Archive for the ‘Ce l'ho con...’ Category

Ce l'ho con... Felicità

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Ci sono delle suore che hanno affermato che “con Eluana abbiamo vissuto momenti di autentica felicità”.

Ecco, a me un po’ di autentica felicità me la darebbe stare nella stanza per un paio d’ore con le medesime e un tubo di piombo.

Già che ci siamo, fate entrare, appena ho finito, pure un po’ di quelli che hanno avviato il decreto legge, il Berlusca in primis. Bravissimi Napolitano e Beppino Englaro.

Ce l'ho con... Mettiamo le cose Englaro

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Finalmente la situazione è definitiva, alla faccia di Formigoni (ma una bella denuncia da parte di padre, medici, autorità sanitarie e  quant’altro?).

Questo bel tomo ha pure tirato fuori  un “non spetta ai magistrati fare le leggi”. E infatti, magari no. Ma nemmeno al primo che passa decidere, in virtù di un mero potere politico, della qualità della vita di chicchessia.

Come narra l’ottimo Nexus (link qui a destra) nel suo podcast, le leggi parlano chiaro: l’alimentazione assisitita è una terapia, e come tale interrompibile su richiesta del legale tutore, per venire incontro alle volontà del paziente. Punto.

E adesso, per favore, lasciatela morire in pace.

Edit: Mons. Crociata (e ti pareva, con un nome così…) ha commentato: “E’ inconcepibile che mentre si sospende l’alimentazione si continuino a somministrarle farmaci contro il dolore”; che si fa, monsisgnore? la tagliuzziamo e la cospargiamo di sale, per non negarle la sofferenza purificatrice?

Ce l'ho con..., Censura Adesso è veramente troppo

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Adesso abbiamo passato il segno!

Adesso abbiamo passato il segno!

Passi la guerra alla libertà di pensiero.
Passi il continuo furto ai danni degli italiani con l’otto per mille.
Passi la lotta alla ricerca e al salvare vite con le cellule staminali.
Passi la continua ingerenza politica.
Passi la continua ingerenza nella vita dellefamiglie italiane che vogliono avere un figlio e non possono.
Passi l’antisemitismo papale.
Passino l’omofobia e il continuo voler metter bocca nei nostri gusti sessuali.
Passi il fomentare superstizioni,  idolatria e pregiudizi.
Passi l’abuso di credulità popolare.
Passi l’ipocrisia del predicare sacrificio e vivere tra mille lussi e privilegi.
Passino pure la pedofilia e l’impunità per chi se ne è macchiato.
Però questa immagine è il simbolo di una nuova frontiera, per me invalicabile.

Li aspetto da questa parte della barricata, pronto a prenderli a bottigliate e ombrellate appena vorranno togliermi di tasca i miei Victorinox.

Ce l'ho con... Ilcicali per il sociale

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Sgarbi dice che per due milioni di euro parteciperebbe a un’Isola dei famosi o a una Fattoria.
Ce la facciamo a fare una colletta, tirarne su quattro e LASCIARCELO?

Ce l'ho con..., Tanta iNioranza C’è grossa grisi

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E noi stiamo a preoccuparci della tassa per il permesso di soggiorno per gli immigrati -tra parentesi, variabile tra 10 e 400 euro, e i 400 credo li pagherà solo Ronaldo- come se noi ogni volta che dobbiamo rinnovare un passaporto, una carta d’identità, qualsiasi cosa, non dovessimo pagare.
La CEI, nonostante il P.A.P.A. antisemita, critica la tassa medesima; la Caritas, un po’ più sul campo, suggerisce ai clandestini disoccupati di tornare a casa, che qui non ce ne è più per nessuno.
Abbiamo, grazie al primo muro dei sindacati un anno fa, fatto risparmiare ad Air France tre miliardi di euro, che così a occhio sono una sessantina d’euro sul gobbo di ogni italiano, solo per difendere i posti di gente che vi ha lasciati a terra per Natale e poi va al Grande Fratello.
Continuiamo a passare gratis -e per fortuna- le cure mediche anche ai clandestini, MA il medico non deve denunciare il clandestino stesso. La prossima volta che devo pagare un ticket, so come fare.
L’altro ieri, l’aereo per il rimpatrio di alcuni clandestini è partito con a bordo 12 egiziani e 22 agenti.
Critichiamo la riforma Gelmini anche nei punti progettati per distruggere il sistema di caste e baronie.
Ci arrabattiamo per pagare un mutuo a tasso maledettamente -vita vissuta- variabile, con l’orecchio e il cuore sulla discesa dell’Euribor, quando qui a Firenze a chi ha occupato l’ex ospedale Meyer vengono allacciati a spese della comunità acqua e elettricità.
Abbiamo catturato, dopo due rocambolesche fughe, Setola, il boss che nel rifugio aveva spazzatura e il libro del P.A.P.A. -e io mi domando quanto sia stato difficile distinguere l’uno dall’altra-, però togliamo il carcere duro a uno dei responsabili della strage di Capaci.
Battisti resta in Brasile, perchè LUI è un perseguitato politico. E non aggiungo altro.

Però sono ripartiti il Grande Fratello, con la hostess, il Rom e la rifatta e la Carlucci riballa sotto le stelle coi suoi VIP.
Credo che un vaffanculo ci stia bene, a questo punto.

Ce l'ho con..., Recensioni A ciascuno il suo mestiere

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…ma con moderazione, se no io finisco di nuovo a vuotar pozzi neri.

Però, ammettiamolo, non è vero che con la buona volontà tutti sono buoni a far tutto.

Complici le feste, son finito a vedere, peraltro a pizzichi e bocconi, un po’ di “Kung fu panda”, che già ai tempi dell’uscita cinematografica mi ero ripromesso di non contribuire a finanziare.
Il motivo è presto detto: dopo un iniziale trailer doppiato con tutti i crismi, è comparso nelle sale lo stand-up cartonato con l’avviso “CON LA VOCE DI FABIO VOLO!”
Ora, io reputo, e si sa, Fabio Volo capace solo ad arruffianarsi. Non è un attore, non è un comico, non è null’altro che un piacione, e peraltro della peggior specie. Ho mandato più volte messaggi a Radio  Deejay sul tenore di “grazie di aver messo Volo a quest’ora, che su Radio24 c’è il bollettino di borsa, e se no avrei paura di perdermelo”.

Che senso ha levare il pane di bocca a un doppiatore VERO e BRAVO come sono quasi tutti i nostri -non occorre scomodare il povero Amendola: basta pensare a un Giannini, un Pannofino, un Rossi, un Baldini, una De Bortoli-, o, toh, va’, anche a un attore, per far doppiare un film a un tizio che ha un target che non c’entra un accidente?

E’ un vizio del cazzo, lasciatemelo dire, a cominciare, mi pare, da Papi in Mulan, che almeno non faceva il protagonista, di prendere gente a fare un mestiere che non sa fare solo perchè sono famose in un altro campo; gli unici che si son salvati, a mio modestissimo parere, sono la Massironi in “Monsters e Co” e Ale e Franz nei due “Madagascar”, e c’è un perchè: sono comici, si, ma attori, avvezzi alla recitazione e al palcoscenico, non alle guitterie.

Potrei chiudere con “E ora vi lascio, che stasera vado a vedere la Cuccarini che doppia la principessa Lissy”, se non temessi che la mia ironia non venisse fraintesa da qualche fan di Volo; NO, NON VADO NEMMENO A VEDERE LA CUCCARINI, non mi rendo complice di un’ingiustizia verso un doppiatore professionista e professionale, visto che comparire in 3 fotogrammi di un film di Star Trek non è abbastanza per essere considerata “attrice”. La Cuccarini è simpaticissima, è una gran ballerina e m’attizza ora come m’attizzava quando c’avevo quattordic’anni, ma tra sentire la voce sua e quella di, che so, Rosalinda Galli -googlate, gente, googlate!-, preferisco di gran lunga quest’ultima, per quanto simile nei toni e nella risata.

Accadde che..., Ce l'ho con... Jingle ’sto par di bells

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Lo sapete, vero, che odio le feste?

Se no, sapevatelo.

Non sopporto, in ordine sparso e non di importanza:

1) Il balletto dei regali. Ora, se io ho voglia, i regali li faccio anche il sei di aprile, e non solo il venticinque dicembre. Li fo perchè mi fa piacere farli, perchè ho visto qualcosa che penso che farebbe piacere a qualcuno a cui tengo, senza stare a soppesare se avrò qualcosa indietro, se dello stesso valore o meno -si, lo so, nè voi nè io ci badiamo; però c’è gente che lo fa, e il rispondere con “unregalodepregio” a “unpensierino” è visto come un’offesa mortale e un affronto all’altrui grandeur. Ho conosciuto gente che si sentiva grande e bulla quando ti sbatteva in faccia il “toh, becca” di un regalo inaspettato”-, o anche solo, appunto, il valore del presente. Ho regalato scatolette portapranzo non degne del nome di Bento, spillette, magnetini alle terre rare, attrezzi multiuso, accessori per pc . E poi ogni Natale mi sento a disagio perchè non so cosa regalare; non son tipo da “regalo circolare”: meglio nulla di qualcosa di non “sentito”. Quindi, se quest’anno da me non ricevete nulla, non date la colpa alla crisi: è che non ho trovato nulla che VI calzasse. In ispecial modo la Figlioluccia, ok?

2) Siamo tutti più buoni. Un accidente. Siamo tutti gli stessi stronzi. Non facciamo finta di volerci vedere per forza, magari dopo undici mesi di reciproco disinteresse, solo perchè fa ghiaccio e il venticinque e/o il trentuno non sai a chi telefonare per metterti la coscienza in pace.

3) Gli auguri. Io son ateo, e ogni volta che mi fanno gli auguri di Buon Natale dovrei spiegare che son auguri infondati in quanto realtivi a una festa arbitrariamente datata in modo da soppiantare quella pagana del sole nascente, basata su un personaggio il cui mito è il collage di non so quanti altri miti precedenti. Quindi, per non diventare  un palo in culo con ’sta filippica, mi limito a rispondere “salute!”. Lo so, sono strano.

4) Ecologia? Cos’è l’ecologia quando si può avere un bell’abete in casa? E chi se ne frega se morirà in una settimana e finirà nel cassonetto dell’umido? Tanto peggio se sarà un abete centenario, come quello del P.A.P.A.: siamo al centro dell’universo, e dobbiamo farlo vedere a tutto l’ecosistema.

5) L’ultimo dell’anno. Io quest’anno sarò per la scelta rivoluzionaria e alternativa. Indovinate un po’?

Insomma. A me le feste fanno un’effettaccio. Non mi deprimo più -non son più in fase Gremlins- ma lo stesso mi resta sulle palle vedere non so quanti miliardi di persone che rispondono come cani di Pavlov alla TV che dice loro “corri a spendere, sentiti buono, abbuffati, poi mettiti a dieta”. E scusate se quel minimo di cervello che in me funziona si sente preso in giro.

Ce l'ho con..., Plauso e lodi Grazie, Checco.

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A te che quando sono nata è stata un’emozione
a te che se mi guardi trovi ispirazione
a te che mi hai già dedicato un sacco di canzoni
a te che francamente adesso hai rotto un po’ i coglioni
A te che giri in bicicletta in mezzo alle campagne
a te che fai le maratone e scali le montagne
a te che passi le giornate lì nella foresta
a te… si vede proprio che non hai mai cazzi per la testa
A te che dici «grande amore» e poi dici «amore grande»
e per ’sta cazzata qui magari ti senti come Dante
guarda pa’ che non è mica tanto originale
l’hai copiata dalla pubblicità del pennello Cinghiale
Ma te ci sei oppure ci fai
se solamente lo sapessi sussulterei
se solamente lo sapessi sussulterei
A te io canto una canzone perché, scusa tanto, canta Manuela Villa, canta il figlio di Morandi, canta Dj Francesco e l’altro figlio dei Pooh
ma soprattutto, babbo, canti pure tu
A te che la domenica a pranzo inviti Manu Chao,
arriva questo stronzo non mi dice manco “ciao”
e dopo che si fotte il primo, il secondo e i dolci con la panna
attacca ‘na pippa sulla fame nel mondo
ma vatti a fa’ ‘na canna
A te che sei il mio paparino e il mio rino papa
a te che ogni tanto sei una testa di rapa
ma io ti voglio tanto tanto tanto bene
scusa papà spero che non ti incazzzi per questa mia canzone.

Cantata con il “piFello” che c’ha Jovanotti, e proprio di fronte al medeFimo, che faceva finta di non essere incazzato, e di sorridere, è stata una rivalsa non da poco sul fintoalternativo, il caro vecchio grunge co’quattrini che con un personaggio costruito a tavolino dopo “fei come la mia moto, fei proprio come lei!”.

E dopo avergli detto in ghigna “Non è un grande cantante”
“Però?”
“Non è un grande strumentista”
“Però?”
“Però niente, e che!”
Un grande.
Si capisce che Jovanotti mi sta sugli eufemismi?

Ecco, non tanto quanto Fabio Volo o Vasco Rossi, ma mi ci sta. E tutti per lo stesso motivo. Quindi, preparatevi, che arriverà anche un bel post dal titolo “Quelli che ho sui coglioni e/o non riesco a farmi piacere”.

Sto di nuovo bene, oh, se sto bene!

Ce l'ho con... Cioni e Domenici: non vi dirò “ve l’avevo detto, io!”

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Bugia:

“Ve l’avevo detto, io!”

E’ più forte di me, c’è poco da fare.

E a quella cliente che quando, alla vigilia della rielezione del Domenici, a “Di certo quell’altro non può far peggio di questo” rispose  “Si, ma quell’altro non è di sinistra, Domenici si”, glielo scrivo in grassetto:

“Ve l’avevo detto, io!”

Mi raccomando, ora, tutti alle primarie.

Ce l'ho con..., Tanta iNioranza Gazebo

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Leggo dall’“Oggi”Firenze di oggi -e scusate il pleonasmo*- che il nuovo regolamento comunale per gli esercizi pubblici imporrà delle regole su dimensioni, materiali e strutture sui gazebo di bar, ristoranti e quant’altro. Dicono “per il decoro”, come se la città non fosse in un degrado pazzesco per schiamazzi, sporcizia, microcriminalità. In centro di fiorentini ce ne è sempre meno, e quelli ricchi son su in collina, dove il puzzo di piscio non arriva. Poi ci si domanda perchè le botteghe chiudono. A Firenze non è solo per la recessione.

Ora, non parlo più, per fortuna, da familiare di baristi. Però, nonostante siano cessate diverse rotture di eufemismi, la conoscenza delle medesime permane. Non è bastato trasformare gli esercizi in pisciatoi pubblici con la norma che fa obbligo di concedere i servizi a chiunque ne faccia richiesta, roba che se uno entra, ti dice “dove piscio?” e se ne va, te ci hai rimesso acqua, lavoro, detersivi, carta, pulizie, luce elettrica e troppo spesso anche lo stomaco visto lo stato in cui viene lasciato il bagno, e il tizio in questione non ha preso nemmeno il caffè che lo avrebbe trasformato nell’”avventore” che doveva essere per la norma precedente; non è bastato questo, dicevo. Non basta far pagare il suolo pubblico per le dimensioni delle tende e delle insegne -tende sotto le quali, ovviamente, chiunque ha il diritto di ripararsi quando piove, smanacciandoti le vetrine che poi TU dovrai pulire, ma fosse quello il problema-, non basta costringere qualunque esercizio a iter burocratici, fiscali, sanitari estenuanti -si, estenuanti, se no i miei eran sempre baristi- e ben oltre il dovuto o il sensato o il prudente. Non è bastato da un giorno all’altro liberalizzare le licenze -cosa che mi troverebbe anche d’accordo, guarda!- trasformando un investimento spesso di decine di migliaia d’euro in carta straccia e deprezzando per qualcuno un’attività anche in maniera radicale.

No. Adesso, per questioni di decoro, si va a regolamentare le CAZZATE. Poi, contemporaneamente, si lascian liberi di lavorare senza controlli di sorta banchini e baracchini più o meno ambulanti, senza gabinetti per il pubblico nè per gli operatori, con la merce esposta ai fumi di scarico delle auto quando va male e agli insetti quando va bene; ce l’ho anche coi kebabari, che ti (VI!) riempiono a manciate un panino, e poi ve lo danno per la strada, con la lattina presa da voi nel frigo, e talvolta anche il caffè a gettone dalla macchinetta accanto, roba che per farla un bar o un ristorante deve avere ettari di licenze-autorizzazioni-visti e attrezzature sanitarie che vanno dal lavandino a pedale alla stanza piastrellata solo magazzino al bagno con antibagno attrezzato andicappati alla turnazione di verifica frigorifera.

S’ha voglia di rompere i coglioni, a Firenze, e questo mi va pure bene. Ma perchè sempre ai soliti? perchè invece di gabellare prima e multare poi non si abbozza di dare quattrini a babbomorto, che so, -dai, una bella tiratina tacciabile di razzismo ci sta bene, tanto chi mi conosce lo sa- per costruire appartamenti per i NOMADI (un NOMADE in quanto tale non ha BISOGNO di un appartamento) invece che ai nostri pensionati con la minima -e non infierisco chiedendomi poi quanti di questi appartamenti saranno riaffittati clandestinamente-? Giusto oggi ho letto anche la lettera di un precario che chiedeva che le baracche dei nomadi non venissero abbattute, che a lui risparmiare 800 euro di affitto al mese faceva comodo, senza contare acqua e luce offerti dal Comune. Perchè non si comprano, ad esempio, alla Quadrifoglio quei mezzi che consentono di lavare sotto le auto, eliminando così la necessità di spostare le auto nei giorni di pulizia stradale? Si, lo so, perchè così si eliminano pure i quattrini di multe e rimozioni, però concedo il beneficio della buona fede e ottusità.

Riassumo. A forza di spilli si ammazza un bue. E qui la nostra stimatissima -da pochi, ma quei pochi la stiman tantissimo- amministrazione ha deciso di non smettere di pungere sempre la stessa bestia, che è quella che tira l’aratro.

 

 

 

 

 

 

 

*non so se è un pleonasmo, ho tirato a caso. Forse è una tautologia. Voi scusate comunque, che ho fatto l’ITI.

Ce l'ho con..., Spigolature Per aspera ad aspera

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Benito Xivì ha appena detto che “Il cristianesimo non è la via della comodità”

Beh, detto da lui che sta come un P.A.P.A. non è che sia troppo credibile.

Ce l'ho con... Discriminazioni

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Il Vaticano: “I gay non possono diventare preti”

Ma come? I pedofili si e i gay no?

Accadde che..., Ce l'ho con..., Tanta iNioranza Bisogna farci la tara.

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La spesa alla Coop di Figline è sempre fonte di sorprese.

Stavolta, dopo venti minuti di fila al banco gastronomia col dito puntato su una burrata al tartufo (rivelatasi poi tanto scarsa in tartufo che deludente come burrata), peraltro già incartata, è venuto il mio turno.

Indico la burrata “Quella al tartufo, altro*”La commessa prende la burrata. La pesa incartata -e vabbè-, la mette in una busta di plastica. Fa un nodo alla busta. Prende un sacchetto in cartalluminio, che scoprirò troppo tardi ssere l’equivalente imbecille del tetrapack, in quanto non riciclabile, ci mette su l’etichetta del prezzo e mi consegna il tutto.

No, dico. Cinque strati, compresi i due di fabbrica, per la burrata. Se era cesio che facevate?

Non dovevamo essere ecologici e ridurre al massimo gli imballaggi?

Quello antiradiazioni che mi avete messo per ultimo cos’è, per la privacy, come se uno si dovesse vergognare di portare la burrata in un sacchetto trasparente? Ma con quel che costa la prossima volta ci fo un buco e me la metto al collo! “Va’, guardate, che io la burrata me la posso permettere. Mi fa anche un solitario di cacio peposo?”

No, che se serve per far fico magari lo capisco, argento lucido e lindo com’è… però non scriverei “Coop”, sopra, se no uno sgama subito. Scriveteci sopra “Atelier Co-operativo” e magari uno ci casca, pensa che dentro ci sia della lingerie, magari usata se ci hai messo il pecorino.

E, dal canto mio, di certo la prossima volta lo rifiuterò, che lo spreco di materiale non sia colpa mia.

 

*Per chi non lo sapesse “altro” è la frase in codice che si usa nel fiorentino al posto “non mi serve nient’altro, grazie”).

Accadde che..., Ce l'ho con... Punti di vista

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Tremonti minaccia di dimettersi se passasse la salva-manager, ovverosia una norma che difenderebbe, nel caso Alitalia, tutti quelli che, a fronte di stipendi milionari, hanno compiuto scelte disastrose. Insomma: “prendete tutti ’sti soldi, tanto anche se fate cazzate siete a posto”.

Io: “Va’ bravo Tremonti, finalmente si finisce con gente come Cimoli, che ha guadagnato sui danni fatti a Alitalia e Ferrovie”

Il mi’capo: “Gente di merda, van contro a quel che han scritto loro stessi”

Ecco, si fa così: si guarda sempre il lato negativo, non quello positivo di un cambiamento di ottica.

Ce l'ho con..., Follia E’ pure un esperto di finanza.

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CITTA’ DEL VATICANO – Anche il Papa è intervenuto sulla crisi mutui, ricordando che “i soldi scompaiono” e che “solo la parola di Dio è una realtà solida”.

A parte il fatto che per vedere i soldi sparire è sufficiente fissare un portafogli medio abbastanza a lungo…
io ho provato a pagare il mutuo con versetti della Bibbia, ma mi hanno riso in faccia.
Certo, per il P.A.P.A. la parola di Dio (ah-ah) è tutto un altro Business… ma non credo stia suggerendo di aprire una religione a testa e sostentarci tutti coll’otto per mille.

Accadde che..., Ce l'ho con... Di nuovo il P.A.P.A.

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…niente profilattico, tanto l’HIV non esiste.

…metodi anticoncezionali naturali, tanto il mio prof di religione non aveva cinque figli col metodo Billings, e i “figli di Ogino” non esistono.

…poi si lamenta che i giovani si allontanano dalla Chiesa.

GRAZIE SIGNORE GRAZIE, GRAZIE SIGNORE GRAZIE, GRAZIEEEE!

vi rimando anche a questo post e a questo articolo.

Accadde che..., Ce l'ho con..., Feelings E tanti auguri!

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Giust’ieri, dopo il lavoro, su richiesta dei miei genitori, son tornato ai Gigli coi medesimi.

La mia terza volta in quattro giorni.
La prima per comprare il regalo di compleanno al mi’babbo. La seconda per comprare il seitan da arrostire. La terza ieri, per il regalo di compleanno al mi’fratello.*

Già che gli s’è comprato una macchina fotografica, che praticamente non era una sorpresa visto che ce l’aveva ventilata, non m’ha lasciato particolarmente soddisfatto.
Che poi ci fosse la mi’mamma che a un certo punto, davanti a una cornice digitale, un prezzo scritto a caratteri alti come me, e soprattutto al mi’babbo abbia vociato “OH! L’hai comprata qui, vero?”, m’ha proprio scazzato.
Al banco chiede ”E se non gli piace?”. Il commesso, gentilissimo, la informa che ci sono otto giorni, mentre io la avviso “Se non gli piace, è un regalo, se la tiene e basta”

Iersera da casa dei miei si telefona al mi’fratello perchè venisse a cena festeggiare il compleanno. E magari prendersi il regalo.
Lui: “No, son stanco, passo domenica”. Ad uso degli ignari: abita a due (2)km da casa dei miei genitori, non doveva perdere troppo tempo.
La mi’mamma decide che il regalo l’avrebbe portato lei, al bar, l’indomani.
Io mi oppongo, e che cavolo, visto che magari avrebbe fatto piacere anche a me e al mi’babbo vedere la reazione del destinatario. E, per sicurezza, spennarello di nero l’etichetta col prezzo.

Iersera ho dormito a casa dei miei, visto che stamani volevo lavorare in garage col mi’babbo -e suppongo non vogliate sapere a cosa finchè non l’ho finito-; ovviamente, senza frutto, visto che dovrò tornare presto ai Gigli medesimi per procurarmi il materiale adatto che credevamo mio padre avesse.

Ovviamente la macchina fotografica non c’era più, uscita di casa assieme alla mi’mamma.

Riassumiamo: regalo quasi chiesto. Non incartato. Consegnato a mano solo da mia madre. Astutamente, con lo scontrino e la ricevuta dentro la scatola.

Un regalo tanto privo di trasporto, roba che l’SDA in confronto lavora a lume di candela.

Ora, va bene la fretta di sostituirlo nel caso che eccetera eccetera, ma son otto giorni; van bene tante cose… ma che dite, mi devo aspettare un assegno per posta, per il mio prossimo compleanno?

E, oltretutto, sapeste quanto mi rode che la mia opinione per mia madre non conti mai un cazzo.

 

 

*Sono una personcina fortunata:
Mio padre: 30/9
Mio fratello: 2/10
Mia madre: 14/10
Io: 15/12, abbastanza vicino a Natale da ricevere un regalo solo, oltre a essere l’unico sagittario che combatte contro tre bilance in un baccello -però me lo cerco: due dei miei migliori amici sono bilancia. E adesso che ci penso: Rick? devo chiedere scusa perchè sono un coglione o ancora è presto? 

 

 

Ce l'ho con... Sicurezza

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Stamattina sono al lavoro.

Badge bianco per entrare nel parcheggio.

Badge bianco per uscire dal parcheggio

Badge bianco per aprire la porta esterna.

Badge rosso per la timbratura ai tornelli.

Badge bianco per la porta interna.

Badge bianco per la tagliafuoco di reparto.

Password di sistema al PC.

Password applicativo gestione.

Password sistema dispacciamento.

Password posta.

Leggo che per la nuova policy aziendale le password avranno valore di tre mesi, sette regole diverse di composizione alfanumerica da soddisfare, e non potranno essere ripetute per almeno un anno.

 

Anche se può sembrare il contrario, non lavoro a Fort Knox.

Accadde che..., Ce l'ho con..., Tanta iNioranza Ahecco.

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“(…) Ugo Sposetti, tesoriere dei Ds, è uno di quelli. E il personaggio venerdì scorso in uno dei corridoi della Camera sintetizzava con queste parole lo stallo nella trattativa per la vendita di Alitalia alla Cai: «Epifani quando ha deciso di rompere, ha preso una toppa e dietro il suo errore c’era lo zampino di Veltroni»” (LA STAMPA)

Non l’avrei detto mai.

Ce l'ho con..., Tanta iNioranza Previsione a breve termine

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Dopo aver fatto fallire le trattative Alitalia con la CAI, la CGIL farà in modo che la compagnia di bandiera vada, sottoprezzo, scaricata a spese degli italiani del personale “rinunciabile” messo in cassa integrazione, ai soliti “amici degli amici”, come successe con Telecom.

E poi, scusate, eh, ma io non ho proprio voglia di pagare uno stipendio o parte di esso a gente che già prima prendeva, lamentandosi, 1500 euro per sette ore la settimana*, o 3000 per 55 ore al mese**, e lo stesso durante l’ultimo giorno di trattative ha lasciato a terra quaranta voli (quanti passeggeri fanno?), strafottendosene come da decenni dei danni provocati.

In tutto il mondo chi non produce si licenzia. In tutto il mondo è normale, quando un’azienda fallisce, essere licenziati e cercare lavoro, magari anche a qualcosa in meno.

Solo in Italia i sindacati possono decidere chi compra un’azienda, e quali privilegi far mantenere ai propri protetti.

In tutte le aziende del mondo quando cambia la proprietà, coi nuovi contratti se ti va bene ti adegui, se no cerchi di meglio altrove.

Invece in Italia l’Alitalia è diventata uno stipendificio, in grado di perdere 2,36 milioni di euro al giorno (lo scrivo cogli zeri: 2.360.000 euro. AL GIORNO.), un posto nel quale accomodare gente come, uno per tutti, Cimoli, in mano a non si sa quante sigle sindacali diverse ognuna delle quali con diritto di veto e di rompere i coglioni per dimostrare il potere dei poveracci: quello di impedire il lavoro altrui.
Questi qui sono in una barca che affonda, e invece di sgottare si son messi a fare gli schizzinosi sulla nave che doveva metterli in salvo.

Insomma. Meglio falliti, davvero, ma meglio falliti cinque anni fa, prima di poppare tutti questi quattrini ai contribuenti, e non solo ora per far spregio al governo.

*Assistente di volo Alitalia su Radio24
** Primo ufficiale di compagnia concorrente su 102,5