Archive for the ‘Accadde che...’ Category

Accadde che... Ancora tagli.

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Stavolta a me.

Mentre leggete, grazie ai prodigi di wordpress, sto entrando in ospedale o sotto i ferri per un’operazioncina che per han deciso di farmi in anestesia totale.

Lo sapete? Ho pi paura dell’anestesia che del dolore.

Appena posso vi aggiorno. Per non chiedetemi di farvi vedere la cicatrice.

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Accadde che..., Feelings Ricorrenze – seguir comunicazione personale a mano.

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GrazieRiccina!!!

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Accadde che... Di ritorno da Monaco

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Con le gambe sgonfie dal tanto camminare con sulla schienazainate di minerali e pietre semilavorate, e, diciamocelo, dalle birre dell’HB e dalla cucina mica tanto leggera del Ratskeller.

Con in macchina liquorini al cioccolato pseudopalledimozart, contenitori da salsa di soia a forma di pesce e residui di ottimi pasti a base di sushi.

Con un’iguana di pietra verde (serpentino?) comprata a met del prezzo da una grossista sudamericana che parla italiano meglio di me, iguana che aspettasolo lo scaffale adatto.

Con qualche punto fermo in pi nella mia vita: la Figlioluccia che frequento da qualche mese ha accettato quello che lei chiama “il Brillocco” che adesso porta all’anulare sinistro, e la mia proposta di convivenza a partire dall’anno prossimo, quindi posso lasciar cadere la scaramanzia e parlarne anche qui. Abbiam fatto le cose molto, molto in fretta (e NO, non incinta), ma ci siam trovati, come si suol dire.
Adesso lo sapete anche voi, posso dividere la mia serenit. La adoro. La adorerete anche voi, che un genio, ha la battuta pronta e mordace, buona come il pane e radiosa come il sole, mi sopporta e ride tanto con me.

“E che ne sai di quel tipo? Potrebbe essere uno di quelli che trovi su internet”
“Si, lo sono anche io!”

(Burn after reading)

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Accadde che..., Ce l'ho con..., Tanta iNioranza Bisogna farci la tara.

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La spesa alla Coop di Figline sempre fonte di sorprese.

Stavolta, dopo venti minuti di fila al banco gastronomia col dito puntato su una burrata al tartufo (rivelatasi poitanto scarsa intartufo che deludente come burrata), peraltro gi incartata, venuto il mio turno.

Indico la burrata “Quella al tartufo, altro*”La commessa prende la burrata. La pesa incartata -e vabb-, la mette in una busta di plastica. Fa un nodo alla busta. Prende un sacchetto in cartalluminio, che scoprir troppo tardi ssere l’equivalente imbecille del tetrapack, in quanto non riciclabile, ci mette su l’etichetta del prezzo e mi consegna il tutto.

No, dico. Cinque strati, compresi i due di fabbrica, per la burrata. Se era cesio che facevate?

Non dovevamo essere ecologici e ridurre al massimo gli imballaggi?

Quello antiradiazioni che mi avete messo per ultimo cos’, per la privacy, come se uno si dovesse vergognare di portare la burrata in un sacchetto trasparente? Ma con quel che costa la prossima volta ci fo un buco e me la metto al collo! “Va’, guardate, che io la burrata me la posso permettere. Mi fa anche un solitario di cacio peposo?”

No, che se serve per far fico magari lo capisco, argentolucido e lindo com’… per non scriverei “Coop”, sopra, se no uno sgama subito. Scriveteci sopra “Atelier Co-operativo” e magari uno ci casca, pensa che dentro ci sia della lingerie, magari usata se ci hai messo il pecorino.

E, dal canto mio, di certo la prossima volta lo rifiuter, che lo spreco di materiale non sia colpa mia.

*Per chi non lo sapesse “altro” la frase in codice che si usa nel fiorentinoal posto “non mi serve nient’altro, grazie”).

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Accadde che..., Follia Avocado?

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L’altr’ieri ero al ristorante giapponese.

Ordino una porzione di maki all’avocado.
La cameriera, cinese, borbotta qualcosa a indicare non comprensione.
“Avocado” faccio io.
“Avocado?” chiede lei.
“Avocado” ripeto io indicando la riga del menu.
“Ah, avocado” si convince lei.
Se ne va.

Torna con sei california.
“No, avevo chiesto avocado” protesto io.
“Ooooh, avocado!” si rende conto lei, le mani teatralmente sugli occhi.
Se ne va.

Torna a mani vuote cinque minuti dopo.
“Avocado?” si sincera lei.
“Si. Avocado” ripeto io indicando di nuovo la riga del menu.
“Avocado”, conferma.
Se ne va.

Per dieci interminabili minuti ho temuto che giungessespingendo unaLambrettadi marzapane con forme di pecorino al posto delle ruote, o con un leguleio per mano.

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Accadde che... Tana delle Tigri?

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Mi continuate a chiedere della mia avventura con Tana delle Tigri.

Ecco, ci ho pensato su.

Non so, anzi, non credo che accetter la proposta di combattere per loro.

E’ un’avventura che non mi conviene pi. Stanno cambiando tante cose, e tante ne cambieranno, nella mia vita, e non solo non mi conviene pi, ma diverrebbe fonte di preoccupazione per chi mi sta vicino, la vita che Tana delle Tigri mi farebbe fare.

Niente di che, a parte nuove convenienze e, diciamocelo, la lentezza di Tana ad accorgersi che la mia battaglia l’ho vinta.

Perch l’ho vinta, cavolo, e questo e rester un vanto, una gran soddisfazione personale, nonostante tutto, aver dimostrato prima di tutto a me stesso che ero in grade di combattere a fianco dei migliori.

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Accadde che..., Ce l'ho con... Punti di vista

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Tremonti minaccia di dimettersi se passasse la salva-manager, ovverosia una norma che difenderebbe, nel caso Alitalia, tutti quelli che, a fronte di stipendi milionari, hanno compiuto scelte disastrose. Insomma: “prendete tutti ’sti soldi, tanto anche se fate cazzate siete a posto”.

Io: “Va’ bravo Tremonti, finalmente si finisce con gente come Cimoli, che ha guadagnato sui danni fatti a Alitalia e Ferrovie”

Il mi’capo: “Gente di merda, van contro a quel che han scritto loro stessi”

Ecco, si fa cos: si guarda sempre il lato negativo, non quello positivo di un cambiamento di ottica.

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Accadde che..., Tanta iNioranza Oggi il capo…

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…dopo una discussione abbastanza animata ieri, mi fa, davanti a tutti:

“Cica, dopo pranzo c’ da fare un lavoro. Avevo pensato a te perch sei pi… pi…”

“Remissivo?” fo io, veloce.

“Proprio no. ‘Dotato di manualit’, direi”

Vorr che picchi qualcuno?

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Accadde che..., Follia, Tanta iNioranza Mi sfugge qualcosa.

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A Palermo due ragazzi in fuga dalla Polizia imboccano una tangenziale contromano e un’auto sul cofano, e muoiono.

Invece di preoccuparsi del povero guidatore dell’auto, innocentemente incorso in un episodio di selezione naturale a causa del quale c’ha un trauma cranico e un’auto distrutta, i palermitani metton su, cito dal giornale, “una notte di guerriglia, di un’imboscata sventata, tesa agli agenti con cassonetti in fiamme, auto arrostite dai fal, lanci di sassi e bottiglie”.

Il sacerdote che ha officiato i funerali ha addirittura chiesto “Non si poteva evitare di inseguire questi due ragazzi?”.

Insomma, se questi due, ci tengo a sottolinearlo, in fuga dalla Polizia,hannocapito dinonessereimmortali, la colpa degli agenti che facevano il loro lavoro.

Non dei genitori, che non hanno evidentemente insegnato loro un accidente.

Non loro, che comunque, cavolo, infilati in pedonale, non in Frogger.

Della Polizia.

Non ho capito. Guerriglia, addirittura. Per me si sparava ad alzo zero.

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Accadde che... Non siamo noi che siamo razzisti, sono loro che sono giornalisti

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Ieri in radio ho sentito una signora iraniana esprimersi sulla sua esperienza di razzismo:

“Nessuna, n a me n a miei parenti, in trenta anni in tre citt. Penso che sia perch mai ho rubato, mai ho staccato un crocifisso, ho sempre lavorato”

Amen, signora. Gli italiani non sono razzisti. Imbecilli magari si, pecore e buoi, ma razzisti no. Non guardiamo al colore della pelle, ma se uno ci rompe i coglioni o meno. Se qualcuno non si comporta proprio di merda, fottendosene dei nostri valori e delle nostre leggi, non ci da fastidio. Ce l’abbiamo con spacciatori, ladri, estorsori, violentatori, tutti quei fancazzisti che son venuti in Italia non per trovare un modo di vivere, ma per trovare un modo di vivere alle nostre spalle. La gente stufa dei crimini e dei criminali, non dei cinesi o dei ruandesi. Si fa poi di tutta l’erba un fascio per via statistica, purtroppo. Ci sono certamente rapinatori cinesi e filantropi rumeni, ma purtroppo l’idea di un popolo ce la siamo fatta negli anni cogli esempi di come si sono comportati i suoi componenti. E se uno trova la casa svaligiata e messa a soqquadro e dice prima di conoscere il colpevole “vedrai son stati gli zingari” non lo dice perch razzista, ma perch ci sono i precedenti, e le statistiche.
I due -diciamocelo: imbecilli- che hanno rincorso e ammazzato uno perch aveva rubato loro un pacchetto di Ringo (ma di tutti, proprio i Ringo, con tutte le allusioni interrazziali che c’hanno?) hanno rincorso un ladro perch tale, non un nero. E se c’ stata qualche offesa razzista credo sia perch “sporco negro” venuto loropi facile, immediato e sanguignodi “anche se eri albino t’ammazzavo lo stesso”. Se era un commercialista svedese gli dicevano “svedese del cazzo” o qualcosa del genere, e magari c’era solo Veltroni a dire “ondata di razzismo verso i popoli del nord”, che tanto lui ormai deve dare puntare il dito qua e l come il bambino dei Simpson.

Che poi i giornali siano passati dalla “emergenza immigrati” alla “emergenza razzismo” frustrante.
Si son tirati fuori casi, anche di mesi, che rientrano in altre tipologie, dal bullismo alla paranoia.
Ma devono vendere, far scalpore, farci sentire diversi da quello che siamo. E, temo, dar per forza ragione a chi vuol farci sentire un po’ pi cattivi di come siamo davvero.

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Accadde che..., Follia Volete uccidermi?

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Basta una ciotola di semi di girasole. Porgetemela, meglio se son gi sgusciati.
Acquister i modi pacati e rilassati del tossicodipendente in astinenza a cui viene messa a disposizione una dose.

La mia ghiotta mano non potr smettere di attingerne, e io morir poco dopo per la reazione che mi provocano in bocca e in gola, gonfiando e irritando entrambe.

E pensare che fino a settimana scorsa non lo sapevo

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Accadde che..., Ce l'ho con... Di nuovo il P.A.P.A.

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…niente profilattico, tanto l’HIV non esiste.

…metodi anticoncezionali naturali, tanto il mio prof di religione non aveva cinque figli col metodo Billings, e i “figli di Ogino” non esistono.

…poi si lamenta che i giovani si allontanano dalla Chiesa.

GRAZIE SIGNORE GRAZIE, GRAZIE SIGNORE GRAZIE, GRAZIEEEE!

vi rimando anche a questo post e a questo articolo.

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Accadde che..., Ce l'ho con..., Feelings E tanti auguri!

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Giust’ieri, dopo il lavoro, su richiesta dei miei genitori, son tornato ai Gigli coi medesimi.

La miaterza volta in quattro giorni.
La prima per comprare il regalo di compleanno al mi’babbo. La seconda per comprare il seitan da arrostire. La terza ieri, per il regalo di compleanno al mi’fratello.*

Gi che gli s’ comprato una macchina fotografica, che praticamente non era una sorpresa visto che ce l’aveva ventilata, non m’ha lasciato particolarmente soddisfatto.
Che poi ci fosse la mi’mamma che a un certo punto, davanti a una cornice digitale, un prezzo scritto a caratteri alti come me, e soprattutto al mi’babbo abbia vociato “OH! L’hai comprata qui, vero?”, m’ha proprio scazzato.
Al banco chiede”E se non gli piace?”. Il commesso, gentilissimo, la informa che ci sono otto giorni, mentre io la avviso “Se non gli piace, un regalo, se la tiene e basta”

Iersera da casa dei miei si telefona al mi’fratello perch venisse a cena festeggiare il compleanno. E magari prendersi il regalo.
Lui: “No, son stanco, passo domenica”. Ad uso degli ignari: abita a due (2)km da casa dei miei genitori, non doveva perdere troppo tempo.
La mi’mammadecide che il regalo l’avrebbe portato lei, al bar, l’indomani.
Io mi oppongo, e che cavolo, visto che magari avrebbe fatto piacere anche a me e al mi’babbo vedere la reazione del destinatario. E, per sicurezza, spennarello di nerol’etichetta col prezzo.

Iersera ho dormito a casa dei miei, visto che stamani volevo lavorare in garage col mi’babbo -e suppongo non vogliate sapere a cosa finch non l’ho finito-; ovviamente, senza frutto, visto che dovr tornare presto ai Gigli medesimi per procurarmi il materiale adatto che credevamo mio padre avesse.

Ovviamente la macchina fotografica non c’era pi, uscita di casa assieme alla mi’mamma.

Riassumiamo: regalo quasi chiesto. Non incartato. Consegnato a mano solo da mia madre. Astutamente, con lo scontrino e la ricevuta dentro la scatola.

Un regalo tanto privo di trasporto, robache l’SDA in confronto lavora a lume di candela.

Ora, va bene la fretta di sostituirlo nel caso che eccetera eccetera, ma son otto giorni; van bene tante cose… ma che dite, mi devo aspettare un assegno per posta, per il mio prossimo compleanno?

E, oltretutto, sapeste quanto mi rode che la mia opinione per mia madre non conti mai un cazzo.

*Sono una personcina fortunata:
Mio padre: 30/9
Mio fratello: 2/10
Mia madre: 14/10
Io: 15/12, abbastanzavicino aNatale da ricevereun regalo solo, oltre a essere l’unico sagittario che combatte contro tre bilance in un baccello -per me lo cerco: due dei miei migliori amici sono bilancia.E adesso che ci penso: Rick? devo chiedere scusa perch sono un coglione o ancora presto?

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Accadde che..., Tanta iNioranza Zecche

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Ritirata la norma sul divieto di trasporto di cani sui treni.

E meno male, che era una gran boiata, per quel che ne so.

Innanzi tutto, le zecche che affliggono gli esseriumani e quelle deglianimali sono diverse. Quindi, i viaggiatori che si son lamentati di averle prese, dovrebbero ringraziare, oltre alla scarsa igiene dei vagoni, anche quella di chi prima di loro ha occupato i sedili, che, mi spiace dirlo, troppo spesso uno di quei senza tetto che usa i vagoni fermi in deposito per dormirci, non certo un dobermann.

Secondo, anche se fossero zecche canine, credo che raramente un viaggiatore paganteche ha la premura di portarsi dietro il cane lo lascia infestato dai parassiti. Nella mia testolina bacata, rivedo il frettoloso transito nel mio vagone di tre punkabbestia con un paio di cani, seguiti da un controllore e diretti all’uscita. Ecco, siccome son pieno di pregiudizi, se dovessi dire da dove vengono le zecche, direi da casi come quelli, pieni di incuria verso s stessi, verso le regole, e verso gli animali.

Insomma, per favore, controlliamo di pi i vagoni chiusi, la pulizia dei medesimi prima della messa in viaggio, e anche i biglietti, prima di vietare, che so,alla sciura che tratta il cane come un figlio di poterselo portare dietro quando va a trovare i parenti.

Update: come al solito arrivo tardi. C’ chi l’ha detto pi autorevolmente.

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Accadde che..., HELP! Allora ditelo.

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Invece l’ho scoperto oggi al lavoro.

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Mia madre non c’, quella che scatta la foto.

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Accadde che..., Tanta iNioranza Mamma li cinesi!

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Ok, il latte alla melamina.

Ma che la melamina fa male si sa da pochi anni, tant’ che l’abbiamo mangiata, messa in buona fede, anche nel latte americano, nordeuropeo esudamericano.

E va bene che ci si stia attenti.

Capisco il sequestro per analisi dei biscotti, ma ho riso quando s’ sbandierato il sequestro di UNA CONFEZIONE DI YOGHURT CINESE come la vittoria della sanit.

Per scuoto il capo quando parte la caccia alle streghe contro i ristoranti cinesi. Ma secondo voi, comprano il latte in Cina e lo fanno venir qui? Oppure cucinano col Mukki come tutte le massaie di Firenze?

Brava gente, stiamoci attenti. S’ cominciato da poco a esportare qualit in Cina sotto forma di Parmigiano, prosciutto, cose che loro non sanno fare come si fanno noi. E son quattrini.
S’ levato ieri, di fatto, il dazio doganale degno solo del terzo mondo contro il quale ho scritto pi volte su tutto quello che proviene dall’Asia.

Non facciamoci imporre un embargo per ripicca a un nostro ostracismo, se quest’ultimo immotivato. E smettiamo di andar gi per allarmismi, se no mi tocca ricordarvi la SARS.

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Accadde che..., Ce l'ho con..., Tanta iNioranza Ahecco.

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“(…) Ugo Sposetti, tesoriere dei Ds, uno di quelli. E il personaggio venerd scorso in uno dei corridoi della Camera sintetizzava con queste parole lo stallo nella trattativa per la vendita di Alitalia alla Cai: Epifani quando ha deciso di rompere, ha preso una toppa e dietro il suo errore cera lo zampino di Veltroni” (LA STAMPA)

Non l’avrei detto mai.

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Accadde che... Ex Subber

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Qualcuno di voi aspettava il ritorno di Heroes. Pure io.

Anche quest’anno sar una delle serie di punta per Subsfactory, e quindi occorreranno traduzioni veloci, dicono i coordinatori. A me va pi che bene. Nonostante il lavoro, credo d’esser stato l’ultimo a consegnare solo una volta, la scorsa stagione, e comunque entro la deadline.

Quest’anno ho qualche bega lavorativa in pi all’orizzonte, e quindi a

“Come regola generale la consegna sar comunque in giornata anche quando rientra wilhelmfink, penso per il primo pomeriggio (ore 15 circa), di modo che possa revisionare entro l’ora di cena.

Se chi ha dato la propria disponibilita’ accettando queste regole poi non consegna in tempo facendo slittare il lavoro senza avvertire, e’ fuori dal team
Di volta in volta, qualche giorno prima l’uscita apriremo un post dove chiederemo conferma delle disponibilita’, se qualcuno dovesse avere problemi basta che me lo dica per tempo.”

richiesta peraltro ragionevolissima nella forma, visto che non tutti non sono in grado di valutare in anticipo il carico giornaliero di lavoro come me, ho dovuto rispondere, per correttezza:

“Io allora abbandono la mia serie preferita, perch, anche se l’anno scorso i problemi erano gli stessi e poi alla fine ci s’ fatta comunque, non sono in grado, per correttezza, di garantire la traduzione mattutina.

Mi raccomando, fate un buon lavoro, che la velocit non sia l’unica priorit.”

Non sono in grado di garantire giorni prima d’essere disponibile, e soprattutto non ci sto alla gara al massacro del “Chi pubblica prima il sub”.

C’ da dire che sono fortunato.

Ho iniziato con Heroes, Torchwood e Jericho, poi ho preso Stargate Atlantis, Middleman e Chuck.

Heroes diventata il top, quindi va pubblicata yeah, che se no si fa figuraccia.
Torchwood di tredici puntate a stagione, e onestamente non ho pi soddisfazione a tradurla da quando mi sono accorto che il revisore mette dentro al nostro lavoro errori, “per coerenza”, e non per coerenza alla serie, ma a errori di punteggiatura gi fatti.
Jericho non mi piaceva granch, e quando terminata non posso dire di non aver tirato un sospiro di sollievo.
Stargate Atlentis ho chiesto che mi venisse tolta quasi in ginocchio. Non m’ mai riuscito farmela piacere.
Middleman carino, ma piace solo a me e a un pugno d’altri. I sottotitoli inglesi del quinto episodio non sono mai usciti, c’ un buco di traduzione :/. E da quando ho detto “scusate, parto, questo episodio non posso farlo” (il sette? l’otto? boh.) tutto fermo. Colpa mia, anche, ma se non importa a nessuno inutile l’accanimento terapeutico.
Chuck… boh. Aspetto ricominci, se ricomincia, per vedere se sar in grado di subbarlo. Ma se tanto mi da tanto, avr solo quello, e allora tantovale fare solo il fruitore.

E’ un dispiacere, visto che ho sempre fornito il mio umile & incompleto servizio di traduzione volentieri e con tutto lo scrupolo che riuscivo a metterci, ma quando un piacere diventa una forzatura tra l’altro problematica da incastrare tra mille altri impegni, l’ora di cambiare hobby.

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Accadde che... “Io in Portogallo dimagrir, che manger poco e camminer tanto”

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Come no.

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Accadde che... In brevissimo

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Primo giorno: Oporto. Grigio e paura a Nuova Genova. Fuga il giorno dopo,dopo aver visto il minimo indispensabile dall’auto e aver pernottato nel condominio di “Rec”

Secondo giorno: Coimbra. Sali e scendi fino all’universita’. Pranzo comprensivo di panino vegetariano, brandy, caffe’, due birre, a sette euro e mezzo a testa.

Terzo giorno: Tomar. Paesino medievale e bellissimo,fantastico conventotemplare sulla collina, quattro toniche al tavolo per quattro euro,pernotto in antica residenza templare con piscina. Inquietanti solo le foto del proprietario a braccetto colPapa precedente.Scopriamo un ristorante tipico: cena di pesce e zuppa, vino verde, dolci e ginginha a ottoe mezzo a chiorba.

Quarto giorno: Sintra. Appuriamo che la guida Lonely Planet e’ facilmente corruttibile: quella sera a casa di Piela per poco non si piglia il colera (da cantarsi sull’aria di “A casa di Luca” della Salemi), non si capisce come possa essere consigliato un posto dove chiedono di gettare la carta igienica usata nel cestino del bagno. Scappiamo roppo tardi da un posto dove i negozi o sono carissimi o sono chiusi

Quinto giorno: Lisbona:Museo della scienza.Vediamo la camera, diciamo alla signora “andiamo a prendere le valigie”, e scatta il piano B: fuga. La signora crede che stiamo ncora cercando parcheggio. Pernotto a Evora, dove abbiam passato due notti e il giorno di mezzo. Tanta roba, dal castello al tempio romano ai cromlech. Non dico tutto, se no brevissimo un accidente.

Sesto giorno, oggi. Marvao, bellissimo castello arroccato su una collina nel mezzo delle pianure: si vede fino a Viareggio, alla faccia delle mie vertigini. Poi Castelho Branco, orribile e inattraversabile. Di nuovo piano B fino a questa stanza d’albergo a Covilha, 43 euro a notte in doppia con vasca idromassaggio e computer in camera a disposizione. Va visitato il paese, che e’ praticamente in verticale.

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edit: this is the dinner: notate che la zuppa costa un euro e venticinque, e la cernia sei euro, cinquanta centesimi in piu’ della frittata, peraltro ottima. quattro birre a 90 centesimi l’una e due caffe’ a cinquantacinque. Che dite, mi trasferisco?

Domani: Partenza, ‘coGiuda. Mi mancheranno le colazioni a sfondaventre, la birra fantastica, le cene di quattro portate a meno di dieci euro a testa, l’arrampicarsi per bastioni e chiostri e belvedere, l’infilarsi in vicoli con bottegucce da noi ormai introvabili e dal personale adorabile, la sangria in bottiglia da seccare al ritmo di due litri l’ora, le penniche postprandiali al caldo e all’ombra, le infinite cineserie, i prezzi umani e non argentini.

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