Archive for the ‘Ce l'ho con...’ Category
Ce l'ho con... → Fuori
L’hostess del Grande Fratello è andata fuori dal medesimo.
Poi fuori da Alitalia, seddiovòle.
Adesso fuori da La Fattoria.
Possiamo sperare che resti fuori anche dai coglioni?
Accadde che..., Ce l'ho con... → Gli zingari non rubano i bambini
ROMA
Spose-bimbe bulgare
vendute a 10mila e????ro
Portavano illegalmente in
Italia ragazze bulgare minorenni
per “venderle” come spose: il
prezzo si aggirava sui 10 mila
euro, o più. Le ragazzine finivano
in mano ai clan nomadi,
venivano ridotte in schiavitù e
costrette a commettere furti e
borseggi a Roma e in altre città.
I carabinieri del Ros hanno arrestato
11 bulgari per tratta di
esseri umani, riduzione in
schiavitù e favoreggiamento di
immigrazione clandestina.
da La Nazione di oggi.
No, li compravendono.
Ce l'ho con..., Tanta iNioranza → Un post stronzo
Il 31% degli stupri a Roma e dintorni è ad opera di romeni, dice il TG1.
A Lampedusa è stato dato alle fiamme il centro di accoglienza.
I romeni colpevoli di aver stuprato “per dispetto” una quattordicenne erano pregiudicati, recidivi, ma fuori e liberi nonostante un decreto d’espulsione.
Il 10% di immigrati, in Italia, commette il 42% dei crimini (non ho una fonte citabile, lo ammetto).
E si lamentano se gli prendiamo le impronte.
No, cazzo. Appena entri in Italia, se vuoi quantomeno provare a restare, ti si spara un chip RFID d’identità accanto alla giugulare o alla base del pene, a scelta.
Alimentato per induzione dalla rete di telefonia mobile, segnala su richiesta ogni tot la tua posizione attraverso la tracciatura celle. Se vieni espulso, dopo una settimana dalla sentenza il tuo chip finisce in una blacklist, e a intervalli regolari, ovunque tu sia sul territorio nazionale, ti scarica in corpo una carica dolorosa ma non letale. Gli unici posti dove non avrai scariche sono quelli dove non prende nessun cellulare, e mi va bene, purchè non rompano i coglioni a nessuno, in auto-eremitaggio. Lo stesso per eventuali detenzioni: tutte le celle che non coprano istituti di reclusione, manderanno l’impulso di scarica al tuo chip per tutto il periodo previsto della reclusione.
Se già all’inizio non dichiari la tua identità, va bene, il chip è in bianco e sulla blacklist, non me ne frega di sapere chi sei, purchè ti tolga dai coglioni, visto che hai un motivo di non far conoscere la tua identità.
Chiunque venga colto senza chip E senza un documento valido, verrà immediatamente impiantato del medesimo ed espulso.
Se dopo un periodo di tempo ragionevolmente lungo non ci saranno stati problemi, il tuo chip verrà espiantato e/o disattivato a spese dello Stato.
E’ razzista e discriminatorio? Va bene, mi metto io per primo, in fila per il chip. Il prezzo della pace è una continua sorveglianza.
Poi vi parlo anche del MIO modo per fermare l’evasione fiscale e gli incidenti dovuti ad alcool ed alta velocità.
Ce l'ho con..., Virtuality → La ricreazione è finita
Almeno per me.
Ho fatto l’ultima visita a Facebook.
Madonna come l’avevo sui coglioni. Cito da un commento che ho fatto a Jansen:
“Per dirla come la direbbe Mons. Della Casa, io a Facebook gli vo parecchio in culo. L’ho provato, non mi garba quel vocìo continuo e passarsi le peggio cazzate (“che marca di birra sei?” “scopri quanto sei uzbeko!” “un coccodrillo virtuale per te”). Roba da ricreazione di seconda elementare. Non ci entro da un mese almeno, e vivo felice. Se qualcuno mi vuol parlare, io son qui, la mail l’hanno tutti, e diversi pure il telefono.”
Aggiungo solo che ritengo FB un sistema per impigrire la rete. Adesso, invece di scrivere, si pubblica supinamente e acriticamente una foto, un video, un giochino realizzato da qualcun altro, e si spunta una casellina accanto a qualche nome, spesso senza neanche stare a pensare se il destinatario potrà gradire o meno.
Ecco. Stamani, prima di entrare a lavoro, ho provato a fare una lista e salutare tutti, avvisare che mi levavo di mezzo e poi cancellare l’account.
Nulla, niente lista. Le puttanate le puoi mandare a tutti, credo, un messaggio a venti per volta. E io, non lo sapevo, ho accettato 105 offerte d’amicizia. Quindi, o mi faccio sei liste oppure mando davvero tutto in malora, metto il mio “arrivedoooorci!” nella status bar e lascio tutto a marcire.
Chi mi vuole davvero parlare vedrà lo status, chi si limita a mettere una spunta nella casellina accanto al mio nome quando mi passa il “lollipop ciucciato da Cristina del Grande Fratello mentre stuprava il koala” resterà nell’ignoranza e manco si chiederà che fine ho fatto.
Oh, beh, càpita.
Ce l'ho con... → Felicità
Ci sono delle suore che hanno affermato che “con Eluana abbiamo vissuto momenti di autentica felicità”.
Ecco, a me un po’ di autentica felicità me la darebbe stare nella stanza per un paio d’ore con le medesime e un tubo di piombo.
Già che ci siamo, fate entrare, appena ho finito, pure un po’ di quelli che hanno avviato il decreto legge, il Berlusca in primis. Bravissimi Napolitano e Beppino Englaro.
Ce l'ho con... → Mettiamo le cose Englaro
Finalmente la situazione è definitiva, alla faccia di Formigoni (ma una bella denuncia da parte di padre, medici, autorità sanitarie e quant’altro?).
Questo bel tomo ha pure tirato fuori un “non spetta ai magistrati fare le leggi”. E infatti, magari no. Ma nemmeno al primo che passa decidere, in virtù di un mero potere politico, della qualità della vita di chicchessia.
Come narra l’ottimo Nexus (link qui a destra) nel suo podcast, le leggi parlano chiaro: l’alimentazione assisitita è una terapia, e come tale interrompibile su richiesta del legale tutore, per venire incontro alle volontà del paziente. Punto.
E adesso, per favore, lasciatela morire in pace.
Edit: Mons. Crociata (e ti pareva, con un nome così…) ha commentato: “E’ inconcepibile che mentre si sospende l’alimentazione si continuino a somministrarle farmaci contro il dolore”; che si fa, monsisgnore? la tagliuzziamo e la cospargiamo di sale, per non negarle la sofferenza purificatrice?
Ce l'ho con..., Censura → Adesso è veramente troppo

Adesso abbiamo passato il segno!
Passi la guerra alla libertà di pensiero.
Passi il continuo furto ai danni degli italiani con l’otto per mille.
Passi la lotta alla ricerca e al salvare vite con le cellule staminali.
Passi la continua ingerenza politica.
Passi la continua ingerenza nella vita dellefamiglie italiane che vogliono avere un figlio e non possono.
Passi l’antisemitismo papale.
Passino l’omofobia e il continuo voler metter bocca nei nostri gusti sessuali.
Passi il fomentare superstizioni, idolatria e pregiudizi.
Passi l’abuso di credulità popolare.
Passi l’ipocrisia del predicare sacrificio e vivere tra mille lussi e privilegi.
Passino pure la pedofilia e l’impunità per chi se ne è macchiato.
Però questa immagine è il simbolo di una nuova frontiera, per me invalicabile.
Ce l'ho con... → Ilcicali per il sociale
Ce l'ho con..., Tanta iNioranza → C’è grossa grisi
E noi stiamo a preoccuparci della tassa per il permesso di soggiorno per gli immigrati -tra parentesi, variabile tra 10 e 400 euro, e i 400 credo li pagherà solo Ronaldo- come se noi ogni volta che dobbiamo rinnovare un passaporto, una carta d’identità, qualsiasi cosa, non dovessimo pagare.
La CEI, nonostante il P.A.P.A. antisemita, critica la tassa medesima; la Caritas, un po’ più sul campo, suggerisce ai clandestini disoccupati di tornare a casa, che qui non ce ne è più per nessuno.
Abbiamo, grazie al primo muro dei sindacati un anno fa, fatto risparmiare ad Air France tre miliardi di euro, che così a occhio sono una sessantina d’euro sul gobbo di ogni italiano, solo per difendere i posti di gente che vi ha lasciati a terra per Natale e poi va al Grande Fratello.
Continuiamo a passare gratis -e per fortuna- le cure mediche anche ai clandestini, MA il medico non deve denunciare il clandestino stesso. La prossima volta che devo pagare un ticket, so come fare.
L’altro ieri, l’aereo per il rimpatrio di alcuni clandestini è partito con a bordo 12 egiziani e 22 agenti.
Critichiamo la riforma Gelmini anche nei punti progettati per distruggere il sistema di caste e baronie.
Ci arrabattiamo per pagare un mutuo a tasso maledettamente -vita vissuta- variabile, con l’orecchio e il cuore sulla discesa dell’Euribor, quando qui a Firenze a chi ha occupato l’ex ospedale Meyer vengono allacciati a spese della comunità acqua e elettricità.
Abbiamo catturato, dopo due rocambolesche fughe, Setola, il boss che nel rifugio aveva spazzatura e il libro del P.A.P.A. -e io mi domando quanto sia stato difficile distinguere l’uno dall’altra-, però togliamo il carcere duro a uno dei responsabili della strage di Capaci.
Battisti resta in Brasile, perchè LUI è un perseguitato politico. E non aggiungo altro.
Però sono ripartiti il Grande Fratello, con la hostess, il Rom e la rifatta e la Carlucci riballa sotto le stelle coi suoi VIP.
Credo che un vaffanculo ci stia bene, a questo punto.
Ce l'ho con..., Recensioni → A ciascuno il suo mestiere
…ma con moderazione, se no io finisco di nuovo a vuotar pozzi neri.
Però, ammettiamolo, non è vero che con la buona volontà tutti sono buoni a far tutto.
Complici le feste, son finito a vedere, peraltro a pizzichi e bocconi, un po’ di “Kung fu panda”, che già ai tempi dell’uscita cinematografica mi ero ripromesso di non contribuire a finanziare.
Il motivo è presto detto: dopo un iniziale trailer doppiato con tutti i crismi, è comparso nelle sale lo stand-up cartonato con l’avviso “CON LA VOCE DI FABIO VOLO!”
Ora, io reputo, e si sa, Fabio Volo capace solo ad arruffianarsi. Non è un attore, non è un comico, non è null’altro che un piacione, e peraltro della peggior specie. Ho mandato più volte messaggi a Radio Deejay sul tenore di “grazie di aver messo Volo a quest’ora, che su Radio24 c’è il bollettino di borsa, e se no avrei paura di perdermelo”.
Che senso ha levare il pane di bocca a un doppiatore VERO e BRAVO come sono quasi tutti i nostri -non occorre scomodare il povero Amendola: basta pensare a un Giannini, un Pannofino, un Rossi, un Baldini, una De Bortoli-, o, toh, va’, anche a un attore, per far doppiare un film a un tizio che ha un target che non c’entra un accidente?
E’ un vizio del cazzo, lasciatemelo dire, a cominciare, mi pare, da Papi in Mulan, che almeno non faceva il protagonista, di prendere gente a fare un mestiere che non sa fare solo perchè sono famose in un altro campo; gli unici che si son salvati, a mio modestissimo parere, sono la Massironi in “Monsters e Co” e Ale e Franz nei due “Madagascar”, e c’è un perchè: sono comici, si, ma attori, avvezzi alla recitazione e al palcoscenico, non alle guitterie.
Potrei chiudere con “E ora vi lascio, che stasera vado a vedere la Cuccarini che doppia la principessa Lissy”, se non temessi che la mia ironia non venisse fraintesa da qualche fan di Volo; NO, NON VADO NEMMENO A VEDERE LA CUCCARINI, non mi rendo complice di un’ingiustizia verso un doppiatore professionista e professionale, visto che comparire in 3 fotogrammi di un film di Star Trek non è abbastanza per essere considerata “attrice”. La Cuccarini è simpaticissima, è una gran ballerina e m’attizza ora come m’attizzava quando c’avevo quattordic’anni, ma tra sentire la voce sua e quella di, che so, Rosalinda Galli -googlate, gente, googlate!-, preferisco di gran lunga quest’ultima, per quanto simile nei toni e nella risata.
Accadde che..., Ce l'ho con... → Jingle ’sto par di bells
Lo sapete, vero, che odio le feste?
Se no, sapevatelo.
Non sopporto, in ordine sparso e non di importanza:
1) Il balletto dei regali. Ora, se io ho voglia, i regali li faccio anche il sei di aprile, e non solo il venticinque dicembre. Li fo perchè mi fa piacere farli, perchè ho visto qualcosa che penso che farebbe piacere a qualcuno a cui tengo, senza stare a soppesare se avrò qualcosa indietro, se dello stesso valore o meno -si, lo so, nè voi nè io ci badiamo; però c’è gente che lo fa, e il rispondere con “unregalodepregio” a “unpensierino” è visto come un’offesa mortale e un affronto all’altrui grandeur. Ho conosciuto gente che si sentiva grande e bulla quando ti sbatteva in faccia il “toh, becca” di un regalo inaspettato”-, o anche solo, appunto, il valore del presente. Ho regalato scatolette portapranzo non degne del nome di Bento, spillette, magnetini alle terre rare, attrezzi multiuso, accessori per pc . E poi ogni Natale mi sento a disagio perchè non so cosa regalare; non son tipo da “regalo circolare”: meglio nulla di qualcosa di non “sentito”. Quindi, se quest’anno da me non ricevete nulla, non date la colpa alla crisi: è che non ho trovato nulla che VI calzasse. In ispecial modo la Figlioluccia, ok?
2) Siamo tutti più buoni. Un accidente. Siamo tutti gli stessi stronzi. Non facciamo finta di volerci vedere per forza, magari dopo undici mesi di reciproco disinteresse, solo perchè fa ghiaccio e il venticinque e/o il trentuno non sai a chi telefonare per metterti la coscienza in pace.
3) Gli auguri. Io son ateo, e ogni volta che mi fanno gli auguri di Buon Natale dovrei spiegare che son auguri infondati in quanto realtivi a una festa arbitrariamente datata in modo da soppiantare quella pagana del sole nascente, basata su un personaggio il cui mito è il collage di non so quanti altri miti precedenti. Quindi, per non diventare un palo in culo con ’sta filippica, mi limito a rispondere “salute!”. Lo so, sono strano.
4) Ecologia? Cos’è l’ecologia quando si può avere un bell’abete in casa? E chi se ne frega se morirà in una settimana e finirà nel cassonetto dell’umido? Tanto peggio se sarà un abete centenario, come quello del P.A.P.A.: siamo al centro dell’universo, e dobbiamo farlo vedere a tutto l’ecosistema.
5) L’ultimo dell’anno. Io quest’anno sarò per la scelta rivoluzionaria e alternativa. Indovinate un po’?
Insomma. A me le feste fanno un’effettaccio. Non mi deprimo più -non son più in fase Gremlins- ma lo stesso mi resta sulle palle vedere non so quanti miliardi di persone che rispondono come cani di Pavlov alla TV che dice loro “corri a spendere, sentiti buono, abbuffati, poi mettiti a dieta”. E scusate se quel minimo di cervello che in me funziona si sente preso in giro.
Ce l'ho con..., Plauso e lodi → Grazie, Checco.
A te che quando sono nata è stata un’emozione
a te che se mi guardi trovi ispirazione
a te che mi hai già dedicato un sacco di canzoni
a te che francamente adesso hai rotto un po’ i coglioni
A te che giri in bicicletta in mezzo alle campagne
a te che fai le maratone e scali le montagne
a te che passi le giornate lì nella foresta
a te… si vede proprio che non hai mai cazzi per la testa
A te che dici «grande amore» e poi dici «amore grande»
e per ’sta cazzata qui magari ti senti come Dante
guarda pa’ che non è mica tanto originale
l’hai copiata dalla pubblicità del pennello Cinghiale
Ma te ci sei oppure ci fai
se solamente lo sapessi sussulterei
se solamente lo sapessi sussulterei
A te io canto una canzone perché, scusa tanto, canta Manuela Villa, canta il figlio di Morandi, canta Dj Francesco e l’altro figlio dei Pooh
ma soprattutto, babbo, canti pure tu
A te che la domenica a pranzo inviti Manu Chao,
arriva questo stronzo non mi dice manco “ciao”
e dopo che si fotte il primo, il secondo e i dolci con la panna
attacca ‘na pippa sulla fame nel mondo
ma vatti a fa’ ‘na canna
A te che sei il mio paparino e il mio rino papa
a te che ogni tanto sei una testa di rapa
ma io ti voglio tanto tanto tanto bene
scusa papà spero che non ti incazzzi per questa mia canzone.
Cantata con il “piFello” che c’ha Jovanotti, e proprio di fronte al medeFimo, che faceva finta di non essere incazzato, e di sorridere, è stata una rivalsa non da poco sul fintoalternativo, il caro vecchio grunge co’quattrini che con un personaggio costruito a tavolino dopo “fei come la mia moto, fei proprio come lei!”.
E dopo avergli detto in ghigna “Non è un grande cantante”
“Però?”
“Non è un grande strumentista”
“Però?”
“Però niente, e che!”
Un grande.
Si capisce che Jovanotti mi sta sugli eufemismi?
Ecco, non tanto quanto Fabio Volo o Vasco Rossi, ma mi ci sta. E tutti per lo stesso motivo. Quindi, preparatevi, che arriverà anche un bel post dal titolo “Quelli che ho sui coglioni e/o non riesco a farmi piacere”.
Sto di nuovo bene, oh, se sto bene!
Ce l'ho con... → Cioni e Domenici: non vi dirò “ve l’avevo detto, io!”
Bugia:
“Ve l’avevo detto, io!”
E’ più forte di me, c’è poco da fare.
E a quella cliente che quando, alla vigilia della rielezione del Domenici, a “Di certo quell’altro non può far peggio di questo” rispose “Si, ma quell’altro non è di sinistra, Domenici si”, glielo scrivo in grassetto:
“Ve l’avevo detto, io!”
Mi raccomando, ora, tutti alle primarie.
Ce l'ho con..., Tanta iNioranza → Gazebo
Leggo dall’“Oggi” “Firenze di oggi -e scusate il pleonasmo*- che il nuovo regolamento comunale per gli esercizi pubblici imporrà delle regole su dimensioni, materiali e strutture sui gazebo di bar, ristoranti e quant’altro. Dicono “per il decoro”, come se la città non fosse in un degrado pazzesco per schiamazzi, sporcizia, microcriminalità. In centro di fiorentini ce ne è sempre meno, e quelli ricchi son su in collina, dove il puzzo di piscio non arriva. Poi ci si domanda perchè le botteghe chiudono. A Firenze non è solo per la recessione.
Ora, non parlo più, per fortuna, da familiare di baristi. Però, nonostante siano cessate diverse rotture di eufemismi, la conoscenza delle medesime permane. Non è bastato trasformare gli esercizi in pisciatoi pubblici con la norma che fa obbligo di concedere i servizi a chiunque ne faccia richiesta, roba che se uno entra, ti dice “dove piscio?” e se ne va, te ci hai rimesso acqua, lavoro, detersivi, carta, pulizie, luce elettrica e troppo spesso anche lo stomaco visto lo stato in cui viene lasciato il bagno, e il tizio in questione non ha preso nemmeno il caffè che lo avrebbe trasformato nell’”avventore” che doveva essere per la norma precedente; non è bastato questo, dicevo. Non basta far pagare il suolo pubblico per le dimensioni delle tende e delle insegne -tende sotto le quali, ovviamente, chiunque ha il diritto di ripararsi quando piove, smanacciandoti le vetrine che poi TU dovrai pulire, ma fosse quello il problema-, non basta costringere qualunque esercizio a iter burocratici, fiscali, sanitari estenuanti -si, estenuanti, se no i miei eran sempre baristi- e ben oltre il dovuto o il sensato o il prudente. Non è bastato da un giorno all’altro liberalizzare le licenze -cosa che mi troverebbe anche d’accordo, guarda!- trasformando un investimento spesso di decine di migliaia d’euro in carta straccia e deprezzando per qualcuno un’attività anche in maniera radicale.
No. Adesso, per questioni di decoro, si va a regolamentare le CAZZATE. Poi, contemporaneamente, si lascian liberi di lavorare senza controlli di sorta banchini e baracchini più o meno ambulanti, senza gabinetti per il pubblico nè per gli operatori, con la merce esposta ai fumi di scarico delle auto quando va male e agli insetti quando va bene; ce l’ho anche coi kebabari, che ti (VI!) riempiono a manciate un panino, e poi ve lo danno per la strada, con la lattina presa da voi nel frigo, e talvolta anche il caffè a gettone dalla macchinetta accanto, roba che per farla un bar o un ristorante deve avere ettari di licenze-autorizzazioni-visti e attrezzature sanitarie che vanno dal lavandino a pedale alla stanza piastrellata solo magazzino al bagno con antibagno attrezzato andicappati alla turnazione di verifica frigorifera.
S’ha voglia di rompere i coglioni, a Firenze, e questo mi va pure bene. Ma perchè sempre ai soliti? perchè invece di gabellare prima e multare poi non si abbozza di dare quattrini a babbomorto, che so, -dai, una bella tiratina tacciabile di razzismo ci sta bene, tanto chi mi conosce lo sa- per costruire appartamenti per i NOMADI (un NOMADE in quanto tale non ha BISOGNO di un appartamento) invece che ai nostri pensionati con la minima -e non infierisco chiedendomi poi quanti di questi appartamenti saranno riaffittati clandestinamente-? Giusto oggi ho letto anche la lettera di un precario che chiedeva che le baracche dei nomadi non venissero abbattute, che a lui risparmiare 800 euro di affitto al mese faceva comodo, senza contare acqua e luce offerti dal Comune. Perchè non si comprano, ad esempio, alla Quadrifoglio quei mezzi che consentono di lavare sotto le auto, eliminando così la necessità di spostare le auto nei giorni di pulizia stradale? Si, lo so, perchè così si eliminano pure i quattrini di multe e rimozioni, però concedo il beneficio della buona fede e ottusità.
Riassumo. A forza di spilli si ammazza un bue. E qui la nostra stimatissima -da pochi, ma quei pochi la stiman tantissimo- amministrazione ha deciso di non smettere di pungere sempre la stessa bestia, che è quella che tira l’aratro.
*non so se è un pleonasmo, ho tirato a caso. Forse è una tautologia. Voi scusate comunque, che ho fatto l’ITI.
Ce l'ho con..., Spigolature → Per aspera ad aspera
Ce l'ho con... → Discriminazioni
Accadde che..., Ce l'ho con..., Tanta iNioranza → Bisogna farci la tara.
La spesa alla Coop di Figline è sempre fonte di sorprese.
Stavolta, dopo venti minuti di fila al banco gastronomia col dito puntato su una burrata al tartufo (rivelatasi poi tanto scarsa in tartufo che deludente come burrata), peraltro già incartata, è venuto il mio turno.
Indico la burrata “Quella al tartufo, altro*”La commessa prende la burrata. La pesa incartata -e vabbè-, la mette in una busta di plastica. Fa un nodo alla busta. Prende un sacchetto in cartalluminio, che scoprirò troppo tardi ssere l’equivalente imbecille del tetrapack, in quanto non riciclabile, ci mette su l’etichetta del prezzo e mi consegna il tutto.
No, dico. Cinque strati, compresi i due di fabbrica, per la burrata. Se era cesio che facevate?
Non dovevamo essere ecologici e ridurre al massimo gli imballaggi?
Quello antiradiazioni che mi avete messo per ultimo cos’è, per la privacy, come se uno si dovesse vergognare di portare la burrata in un sacchetto trasparente? Ma con quel che costa la prossima volta ci fo un buco e me la metto al collo! “Va’, guardate, che io la burrata me la posso permettere. Mi fa anche un solitario di cacio peposo?”
No, che se serve per far fico magari lo capisco, argento lucido e lindo com’è… però non scriverei “Coop”, sopra, se no uno sgama subito. Scriveteci sopra “Atelier Co-operativo” e magari uno ci casca, pensa che dentro ci sia della lingerie, magari usata se ci hai messo il pecorino.
E, dal canto mio, di certo la prossima volta lo rifiuterò, che lo spreco di materiale non sia colpa mia.
*Per chi non lo sapesse “altro” è la frase in codice che si usa nel fiorentino al posto “non mi serve nient’altro, grazie”).
Accadde che..., Ce l'ho con... → Punti di vista
Tremonti minaccia di dimettersi se passasse la salva-manager, ovverosia una norma che difenderebbe, nel caso Alitalia, tutti quelli che, a fronte di stipendi milionari, hanno compiuto scelte disastrose. Insomma: “prendete tutti ’sti soldi, tanto anche se fate cazzate siete a posto”.
Io: “Va’ bravo Tremonti, finalmente si finisce con gente come Cimoli, che ha guadagnato sui danni fatti a Alitalia e Ferrovie”
Il mi’capo: “Gente di merda, van contro a quel che han scritto loro stessi”
Ecco, si fa così: si guarda sempre il lato negativo, non quello positivo di un cambiamento di ottica.
Ce l'ho con..., Follia → E’ pure un esperto di finanza.
CITTA’ DEL VATICANO – Anche il Papa è intervenuto sulla crisi mutui, ricordando che “i soldi scompaiono” e che “solo la parola di Dio è una realtà solida”.
A parte il fatto che per vedere i soldi sparire è sufficiente fissare un portafogli medio abbastanza a lungo…
io ho provato a pagare il mutuo con versetti della Bibbia, ma mi hanno riso in faccia.
Certo, per il P.A.P.A. la parola di Dio (ah-ah) è tutto un altro Business… ma non credo stia suggerendo di aprire una religione a testa e sostentarci tutti coll’otto per mille.











