Archive for the ‘Ce l'ho con...’ Category

Ce l'ho con..., Recensioni Ma come si permette?

1 Comment

Star Trek – Il futuro ha inizio. Ora sapete di che si parla, se non volete spoiler saltate pure.
Premetto che son andato a vederlo che già avevo il mal di testa. Ne sono uscito col mal di testa e la nausea.
Il signor Abrams – il genio che ha inventato Alias, Lost, Cloverfield, Fringe e da tante buone idee è sempre riuscito a rendere tutto tanto cervellotico da restare sulle palle- già mi perplimeva con la scelta di Quinto come Spock. Vabbè che non deve essere espressivo, ma cavolo, magari serve che un attore sappia recitare, che abbia almeno un’espressione in più di Clint Eastwood. E invece no, si sceglie pure per il giovane Kirk e per Uhura un bisteccone monoespressivo e una gnoccasquinza alla Pussycat Dolls con gli occhioni perennemente sgranati.
Poi si fa si che la suddetta Uhura sia corteggiata da Kirk e invece tenga per le palle (in tutti e due i sensi, purtroppo) Spock, roba che nella serie originale nemmeno era passata per il capo.
Poi che si fa? Per far quel che cazzo che ci pare di una serie pluridecennale si inventa il paradosso temporale. All’improvviso nel passato arriva un cattivone che usa un buco nero per viaggiare nel tempo. Era dagli anni ‘60 che non si sentiva una cazzata del genere: un buco nero non è un tunnel, è una palla di materia ultradensa, con una gravità tale da impedire anche alla luce di uscire. Una nave che ci si avvicinasse verrebbe ridotta istantaneamente a un filo monomolecolare lungo la linea di forza più breve, ma in tempi soggettivi dilatatissimi: chi fosse presso l’orizzonte degli eventi sarebbe come “congelato” nel tempo. Riguardatevi il pilot di “Gene Roddemberry’s Andromeda”, del mai troppo compianto Gene Roddemberry, inventore di tutto l’universo di Star Trek.
Il presente (si, insomma, il presente di Kirk) viene del tutto alterato, e HOP!, per far contento un cretino che andrebbe sperso davvero su un’isola tropicale, si annullano tutto Star Trek fino adesso, con Vulcano che viene distrutto in cinemascope, tanto da esser visibile dal cielo anche di un pianeta lontano.
Su detto pianeta lontano, tutto ghiacci e mostri dei ghiacci che non sanno camminare sui ghiacci, alla faccia dell’evoluzione, Kirk trova PER CASO Spock, lasciato lì nemmeno mezza giornata prima, che lo salva con una torcia di legno. Da dove venga questo legno non ci è dato sapere, nè da dove vengano gli abiti pesanti di Kirk, abbandonato tre ore prima in una capsula di emergenza.
Ci se ne fotte della storia della Federazione, della fisica (se teletrasporti uno in caduta libera, questo si schianterà sul pavimento della sala teletrasporto invece che sul suolo, ma si schianterà lo stesso), delle convenzioni scientifiche (e pure di quelle pseudoscientifiche, tipo il limite del teletrasporto convenzionale, visto che si ottiene un trasporto da Saturno alla Terra, ben oltre il “raggio planetario” che invece ci hanno ribadito non so più quante stagioni di TOS (3), TAS (2), TNG (7), DS9 (7), VOY (7), ENT (5). Ci avete capito nulla? Evidentemente nemmeno Orci e Abrams.

Insomma, un film troppo facile. Kirk ne busca da tutti, ci sono scene degne del Muppet Show o dei Goonies, i personaggi sono ridotti a macchiette (McCoy, Checov e soprattutto Scott) o all’ombra di sè stessi (Kirk e Sulu) o semplicemente stravolti (Spock, Uhura). Uscendo ho detto al fido Rick “Cazzo, mancavano solo un cane e un bambino”, senza pensare che coll’alieno-mascotte di Scott ce li avevamo tutti e due in un colpo.

Consiglio questo film solo a chi non conosce Star Trek e non gliene freghi nulla. Tipo Abrams, insomma.

Ce l'ho con... Prego, faccia pure!

1 Comment

Battisti -quello condannato a quattro ergastoli, non quello che cantava- ha minacciato di suicidarsi se dovesse venire estradato in Italia per scontare la sua pena. Considerato il risparmio per i contribuenti, spero che, al contrario di quello che fece nuti Nuti, non ci ripensi.

Ce l'ho con... Mille pezzi facili

2 Comments

A Pisa si danno cinquecento-mille euro ai Rom, e presto agli extracomunitari in genere, per tornarsene a casa, a patto che non si facciano vedere per un anno.
Signora Assessora, genio mio d’oro, se prometto di non venirci nemmeno io per un anno, me li dai anche a me mille euro? Facciamo anzi un affare, non ci vengo per cinque anni -non propongo il vitalizio solo perchè non si sa mai- e me ne date quattromila?
Se no è discriminazione, no?

Aggiornamento: ho scritto al difensore civico del comune di Pisa (a.lucaferro@comune.pisa.it) e ho detto che mi sento discriminato, e controproposto duemila euro per tre anni. Vediamo che mi risponde.

Ce l'ho con... Un Divorziato Cattolico (non è mia, ahimè)

5 Comments

udc
E io capisco pure che quest’uomo voglia ricostruire la DC.
Capisco pure che per amor di voti (per me peraltro inconcepibili), ingoi merda e candidi Sgarbi.

Ma perchè nella foto tocca il culo alla bambina? Vuol attirarsi ulteriori favori dal clero?

Ce l'ho con..., Recensioni Non è una questione etnica.

4 Comments

Sabato siamo andati al compleanno di Lindsay Lohan, o almeno così diceva l’sms di invito.
“Al libanese ‘Valle dei cedri’ in borgo santa croce 11r”*.
“Wow, una cucina nuova da provare”, penso contento io.
Come no.
Entriamo che si sta esibendo la danzatrice del ventre -una Elliott di Scrubs appena più tonda, nel bene e nel male- e veniamo disposti al tavolo; non conosciamo nessuno salvo Lindsay, e la festeggiata ci fa la grazia di lasciarci sedere vicino a lei, in modo da avere un minimo di conversazione. Un favore gradito ma non necessario, visto che nel giro di cinque minuti avevo già rotto le palle a chiunque fosse a portata di voce facendo una perizia psichiatrica giurata postuma del Pacciani, del Lotti e del Vanni, enumerando le qualità del vegetarianesimo e -contemporaneamente- delle materie prime affluenti al McDonald’s, correggendo la grammatica inglese di uno che ormai VIVE in Michigan, discettando di ideogrammi, geroglifici, tatuaggi e spille per pantaloni.
Ma sto divagando. Torniamo al ristorante in sè.
Il menu consiste di quattordici antipasti -che in realtà sono una mezza dozzina variamente riassemblati, e due sono pure esauriti-, cinque “specialità”, sei bevande (”una birra libanese, per favore” “C’è la moretti” “Acqua, allora”) compreso un “vino libanese” a ventun euro la bottiglia (ah,ah!) e due distillati, sui quali tornerò più tardi.
Il servizio è da calci in bocca. Gentili e raffinati come le truppe tedesche a Stalingrado.
Si comincia con un “Prendete il menù fisso?” “Quant’è?” “Venticinque euro, bevande escluse, vi si porta un po’ di antipasti, la grigliata e il resto”. Nonostante la descrizione quantomeno fumosa -e la mia prontamente sedata obiezione “Io son vegetariano” al quale è seguita la rassicurazione/minaccia/balla “ci si pensa noi”, Lindsay ha fatto il giro della tavola spiegando e chiedendo se andava bene. Ok, dodici si, due no.
“O tutti o nessuno” risponde la cameriera “Fate le ordinazioni”
Io da bravo veggie ordino quattro antipasti. Un familiare Hummus, un familiare Falafel, un Rikakat che nonostante il nome è edibile -sono degli involtini di sfoglia ripieni di formaggio-, e delle pizzette libanesi, che sono delle polverosissime schiacciatine ricoperte di origano e erbe secche in quantità proibite dalll’ONU e da qualunque nutrizionista. Alla faccia di “cucina nuova”
Nel pieno della seconda esibizione di Elliott, giunge la consegna dei piatti. La cameriera, coperta dalla musica, si ostina a pronunciare a mezza voce nomi esotici di cibi scritti secondo me in modo del tutto diverso, e si incazza pure se nessuno alza la mano dicendo “mio!” nel giro di un picosecondo, o se le viene chiesto di ripetere. Quando poi viene il turno di quelli seduti davanti a me, la tipa mi appoggia le poppe e tutta sè stessa sulla nuca e mi piega in avanti per allungare i piatti sul tavolo.
A un certo punto, l’apoteosi. Una ragazza non ha sentito o riconosciuto il suo piatto, e questo viene portato immediatamente da Lindsay con l’ultimatum: “questo l’avete ordinato e ora lo prendete”. Lindsay prima e la legittima proprietaria poi, scoperto cosa fosse, ingoiano, in tutti i sensi.
La ragazza davanti a me si alza lasciando il piatto a metà -io stesso, distrattomi, mi son fatto fregare dalla cameriera ansiosa di farci sgomberare di sotto il naso delle patatine in comproprietà con la Figlioluccia e lentamente piluccate; troppo lentamente, evientemente, per gli standard del locale- e la cameriera mi si sdraia nuovamente sulla schiena per espropriarlo. “Non so se ha…” dico, ma il “finito” mi resta in bocca, troncato da un “Lo so io, se qualcuno me lo passa”. Io non le batto il piatto in faccia, scioccamente, e mi limito ad allungarglielo.
Fine cena. I due distillati, così listati: “Tarak” e “digestivo”, a due prezzi diversi. Io prendo il Tarak, la Figlioluccia il digestivo. Ci vengono ammanniti due bicchieri identici per forma e contenuto. “Io avevo chiesto un digestivo”, azzarda la Figlioluccia. “E’ il Tarak” risponde il proprietario/cameriere, aprendo mille interrogativi sulla differenza di lista e di prezzo e una sola risposta: ci pigliano per il culo.
Scoprire che in realtà è sambuca non ci stupisce oltre.
Si arriva a pagare. Ventiquattro euro a testa, già diviso per tutti, bevande comprese, in culo al proposto menù fisso. Chiediamo che ci venga diviso per tutti meno la festeggiata. Non state a fare conti: ventiquattro euro e ottanta, alla faccia della matematica. La nuova domanda è “quanto ci avevano provato a fregare alla prima richiesta?”
Usciamo con un “mai più e mai poi”, almeno per quanto riguarda me e la figlioluccia, visto che la prossima volta che vorrò i falafel potrò andare a mangiarli in mille altri posti in cui verremo trattati parecchio meglio sia umanamente che economicamente.
Usciamo anche con una maggior chiarezza sugli scenari di politica internazionale. Se il Libano viene periodicamente bombardato, non è per questioni etniche. E’ che qualcuno è meno transigente di noi sulla gestione di un nuovo ristorante.

*Lo cito esplicitamente, nel caso ci voleste andare.**
** Ovviamente sto scherzando.

Ce l'ho con... Serenità

5 Comments

Dice la Moric che adesso le basta poco per la serenità.

Evidentemente il chirurgo che l’ha resa simile a un furetto le paga i danni.

Accadde che..., Ce l'ho con... Dotazione di serie-tà

1 Comment

L’altr’ieri ero in coda, come accada per una buona mezz’ora ogni mio giorno.
Sulla destra una di quelle macchine-siluro da crisi di mezz’età: bassa, filante, costosa come un panfilo.
Il tipo al volante apre il finestrino di tre dita e butta fuori il mozzicone, stando attento a non farla cadere sulla carrozzeria.
Io attiro la sua attenzione, abbasso il mio finestrino e, col mio migliore sorriso, aspetto che anche lui abbia fatto lo stesso.
“Bella macchina!” esclamo garrulo.
Il tizio sorride compiaciuto.
“Non ce l’ha il portacenere?” chiedo, sempre sorridendo.
Il tizio smette di sorridere, distoglie lo sguardo, chiude il finestrino e mette tutte e due le mani sul volante fissando davanti a sè.
Senza una parola.

Ora, io sono uno stronzo. Ma I fumatori, che a un passo da un portacenere buttano la cicca a terra; quelli che la seppelliscono nella sabbia quando sono al mare; quelli fumano un po’ dovunque, fottendosene anche se ci sono bambini; quelli che per qualsiasi altra questione sono corretti e cortesi e ligi, poi però fumano in pineta e al distributore o, mentre passeggiano, tiran via il mozzicone con una schicchera; ecco, quelli cosa sono?

Ce l'ho con... Il Male minore

3 Comments

I francesi, che hanno ben sopportato una Mururoa, hanno confermato le critiche al P.A.P.A. sulla
CAZZATA
del preservativo.
Insomma, tra avvelenare un atollo e avvelenare il mondo c’è una bella differenza.

Ce l'ho con... Fuori

3 Comments

L’hostess del Grande Fratello è andata fuori dal medesimo.
Poi fuori da Alitalia, seddiovòle.
Adesso fuori da La Fattoria.

Possiamo sperare che resti fuori anche dai coglioni?

Tags:

Accadde che..., Ce l'ho con... Gli zingari non rubano i bambini

1 Comment

ROMA

Spose-bimbe bulgare
vendute a 10mila e􀃨ro

Portavano illegalmente in
Italia ragazze bulgare minorenni
per “venderle” come spose: il
prezzo si aggirava sui 10 mila
euro, o più. Le ragazzine finivano
in mano ai clan nomadi,
venivano ridotte in schiavitù e
costrette a commettere furti e
borseggi a Roma e in altre città.
I carabinieri del Ros hanno arrestato
11 bulgari per tratta di
esseri umani, riduzione in
schiavitù e favoreggiamento di
immigrazione clandestina.

da La Nazione di oggi.

No, li compravendono.

Ce l'ho con..., Tanta iNioranza Un post stronzo

12 Comments

Il 31% degli stupri a Roma e dintorni è ad opera di romeni, dice il TG1.
A Lampedusa è stato dato alle fiamme il centro di accoglienza.
I romeni colpevoli di aver stuprato “per dispetto” una quattordicenne erano pregiudicati, recidivi, ma fuori e liberi nonostante un decreto d’espulsione.
Il 10% di immigrati, in Italia, commette il 42% dei crimini (non ho una fonte citabile, lo ammetto).

E si lamentano se gli prendiamo le impronte.
No, cazzo. Appena entri in Italia, se vuoi quantomeno provare a restare, ti si spara un chip RFID d’identità accanto alla giugulare o alla base del pene, a scelta.
Alimentato per induzione dalla rete di telefonia mobile, segnala su richiesta ogni tot la tua posizione attraverso la tracciatura celle. Se vieni espulso, dopo una settimana dalla sentenza il tuo chip finisce in una blacklist, e a intervalli regolari, ovunque tu sia sul territorio nazionale, ti scarica in corpo una carica dolorosa ma non letale. Gli unici posti dove non avrai scariche sono quelli dove non prende nessun cellulare, e mi va bene, purchè non rompano i coglioni a nessuno, in auto-eremitaggio. Lo stesso per eventuali detenzioni: tutte le celle che non coprano istituti di reclusione, manderanno l’impulso di scarica al tuo chip per tutto il periodo previsto della reclusione.
Se già all’inizio non dichiari la tua identità, va bene, il chip è in bianco e sulla blacklist, non me ne frega di sapere chi sei, purchè ti tolga dai coglioni, visto che hai un motivo di non far conoscere la tua identità.
Chiunque venga colto senza chip E senza un documento valido, verrà immediatamente impiantato del medesimo ed espulso.
Se dopo un periodo di tempo ragionevolmente lungo non ci saranno stati problemi, il tuo chip verrà espiantato e/o disattivato a spese dello Stato.

E’ razzista e discriminatorio? Va bene, mi metto io per primo, in fila per il chip. Il prezzo della pace è una continua sorveglianza.

Poi vi parlo anche del MIO modo per fermare l’evasione fiscale e gli incidenti dovuti ad alcool ed alta velocità.

Ce l'ho con..., Virtuality La ricreazione è finita

7 Comments

Almeno per me.
Ho fatto l’ultima visita a Facebook.

Madonna come l’avevo sui coglioni. Cito da un commento che ho fatto a Jansen:

“Per dirla come la direbbe Mons. Della Casa, io a Facebook gli vo parecchio in culo. L’ho provato, non mi garba quel vocìo continuo e passarsi le peggio cazzate (”che marca di birra sei?” “scopri quanto sei uzbeko!” “un coccodrillo virtuale per te”). Roba da ricreazione di seconda elementare. Non ci entro da un mese almeno, e vivo felice. Se qualcuno mi vuol parlare, io son qui, la mail l’hanno tutti, e diversi pure il telefono.”

Aggiungo solo che ritengo FB un sistema per impigrire la rete. Adesso, invece di scrivere, si pubblica supinamente e acriticamente una foto, un video, un giochino realizzato da qualcun altro, e si spunta una casellina accanto a qualche nome, spesso senza neanche stare a pensare se il destinatario potrà gradire o meno.

Ecco. Stamani, prima di entrare a lavoro, ho provato a fare una lista e salutare tutti, avvisare che mi levavo di mezzo e poi cancellare l’account.
Nulla, niente lista. Le puttanate le puoi mandare a tutti, credo, un messaggio a venti per volta. E io, non lo sapevo, ho accettato 105 offerte d’amicizia. Quindi, o mi faccio sei liste oppure mando davvero tutto in malora, metto il mio “arrivedoooorci!” nella status bar e lascio tutto a marcire.
Chi mi vuole davvero parlare vedrà lo status, chi si limita a mettere una spunta nella casellina accanto al mio nome quando mi passa il “lollipop ciucciato da Cristina del Grande Fratello mentre stuprava il koala” resterà nell’ignoranza e manco si chiederà che fine ho fatto.

Oh, beh, càpita.

Ce l'ho con... Felicità

5 Comments

Ci sono delle suore che hanno affermato che “con Eluana abbiamo vissuto momenti di autentica felicità”.

Ecco, a me un po’ di autentica felicità me la darebbe stare nella stanza per un paio d’ore con le medesime e un tubo di piombo.

Già che ci siamo, fate entrare, appena ho finito, pure un po’ di quelli che hanno avviato il decreto legge, il Berlusca in primis. Bravissimi Napolitano e Beppino Englaro.

Ce l'ho con... Mettiamo le cose Englaro

3 Comments

Finalmente la situazione è definitiva, alla faccia di Formigoni (ma una bella denuncia da parte di padre, medici, autorità sanitarie e  quant’altro?).

Questo bel tomo ha pure tirato fuori  un “non spetta ai magistrati fare le leggi”. E infatti, magari no. Ma nemmeno al primo che passa decidere, in virtù di un mero potere politico, della qualità della vita di chicchessia.

Come narra l’ottimo Nexus (link qui a destra) nel suo podcast, le leggi parlano chiaro: l’alimentazione assisitita è una terapia, e come tale interrompibile su richiesta del legale tutore, per venire incontro alle volontà del paziente. Punto.

E adesso, per favore, lasciatela morire in pace.

Edit: Mons. Crociata (e ti pareva, con un nome così…) ha commentato: “E’ inconcepibile che mentre si sospende l’alimentazione si continuino a somministrarle farmaci contro il dolore”; che si fa, monsisgnore? la tagliuzziamo e la cospargiamo di sale, per non negarle la sofferenza purificatrice?

Ce l'ho con..., Censura Adesso è veramente troppo

5 Comments

Adesso abbiamo passato il segno!

Adesso abbiamo passato il segno!

Passi la guerra alla libertà di pensiero.
Passi il continuo furto ai danni degli italiani con l’otto per mille.
Passi la lotta alla ricerca e al salvare vite con le cellule staminali.
Passi la continua ingerenza politica.
Passi la continua ingerenza nella vita dellefamiglie italiane che vogliono avere un figlio e non possono.
Passi l’antisemitismo papale.
Passino l’omofobia e il continuo voler metter bocca nei nostri gusti sessuali.
Passi il fomentare superstizioni,  idolatria e pregiudizi.
Passi l’abuso di credulità popolare.
Passi l’ipocrisia del predicare sacrificio e vivere tra mille lussi e privilegi.
Passino pure la pedofilia e l’impunità per chi se ne è macchiato.
Però questa immagine è il simbolo di una nuova frontiera, per me invalicabile.

Li aspetto da questa parte della barricata, pronto a prenderli a bottigliate e ombrellate appena vorranno togliermi di tasca i miei Victorinox.

Ce l'ho con... Ilcicali per il sociale

3 Comments

Sgarbi dice che per due milioni di euro parteciperebbe a un’Isola dei famosi o a una Fattoria.
Ce la facciamo a fare una colletta, tirarne su quattro e LASCIARCELO?

Ce l'ho con..., Tanta iNioranza C’è grossa grisi

2 Comments

E noi stiamo a preoccuparci della tassa per il permesso di soggiorno per gli immigrati -tra parentesi, variabile tra 10 e 400 euro, e i 400 credo li pagherà solo Ronaldo- come se noi ogni volta che dobbiamo rinnovare un passaporto, una carta d’identità, qualsiasi cosa, non dovessimo pagare.
La CEI, nonostante il P.A.P.A. antisemita, critica la tassa medesima; la Caritas, un po’ più sul campo, suggerisce ai clandestini disoccupati di tornare a casa, che qui non ce ne è più per nessuno.
Abbiamo, grazie al primo muro dei sindacati un anno fa, fatto risparmiare ad Air France tre miliardi di euro, che così a occhio sono una sessantina d’euro sul gobbo di ogni italiano, solo per difendere i posti di gente che vi ha lasciati a terra per Natale e poi va al Grande Fratello.
Continuiamo a passare gratis -e per fortuna- le cure mediche anche ai clandestini, MA il medico non deve denunciare il clandestino stesso. La prossima volta che devo pagare un ticket, so come fare.
L’altro ieri, l’aereo per il rimpatrio di alcuni clandestini è partito con a bordo 12 egiziani e 22 agenti.
Critichiamo la riforma Gelmini anche nei punti progettati per distruggere il sistema di caste e baronie.
Ci arrabattiamo per pagare un mutuo a tasso maledettamente -vita vissuta- variabile, con l’orecchio e il cuore sulla discesa dell’Euribor, quando qui a Firenze a chi ha occupato l’ex ospedale Meyer vengono allacciati a spese della comunità acqua e elettricità.
Abbiamo catturato, dopo due rocambolesche fughe, Setola, il boss che nel rifugio aveva spazzatura e il libro del P.A.P.A. -e io mi domando quanto sia stato difficile distinguere l’uno dall’altra-, però togliamo il carcere duro a uno dei responsabili della strage di Capaci.
Battisti resta in Brasile, perchè LUI è un perseguitato politico. E non aggiungo altro.

Però sono ripartiti il Grande Fratello, con la hostess, il Rom e la rifatta e la Carlucci riballa sotto le stelle coi suoi VIP.
Credo che un vaffanculo ci stia bene, a questo punto.

Ce l'ho con..., Recensioni A ciascuno il suo mestiere

5 Comments

…ma con moderazione, se no io finisco di nuovo a vuotar pozzi neri.

Però, ammettiamolo, non è vero che con la buona volontà tutti sono buoni a far tutto.

Complici le feste, son finito a vedere, peraltro a pizzichi e bocconi, un po’ di “Kung fu panda”, che già ai tempi dell’uscita cinematografica mi ero ripromesso di non contribuire a finanziare.
Il motivo è presto detto: dopo un iniziale trailer doppiato con tutti i crismi, è comparso nelle sale lo stand-up cartonato con l’avviso “CON LA VOCE DI FABIO VOLO!”
Ora, io reputo, e si sa, Fabio Volo capace solo ad arruffianarsi. Non è un attore, non è un comico, non è null’altro che un piacione, e peraltro della peggior specie. Ho mandato più volte messaggi a Radio  Deejay sul tenore di “grazie di aver messo Volo a quest’ora, che su Radio24 c’è il bollettino di borsa, e se no avrei paura di perdermelo”.

Che senso ha levare il pane di bocca a un doppiatore VERO e BRAVO come sono quasi tutti i nostri -non occorre scomodare il povero Amendola: basta pensare a un Giannini, un Pannofino, un Rossi, un Baldini, una De Bortoli-, o, toh, va’, anche a un attore, per far doppiare un film a un tizio che ha un target che non c’entra un accidente?

E’ un vizio del cazzo, lasciatemelo dire, a cominciare, mi pare, da Papi in Mulan, che almeno non faceva il protagonista, di prendere gente a fare un mestiere che non sa fare solo perchè sono famose in un altro campo; gli unici che si son salvati, a mio modestissimo parere, sono la Massironi in “Monsters e Co” e Ale e Franz nei due “Madagascar”, e c’è un perchè: sono comici, si, ma attori, avvezzi alla recitazione e al palcoscenico, non alle guitterie.

Potrei chiudere con “E ora vi lascio, che stasera vado a vedere la Cuccarini che doppia la principessa Lissy”, se non temessi che la mia ironia non venisse fraintesa da qualche fan di Volo; NO, NON VADO NEMMENO A VEDERE LA CUCCARINI, non mi rendo complice di un’ingiustizia verso un doppiatore professionista e professionale, visto che comparire in 3 fotogrammi di un film di Star Trek non è abbastanza per essere considerata “attrice”. La Cuccarini è simpaticissima, è una gran ballerina e m’attizza ora come m’attizzava quando c’avevo quattordic’anni, ma tra sentire la voce sua e quella di, che so, Rosalinda Galli -googlate, gente, googlate!-, preferisco di gran lunga quest’ultima, per quanto simile nei toni e nella risata.

Accadde che..., Ce l'ho con... Jingle ’sto par di bells

8 Comments

Lo sapete, vero, che odio le feste?

Se no, sapevatelo.

Non sopporto, in ordine sparso e non di importanza:

1) Il balletto dei regali. Ora, se io ho voglia, i regali li faccio anche il sei di aprile, e non solo il venticinque dicembre. Li fo perchè mi fa piacere farli, perchè ho visto qualcosa che penso che farebbe piacere a qualcuno a cui tengo, senza stare a soppesare se avrò qualcosa indietro, se dello stesso valore o meno -si, lo so, nè voi nè io ci badiamo; però c’è gente che lo fa, e il rispondere con “unregalodepregio” a “unpensierino” è visto come un’offesa mortale e un affronto all’altrui grandeur. Ho conosciuto gente che si sentiva grande e bulla quando ti sbatteva in faccia il “toh, becca” di un regalo inaspettato”-, o anche solo, appunto, il valore del presente. Ho regalato scatolette portapranzo non degne del nome di Bento, spillette, magnetini alle terre rare, attrezzi multiuso, accessori per pc . E poi ogni Natale mi sento a disagio perchè non so cosa regalare; non son tipo da “regalo circolare”: meglio nulla di qualcosa di non “sentito”. Quindi, se quest’anno da me non ricevete nulla, non date la colpa alla crisi: è che non ho trovato nulla che VI calzasse. In ispecial modo la Figlioluccia, ok?

2) Siamo tutti più buoni. Un accidente. Siamo tutti gli stessi stronzi. Non facciamo finta di volerci vedere per forza, magari dopo undici mesi di reciproco disinteresse, solo perchè fa ghiaccio e il venticinque e/o il trentuno non sai a chi telefonare per metterti la coscienza in pace.

3) Gli auguri. Io son ateo, e ogni volta che mi fanno gli auguri di Buon Natale dovrei spiegare che son auguri infondati in quanto realtivi a una festa arbitrariamente datata in modo da soppiantare quella pagana del sole nascente, basata su un personaggio il cui mito è il collage di non so quanti altri miti precedenti. Quindi, per non diventare  un palo in culo con ’sta filippica, mi limito a rispondere “salute!”. Lo so, sono strano.

4) Ecologia? Cos’è l’ecologia quando si può avere un bell’abete in casa? E chi se ne frega se morirà in una settimana e finirà nel cassonetto dell’umido? Tanto peggio se sarà un abete centenario, come quello del P.A.P.A.: siamo al centro dell’universo, e dobbiamo farlo vedere a tutto l’ecosistema.

5) L’ultimo dell’anno. Io quest’anno sarò per la scelta rivoluzionaria e alternativa. Indovinate un po’?

Insomma. A me le feste fanno un’effettaccio. Non mi deprimo più -non son più in fase Gremlins- ma lo stesso mi resta sulle palle vedere non so quanti miliardi di persone che rispondono come cani di Pavlov alla TV che dice loro “corri a spendere, sentiti buono, abbuffati, poi mettiti a dieta”. E scusate se quel minimo di cervello che in me funziona si sente preso in giro.

Ce l'ho con..., Plauso e lodi Grazie, Checco.

6 Comments

A te che quando sono nata è stata un’emozione
a te che se mi guardi trovi ispirazione
a te che mi hai già dedicato un sacco di canzoni
a te che francamente adesso hai rotto un po’ i coglioni
A te che giri in bicicletta in mezzo alle campagne
a te che fai le maratone e scali le montagne
a te che passi le giornate lì nella foresta
a te… si vede proprio che non hai mai cazzi per la testa
A te che dici «grande amore» e poi dici «amore grande»
e per ’sta cazzata qui magari ti senti come Dante
guarda pa’ che non è mica tanto originale
l’hai copiata dalla pubblicità del pennello Cinghiale
Ma te ci sei oppure ci fai
se solamente lo sapessi sussulterei
se solamente lo sapessi sussulterei
A te io canto una canzone perché, scusa tanto, canta Manuela Villa, canta il figlio di Morandi, canta Dj Francesco e l’altro figlio dei Pooh
ma soprattutto, babbo, canti pure tu
A te che la domenica a pranzo inviti Manu Chao,
arriva questo stronzo non mi dice manco “ciao”
e dopo che si fotte il primo, il secondo e i dolci con la panna
attacca ‘na pippa sulla fame nel mondo
ma vatti a fa’ ‘na canna
A te che sei il mio paparino e il mio rino papa
a te che ogni tanto sei una testa di rapa
ma io ti voglio tanto tanto tanto bene
scusa papà spero che non ti incazzzi per questa mia canzone.

Cantata con il “piFello” che c’ha Jovanotti, e proprio di fronte al medeFimo, che faceva finta di non essere incazzato, e di sorridere, è stata una rivalsa non da poco sul fintoalternativo, il caro vecchio grunge co’quattrini che con un personaggio costruito a tavolino dopo “fei come la mia moto, fei proprio come lei!”.

E dopo avergli detto in ghigna “Non è un grande cantante”
“Però?”
“Non è un grande strumentista”
“Però?”
“Però niente, e che!”
Un grande.
Si capisce che Jovanotti mi sta sugli eufemismi?

Ecco, non tanto quanto Fabio Volo o Vasco Rossi, ma mi ci sta. E tutti per lo stesso motivo. Quindi, preparatevi, che arriverà anche un bel post dal titolo “Quelli che ho sui coglioni e/o non riesco a farmi piacere”.

Sto di nuovo bene, oh, se sto bene!