Archive for the ‘Feelings’ Category

Feelings Qualcuna di più

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Tana delle Tigri mi porta una merda che metà basta.

Contento ed esausto d’un pomeriggio d’allenamento, sono uscito di casa per una tonica (si, una tonica, nemmeno una birra) con gli amici.

Mando qualche sms per riprendere i contatti col mondo.

Buone notizie? zero. Al limite calma piatta, qualche cattiva notizia.
Poi, torno a casa, controllo mail blog mio e di amici e contatti.

E mi chiedo come mai al silenzio segua sempre un tuono. Ancora non è pioggia, no, ma è un BRUTTO tuono, tanto per cambiare, e non solo ho sobbalzato, ma quella che verrà non sarà la pioggerellina lieve di marzo, ma le solite, solite, solite gocce fredde e pesanti, pungenti come aghi e violente come una bestemmia che periodicamente m’arrivano in capo, proprio stavolta che pensavo d’aver trovato un posto al riparo nel quale fermarmi.
Comincio ad averne le palle piene, di tutta quest’acqua. e che vada a fare in culo anche Il Corvo.

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Feelings Solo una parola

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Lontano.

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Feelings Quando meno te l’aspetti

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Mauro Pellegrini, questa è per te.

Hai capito tutto vent’anni fa.

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Feelings Non ci crederete…

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…oggi è il chissenefrega day.

Sono più tranquillo per diverse cose, e sto seguendo il precetto cinese “se c’è soluzione non ti preoccupare, se non c’è soluzione non ti preoccupare” per tutte le altre.

Ho visto che qualcuno oltre me si preoccupa, anche se non l’avrei mai sospettato. Sono GRATO a quelle persone che hanno dato una pacca, seppur virtuale o solo pensata, sulle spalle di questo bipolare.

Sono in atarassia, forse, ma siccome gli angoli della mia bocca si stanno piegando verso l’alto, credo che due o tre cosette successe, un cioccolatino al rum, un dialogo o due avuti dal pomeriggio di ieri non possano che portare verso il positivo, o quantomeno, in un negativo sopportabile fino al fatidico 29, il mio umore.

Stanco, ma non domo.

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Feelings Soap

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Abbiate pazienza per l’ennesimo post figurato, ma, come coloro che hanno studiato qualche volta con me, o mi hanno chiesto spiegazioni di concetti, io so ragionare solo con esempi.

Nuovamente, il titolo dice tutto. Mi sento in una soap opera (ma non solo, eh, non solo!), ma non come il Ridge di turno, bello buono (o sennò gli si perdona tutto) ricco e fortunato. Ecco, se ci fosse una soap che avesse per protagonista un medio-brutto che si incattivisce e si incinicisce per le carognate altrui, con colpi di sfortuna o fortuna non enormi ma molto alterni, senza storie d’amore travagliate ma solo sopravvalutate, ecco, sarei io quello che fissa la telecamera con sguardo vacuo (ma belliffimo!) e pronuncia soffiando battute del tipo “non riesco più ad aprire il mio cuore, amami per quel che sono”. La telenovela più noiosa del mondo.

Certo, io ci infilerei una supercazzola di tanto in tanto, ma il senso è quello. In questo momento -in questo PRECISO momento- mi sento esaurito, ma proprio nel senso di “consumato”, “finito”.

Sto studiando da non so più quanto, e mi sento un perfetto deficiente ogni qual volta riguardo gli appunti (“l’ho scritto io, questo? si, è la mia calligrafia”) o apro il libro.

Il cuore, beh, nell’ultimo anno-anno e mezzo è stato sballottato abbastanza. Adesso credevo di averlo messo a ninne sante tra due pagine di un libro di testo, e invece basta un sms o due, e mi ritrovo a capriolare, fantasticare, illudermi, e venire puntualmente sbattuto a terra dalla triste realtà, da una parola, una frase scritta, da un procrastinare, da un silenzio. Colpa mia.

Gli amici… beh, i soliti, grazie a Nyarlatothep, forse qualcuno in più visto che il ritorno a scherma mi ha permesso di riagganciare qualche cosa. Lontani, impegnati, accoppiati, però.

E intanto ’sta vitazza continua a smacinarmi. Nulla di che, ma l’avete capito. E’ come lo smog. Magari non lo vedi, ma ti ingrigisce fuori e t’ammazza dentro, alla lunga. Il mio buonumore, il mio non scoraggiarmi, il mio fatalismo, son serviti tanto, oh, se son serviti, come una saponetta che, appena a casa, appena avessi il tempo di fare due conti mentali, lavasse via quel grigio. Sto lottando per tutte le mie mete. Cuore, studio -anche se so che non sarà un successo, lotto-, lavoro, riesco a trovare le forze pure per la scherma, che abbandonare ANCHE quest’anno sarebbe arrendersi all’avverso destino invece di sopportarne i dardi e gli strali, come diceva coso, lì.

E la saponetta va, scorre su e giù, fa quello sporco lavoro che qualcuno deve pur fare, e intanto si consuma come tutte le saponette fanno, si è ridotta come si è ridotto adesso il sorriso che ha accolto le prime macchie di grigio a suo tempo.

Sto finendo nello scarico assieme all’acqua sporca. A testa alta, con un piccolo sorriso, un po’ alla volta, consumato più dal deludersi delle mie illusioni che dalle scarse disavventure.

E il bello è che quel poco di fatalismo che mi rimane fa sì che me ne freghi il giusto.

 

Rileggo il post. Non sono andato da nessuna parte, ho detto poco e nulla per chi non mi conosce, un post mediocre, insomma. Al solito: oh, beh.

 

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Feelings Sul ponte

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Forse qualcuno dei miei lettori meno disattenti ricorda che io, ai miei tempi, ho lavorato pure sull’autostrada.

Ero uno di quegli omìni che vanno in giro vestiti d’arancione a fare cose improbabili di là dai coni, mentre di qua -e troppo spesso a cavallo, contro e pure di là- circolano a velocità proibite mezzi sui quali parabrezza ti spatasceresti in uno strato nemmeno troppo alto.

Amarord un pomeriggio assolato e ventoso durante il quale ho montato una stazione di rilevamento meteo su un cavalcavia.

Sotto, ad una distanza che se fossi caduto sarei morto di noia prima di battere il capo (“AAAAAAaaaaaaahhhh! Ah! Ah! … ah. Uhm.”) una verde valle sul fondo della quale scorreva placido non so quale torrente in magra.

Dietro di me circolavano, parzialmente smaterializzati per effetto relativistico, WEEEEEW!! multicolori uno attaccato all’altro.

Per qualche minuto, mentre le mani andavan da sole a girar dadi e controdadi, gli occhietti e il pensiero hanno vagato.

E ricordo la sensazione che m’ha dato questo dualismo. Ero a metà tra una quiete totale, immensa, immutabile nei secoli, la pace della natura che se ne frega di quei cosi in acciaio e idrocarburi che passano per uno iota, e quell’andiamoandiamoandiamocazzocheètardi.

E come la linea tra Yin e Yang, non ero nè l’uno nè l’altro. Mi ero assottigliato tanto che ero come quell’illusione che divide l’infinito passato dall’infinito futuro, e chiamiamo presente, una soglia, un concetto più che un oggetto.

Poi il dado, arrivato in fondo al bullone, ha smesso di girare.

 

Ieri di nuovo, stavolta mentre andavo sul raccordo verso il mio Cheers.

Mi sono accorto che corro da una parte all’altra, lavoro, seguo un corso che probabilmente non riuscirò a superare,  mi do da fare per sottotitoli-scherma-secondlife, vedo gente faccio cose… e intanto le cose importanti scorrono sotto di me, tanto lentamente che io stupidamente le ritengo ferme ed eterne, come un torrente in magra.

Amici veri, persone che sono passate anche per poche ore nella mia vita e che invece tanto mi hanno dato, che puntualmente “domani chiamo”. I miei “progetti a lungo termine”: il romanzo, mille libri da leggere, mille cose da sistemare, una casa da mandare avanti e finire di arredare da non so più quanto.  Questo cuore, che ormai non prendo più sul serio nemmeno io, perchè ogni volta ha scelto il momento o la persona sbagliata per impegnarsi, e ogni volta è tornato a casa con la testa un po’ più bassa.

E adesso, di nuovo, sono sul ciglio, nè davvero sulla strada nè davvero nel fiume. Ho paura a buttarmi giù, che la strada più facile è continuare a guardare i fanalini posteriori dell’auto davanti e pestare l’acceleratore come se fosse la mia stessa testa, come se fosse questo nodo vuoto che troppo e sempre più spesso viene a formarsi tra stomaco e viscere, correre senza guardare intorno quel che mi sto perdendo.

Però, prima o poi, ’sta benzina finirà. E il fiume potrebbe non esser più lì ad aspettarmi.

 

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Feelings, Follia Complimenti.

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Evidentemente sono allergico.

Sono diffidente, perchè io per primo non ci credo.

Lo so, pecco in autostima, come mi diceva la teutonica, e la mia amica Elena: “quando ti dicono bravo te stai zitto e piglialo, che non ti devi giustificare” e io “succede tanto poco, non sono abituato”.

Oh, che ci volete fare… c’era quello (Flaiano?) che quando gli davano ragione veniva immediatamente assalito dal sospetto d’aver torto; io, invece, quando mi fanno un complimento, vengo assalito dal disagio, e penso che mi si pigli per il culo.

Non sono abituato al complimento sincero, sarà che capita o quantomeno è capitato tanto poco, che statisticamente è più sicuro se non ci credo e controbatto ironicamente. Lo so, è sbagliato, però è più forte di me.

Chiedo scusa se ho offeso colei alla cui affermazione “sei un tesoro!” ho DOVUTO rispondere “perchè, mi vorresti seppellire su un’isola lontana?” e alla qui sotto commentante Gradiva, alla cui frase “Sei il pezzo meglio” DEVO rispondere “meglio se non dici un pezzo di che”.

Ci sto lavorando, giuro. Se no col cavolo che scrivevo questo post.

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Feelings Un giorno da cani

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…tra la pioggia, e un sacco d’altre cose, il titolo non è casuale.

Odio quando mi si impedisce di correre una corsa che potrei vincere.
Odio quando mi preparo, entro nel ritmo delle cose, faccio la bocca per qualcosa, e questa mi viene tolta per colpe non mie.

E’ successo altre volte, sul lavoro, in amore, con le amicizie, nei giochi.

Non mi incazzo, perchè tanto so che è inutile. Lascio che chi gioca sleale si goda i frutti della sua slealtà. La mia integrità vale di più di un premio, e lìesperienza vale di più di quest’ultimo. Non mi incazzo. Ringrazio che mi siano stati aperti gli occhi, e vado per la mia strada. Non che non faccia male. Però a tutto si sopravvive. E se sono ancora in piedi, vuol dire che sono più forte di chi mi fa lo sgambetto.

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Audio/Video, Feelings Se tutte le mie canzoni preferite parlano di inadeguatezza…

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…ci sarà pure un motivo, no?

L’elefante e la farfalla

Sono l’elefante
e non ci passo
mi trascino lento
il peso addosso.
Vivo la vergogna
e mangio da solo e non sai
che dolore sognare per chi non può mai.
Sono l’elefante
e mi nascondo
ma non c’e’ rifugio
così profondo.
Io non so scappare
che pena mostrarmi cosi’
al tuo sguardo che amo e che ride di me.
Una farfalla sei
leggera e libera su me
mai
non ti raggiungerò mai
mi spezzi il cuore e te ne vai
lassù
Sono l’elefante
che posso fare
inchiodato al suolo
e a questo amore.
Provo ad inseguirti
ma cado e rimango così’
non puoi neanche aiutarmi ti prego vai via.
Una farfalla tu sei
leggera e libera su me
mai
non ti raggiungerò mai
mi spezzi il cuore e te ne vai
da me.
Dentro di me dentro di me
ho un cuore di farfalla
e non potrai vedere mai
quanto lui ti assomiglia
dentro di me dentro di me
ho un cuore di farfalla
e non potrai vedere mai
quanto lui ti assomiglia
Dentro di me dentro di me
ho un cuore di farfalla.

( Michele Zarrillo)

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Accadde che..., Feelings Vi sono mancato?

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So già la risposta: “Perchè, eri andato via?”.

Si: sono andato tre giorni nel paese natale di Tartini, il violinista del “Trillo del diavolo”. a Wikipedia, se ve ne frega qualcosa.
Terme, sauna, riposo.

Quattr’ore d’auto fino all’hotel, poi, appena posata la valigia, nell’acqua salata, calda e borbottante di un idromassaggio termale, poi sole fino ad asciugarmi, poi di nuovo nell’acqua.

Ho scoperto com’è fico avere un centro benessere (sauna finlandese, turca, istriana, infrarossi) aperto solo per te. Per 22 euro in due giorni ho fatto sei ore complessive gnudo come un lombrico gnudo, di sudore, relax, espulsione tossine, vasche fredde tonificanti, e musica d’ambiente.

Ho scoperto che le autoctone son fatte tutte collo stampino: alte bionde capello lungo, occhio chiaro, pelle chiara, snelle con due poppe tante.*

Devo scoprire dove detto stampino è conservato, acquisirne i diritti e commercializzarlo nel resto d’europa.

Ho scoperto che la mia schiena pelosa è bella, depilata è meglio, soprattutto se a renderla tale è tal Tanya, stampinata, che trova pure divertente il mio tatuaggio.

Ho scoperto che non solo in Italia non mi capiscono quando parlo, e fanno solo “sisi” colla testa. Allora non è colpa mia.

Ho scoperto com’è bello cenare al tramonto, sul terrazzo della camera dell’albergo, con vino locale, pane ai semi tostati e feta, soprattutto se la vicina si avventura sul terrazzo a godersi il tramonto mentre si lava i denti, vestita solo di un asciugamano.
Molto piccolo.
Sulla spalla destra.

Ho scoperto che star fermo a pensare mi fa un gran bene, anche se poi mi chiedo chi me l’ha fatto fare.

*Per chiunque, non conoscendomi, se lo chiedesse: no, niente avventure, nemmeno potenziali.

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Feelings, Tanta iNioranza, Virtuality Avete presente…

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…quel sentimento che piglia quando le cose vitali (salute lavoro famiglia) vanno bene, e ‘nvece tutte le altre, peraltro importanti vi passano vicine ma non vi riesce d’acchiapparle per un soffio, ne sentite l’odore e v’affezionate, quasi, e queste scivolano? quell’uggia fissa sorda e costante?

Ecco, gli anglofoni lo chiamano “spleen”. Io lo chiamo “giramento di coglioni”, da quando m’hanno detto che lo spleen è simbolo di “ricca vita interiore (…), di profondità e sostanza umana”(cit.).

No, dico, se sto su Second Life è che mi manca una First, anche interiore.

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Accadde che..., Feelings Stanotte ho dormito

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Mi sono finalmente riposato, e vedo pure il mondo con occhi nuovi.

Avevo voglia di sparire, rarefarmi tipo nel video (qualcuno di ricorda il titolo) nel quale un tizio sdraiato affonda lentamente nell’inchiostro.

Adesso invece vorrei tirare un po’ le fila, vedere quali dei miei progetti, attività e “forse” meritano le mie scarse energie.

E intanto ringrazio quelle due-tre persone che m’hanno sopportato in fase orso.

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Feelings, Mi rammento Conferme

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Ripensavo ieri a una conversazione con mia madre, anni fa.

Io: “Mi vuoi bene?”

Lei, ridacchiando: “Beh, ormai mi sono affezionata. In fin dei conti si vuol bene anche ai cani, posso voler bene a te”

Sapete di chi è la colpa di tutto, ora. 

 

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Feelings E tre.

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 In un mese e mezzo, per un motivo o per l’altro, ma comunque sempre per via ipotetica, è la terza volta che mi viene detto da una diversa giovin fanciulla “Io e te non potremmo mai metterci assieme / sposarci / fare sesso, che siamo troppo amici”.

 

A parte che ogni volta devo citare il Pippo di “Dillo con parole mie” e chiedere “Perchè, poi diventiamo nemici?”, mi domando: ma le donne la danno (ok, teniamoci sul terra-terra, senza scendere sul piano della comunità di sentimenti) solo a gente che gli sta sui coglioni o con cui non ha niente a cui spartire?

Ma che discorso del cavolo è?

Dimmi che non ti garbo, che mi vuoi bene ma non fino a quel punto. Quel che vuoi, non che mi vuoi ”troppo bene per mettere tutto sul piano fisico”.

E invece, la boiata del “troppo amico”.

Non ho capito se devo incattivirmi in generale o, come mi ero promesso già qualche tempo fa, alla prossima che me lo dice, allungare un destro alla bocca dello stomaco accompagnato da un “PUTTANA!” tra i denti, e poi, sorridendo, ingiungere “adesso non siamo più amici, me la puoi sganciare”.

 

No, non ci credo nemmeno io. Però stavolta non è come il mio ramadan personale. Non ce la farei nemmeno se volessi, ad incattivirmi. Sono e sempre sarò il solito coglione logorroico e, spero, altruista ed empatico che perde più occasioni di quante ne veda. Non so nemmeno se esserne contento.

EDIT: Mi dicono che sembra che la mia principale occupazione sia chiederla in giro e lagnarmi poi che non mi venga ammannita. None. Sto bene come sto. Eppure mi pareva di averlo specificato alle prime battute: non di solo sesso si tratta, non di soli ormoncini, ma del mio stupirmi di fronte a una logica per me aliena, del non voler nemmeno provare a passare una soglia dietro la quale ci son tutte le premesse si trovi qualcosa di buono.
Lo so, non mi si capisce. Colpa mia.

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Feelings Relatività 2

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Ieri fuori dal cinema -Tarantino è un genio-, Rick ha ridimensionato le mie paturnie appena confidategli.

“Simone, noi ci si sentiva vecchi anche a vent’anni”

“Dici che almeno ora ci se n’ha ragione, vero?”

(E infatti ho nebulizzato quasi due kg, nella notte. Mah!)

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Feelings Notiziona!!!

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Nonostante il regime controllato, l’attività fisica, e anche un paio di “non si direbbe mai”, e suppongo grazie a una simpaticissima situazione emotiva, questa mattina la bilancia mi comunicava il raggiungimento delle tre cifre.

Allora è vero, che quel che non ammazza ingrassa.

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Feelings Ecco, una cosa del genere.

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(grazie a www.brickartist.com per l’espressione di uno stato d’animo)

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Feelings, Follia …E già che ci siamo…

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Chiedo scusa a chi ha avuto a che fare con me, a qualsiasi titolo, tra venerdì e ieri a mezzogiorno.

Tra metereopatia, scazzo, stanchezza e tante altre cosini, è stato bene che me ne sia rimasto chiuso in casa a due mandate. Per voi e per me.

Tant’è che ho mandato un paio di messaggi che finivano con un retorico “che si fa?” nel senso di “che combini?” e mi son pure intesito quando m’hanno risposto sul serio. Non è sano, lo so, come non sono sani, seppure in normalizzazionione, i toni di diversi sms di ieri.

Scusate, di nuovo.

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Ce l'ho con..., Feelings Settimana

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Comincia una bella settimanella, nella quale il giorno migliore, e solo perchè più rilassato, grazie alla catarsi di qualche film horror già in preventivo, sarà martedì.

E’ tutto dire, eh?

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Ce l'ho con..., Feelings Vacanze rubate
-di corna, Maldive e autoradio-

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Userò un incipit originale, per me: “Ieri, in radio…”

Ieri, in radio, dalla Platinette, si parlava di vacanze. Vacanze meritate, vacanze alternative, vacanze saltate.

Nulla di che.

Poi chiama una tipa che si lamenta che il suo uomo va in vacanza con la moglie.

Io, in fila sul raccordo di Varlungo, resto basito per un secondo, Platinette si imbelvisce.

E c’ha ragione. Mi pare quello che m’ha ca’ato sull’uscio e poi la rivoleva.

Non so se è un problema di dignità personale, ma io mai e poi mai potrei essere l’amante di qualcuna che non volesse, in un modo o nell’altro, regolarizzare a MOLTO breve il rapporto.

Non che sia egoista o possessivo; son proprio geloso fradicio.

Solo sesso? Va strabene, so che tu scopi con me e ami un altro. Sono innamorato perso, prendo quel che posso, nella speranza che la cosa evolva, e per adesso mi limito a dispiacermi per l’altro. Eh, capita. Evidentemente siamo in qualche modo complementari. Arrivo quasi -e dico quasi, visto che le mie poche storie “solo sesso” sono finite quando è entrata nel mezzo un terzo coinvolto emotivamente- a capire un discorso del genere. Però lo ritengo, oltre che improbabile per quanto riguarda l’evoluzione emotiva del rapporto -solo sesso sei e solo sesso rimani, dopo un po’- inconciliabile colla lamentela della tipa: a lei andava bene che il tizio si tenesse la moglie il resto dell’anno, ma le rodeva che andasse alle Maldive con questa e non con lui.

E allora si fa un po’ luce, dico io: se c’hai i quattrini -e la faccia come il culo- per mandare avanti l’amante E la moglie, e s-Maldiv-artele di tanto in tanto, la situazione di entrambe diventa sopportabile. Mignotta l’amante, stronzo lui, chissà che la moglie.

Mi incazzo? certo che si.

A parte, ripeto, l’offesa alla dignità personale di essere al secondo posto rispetto ad un’altra persona che dice di NON amare -una mia storia è finita perchè ero TROPPO SPESSO la seconda scelta rispetto al lavoro e agli amici, lo so, è pure peggio-… ma che cosa pretendi?

Rubi il marito di un’altra (aspettate, che poi rigiro la frittata) e pretendi pure che si solidarizzi con te? Prendi qualcosa che è stato promesso, in chiesa o in comune, legato, assicurato ad un’altra persona, e frigni se quest’uomo poi da alla moglie quel che dovrebbe darle in maniera esclusiva? Ma che faccia ci vuole? E’ come se mi rubassi la macchina, e poi mi telefonassi lamentandoti che l’autoradio non è granchè.

E tu, uomo di merda… prendi per il culo due donne, una COMODA, che comodità è, non ci prendiamo in giro, per favore, che a casuccia ti arrangia i pasti, ti ha assicurato magari una immeritata discendenza che educherai magari con i tuoi ideali del cazzo, ti fa da colf e occasionalmente da svuotacoglioni, e un’altra donna, una “pepatina” che da una nuova verve erotica alla tua vita, colla promessa di quello che non hai intenzione di darle, che se no prenderebbe il posto dell’altra.

Ci sono coppie che stanno male ma per rispetto non si cornificano, e non tirano nel mezzo intortandoli terzi o quarti ILLUSI finchè la situazione non è chiarita. Ci sono coppie che stanno anche peggio, che stanno assieme o si frequentano solo per via dei figli, ma che non portano per il naso nessuno, nè il consorte nè le nuove relazioni.

La moglie piena e l’amante briaca è troppo comodo, scusate. Io ho passato l’ultimo anno e mezzo di una relazione di quattro con una ragazza con la quale cercavo inutilmente di recuperare un rapporto. Nonostante una o due occasioni supportate da stati d’animo adeguati, non l’ho cornificata. Non se lo meritava lei, non se lo meritava la terza, non me lo meritavo io.

Che in tempo di guerra, i traditori si fucilano da entrambi i lati del fronte, visto che chi tradisce una volta non avrà problemi a farlo una seconda.

Come si fa a credere nella fedeltà e nella passione di un fedifrago?

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