Archive for the ‘Ce l'ho con...’ Category

Ce l'ho con... Il buongiorno si vede dal mattino

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Dal corriere della sera FIRENZE

Tramvia, ancora in prova
Deragliata ad un collaudo
Un treno della linea uno del tram è uscito dai binari durante il collaudo finendo contro un palo dell’alimentazione elettrica della ferrovia.

No, complimentoni, bella figura davvero.
Nessuno la voleva, non risolverà un accidente, ha causato più danni della grandine, sarà completata in vergognoso ritardo, ha fatto arricchire solo i soliti noti, e oltretutto fa cacare.

Ce l'ho con... Grandissimi ladri, estorsori e figli di troia…

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E’ mai possibile che ogni volta sia questa storia?
Ogni volta che non mi paro il culo con le mutande di bandone, finisce che mi fottete. Colpa mia, pure, eh, che non vengo a cercarvi personalmente.
Ultimi due acquisti online: bastone e coltelli-bomboniera. Il bastone costava nemmeno quaranta euro, me ne avete messi TRENTASETTE di diritti doganali, in contrassegno. La Figlioluccia, che ha ritirato, ha dovuto pagare e festa finita, se no il bastone non lo vedevo. Quasi il doppio, maledetti, non vi auguro di morire di lesmaniosi solo perchè non è educato.
I coltelli… beh, tassati al 40%, a conti fatti, perchè mi avete imposto un “valore statistico” (che cazzo vuol dire, grandissimi ladri, estorsori e figli di troia?) superiore di quaranta euro a quello dichiarato, OTTO euro di dazio (così, in più) e DIECI di “diritti amministrativi”. Enormi figli di puttana, mi avete fatto pagare le tasse sulle tasse, e pure il doppio dell’IVA che avrei invece pagato volentieri.
Adesso posso pure dare per perso un regalo, l’unica vincita stragradita che abbia mai fatto, un set coltello-custodia-torcia Victorinox che avevo vinto su multitool.org giocando la data del mio matrimonio.
Maledetti merdosi che vi siete messi in tasca quel che è mio, la mia merce e i miei soldi non dovuti, spero che quei soldi vi servano per pagare l’iniezione eutanatica per voi e tutti i vostri cari infettati da un taglio provocatovi nell’aprire la scatola di quel coltello che mi avete rubato. Spero che quel coltello venga usato per mutilarvi i genitali da un coniuge geloso e incazzato perchè gli avete attaccato la muffa squamante mucotica ai medesimi. Spero che quella torcia venga raccolta al lato di una strada da un agente della stradale e utilizzata per raccogliere in un secchio i resti dei vostri occhi, mani e spina dorsale dopo un incidente stradale. Spero che in quella custodia dobbiate sempre portare un dispositivo GPS che consenta alle forze dell’ordine di ritrovarvi, sbavanti, quando scapperete di casa in preda alla confusione datavi dall’encefalopatia spongiforme presa affettandovi la carne con quel coltello (si, era usato, veniva dall’Inghilterra, ma era MIO, grandissimi ladri, estorsori e figli di troia). Spero che la sua lama si spezzi tra due delle vostre vertebre lombari durante l’impeto di una sodomia coatta in galera da parte di un detenuto superdotato e sieropositivo. Perchè è in galera che dovete finire, grandissimi ladri, estorsori e figli di troia che rovinate il buon nome di coloro -saranno due o tre, almeno- che lavorano tra dogana e poste.

Accadde che..., Ce l'ho con... L’utilità di una preparazione religiosa

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Suona il campanello alle otto e zero zero dell’unico giorno in cui posso dormire magari fino alle dieci.
Salto in un paio di pantaloncini, rispondo al citofono.
“Salve, sono Giovanni”
“Giovanni chi?”
“Siamo nel quartiere per incoraggiare la lettura della Bibbia”
Un Testimone di Qualcheduno o Qualchecosa, ovviamente. Ma com’è che non li trovi mai quando hai fatto un incidente e ti voglion dare la colpa?
Non ho ritenuto opportuno fargli notare che a quell’ora incoraggiano solo l’evocazione dei protagonisti principali del Vecchio e Nuovo testamento, magari accostati ad animali da cortile a zoccolo fesso, e sono stato educato.
“Mi sto per sposare e devo scegliere le letture, quindi sto leggendo molta Bibbia. Lei che ne dice della lettera ai Tessalonicesi*, ove si dice “badate agli affari vostri e non disturbate i vicini”?

Non ha risposto.

*1 tessal. 4,11

Ce l'ho con..., Recensioni Una notizia buona e una cattiva

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La buona è che è pronto il film di Astro boy (ricordate? Osamu Tzuka, “Capitanzèt è un ‘agazzo ‘obò, con dei sentimentiumani propriocomennoi..”, quello lì).
La cattiva che han deciso di farlo doppiare, col fior fiore di doppiatori bravi, decenti e anche passabili che abbiamo in Italia, da Silvio Muccino, che nell’ambiente è affettuosamente chiamato “quello con lo strofinaccio in bocca”, espressivo come un moai e di innegabili doti artistiche*.

Perchè non si lascia il doppiaggio ai doppiatori?

Ora io dico, anzi, ve lo chiedo col cuore in mano: ce la facciamo a boicottare queste cazzo di manovre pseudocommerciali che sostituiscono un principiante a un professionista, e aspettiamo di avere, che so, il DVD in lingua originale coi sottotitoli?
Magari l’abbozzano, e con lo stesso criterio gli danno da pilotare una delle frecce tricolori.

*E’ figlio, stranamente, di un dirigente RAI. Mica raccomandato, eh!

Accadde che..., Ce l'ho con..., Tanta iNioranza Sono leghista e non lo sapevo

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Lega: «Pronti a rivedere il Concordato»

Famiglia Cristiana: «Bossi sprezzante»

Se continuano le ingerenze delle gerarchie ecclesiastiche. Il settimanale cattolico: «Lega crea il “mare mostrum”»
ROMA – Basta accuse al Carroccio dal Vaticano o a tornare in discussione saranno i Trattati lateranensi che regolano, per Costituzione, i rapporti fra Italia e Vaticano. L’avvertimento arriva dalla “Padania”, quotidiano del partito di Umberto Bossi, con una riflessione in prima pagina sui rapporti fra Italia e Chiesa cattolica dal titolo “Strane ingerenze ideologiche in uno Stato laico”. L’articolo della “Padania” definisce le parole di mons. Vegliò all’indirizzo del ministro leghista Calderoli come «l’ultimo episodio di una lunga serie di ingerenze ideologiche e squisitamente politiche da parte di uomini delle gerarchie ecclesiastiche nelle faccende di uno Stato che, fino a prova contraria, è laico».

IL MONITO – «Se i rapporti fra lo Stato e la Chiesa andranno avanti lungo questa deriva, ossia le gerarchie ecclesiastiche proseguiranno in questa politica marcatamente interventista nei confronti delle decisioni e degli orientamenti della politica e delle istituzioni al di là di ogni ragionevole confine di neutralità delle rispettive sfere di intervento – avverte l’articolo della “Padania” a firma Stefano B.Galli – bisognerà inserire nell’agenda delle riforme anche una revisione di Concordato e Patti Lateranensi. Non ci pare il caso».(…)

Come sarebbe a dire “Non ci pare il caso”?

Accadde che..., Ce l'ho con..., Mi rammento Quando il gioco si fa duro…

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Una decina d’anni fa il sottoscritto si avventurava, armato -è il caso di dirlo- di un’armatura a scaglie in PVC da 3mm piegata a caldo e di due esperimenti di spada in lattice con anima in acetalica, visto che la vetroresina era di là da venire, verso Spondon, in Inghilterra.
Lì si teneva il Gathering, L’evento -notate la maiuscola- di Gioco di Ruolo dal Vivo più importante d’Europa e, credo, del mondo.
Un’esperienza, sia per il gioco che per il viaggio, unica, della quale ci troviamo a parlare ogni volta che ci troviamo intorno a una birra -o quasi- coi compagni d’avventura: la Mary, Rick, Lore, il mi’fratello. Come non citare gli attacchi puntuali all’ora di cena, “‘what’s your name?’ ‘NAME’ ‘where are you from?’ ‘NO’ ‘oh, thank you’”, i gendarmi francesi che spadacciavano per strada, i caffè allucinogeni?
La voglia di continuare a giocare ci fece aderire a una delle nascenti associazioni di Gioco di Ruolo dal Vivo ITALIAne, che però non citerò. Si dice il peccato e non il peccatore.
Molti di voi nemmeno sanno cos’è, il GRV, quindi spiegherollo, anche se dopo questo antefatto. Il Gioco di Ruolo consiste nell’interpretare un personaggio -nell’ambientazione fantasy qualcosa tipo mago, guerriero, ladro- e farlo reagire agli eventi proposti da un narratore in maniera coerente al suo ruolo, recitandone la personalità. Nel Gioco di Ruolo dal Vivo le azioni del personaggio non sono solo descritte, ma anche messe in pratica: ci si abbiglia e arma -armi inoffensive, per carità-, si recita, si agisce. Ma torniamo a noi.
Per qualche anno abbiam girato l’Italia, portando lo scompiglio in paeselli -ah!, Barga, cara a Chtulhu in quanto non euclidea come R’lyeh: in ogni punto sei contornato da salite, in qualsiasi direzione tu ti muova, sempre. soprattutto se hai venti chili di armatura addosso- e in brulli prati ai confini del mondo -Cottanello- seguendo le nostre mire politiche e urlando in battaglia il nome del dio che avevamo creato, per una serie di eventi qui troppo lunga a ricostruire, in Inghilterra: NAME, il dio dell’indipendenza.
Per un po’ sono state quasi rose e fiori. Nonostante una gestione, diciamo così, arrangiata, si giocava e ci si divertiva.
Poi, beh, nuova gestione, nuove regole.
Prima di tutto il gioco via IRC prima e via messaggistica poi. Tra una sessione e l’altra, se il tuo capogruppo non aveva un cazzo da fare e viveva online, stringeva e scioglieva alleanze, provocava offese mortali, cambiava il culto E TU NON NE SAPEVI NIENTE FINO ALLA SESSIONE SUCCESSIVA.
La disorganizzazione e il disinteresse ai giocatori non VIP. Io, da fabbro -PRIMO FABBRO PG dell’ambientazione, mica cacca- mi son trovato, dopo mesi (24) di “le facciamo o no queste regole per i fabbri? serve aiuto?”, un bellissimo tomo di regole per le Baronie. Come se ci fossero in giro più Baroni che fabbri. Mi son trovato inutile. E vabbè. Insieme vien fuori la storia che BISOGNA fare anche il PNG, servizio di “comparsa”. Prima potevi pagare e giocare tutto l’evento col tuo personaggio, oppure non pagare e giocare un nemico, un personaggio di contorno, deciso dal narratore.
No. Bisogna pagar tutti, e allora che si fa? Paghi, e all’evento fai ANCHE il PNG per un po’ del tuo tempo. Poco male, eh, se non per chi, diversamente impegnato durante parte della sessione di gioco con eventi di vita vera -che so, lavoro, studio, famiglia, quelle cazzate là-, avrebbe preferito giocare il proprio personaggio per tutto il tempo disponibile o per quelli che, scarsi di pecunia, venivano a giocare per l’amor del gioco.
Poi la gestione autarchica. Un consiglio che non tollera recriminazioni (“Simone, torni a giocare, prima o poi?” “Già. una sessione, dico qualcosa che non va bene al presidente, sei mesi di sospensione, una sessione, altri sei mesi…”) nemmeno dai giocatori più anziani ed esperti, accusati anche di far fronda perchè, a parte, cercavano un metodo per far funzionar meglio le cose.
I favoritismi. I bonus estetici d’armatura che si sono visti solo applicati ad armature prodotte da un negoziante affiliato.
Le astuzie*. L’affitto della sede legale pagato coi proventi degli eventi mi va pure bene, ma scindiamo la sede legale da una civile abitazione, ok?, che a me non va di contribuire a pagarti l’affitto di casa. E neppure uno stipendio a due-tre membri scelti, anche se con lo sgamotto “premio per l’evento sportivo” -già, che siamo diventati associazione sportiva, solo Name sa perchè, visto che le gare evidentemente le vincono sempre i soliti-.
Name -il dio che avrei douto conoscere meglio di chiunque altro, visto che era stato un’invenzione mia, della Mary e poi di Lore- era stato violentato, cambiato di ruolo e di credo, diventando tutto un’altra cosa da quello che il mio Nerocorvo “lentobraccio” Mangialupi degli Antelli era stato chiamato ad adorare.
Nel frattempo, io m’ero già rotto i coglioni. Avevo trovato la scherma medievale prima e quella rinascimentale poi, in modo da tenermi quel po’ di nobile arte che avevo intravisto. Avevo un lavoro vero al quale dedicarmi, e altri hobbies più soddisfacenti. Il fisico, seppur giovanilissimo, non era più quello del ventequalcosenne che aveva iniziato, e non si poteva più permettere giornate a correre in armatura sotto il sole.
Non avevo voglia di cambiare il mio stile di gioco dall’azione al sotterfugio.
Soprattutto, ero deluso da coloro che avevano iniziato con me, colla mia stessa ottica, e che adesso mi giustificano ogni cosa con “e vabbeh, dai, si gioca uguale, si cambia dall’interno” senza cambiare nulla da anni ormai. A uno di questi ho pure detto come la penso: i quattrini miei ’sta gente non li becca più. Se dovessi trovare il tempo e la verve -ecco, quella, soprattutto- per giocare di nuovo, mi rivolgerò a vecchi compagni emigrati verso altre associazioni, non certo a quella nella quale il mio personaggio era cresciuto tanto salvo poi non esser più nessuno da un momento all’altro: monete non più riconosciute (“eh, sei mancato un anno!”), esperienza di gioco inutile (“ora ogni fabbro può far tutto”), e, anche se una volta son stato accolto con “ah, ma tu sei Nerocorvo! avevo sentito parlare di te in Gilda Armorieri”, beh, non è più il mio posto, son rimasto indietro con troppe cose.
Neppure a quella la cui capa si è dispiaciuta di più per una giornata di gioco non ben pianificata che per il funerale di un amico comune, se è per quello. A scatola chiusa. Diciamo che è bastato.

Tutto questo pippone perchè, per la prima volta da anni, non invidio più gli amici che hanno passato una settimana ininterrotta di gioco, tra battaglie, incantesimi e falò. Birra e Amici, con la maiuscola, li posso trovare anche scevri da un sacco di gente che si sente grande solo quando… beh, Goethe disse “E’ felice e grande solo chi non ha bisogno di comandare per essere qualcuno”.

Birra, sidro o idromele, gente?

*Raccolte negli anni da diverse fonti. Non saranno esatte al 100%, ma c’è concordanza nelle testimonianze, e se fossi un finanziere una verifichina la farei, visto che l’atmosfera è quella.

Ce l'ho con... La faccia come il culo

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Un campione di coerenza, che mangia in un piatto dopo averci non solo sputato, ma pure defecato:

Grillo: «Mi candido alle primarie del Pd»

Io le parole ce le avrei, ma è meglio che non le dica.

edit: Ricordo fra l’altro che, per IL SUO STESSO manifesto, in quanto condannato per omicidio -anche se colposo-, lui stesso non risulterebbe candidabile a un “parlamento pulito”. Ma vabbè, son tutti buoni a farsi le eccezioni addosso.

riedit: Notate pure che non ho fatto accostamenti comico-buffoni. Troppo facile.

Ce l'ho con... Buon otto per mille a tutti!

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La cripta d'oro a Padre Pio
otto per mille

Ce l'ho con..., Recensioni Ma come si permette?

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Star Trek – Il futuro ha inizio. Ora sapete di che si parla, se non volete spoiler saltate pure.
Premetto che son andato a vederlo che già avevo il mal di testa. Ne sono uscito col mal di testa e la nausea.
Il signor Abrams – il genio che ha inventato Alias, Lost, Cloverfield, Fringe e da tante buone idee è sempre riuscito a rendere tutto tanto cervellotico da restare sulle palle- già mi perplimeva con la scelta di Quinto come Spock. Vabbè che non deve essere espressivo, ma cavolo, magari serve che un attore sappia recitare, che abbia almeno un’espressione in più di Clint Eastwood. E invece no, si sceglie pure per il giovane Kirk e per Uhura un bisteccone monoespressivo e una gnoccasquinza alla Pussycat Dolls con gli occhioni perennemente sgranati.
Poi si fa si che la suddetta Uhura sia corteggiata da Kirk e invece tenga per le palle (in tutti e due i sensi, purtroppo) Spock, roba che nella serie originale nemmeno era passata per il capo.
Poi che si fa? Per far quel che cazzo che ci pare di una serie pluridecennale si inventa il paradosso temporale. All’improvviso nel passato arriva un cattivone che usa un buco nero per viaggiare nel tempo. Era dagli anni ‘60 che non si sentiva una cazzata del genere: un buco nero non è un tunnel, è una palla di materia ultradensa, con una gravità tale da impedire anche alla luce di uscire. Una nave che ci si avvicinasse verrebbe ridotta istantaneamente a un filo monomolecolare lungo la linea di forza più breve, ma in tempi soggettivi dilatatissimi: chi fosse presso l’orizzonte degli eventi sarebbe come “congelato” nel tempo. Riguardatevi il pilot di “Gene Roddemberry’s Andromeda”, del mai troppo compianto Gene Roddemberry, inventore di tutto l’universo di Star Trek.
Il presente (si, insomma, il presente di Kirk) viene del tutto alterato, e HOP!, per far contento un cretino che andrebbe sperso davvero su un’isola tropicale, si annullano tutto Star Trek fino adesso, con Vulcano che viene distrutto in cinemascope, tanto da esser visibile dal cielo anche di un pianeta lontano.
Su detto pianeta lontano, tutto ghiacci e mostri dei ghiacci che non sanno camminare sui ghiacci, alla faccia dell’evoluzione, Kirk trova PER CASO Spock, lasciato lì nemmeno mezza giornata prima, che lo salva con una torcia di legno. Da dove venga questo legno non ci è dato sapere, nè da dove vengano gli abiti pesanti di Kirk, abbandonato tre ore prima in una capsula di emergenza.
Ci se ne fotte della storia della Federazione, della fisica (se teletrasporti uno in caduta libera, questo si schianterà sul pavimento della sala teletrasporto invece che sul suolo, ma si schianterà lo stesso), delle convenzioni scientifiche (e pure di quelle pseudoscientifiche, tipo il limite del teletrasporto convenzionale, visto che si ottiene un trasporto da Saturno alla Terra, ben oltre il “raggio planetario” che invece ci hanno ribadito non so più quante stagioni di TOS (3), TAS (2), TNG (7), DS9 (7), VOY (7), ENT (5). Ci avete capito nulla? Evidentemente nemmeno Orci e Abrams.

Insomma, un film troppo facile. Kirk ne busca da tutti, ci sono scene degne del Muppet Show o dei Goonies, i personaggi sono ridotti a macchiette (McCoy, Checov e soprattutto Scott) o all’ombra di sè stessi (Kirk e Sulu) o semplicemente stravolti (Spock, Uhura). Uscendo ho detto al fido Rick “Cazzo, mancavano solo un cane e un bambino”, senza pensare che coll’alieno-mascotte di Scott ce li avevamo tutti e due in un colpo.

Consiglio questo film solo a chi non conosce Star Trek e non gliene freghi nulla. Tipo Abrams, insomma.

Ce l'ho con... Prego, faccia pure!

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Battisti -quello condannato a quattro ergastoli, non quello che cantava- ha minacciato di suicidarsi se dovesse venire estradato in Italia per scontare la sua pena. Considerato il risparmio per i contribuenti, spero che, al contrario di quello che fece nuti Nuti, non ci ripensi.

Ce l'ho con... Mille pezzi facili

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A Pisa si danno cinquecento-mille euro ai Rom, e presto agli extracomunitari in genere, per tornarsene a casa, a patto che non si facciano vedere per un anno.
Signora Assessora, genio mio d’oro, se prometto di non venirci nemmeno io per un anno, me li dai anche a me mille euro? Facciamo anzi un affare, non ci vengo per cinque anni -non propongo il vitalizio solo perchè non si sa mai- e me ne date quattromila?
Se no è discriminazione, no?

Aggiornamento: ho scritto al difensore civico del comune di Pisa (a.lucaferro@comune.pisa.it) e ho detto che mi sento discriminato, e controproposto duemila euro per tre anni. Vediamo che mi risponde.

Ce l'ho con... Un Divorziato Cattolico (non è mia, ahimè)

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udc
E io capisco pure che quest’uomo voglia ricostruire la DC.
Capisco pure che per amor di voti (per me peraltro inconcepibili), ingoi merda e candidi Sgarbi.

Ma perchè nella foto tocca il culo alla bambina? Vuol attirarsi ulteriori favori dal clero?

Ce l'ho con..., Recensioni Non è una questione etnica.

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Sabato siamo andati al compleanno di Lindsay Lohan, o almeno così diceva l’sms di invito.
“Al libanese ‘Valle dei cedri’ in borgo santa croce 11r”*.
“Wow, una cucina nuova da provare”, penso contento io.
Come no.
Entriamo che si sta esibendo la danzatrice del ventre -una Elliott di Scrubs appena più tonda, nel bene e nel male- e veniamo disposti al tavolo; non conosciamo nessuno salvo Lindsay, e la festeggiata ci fa la grazia di lasciarci sedere vicino a lei, in modo da avere un minimo di conversazione. Un favore gradito ma non necessario, visto che nel giro di cinque minuti avevo già rotto le palle a chiunque fosse a portata di voce facendo una perizia psichiatrica giurata postuma del Pacciani, del Lotti e del Vanni, enumerando le qualità del vegetarianesimo e -contemporaneamente- delle materie prime affluenti al McDonald’s, correggendo la grammatica inglese di uno che ormai VIVE in Michigan, discettando di ideogrammi, geroglifici, tatuaggi e spille per pantaloni.
Ma sto divagando. Torniamo al ristorante in sè.
Il menu consiste di quattordici antipasti -che in realtà sono una mezza dozzina variamente riassemblati, e due sono pure esauriti-, cinque “specialità”, sei bevande (“una birra libanese, per favore” “C’è la moretti” “Acqua, allora”) compreso un “vino libanese” a ventun euro la bottiglia (ah,ah!) e due distillati, sui quali tornerò più tardi.
Il servizio è da calci in bocca. Gentili e raffinati come le truppe tedesche a Stalingrado.
Si comincia con un “Prendete il menù fisso?” “Quant’è?” “Venticinque euro, bevande escluse, vi si porta un po’ di antipasti, la grigliata e il resto”. Nonostante la descrizione quantomeno fumosa -e la mia prontamente sedata obiezione “Io son vegetariano” al quale è seguita la rassicurazione/minaccia/balla “ci si pensa noi”, Lindsay ha fatto il giro della tavola spiegando e chiedendo se andava bene. Ok, dodici si, due no.
“O tutti o nessuno” risponde la cameriera “Fate le ordinazioni”
Io da bravo veggie ordino quattro antipasti. Un familiare Hummus, un familiare Falafel, un Rikakat che nonostante il nome è edibile -sono degli involtini di sfoglia ripieni di formaggio-, e delle pizzette libanesi, che sono delle polverosissime schiacciatine ricoperte di origano e erbe secche in quantità proibite dalll’ONU e da qualunque nutrizionista. Alla faccia di “cucina nuova”
Nel pieno della seconda esibizione di Elliott, giunge la consegna dei piatti. La cameriera, coperta dalla musica, si ostina a pronunciare a mezza voce nomi esotici di cibi scritti secondo me in modo del tutto diverso, e si incazza pure se nessuno alza la mano dicendo “mio!” nel giro di un picosecondo, o se le viene chiesto di ripetere. Quando poi viene il turno di quelli seduti davanti a me, la tipa mi appoggia le poppe e tutta sè stessa sulla nuca e mi piega in avanti per allungare i piatti sul tavolo.
A un certo punto, l’apoteosi. Una ragazza non ha sentito o riconosciuto il suo piatto, e questo viene portato immediatamente da Lindsay con l’ultimatum: “questo l’avete ordinato e ora lo prendete”. Lindsay prima e la legittima proprietaria poi, scoperto cosa fosse, ingoiano, in tutti i sensi.
La ragazza davanti a me si alza lasciando il piatto a metà -io stesso, distrattomi, mi son fatto fregare dalla cameriera ansiosa di farci sgomberare di sotto il naso delle patatine in comproprietà con la Figlioluccia e lentamente piluccate; troppo lentamente, evientemente, per gli standard del locale- e la cameriera mi si sdraia nuovamente sulla schiena per espropriarlo. “Non so se ha…” dico, ma il “finito” mi resta in bocca, troncato da un “Lo so io, se qualcuno me lo passa”. Io non le batto il piatto in faccia, scioccamente, e mi limito ad allungarglielo.
Fine cena. I due distillati, così listati: “Tarak” e “digestivo”, a due prezzi diversi. Io prendo il Tarak, la Figlioluccia il digestivo. Ci vengono ammanniti due bicchieri identici per forma e contenuto. “Io avevo chiesto un digestivo”, azzarda la Figlioluccia. “E’ il Tarak” risponde il proprietario/cameriere, aprendo mille interrogativi sulla differenza di lista e di prezzo e una sola risposta: ci pigliano per il culo.
Scoprire che in realtà è sambuca non ci stupisce oltre.
Si arriva a pagare. Ventiquattro euro a testa, già diviso per tutti, bevande comprese, in culo al proposto menù fisso. Chiediamo che ci venga diviso per tutti meno la festeggiata. Non state a fare conti: ventiquattro euro e ottanta, alla faccia della matematica. La nuova domanda è “quanto ci avevano provato a fregare alla prima richiesta?”
Usciamo con un “mai più e mai poi”, almeno per quanto riguarda me e la figlioluccia, visto che la prossima volta che vorrò i falafel potrò andare a mangiarli in mille altri posti in cui verremo trattati parecchio meglio sia umanamente che economicamente.
Usciamo anche con una maggior chiarezza sugli scenari di politica internazionale. Se il Libano viene periodicamente bombardato, non è per questioni etniche. E’ che qualcuno è meno transigente di noi sulla gestione di un nuovo ristorante.

*Lo cito esplicitamente, nel caso ci voleste andare.**
** Ovviamente sto scherzando.

Ce l'ho con... Serenità

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Dice la Moric che adesso le basta poco per la serenità.

Evidentemente il chirurgo che l’ha resa simile a un furetto le paga i danni.

Accadde che..., Ce l'ho con... Dotazione di serie-tà

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L’altr’ieri ero in coda, come accada per una buona mezz’ora ogni mio giorno.
Sulla destra una di quelle macchine-siluro da crisi di mezz’età: bassa, filante, costosa come un panfilo.
Il tipo al volante apre il finestrino di tre dita e butta fuori il mozzicone, stando attento a non farla cadere sulla carrozzeria.
Io attiro la sua attenzione, abbasso il mio finestrino e, col mio migliore sorriso, aspetto che anche lui abbia fatto lo stesso.
“Bella macchina!” esclamo garrulo.
Il tizio sorride compiaciuto.
“Non ce l’ha il portacenere?” chiedo, sempre sorridendo.
Il tizio smette di sorridere, distoglie lo sguardo, chiude il finestrino e mette tutte e due le mani sul volante fissando davanti a sè.
Senza una parola.

Ora, io sono uno stronzo. Ma I fumatori, che a un passo da un portacenere buttano la cicca a terra; quelli che la seppelliscono nella sabbia quando sono al mare; quelli fumano un po’ dovunque, fottendosene anche se ci sono bambini; quelli che per qualsiasi altra questione sono corretti e cortesi e ligi, poi però fumano in pineta e al distributore o, mentre passeggiano, tiran via il mozzicone con una schicchera; ecco, quelli cosa sono?

Ce l'ho con... Il Male minore

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I francesi, che hanno ben sopportato una Mururoa, hanno confermato le critiche al P.A.P.A. sulla
CAZZATA
del preservativo.
Insomma, tra avvelenare un atollo e avvelenare il mondo c’è una bella differenza.

Ce l'ho con... Fuori

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L’hostess del Grande Fratello è andata fuori dal medesimo.
Poi fuori da Alitalia, seddiovòle.
Adesso fuori da La Fattoria.

Possiamo sperare che resti fuori anche dai coglioni?

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Accadde che..., Ce l'ho con... Gli zingari non rubano i bambini

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ROMA

Spose-bimbe bulgare
vendute a 10mila e􀃨ro

Portavano illegalmente in
Italia ragazze bulgare minorenni
per “venderle” come spose: il
prezzo si aggirava sui 10 mila
euro, o più. Le ragazzine finivano
in mano ai clan nomadi,
venivano ridotte in schiavitù e
costrette a commettere furti e
borseggi a Roma e in altre città.
I carabinieri del Ros hanno arrestato
11 bulgari per tratta di
esseri umani, riduzione in
schiavitù e favoreggiamento di
immigrazione clandestina.

da La Nazione di oggi.

No, li compravendono.

Ce l'ho con..., Tanta iNioranza Un post stronzo

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Il 31% degli stupri a Roma e dintorni è ad opera di romeni, dice il TG1.
A Lampedusa è stato dato alle fiamme il centro di accoglienza.
I romeni colpevoli di aver stuprato “per dispetto” una quattordicenne erano pregiudicati, recidivi, ma fuori e liberi nonostante un decreto d’espulsione.
Il 10% di immigrati, in Italia, commette il 42% dei crimini (non ho una fonte citabile, lo ammetto).

E si lamentano se gli prendiamo le impronte.
No, cazzo. Appena entri in Italia, se vuoi quantomeno provare a restare, ti si spara un chip RFID d’identità accanto alla giugulare o alla base del pene, a scelta.
Alimentato per induzione dalla rete di telefonia mobile, segnala su richiesta ogni tot la tua posizione attraverso la tracciatura celle. Se vieni espulso, dopo una settimana dalla sentenza il tuo chip finisce in una blacklist, e a intervalli regolari, ovunque tu sia sul territorio nazionale, ti scarica in corpo una carica dolorosa ma non letale. Gli unici posti dove non avrai scariche sono quelli dove non prende nessun cellulare, e mi va bene, purchè non rompano i coglioni a nessuno, in auto-eremitaggio. Lo stesso per eventuali detenzioni: tutte le celle che non coprano istituti di reclusione, manderanno l’impulso di scarica al tuo chip per tutto il periodo previsto della reclusione.
Se già all’inizio non dichiari la tua identità, va bene, il chip è in bianco e sulla blacklist, non me ne frega di sapere chi sei, purchè ti tolga dai coglioni, visto che hai un motivo di non far conoscere la tua identità.
Chiunque venga colto senza chip E senza un documento valido, verrà immediatamente impiantato del medesimo ed espulso.
Se dopo un periodo di tempo ragionevolmente lungo non ci saranno stati problemi, il tuo chip verrà espiantato e/o disattivato a spese dello Stato.

E’ razzista e discriminatorio? Va bene, mi metto io per primo, in fila per il chip. Il prezzo della pace è una continua sorveglianza.

Poi vi parlo anche del MIO modo per fermare l’evasione fiscale e gli incidenti dovuti ad alcool ed alta velocità.

Ce l'ho con..., Virtuality La ricreazione è finita

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Almeno per me.
Ho fatto l’ultima visita a Facebook.

Madonna come l’avevo sui coglioni. Cito da un commento che ho fatto a Jansen:

“Per dirla come la direbbe Mons. Della Casa, io a Facebook gli vo parecchio in culo. L’ho provato, non mi garba quel vocìo continuo e passarsi le peggio cazzate (“che marca di birra sei?” “scopri quanto sei uzbeko!” “un coccodrillo virtuale per te”). Roba da ricreazione di seconda elementare. Non ci entro da un mese almeno, e vivo felice. Se qualcuno mi vuol parlare, io son qui, la mail l’hanno tutti, e diversi pure il telefono.”

Aggiungo solo che ritengo FB un sistema per impigrire la rete. Adesso, invece di scrivere, si pubblica supinamente e acriticamente una foto, un video, un giochino realizzato da qualcun altro, e si spunta una casellina accanto a qualche nome, spesso senza neanche stare a pensare se il destinatario potrà gradire o meno.

Ecco. Stamani, prima di entrare a lavoro, ho provato a fare una lista e salutare tutti, avvisare che mi levavo di mezzo e poi cancellare l’account.
Nulla, niente lista. Le puttanate le puoi mandare a tutti, credo, un messaggio a venti per volta. E io, non lo sapevo, ho accettato 105 offerte d’amicizia. Quindi, o mi faccio sei liste oppure mando davvero tutto in malora, metto il mio “arrivedoooorci!” nella status bar e lascio tutto a marcire.
Chi mi vuole davvero parlare vedrà lo status, chi si limita a mettere una spunta nella casellina accanto al mio nome quando mi passa il “lollipop ciucciato da Cristina del Grande Fratello mentre stuprava il koala” resterà nell’ignoranza e manco si chiederà che fine ho fatto.

Oh, beh, càpita.