Archive for the ‘Follia’ Category

Follia Suggerimenti?

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Questo coglione con la Panda, ogni volta che parcheggio a casa dei miei, ogni volta parcheggia a una spanna da me. A pettine. Ergo, ogni volta io devo entrare dalla parte opposta. Quest’inverno avevo parcheggiato vicino all’auto dall’altro lato, in modo però che avessimo vicini gli sportelli del passeggero, e da entrare entrambi agevolmente.

Ecco, mi toccò entrare dal bagagliaio. Gli lasciai anche uno sputo di quelli che vengono da dentro i calzini congelato sul vetro, ma mi toccò fare acrobazie alle cinque di mattina.

Stavolta, visto che fa caldo e magari evaporava, ho risparmiato la saliva.

Mi oppongo fermamente a istoriargli sul cofano messaggi concisi (“stronzo”) visto che comunque non hanno scopo riabilitativo.

Le gomme dal lato educativo non c’è spazio per sgonfiargliele.

I bigliettini sotto il tergicristallo (“Idiota, la prossima volta lasciami un apriscatole, almeno” oppure “Non ti ricamo la fiancata che mi hai attaccato addosso solo perchè mi si stonda la chiave e magari la tua macchina acquista valore”) mi sembrano troppo blandi.

Via, cosa mi consigliate?

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Accadde che..., Follia, Recensioni Specializzazioni

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Un meccanico masochista di 36 anni, di Imperia…

Credo di non aver mai visto l’insegna di “meccanico masochista”, se no me ne ricorderei.

Evidentemente a Imperia ce ne sono. Sono quelli che per ricaricarti la batteria si attaccano la pinza ai capezzoli?

Oppure ti fanno pagare meno di quello che spendono loro in pezzi?

Ecco, se avessi visto l’insegna non solo me lo ricorderei, ma ci avrei fatto il tagliando alla Picanto. Mezz’ora per smontare la coppa dei fari e cambiare una lampadina, li facevo contenti.

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Accadde che..., Follia Brutta bestia, l’invidia

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Ecco, lo sapevo.

Prima o poi capita a tutte le persone serene.

Arriva un disturbato che, in privato, mi infama, mi da del mediocre.

Costruisce una sua tesi su qualcuno dei commenti che c’è ±ui, su qualche link.

Povero, povero.

Non per la tesi, quanto per il bipolarismo. In un messaggio mi invidia. In quello dopo mi da del mediocre.

Mi dispiace per lui, che di certo ha sofferto grosse perdite.

Però¬ £avolo, non vedo perchè ¤ebba scontarne io gli scotti.

Adesso, dopo un bel pezzo, io sono a posto.

E’ normale essere invidiati quando si sta bene (beh, io l’invidia non l’ho mai provata per chi aveva qualcosa di buono, se se l’era meritato, e stavolta credo che il merito ci sia). Doveva capitare.

E adesso, visto che mi spia, sa che d’ora in poi lo ignorerò¬ ©gnorerò ¬¥ sue offese e mi limiterò ¡ tentennare il capo in silenzio, che l’invidia è ¬a forma pi?cera di ammirazione.

Sono solo fortunato, ma lui mi ammira. Ebeh.

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Follia, Gadgets, Plauso e lodi Una botta di vita

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UffNo, che la mattina uno ha bisogno di energia. Adesso c’è l’adattatore, per fortuna.

 Una giornata un po’ così.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Accadde che..., Follia Un po’ a pigliapeicculo

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“Fooorte!”

Sognante e bambolosa come Cassie di Skins quando dice “wow!”

Ecco, però uno si basisce quando glielo fanno tre volte al minuto.

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Accadde che..., Follia No, non mi sta antipatico nessuno

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“Venerdì una birra?”

“Mi spiace, sono in Norvegia”

“Oh, vaffanculo”

Vallo tu a spiegare.

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Accadde che..., Follia Ci si vede domenica

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Nei prossimi tre giorni sarò qui

No, non sono quello in rosso che corre verso il baratro, anche se ne avrei ben donde.

Di correre verso il baratro, non di vestire di rosso, intendo. Per quello non ce ne è mai.

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Follia, Tanta iNioranza Colazionologia comparata

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Si parlava l’altro giorno di come la gente affronti diversamente la giornata secondo la colazione.

Ecco, credo che la gente affronti pure diversamente la colazione secondo l’indole. E si capisce, temo, da come ne parliamo, pure.

Noi Italiani “facciamo” colazione. Quel “fare” comprende la manualità, la ritualità, la mamma che prepara pane e burro per i bambini e spreme l’arancia… La cultura della buona tavola…

Gli Inglesi “hanno” colazione. “Hanno” come si ha un conto in banca, una macchina, un paio di pantaloni. Utilitaristico, se serve c’è, se non serve si lascia lì.

I Tedeschi “Colazionano”. Frustucken, se ben ricordo la grafia. Un verbo con con FR, ST, K. Duro come tre passi con gli scarponi o una raffica da tre. Più che un piacere, una missione, senza fronzoli di altri verbi o aggettivi ad allungare il caffè.

 

Però mi sorge un dubbio: i francesi c’hanno qualcosa tipo “vantare la colazione”?

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Ce l'ho con..., Follia Bee-uh-thee-full… Bras-let! Who-men… see-ku-reety.

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Rutelli è un genio.

Si fa per dire, ovviamente. Diciamo che è originale nelle sue cazzate.

Faccio un breve riassunto: Rutelli è quello del portale informatico più caro, più brutto, più sfottuto in Italia e all’estero e più inutile della storia del web. Però, come dice la base a terra in “Star Trek” delle vittime dell’incidente col teletrasporto, “quel che ci è arrivato non ha vissuto a lungo, per fortuna”.

Rutelli è quello che è attualmente in ballottaggio come sindaco di Roma, appoggiato da Caruso e Casarini -e già questo basterebbe per NON votarlo- dopo una bella condanna per irregolarità nella gestione dell’Amministrazione Comunale.  Non è Berlusconi, quindi pochi ci fanno caso. Controllate wikipedia, se non vi fidate.

Insomma, se la risposta è Rutelli, è la domanda che è sbagliata.

Torniamo a noi.

Dopo la violenza sessuale e aggressione in una stazione romana ad opera di un clandestino,  cosa propone lui?

I braccialetti elettronici per le donne.

Astuto. Siccome prendere le impronte agli stranieri è immorale -però le mie sono, assieme a  quelli di tutti i maschi italiani che hanno fatto la visita di leva, in qualche scaffale polveroso a disposizione di TUTTI- e i clandestini non è possibile rimandarli a casa, anzi, “vanno tutelati in quanto elementi deboli della società”, noi cosa facciamo? Schediamo le donne che sono a rischio.

Come dire, non facciamo nulla per fermare i topi d’appartamento, però facciamo un bel censimento delle abitazioni che sono facilmente accessibili e appetibili per gli svaligiatori, e mettiamo una bella insegna sul palazzo.

Utile, certo, come no. Io maniaco, se vedo una donna con quel braccialetto, so che frequenterà zone appartate. E so che vale la pena seguirla.

Ma cosa c’ha nel cervello quell’uomo, il travertino?

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Accadde che..., Follia, Sing Single Ma te guarda a quest’ora…

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Si, lo so, dovrei dormire, e invece attacco etichette.

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Accadde che..., Ce l'ho con..., Follia, Sing Single “Solo un amico”

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Ricordo che appena ho cominciato a infatuarmi di esponenti del gentil sesso, troppo spesso mi son sentito rispondere “per me sei solo un amico”.

Ho cominciato a credere che si tratti di una frase insegnata e tramandata di donna in donna, perchè non ha senso. Punto. E’ come giustificare, che so, un incidente d’auto perchè l’altra auto è rossa. Magari è vero, ma non c’entra niente.

Ho cercato di approfondire, di capire, giuro. Ho suggerito di esser sincere: “Oh, di’ pure che non me la daresti nemmeno se fosse d’un’altra, che esteticamente ti paio un incidente col vetriolo, dimmi quel che vuoi, ma non giustificare il tuo rifiuto con quello che dovrebbe essere un mio pregio”.

No, dico. Io e te amici, se ci mettiamo assieme e va bene, è pure una buona base per costruire. Se non va bene, almeno restiamo amici. Dev’essere solo una cosa di sesso? Ho fatto il miglior sesso della mia vita con un paio di amiche, che non avevano nè il limite del troppo egoismo di “sto bene io” della scopata occasionale, nè quello del troppo altruismo di “stai bene tu” dell’innamoratina pura. Era un “stiamo bene tutti e due” di due persone che si voglion bene e stimano. Ci ha diviso solo la vita, non certo il sesso o l’essere andati oltre.

Infatti, ho visto le stesse amiche che han rifiutato un coinvolgimento o una peraltro premurosa e altruistica copula praticar fellatio a sconociuti quasi perfetti o andar avanti con stronzi apocalittici per anni. Avranno altre doti, ovviamente. Però, cavolo, quando venivano da me a sfogarsi piangendo perchè col fidanzato, oltre al sesso, non c’era dialogo o punti in comune, le avrei prese a schiaffi a quattro a quattro finchè non diventavano dispari.

Mi hanno detto “Per me gli amici sono asessuati”. Lo trovo addirittura offensivo della mia virilità. Oh, ‘azzo vuoi, asessuata sarai tu. Io ho una sessualità anche abbastanza rispettabile, solo che TU scegli di non vederla. O scegli di fingere di non vederla. Io -come suppongo tanti altri maschietti- darebbero i proverbiali “du’colpi” a quasi tutte le mie amiche. Se voglio loro bene, non capisco, neppure facendo schemini, flow-chart, diagrammi a blocchi, simulazioni computerizzate, come volergliene anche fisicamente potrebbe sminuire la parte emotiva, anzi.

Mah, sarò strano io. Non ci arrivo proprio, ecco. Mettetela sul personale, ve ne prego. Sono esteticamente/moralmente/intellettualmente repellente? DI-TE-LO! Meglio inguardabile/inchiavabile (cit.) che inesistente.

 

Se qualcuno di voi ha visto il film “Dillo con parole mie” ricorderà la battuta di risposta “perchè, se andiamo a letto diventiamo nemici?”. Ecco. Meno balle, ciccine.
Dite “A te no, non mi fai sangue”. E’ meno offensivo per la nostra intelligenza.

 

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Accadde che..., Follia, HELP!, Sing Single Ma che cavolo succede?

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“Due punti fanno una linea, tre uno schema” (dal film “Nella mente dell’assassino”)

PUNTO A – Un punto – Un mesetto e mezzo fa, al McDonald di Termini, in mezzo a compagnia di neoacquisiti amici. Non ricordo onestamente con quale pretesto o per dimostrare che, una figlioluccia, col beneplacito del di lei ragazzo, mi si spalanca la scollatura davanti e mi fa “Guardare e non toccare, però, eh?”. Io non solo non tocco ma, al contrario del ben più saggio Mike, non guardo nemmeno; anzi, soggiungo “oh, siamo in pubblico!”. Pure un “se vuoi, in privato ci caccio tutta la faccia”, però quest’ultima frase passa inosservata nello scompiglio generato dalla manovra. Viene per fortuna commentato “Guarda che è vegetariano, non ricchione!”.

PUNTO B – Una linea. – Settimana scorsa. Locale pubblico, il Joyce. Compagnuccia di bevute, in mezzo agli altri, di punto in bianco, senza che nessuno abbia toccato l’argomento, mi ordina: ”Toccami le tette”. Io, salacemente e prontamente, rispondo “EEEH?”. Lei: “Si, senti, non son flaccide, non son nemmeno piccole” “Ci credo, tranquilla!” “Dai, su, tocca” Il Mugna: “Tocca, poi ti fo toccar pure le mie”. Tocco quelle del Mugna, poi sfioro quelle della ragazzuccia tra pollice e medio. Per fortuna basta a interrompere i solleciti. Ma di nuovo “Aspetta che non siamo in pubblico, se vuoi passo mezz’ora a stropicciare”. Onestamente, non m’è mai dispiaciuto. Però non sono uso farlo al McDonald o in un pub.

PUNTO C – Uno schema. – Ieri sera, al ristorante dello Warner Village. Cena con tre amici di lunghissima data. Al tavolo accanto, per combinazione, si siede un mio vecchio compagno di scherma con la sua ragazza. Saluto, scambio due chiacchiere, poi, infelicemente, mi alzo per meglio vedere il carrello dei dolci dietro di lei. Questa nota l’occhiata e inquisice: “Ma guardi il carrello dei dolci invece della mia scollatura, che mi hanno preso in giro tutto il giorno?! Allora sei finocchio!”. Ho risposto solo “C’è il tu’ omo, ma se mi ti giri a favore, te la guardo a modo”. “Nono, sei finocchio”; “Ti ci butto gli spiccioli e poi me li ricerco” “Da costì?” “Sono vegetariano, non ricchione (cit.)”.

 

Ora, premesso che a me, in quanto carente d’affetto durante l’infanzia e soprattutto in quanto maschio eterosessuale e dai sani appetiti, MAI ha fatto dispiacere guardare e financo toccucchiare un seno, io mi domando: ma che è successo? Improvvisamente vi siete messe tutte d’accordo per sottoporre le vostre glandole mammarie alla mia attenzione e al mio giudizio? Io vi voglio bene e vi ringrazio, ma, vi prego, fatelo in privato, senza testimoni e/o pericolo di arresto, acciocchè possa dedicarvi il tempo e la perizia che meritate. Contatti in mail e per chi ha il numero via mms, grazie.

E… se è tutto un complotto per farmi uno scherzone, vi prego, continuate pure, che mi sto divertendo.

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Ce l'ho con..., Follia Trova le differenze, 2

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Li avete visti, gli ultimi manifesti? e meno male che è la foto migliore.

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 (oddio, uno che vuole sia la Bonino che la Binetti può avere un motto del genere “Coerenza, ma anche no”)

 

 

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Follia Trova la differenza

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 …il microfono?

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Follia Citazioni citabili

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“In Occidente c’è una notevole massa di carne esposta in giro. E poi criticano il velo delle musulmane”

  Afef Jnifen

Basta dimenticarsi che la signora della carne esposta, finchè non s’è accompagnata a potentati, ne ha fatto un bel biglietto da visita, e, soprattutto, che la carne di solito QUI IN OCCIDENTE la si espone volontariamente, è una libertà esporla o meno, e invece il velo è IMPOSTO nella stragrande maggioranza dei casi, e la citazione fa abbastanza impressione.

Se invece si ha un po’ di cervello e senso critico, si capisce che è una gran cazzata.

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Follia Necessità

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Legrottaglie: «Non faccio sesso da 2 anni»
«Prima andavo con una donna ogni quattro o cinque giorni, ora non mi importa più»

 Non contento di questo, che magari è opinabile ma del tutto personale, arrischia un:

 «Quando acquisisci dentro di te la verità della vita smetti di dipendere dalle cose superflue.»

A parte che vorrei sapere quale verità ha acquisito, che già mi spaventa, io mi chiedo… ma da quando una donna, una compagna, una compagnia, un amore, è superflua? Che poi non debba esser legato al sesso è vero, ma diciamocelo: se ce l’hai va da sè.

Vabbè che se era normale non faceva il calciatore, ma davvero, a ’sto punto meglio Vieri. 

 

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Follia, HELP! Dress code – concorso senza premi

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Ovvia, giù, brava gente.

Visto che nei commenti del post mi è stato detto neppure troppo velatamente che vesto in modo implausibile, a voi la palla.

Rivestitemi, su.

Ditemi cosa mi dovrei mettere addosso per tutti i giorni.

Graditi sketches e link a botteghe online (quello a thinkgeek ce l’ho già, grazie).

Fatemi del male.

Però sappiate che dopo il pizzetto, la rasatura a macchinetta e il GPS, sto per (ri)lanciare il bastone da passeggio e il cappello.

Regolatevi.

 

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Accadde che..., Follia A volte essere “quello strano” aiuta.

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Collega, arrivato alle spalle alla mia scrivania, ciancica le mie chiavi “di lavoro” poggiate sul piano.

Agguanta il coltellino appeso al portachiavi, un piccolo karambit, e lo apre.

Nel mio sopportante silenzio, domanda “O che ci fai con questo roncolino?”

Io, senza voltarmi: “Ci sbuccio i curiosi”.

Fine delle domande.

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Accadde che..., Follia Tre minuti fa – amore per gli animali

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Licia Colò legge una lettera di un ascoltatore de “Alle falde del Kilimanjaro”

Mia madre ascolta.

“Nel 2006 ho adottato una cagnolina” “bellinaaa”
(…)
“purtroppo poco fa è venuta a mancare..” “Oddio, no!”

“…mia madre.” “Eh, vabbè, allora…”

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Follia, Virtuality Pensavo d’essere strano io.

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E invece…

http://www.secondlifeitalia.com/community/viewtopic.php?t=10096

No, troviamoceli anche in Second Life, questi problemi!!! 

 

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