Archive for the ‘Ce l'ho con...’ Category

Ce l'ho con..., Recensioni Punti di vista

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Ieri, grazie alla segnalazione di un’amica, sono tornato sul blog di un comune conoscente.
L’ho fatto dopo un paio d’anni dalla prima lettura, e come la prima volta l’ho trovato profondo, scherzoso, ben scritto, rilevatore, coinvolgente.
Come la persona, piena di interessi, genuina e sincera che lo scrive.

Purtroppo avevo perso il link -anche perchè, come ho scoperto ieri, lo cercavo col nick sbagliato-, che adesso è nei miei preferiti, e la ri-segnalazione di ieri mi ha reso un grande favore.

Se ripenso a con quali toni mi era stato descritto la prima volta non posso che, come feci allora, storcere la bocca al pensiero della pochezza del segnalatore originario. Non so se era invidia o semplice incapacità di una lettura un pelo più profonda di quella cronachistica, ma, prima per chat e poi di persona, mi fece un quadro del blog molto falsato e parecchio, parecchio più grigio e infantile di quanto fosse in realtà. Non osavo chiederlo all’autore -non si sa mai-, e ormai lo davo per una spiacevole perdita che, forse, avrei potuto recuperare con un po’ di link-surfing a partire da un amico comune o due.

Per fortuna, a volte ritornano pure le cose buone.

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Accadde che..., Ce l'ho con..., Virtuality Commento a Luttazzi

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Commento inviato (e ovviamente mai pubblicato) al blog di Luttazzi, che leggo quotidianamente.
Per chi non lo sapesse, Luttazzi è stato accusato di plagio per qualcosa come 500 minuti di sketches e battute da stand-comedians americani.
Per saperne di più: http://ntvox.blogspot.com/ e, soprattutto, qui o qui .

“Giusto per curiosità, per te dove si ferma la citazione?
Mi spiego: la famosa battuta della mosca/falena che vola dritto quando scoreggia èna citazione per te e plagio per Bonolis. Ok.
“Troppo presto” per Bonolis, mentre tu hai aspettato vent’anni per riproporla?
E’ una questione di tempi?
Di termini esatti e adattamenti, tipo lo sketch del cameriere smemorato, dove si paga Martin in dollari e te in lire?

Una citazione è una strizzatina d’occhio, non uno sketch di tre minuti o il pezzo sull’eiaculazione precoce senza citare -appunto- la fonte.

Ok, sono saltato sul treno da poco. Mi son sempre riferito a te come “quel genio di Luttazzi”, da quando, pensa te, ti fermai per strada a Firenze per dirti “Forza con la Tamaro”, sarà perchè la caduta è da più in alto che mi fa più male.”

edit:

Proprio in apertura (e anche su boingboing)

Complimenti, Daniele. Hai dato una nuova dignità all’espressione “Italiani ladri”

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Ce l'ho con... Del perch non mi piace facebook

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Anche oggi su FB uno dei miei contatti ha pubblicato un video interessante, questa volta tratto da un film del 1976:

Una selva di “mi piace”.
Al che io ho chiesto “com’ finita, poi, picchi di ascolto a parte?”
Nessuna risposta.
Non poteva essere diversamente, era una prova del nove, una domanda retorica. Cosa possono -potrebbero, via, visto che un’opera di fantasia” aver ottenuto tutti quelli affacciati alla finestra a urlare il loro disappunto, tutti con la stessa formula? Nulla: un ottimo modo di sfogarsi, ma sfogarsi ben differente da agire.
Lo stesso con Facebook. Maledizione al momento in cui si diffuso tanto da diventare imprescindibile per far vedere una foto a un amico, per chattare, per fare tutto quello per cui servivano Flickr, MSN, un blog, Skype.
Prima la gente bloggava -pure io, parecchio di pi-, si prendeva la briga di scrivere tutti gli affari propri, quello che andava bene e quello che non le tornava. Occorreva lo sforzo di scrivere pi diu due righe -e che fosse roba tua, non un’immagine ripresa da chiss dove, o un testo in un quadratino come va di moda in questo momento-, che qualcuno cercasse il tuo blog o fosse iscritto ai tuoi RSS, che leggesse tutto, che poi se aveva da commentare, nel bene o nel male, scrivesse qualcosa di suo. Occoreva interesse e lavoro.

Adesso, scorrete un po’ me e tra i miei link per vedere se vero o no, i blogger hanno molto diratato i loro interventi. Ti iscrivi a FB in tre minuti, se vuoi anche senza metterci la faccia o il nome vero, checch se ne dica, e cominci a farti i cazzi degli altri tre righe per volta; agli altri, sempre tre righe per volta, sbatti in faccia i tuoi, che questi lo vogliano o no, visto che ignorare gli aggiornamenti o negare un’amicizia pare uno sgarbo imperdonabile.

Se quello che leggi ti piace, clicchi sull’apposito tastino.
“W le coccole”: Mi piace.
“Pi rispetto alle donne”: Mi piace
“Fermiamo chi maltratta i cuccioli”: Mi piace.
“Tibet libero”: Mi piace.
“Basta a tutte le guerre del mondo”: Mi piace.

Con un click del tastino ci si mette la coscienza a posto, si fa vedere al mondo che quegli argomenti li abbiamo a cuore, che vogliamo migliorare e migliorarci. Ma quanto dura un click? Ancora meno dell’urlo “sono incazzato” alla finestra, e al contrario di quell’urlo, non implica necessariamente che alziamo il culo, nemmeno figuratamente, dalla poltrona, che ci ingegniamo per capire come possiamo fare a rispettare di pi le donne o a liberare il Tibet. tanto, mica tocca noi, la nostra parte l’abbiamo fatta con quel click, no?

Pigrizia. La stessa pigrizia che -non ne sono esente- ti fa scrivere “giornata del cavolo” nel tuo status, senza spiegare perch se nessuno te lo chiede. In un blog, scorrete per credere, il perch lo spieghi: scrivere ti aiuta a sfogarti, a vedere le cose pi chiare, a trovare magari una soluzione.
E nessuno clicca “mi piace” se ti girano le palle.

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Ce l'ho con..., Follia La gente non normale

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Ruralia, a Villa Demidoff.
Mi son sentito scemo per esser arrivato a mezzogiorno e aver aspettato cinque minuti per parcheggiare davanti alla villa e andare a trovare, libri e plaid al seguito, i miei che esponevano.

Quando siamo andati via, la fila iniziava a Trespiano.
Cosa non fa, la gente, per una domenica di relax!

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Ce l'ho con... Bene bravi bis(cheri)

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Come volevasi dimostrare, e come facilmente prevedibile,
i grillini, appena eletti, hanno gi cominciato a scannarsi per poltrone e quattrini.

Come dice anche il mi’socero, “appena arrivano al trogolo, doventan tutti maiali”

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Ce l'ho con... Il buongiorno si vede dal mattino

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Dal corriere della sera FIRENZE

Tramvia, ancora in prova
Deragliata ad un collaudo
Un treno della linea uno del tram uscito dai binari durante il collaudo finendo contro un palo dell’alimentazione elettrica della ferrovia.

No, complimentoni, bella figura davvero.
Nessuno la voleva, non risolver un accidente, ha causato pi danni della grandine, sar completata in vergognoso ritardo, ha fatto arricchire solo i soliti noti, e oltretutto fa cacare.

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Ce l'ho con... Grandissimi ladri, estorsori e figli di troia…

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E’ mai possibile che ogni volta sia questa storia?
Ogni volta che non mi paro il culo con le mutande di bandone, finisce che mi fottete. Colpa mia, pure, eh, che non vengo a cercarvi personalmente.
Ultimi due acquisti online: bastone e coltelli-bomboniera. Il bastone costava nemmeno quaranta euro, me ne avete messi TRENTASETTE di diritti doganali, in contrassegno. La Figlioluccia, che ha ritirato, ha dovuto pagare e festa finita, se no il bastone non lo vedevo. Quasi il doppio, maledetti, non vi auguro di morire di lesmaniosi solo perch non educato.
I coltelli… beh, tassati al 40%, a conti fatti, perch mi avete imposto un “valore statistico” (che cazzo vuol dire, grandissimi ladri, estorsori e figli di troia?) superiore di quaranta euro a quello dichiarato, OTTO euro di dazio (cos, in pi) e DIECI di “diritti amministrativi”. Enormi figli di puttana, mi avete fatto pagare le tasse sulle tasse, e pure il doppio dell’IVA che avrei invece pagato volentieri.
Adesso posso pure dare per perso un regalo, l’unica vincita stragradita che abbia mai fatto, un set coltello-custodia-torcia Victorinox che avevo vinto su multitool.org giocando la data del mio matrimonio.
Maledetti merdosi che vi siete messi in tasca quel che mio, la mia merce e i miei soldi non dovuti, spero che quei soldi vi servano per pagare l’iniezione eutanatica per voi e tutti i vostri cari infettati da un taglio provocatovi nell’aprire la scatola di quel coltello che mi avete rubato. Spero che quel coltello venga usato per mutilarvi i genitali da un coniuge geloso e incazzato perch gli avete attaccato la muffa squamante mucotica ai medesimi. Spero che quella torcia venga raccolta al lato di una strada da un agente della stradale e utilizzata per raccogliere in un secchio i resti dei vostri occhi, mani e spina dorsale dopo un incidente stradale. Spero che in quella custodia dobbiate sempre portare un dispositivo GPS che consenta alle forze dell’ordine di ritrovarvi, sbavanti, quando scapperete di casa in preda alla confusione datavi dall’encefalopatia spongiforme presa affettandovi la carne con quel coltello (si, era usato, veniva dall’Inghilterra, ma era MIO, grandissimi ladri, estorsori e figli di troia). Spero che la sua lama si spezzi tra due delle vostre vertebre lombari durante l’impeto di una sodomia coatta in galera da parte di un detenuto superdotato e sieropositivo. Perch in galera che dovete finire, grandissimi ladri, estorsori e figli di troia che rovinate il buon nome di coloro -saranno due o tre, almeno- che lavorano tra dogana e poste.

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Accadde che..., Ce l'ho con... L’utilit di una preparazione religiosa

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Suona il campanello alle otto e zero zero dell’unico giorno in cui posso dormire magari fino alle dieci.
Salto in un paio di pantaloncini, rispondo al citofono.
“Salve, sono Giovanni”
“Giovanni chi?”
“Siamo nel quartiere per incoraggiare la lettura della Bibbia”
Un Testimone di Qualcheduno o Qualchecosa, ovviamente. Ma com’ che non li trovi mai quando hai fatto un incidente e ti voglion dare la colpa?
Non ho ritenuto opportuno fargli notare che a quell’ora incoraggiano solo l’evocazione dei protagonisti principali del Vecchio e Nuovo testamento, magari accostati ad animali da cortile a zoccolo fesso, e sono stato educato.
“Mi sto per sposare e devo scegliere le letture, quindi sto leggendo molta Bibbia. Lei che ne dice della lettera ai Tessalonicesi*, ove si dice “badate agli affari vostri e non disturbate i vicini”?

Non ha risposto.

*1 tessal. 4,11

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Ce l'ho con..., Recensioni Una notizia buona e una cattiva

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La buona che pronto il film di Astro boy (ricordate? Osamu Tzuka, “Capitanzt un ‘agazzo ‘ob, con dei sentimentiumani propriocomennoi..”, quello l).
La cattiva che han deciso di farlo doppiare, col fior fiore di doppiatori bravi, decenti e anche passabili che abbiamo in Italia, da Silvio Muccino, che nell’ambiente affettuosamente chiamato “quello con lo strofinaccio in bocca”, espressivo come un moai e di innegabili doti artistiche*.

Perch non si lascia il doppiaggio ai doppiatori?

Ora io dico, anzi, ve lo chiedo col cuore in mano: ce la facciamo a boicottare queste cazzo di manovre pseudocommerciali che sostituiscono un principiante a un professionista, e aspettiamo di avere, che so, il DVD in lingua originale coi sottotitoli?
Magari l’abbozzano, e con lo stesso criterio gli danno da pilotare una delle frecce tricolori.

*E’ figlio, stranamente, di un dirigente RAI. Mica raccomandato, eh!

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Accadde che..., Ce l'ho con..., Tanta iNioranza Sono leghista e non lo sapevo

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Lega: Pronti a rivedere il Concordato

Famiglia Cristiana: Bossi sprezzante

Se continuano le ingerenze delle gerarchie ecclesiastiche. Il settimanale cattolico: Lega crea il “mare mostrum”
ROMA – Basta accuse al Carroccio dal Vaticano o a tornare in discussione saranno i Trattati lateranensi che regolano, per Costituzione, i rapporti fra Italia e Vaticano. L’avvertimento arriva dalla “Padania”, quotidiano del partito di Umberto Bossi, con una riflessione in prima pagina sui rapporti fra Italia e Chiesa cattolica dal titolo “Strane ingerenze ideologiche in uno Stato laico”. Larticolo della “Padania” definisce le parole di mons. Vegli allindirizzo del ministro leghista Calderoli come lultimo episodio di una lunga serie di ingerenze ideologiche e squisitamente politiche da parte di uomini delle gerarchie ecclesiastiche nelle faccende di uno Stato che, fino a prova contraria, laico.

IL MONITO – Se i rapporti fra lo Stato e la Chiesa andranno avanti lungo questa deriva, ossia le gerarchie ecclesiastiche proseguiranno in questa politica marcatamente interventista nei confronti delle decisioni e degli orientamenti della politica e delle istituzioni al di l di ogni ragionevole confine di neutralit delle rispettive sfere di intervento – avverte larticolo della “Padania” a firma Stefano B.Galli – bisogner inserire nellagenda delle riforme anche una revisione di Concordato e Patti Lateranensi. Non ci pare il caso.(…)

Come sarebbe a dire “Non ci pare il caso”?

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Accadde che..., Ce l'ho con..., Mi rammento Quando il gioco si fa duro…

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Una decina d’anni fa il sottoscritto si avventurava, armato - il caso di dirlo- di un’armatura a scaglie in PVC da 3mm piegata a caldo e di due esperimenti di spada in lattice con anima in acetalica, visto che la vetroresina era di l da venire, verso Spondon, in Inghilterra.
L si teneva il Gathering, L’evento -notate la maiuscola- di Gioco di Ruolo dal Vivo pi importante d’Europa e, credo, del mondo.
Un’esperienza, sia per il gioco che per il viaggio, unica, della quale ci troviamo a parlare ogni volta che ci troviamo intorno a una birra -o quasi- coi compagni d’avventura: la Mary, Rick, Lore, il mi’fratello. Come non citare gli attacchi puntuali all’ora di cena, “‘what’s your name?’ ‘NAME’ ‘where are you from?’ ‘NO’ ‘oh, thank you’”, i gendarmi francesi che spadacciavano per strada, i caff allucinogeni?
La voglia di continuare a giocare ci fece aderire a una delle nascenti associazioni di Gioco di Ruolo dal Vivo ITALIAne, che per non citer. Si dice il peccato e non il peccatore.
Molti di voi nemmeno sanno cos’, il GRV, quindi spiegherollo, anche se dopo questo antefatto. Il Gioco di Ruolo consiste nell’interpretare un personaggio -nell’ambientazione fantasy qualcosa tipo mago, guerriero, ladro- e farlo reagire agli eventi proposti da un narratore in maniera coerente al suo ruolo, recitandone la personalit. Nel Gioco di Ruolo dal Vivo le azioni del personaggio non sono solo descritte, ma anche messe in pratica: ci si abbiglia e arma -armi inoffensive, per carit-, si recita, si agisce. Ma torniamo a noi.
Per qualche anno abbiam girato l’Italia, portando lo scompiglio in paeselli -ah!, Barga, cara a Chtulhu in quanto non euclidea come R’lyeh: in ogni punto sei contornato da salite, in qualsiasi direzione tu ti muova, sempre. soprattutto se hai venti chili di armatura addosso- e in brulli prati ai confini del mondo -Cottanello- seguendo le nostre mire politiche e urlando in battaglia il nome del dio che avevamo creato, per una serie di eventi qui troppo lunga a ricostruire, in Inghilterra: NAME, il dio dell’indipendenza.
Per un po’ sono state quasi rose e fiori. Nonostante una gestione, diciamo cos, arrangiata, si giocava e ci si divertiva.
Poi, beh, nuova gestione, nuove regole.
Prima di tutto il gioco via IRC prima e via messaggistica poi. Tra una sessione e l’altra, se il tuo capogruppo non aveva un cazzo da fare e viveva online, stringeva e scioglieva alleanze, provocava offese mortali, cambiava il culto E TU NON NE SAPEVI NIENTE FINO ALLA SESSIONE SUCCESSIVA.
La disorganizzazione e il disinteresse ai giocatori non VIP. Io, da fabbro -PRIMO FABBRO PG dell’ambientazione, mica cacca- mi son trovato, dopo mesi (24) di “le facciamo o no queste regole per i fabbri? serve aiuto?”, un bellissimo tomo di regole per le Baronie. Come se ci fossero in giro pi Baroni che fabbri. Mi son trovato inutile. E vabb. Insieme vien fuori la storia che BISOGNA fare anche il PNG, servizio di “comparsa”. Prima potevi pagare e giocare tutto l’evento col tuo personaggio, oppure non pagare e giocare un nemico, un personaggio di contorno, deciso dal narratore.
No. Bisogna pagar tutti, e allora che si fa? Paghi, e all’evento fai ANCHE il PNG per un po’ del tuo tempo. Poco male, eh, se non per chi, diversamente impegnato durante parte della sessione di gioco con eventi di vita vera -che so, lavoro, studio, famiglia, quelle cazzate l-, avrebbe preferito giocare il proprio personaggio per tutto il tempo disponibile o per quelli che, scarsi di pecunia, venivano a giocare per l’amor del gioco.
Poi la gestione autarchica. Un consiglio che non tollera recriminazioni (“Simone, torni a giocare, prima o poi?” “Gi. una sessione, dico qualcosa che non va bene al presidente, sei mesi di sospensione, una sessione, altri sei mesi…”) nemmeno dai giocatori pi anziani ed esperti, accusati anche di far fronda perch, a parte, cercavano un metodo per far funzionar meglio le cose.
I favoritismi. I bonus estetici d’armatura che si sono visti solo applicati ad armature prodotte da un negoziante affiliato.
Le astuzie*. L’affitto della sede legale pagato coi proventi degli eventi mi va pure bene, ma scindiamo la sede legale da una civile abitazione, ok?, che a me non va di contribuire a pagarti l’affitto di casa. E neppure uno stipendio a due-tre membri scelti, anche se con lo sgamotto “premio per l’evento sportivo” -gi, che siamo diventati associazione sportiva, solo Name sa perch, visto che le gare evidentemente le vincono sempre i soliti-.
Name -il dio che avrei douto conoscere meglio di chiunque altro, visto che era stato un’invenzione mia, della Mary e poi di Lore- era stato violentato, cambiato di ruolo e di credo, diventando tutto un’altra cosa da quello che il mio Nerocorvo “lentobraccio” Mangialupi degli Antelli era stato chiamato ad adorare.
Nel frattempo, io m’ero gi rotto i coglioni. Avevo trovato la scherma medievale prima e quella rinascimentale poi, in modo da tenermi quel po’ di nobile arte che avevo intravisto. Avevo un lavoro vero al quale dedicarmi, e altri hobbies pi soddisfacenti. Il fisico, seppur giovanilissimo, non era pi quello del ventequalcosenne che aveva iniziato, e non si poteva pi permettere giornate a correre in armatura sotto il sole.
Non avevo voglia di cambiare il mio stile di gioco dall’azione al sotterfugio.
Soprattutto, ero deluso da coloro che avevano iniziato con me, colla mia stessa ottica, e che adesso mi giustificano ogni cosa con “e vabbeh, dai, si gioca uguale, si cambia dall’interno” senza cambiare nulla da anni ormai. A uno di questi ho pure detto come la penso: i quattrini miei ’sta gente non li becca pi. Se dovessi trovare il tempo e la verve -ecco, quella, soprattutto- per giocare di nuovo, mi rivolger a vecchi compagni emigrati verso altre associazioni, non certo a quella nella quale il mio personaggio era cresciuto tanto salvo poi non esser pi nessuno da un momento all’altro: monete non pi riconosciute (“eh, sei mancato un anno!”), esperienza di gioco inutile (“ora ogni fabbro pu far tutto”), e, anche se una volta son stato accolto con “ah, ma tu sei Nerocorvo! avevo sentito parlare di te in Gilda Armorieri”, beh, non pi il mio posto, son rimasto indietro con troppe cose.
Neppure a quella la cui capa si dispiaciuta di pi per una giornata di gioco non ben pianificata che per il funerale di un amico comune, se per quello. A scatola chiusa. Diciamo che bastato.

Tutto questo pippone perch, per la prima volta da anni, non invidio pi gli amici che hanno passato una settimana ininterrotta di gioco, tra battaglie, incantesimi e fal. Birra e Amici, con la maiuscola, li posso trovare anche scevri da un sacco di gente che si sente grande solo quando… beh, Goethe disse “E’ felice e grande solo chi non ha bisogno di comandare per essere qualcuno”.

Birra, sidro o idromele, gente?

*Raccolte negli anni da diverse fonti. Non saranno esatte al 100%, ma c’ concordanza nelle testimonianze, e se fossi un finanziere una verifichina la farei, visto che l’atmosfera quella.

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Ce l'ho con... La faccia come il culo

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Un campione di coerenza, che mangia in un piatto dopo averci non solo sputato, ma pure defecato:

Grillo: Mi candido alle primarie del Pd

Io le parole ce le avrei, ma meglio che non le dica.

edit: Ricordo fra l’altro che, per IL SUO STESSO manifesto, in quanto condannato per omicidio -anche se colposo-, lui stesso non risulterebbe candidabile a un “parlamento pulito”. Ma vabb, son tutti buoni a farsi le eccezioni addosso.

riedit: Notate pure che non ho fatto accostamenti comico-buffoni. Troppo facile.

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Ce l'ho con... Buon otto per mille a tutti!

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La cripta d'oro a Padre Pio
otto per mille

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Ce l'ho con..., Recensioni Ma come si permette?

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Star Trek – Il futuro ha inizio. Ora sapete di che si parla, se non volete spoiler saltate pure.
Premetto che son andato a vederlo che gi avevo il mal di testa. Ne sono uscito col mal di testa e la nausea.
Il signor Abrams – il genio che ha inventato Alias, Lost, Cloverfield, Fringe e da tante buone idee sempre riuscito a rendere tutto tanto cervellotico da restare sulle palle- gi mi perplimeva con la scelta di Quinto come Spock. Vabb che non deve essere espressivo, ma cavolo, magari serve che un attore sappia recitare, che abbia almeno un’espressione in pi di Clint Eastwood. E invece no, si sceglie pure per il giovane Kirk e per Uhura un bisteccone monoespressivo e una gnoccasquinza alla Pussycat Dolls con gli occhioni perennemente sgranati.
Poi si fa si che la suddetta Uhura sia corteggiata da Kirk e invece tenga per le palle (in tutti e due i sensi, purtroppo) Spock, roba che nella serie originale nemmeno era passata per il capo.
Poi che si fa? Per far quel che cazzo che ci pare di una serie pluridecennale si inventa il paradosso temporale. All’improvviso nel passato arriva un cattivone che usa un buco nero per viaggiare nel tempo. Era dagli anni ‘60 che non si sentiva una cazzata del genere: un buco nero non un tunnel, una palla di materia ultradensa, con una gravit tale da impedire anche alla luce di uscire. Una nave che ci si avvicinasse verrebbe ridotta istantaneamente a un filo monomolecolare lungo la linea di forza pi breve, ma in tempi soggettivi dilatatissimi: chi fosse presso l’orizzonte degli eventi sarebbe come “congelato” nel tempo. Riguardatevi il pilot di “Gene Roddemberry’s Andromeda”, del mai troppo compianto Gene Roddemberry, inventore di tutto l’universo di Star Trek.
Il presente (si, insomma, il presente di Kirk) viene del tutto alterato, e HOP!, per far contento un cretino che andrebbe sperso davvero su un’isola tropicale, si annullano tutto Star Trek fino adesso, con Vulcano che viene distrutto in cinemascope, tanto da esser visibile dal cielo anche di un pianeta lontano.
Su detto pianeta lontano, tutto ghiacci e mostri dei ghiacci che non sanno camminare sui ghiacci, alla faccia dell’evoluzione, Kirk trova PER CASO Spock, lasciato l nemmeno mezza giornata prima, che lo salva con una torcia di legno. Da dove venga questo legno non ci dato sapere, n da dove vengano gli abiti pesanti di Kirk, abbandonato tre ore prima in una capsula di emergenza.
Ci se ne fotte della storia della Federazione, della fisica (se teletrasporti uno in caduta libera, questo si schianter sul pavimento della sala teletrasporto invece che sul suolo, ma si schianter lo stesso), delle convenzioni scientifiche (e pure di quelle pseudoscientifiche, tipo il limite del teletrasporto convenzionale, visto che si ottiene un trasporto da Saturno alla Terra, ben oltre il “raggio planetario” che invece ci hanno ribadito non so pi quante stagioni di TOS (3), TAS (2), TNG (7), DS9 (7), VOY (7), ENT (5). Ci avete capito nulla? Evidentemente nemmeno Orci e Abrams.

Insomma, un film troppo facile. Kirk ne busca da tutti, ci sono scene degne del Muppet Show o dei Goonies, i personaggi sono ridotti a macchiette (McCoy, Checov e soprattutto Scott) o all’ombra di s stessi (Kirk e Sulu) o semplicemente stravolti (Spock, Uhura). Uscendo ho detto al fido Rick “Cazzo, mancavano solo un cane e un bambino”, senza pensare che coll’alieno-mascotte di Scott ce li avevamo tutti e due in un colpo.

Consiglio questo film solo a chi non conosce Star Trek e non gliene freghi nulla. Tipo Abrams, insomma.

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Ce l'ho con... Prego, faccia pure!

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Battisti -quello condannato a quattro ergastoli, non quello che cantava- ha minacciato di suicidarsi se dovesse venire estradato in Italia per scontare la sua pena. Considerato il risparmio per i contribuenti, spero che, al contrario di quello che fece nuti Nuti, non ci ripensi.

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Ce l'ho con... Mille pezzi facili

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A Pisa si danno cinquecento-mille euro ai Rom, e presto agli extracomunitari in genere, per tornarsene a casa, a patto che non si facciano vedere per un anno.
Signora Assessora, genio mio d’oro, se prometto di non venirci nemmeno io per un anno, me li dai anche a me mille euro? Facciamo anzi un affare, non ci vengo per cinque anni -non propongo il vitalizio solo perch non si sa mai- e me ne date quattromila?
Se no discriminazione, no?

Aggiornamento: ho scritto al difensore civico del comune di Pisa (a.lucaferro@comune.pisa.it) e ho detto che mi sento discriminato, e controproposto duemila euro per tre anni. Vediamo che mi risponde.

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Ce l'ho con... Un Divorziato Cattolico (non mia, ahim)

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udc
E io capisco pure che quest’uomo voglia ricostruire la DC.
Capisco pure che per amor di voti (per me peraltro inconcepibili), ingoi merda e candidi Sgarbi.

Ma perch nella foto tocca il culo alla bambina? Vuol attirarsi ulteriori favori dal clero?

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Ce l'ho con..., Recensioni Non una questione etnica.

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Sabato siamo andati al compleanno di Lindsay Lohan, o almeno cos diceva l’sms di invito.
“Al libanese ‘Valle dei cedri’ in borgo santa croce 11r”*.
“Wow, una cucina nuova da provare”, penso contento io.
Come no.
Entriamo che si sta esibendo la danzatrice del ventre -una Elliott di Scrubs appena pi tonda, nel bene e nel male- e veniamo disposti al tavolo; non conosciamo nessuno salvo Lindsay, e la festeggiata ci fa la grazia di lasciarci sedere vicino a lei, in modo da avere un minimo di conversazione. Un favore gradito ma non necessario, visto che nel giro di cinque minuti avevo gi rotto le palle a chiunque fosse a portata di voce facendo una perizia psichiatrica giurata postuma del Pacciani, del Lotti e del Vanni, enumerando le qualit del vegetarianesimo e -contemporaneamente- delle materie prime affluenti al McDonald’s, correggendo la grammatica inglese di uno che ormai VIVE in Michigan, discettando di ideogrammi, geroglifici, tatuaggi e spille per pantaloni.
Ma sto divagando. Torniamo al ristorante in s.
Il menu consiste di quattordici antipasti -che in realt sono una mezza dozzina variamente riassemblati, e due sono pure esauriti-, cinque “specialit”, sei bevande (“una birra libanese, per favore” “C’ la moretti” “Acqua, allora”) compreso un “vino libanese” a ventun euro la bottiglia (ah,ah!) e due distillati, sui quali torner pi tardi.
Il servizio da calci in bocca. Gentili e raffinati come le truppe tedesche a Stalingrado.
Si comincia con un “Prendete il men fisso?” “Quant’?” “Venticinque euro, bevande escluse, vi si porta un po’ di antipasti, la grigliata e il resto”. Nonostante la descrizione quantomeno fumosa -e la mia prontamente sedata obiezione “Io son vegetariano” al quale seguita la rassicurazione/minaccia/balla “ci si pensa noi”, Lindsay ha fatto il giro della tavola spiegando e chiedendo se andava bene. Ok, dodici si, due no.
“O tutti o nessuno” risponde la cameriera “Fate le ordinazioni”
Io da bravo veggie ordino quattro antipasti. Un familiare Hummus, un familiare Falafel, un Rikakat che nonostante il nome edibile -sono degli involtini di sfoglia ripieni di formaggio-, e delle pizzette libanesi, che sono delle polverosissime schiacciatine ricoperte di origano e erbe secche in quantit proibite dalll’ONU e da qualunque nutrizionista. Alla faccia di “cucina nuova”
Nel pieno della seconda esibizione di Elliott, giunge la consegna dei piatti. La cameriera, coperta dalla musica, si ostina a pronunciare a mezza voce nomi esotici di cibi scritti secondo me in modo del tutto diverso, e si incazza pure se nessuno alza la mano dicendo “mio!” nel giro di un picosecondo, o se le viene chiesto di ripetere. Quando poi viene il turno di quelli seduti davanti a me, la tipa mi appoggia le poppe e tutta s stessa sulla nuca e mi piega in avanti per allungare i piatti sul tavolo.
A un certo punto, l’apoteosi. Una ragazza non ha sentito o riconosciuto il suo piatto, e questo viene portato immediatamente da Lindsay con l’ultimatum: “questo l’avete ordinato e ora lo prendete”. Lindsay prima e la legittima proprietaria poi, scoperto cosa fosse, ingoiano, in tutti i sensi.
La ragazza davanti a me si alza lasciando il piatto a met -io stesso, distrattomi, mi son fatto fregare dalla cameriera ansiosa di farci sgomberare di sotto il naso delle patatine in compropriet con la Figlioluccia e lentamente piluccate; troppo lentamente, evientemente, per gli standard del locale- e la cameriera mi si sdraia nuovamente sulla schiena per espropriarlo. “Non so se ha…” dico, ma il “finito” mi resta in bocca, troncato da un “Lo so io, se qualcuno me lo passa”. Io non le batto il piatto in faccia, scioccamente, e mi limito ad allungarglielo.
Fine cena. I due distillati, cos listati: “Tarak” e “digestivo”, a due prezzi diversi. Io prendo il Tarak, la Figlioluccia il digestivo. Ci vengono ammanniti due bicchieri identici per forma e contenuto. “Io avevo chiesto un digestivo”, azzarda la Figlioluccia. “E’ il Tarak” risponde il proprietario/cameriere, aprendo mille interrogativi sulla differenza di lista e di prezzo e una sola risposta: ci pigliano per il culo.
Scoprire che in realt sambuca non ci stupisce oltre.
Si arriva a pagare. Ventiquattro euro a testa, gi diviso per tutti, bevande comprese, in culo al proposto men fisso. Chiediamo che ci venga diviso per tutti meno la festeggiata. Non state a fare conti: ventiquattro euro e ottanta, alla faccia della matematica. La nuova domanda “quanto ci avevano provato a fregare alla prima richiesta?”
Usciamo con un “mai pi e mai poi”, almeno per quanto riguarda me e la figlioluccia, visto che la prossima volta che vorr i falafel potr andare a mangiarli in mille altri posti in cui verremo trattati parecchio meglio sia umanamente che economicamente.
Usciamo anche con una maggior chiarezza sugli scenari di politica internazionale. Se il Libano viene periodicamente bombardato, non per questioni etniche. E’ che qualcuno meno transigente di noi sulla gestione di un nuovo ristorante.

*Lo cito esplicitamente, nel caso ci voleste andare.**
** Ovviamente sto scherzando.

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Ce l'ho con... Serenit

5 Comments

Dice la Moric che adesso le basta poco per la serenit.

Evidentemente il chirurgo che l’ha resa simile a un furetto le paga i danni.

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Accadde che..., Ce l'ho con... Dotazione di serie-t

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L’altr’ieri ero in coda, come accada per una buona mezz’ora ogni mio giorno.
Sulla destra una di quelle macchine-siluro da crisi di mezz’et: bassa, filante, costosa come un panfilo.
Il tipo al volante apre il finestrino di tre dita e butta fuori il mozzicone, stando attento a non farla cadere sulla carrozzeria.
Io attiro la sua attenzione, abbasso il mio finestrino e, col mio migliore sorriso, aspetto che anche lui abbia fatto lo stesso.
“Bella macchina!” esclamo garrulo.
Il tizio sorride compiaciuto.
“Non ce l’ha il portacenere?” chiedo, sempre sorridendo.
Il tizio smette di sorridere, distoglie lo sguardo, chiude il finestrino e mette tutte e due le mani sul volante fissando davanti a s.
Senza una parola.

Ora, io sono uno stronzo. Ma I fumatori, che a un passo da un portacenere buttano la cicca a terra; quelli che la seppelliscono nella sabbia quando sono al mare; quelli fumano un po’ dovunque, fottendosene anche se ci sono bambini; quelli che per qualsiasi altra questione sono corretti e cortesi e ligi, poi per fumano in pineta e al distributore o, mentre passeggiano, tiran via il mozzicone con una schicchera; ecco, quelli cosa sono?

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