seduto dietro la Figlioluccia che si chiedeva se la odiavo.
No, non la odiavo e non la odio.
Però adesso penso a quando venerdì dovrò portare, secondo la lista materiali, cinquantasette kg di legname in pacchi da due metri e cinquanta, fino su in casa, segare lo zoccolo a misura, comprarne un altro, farlo segare -stavolta bene- dal mi’babbo, e farmi aiutare a montare la dispensa cercando di non far notare che manca il frontale di un cassetto -”arriva tra dieci giorni”-, e non è che la odio. Diciamo che la prossima volta piuttosto le pentole gliele faccio mettere nel letto al posto mio, e io dormo in cucina, sul tappetino dell’acquaio.

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Accadde che..., Follia Una botte di ferro

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E’ quel che ci promette il capo.

Come ad Attilio Regolo.

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Accadde che..., Cedo... Il Cicali cede…

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Nasce una nuova pagina, figlia del mio continuo riordinare, nella quale inserirò gli oggetti dai quali intendo separarmi. Non solo in vendita -è per quello che scrivo “cede” invece di “vende”- ma tutti quelli che è un peccato buttar via. Verranno ivi sistemate anche armi da GRV, armature ad anelli, costumi, elettrodomestici sani e funzionanti, mobilia varia, libri e videocassette, fumetti… controllate di tanto in tanto ;)

Per ora, visto l’inutilizzo, cedo :

MIXER

Scatola
Rack
Mai usato, ha ancora la scatola, il polistirolo d’imballaggio e la plastica che lo avvolgeva. C’è anche lo scontrino dentro con quanto lo pagai all’epoca (centosettantamila sanguinose lire, che ai tempi dovevano essere un investimento per un progetto che poi non è nemmeno partito).
Supporto microfono, echo, dj mic & phone, equalizzatore, fader (e mi pare ovvio), inutili effetti audio.
Accetto offerte, anche minime :-P

REGALO poi un letto singolo comprensivo di rete, a chiunque se lo venga a prendere :) Presto foto del medesimo smontato.

Edit: “Presto” nel senso di “a breve”, non in quello di “concedo in comodato d’uso”. Credo che delle foto e basta non se ne faccia proprio niente nessuno :D

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Accadde che... Oggi invece…

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…tra il recuperare la visibilità del tavolo e di buona parte del pavimento del garage,  sistemare TUTTI i cd di casa tra scaffalatura della nicchia e libreria e ordinarli con un senso che non sia quello biografico di “Alta fedeltà”,  caricare l’auto con la torre porta cd da recare al mi’fratello, pasticciare coi template di questo blog e un po’ anche su quello della Figlioluccia -operazione complicata dal fatto che io di php non ne so nulla e di css ancora meno-,
non ho compicciato nulla.

Dovevo scrivere a modo il nuovo capitolo-forse domattina, dopo aver portato la roba al mi’fratello e avergli sistemato il PC-, e smontare e rimontare il cassettone IKEA per sostiruirgli un’assicella-ella-alla tra un cassetto e l’altro, rottasi mesi fa con esiti estetici minimi ma con una procedura di recupero del pezzo prima e delle istruzioni di montaggio poi -eh, si, credevo ci fosse un modo di non doverlo smontare tutto, e invece… :/-.

Ce la farò, prima o poi, eh.

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Accadde che... Lo so, lo so…

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Sembra che son qui a grattarmi e non far nulla.

Ieri, tanto per gradire,  ho:

- stuccato il muro, ritoccato i montanti e finalmente montato lo scaffale addizionale nella nicchia;

- iniziato a caricarlo;

- scaricato il SUV dei miei dalle masserizie ammassate in buon ordine nella loro cantina, che adesso sono ammassate in disordine nel mio garage -indovinate chi è che ne sentiva l’urgenza?;

- prima di allora,  avevo quasi sistemato il garage suddetto togliendo le ultime cosucce a terra dopo un’epocale riassetto);

- c’è entrato di fare una torta da offrire assieme al caffè ai miei (c’è poco da fare, per fare la torta allo yoghurt molto, molto, molto spumosa, ci vuole il Muller e tanta pazienza col frullino;

- misurare ancora lo spazio per l’armadio venturo -aiutatemi a ricordarlo: 390L*300H, angolo di 115, profondità max 60;

- pianificare e copianificare un paiom di soluzioni IKEA esteticamente e  economicamente dignitose;

- studiare la documentazione, i bug conosciuti e le procedure per upgradare wordpress;

- imparare a backupparne il database;

- upgradare step by step attraverso cinque diverse versioni e FTP da ere geologiche;

- provare a trasformare il tema precedente in uno widget-compatibile;

- trovarne uno nuovo e uploadarlo, con qualche plugin;

- migrare, con un minimo di tre finestre aperte più quella dell’FTP, le mie cazzatelle da una sidebar all’altra;

- provare a rendere il tutto guardabile;

- nel frattempo frullavano sul mio PC sei puntate della serie classica di “Ai confini della realtà”, due di CSI, quella di Matricole e Meteore dell’altr’ieri (peraltro epurato grazie all’avanzamento veloce di ogni intevento Papale), una di Criminal Minds e una di Law and Order.

Non è poco,  per un pomeriggio e un dopocena di lavoro, no?

Ecco, molte delle mie giornate di ferie sono state all’insegna dell’ozio, ma quasi altrettante son state di questo tenore.

E se vi faccio ancora aspettare il prossimo capitolo del racconto è perchè ho paura di scrivere troppo o troppo poco; devo soppesare troppe cose. Domani ci provo, a farlo decente, eh? :)

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