Archive for the ‘Gadgets’ Category

Gadgets Giusto per non restare con le mani in mano…

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Mi son fatto partire la mattana del rasoio a mano libera.
Dalla shavette -mano libera con lame intercambiabili- il passo è stato breve ma soddisfacente.
Però ha richiesto il lavoro sugli accessori. Come negarsi due-tre ore nel garage genitoriale tra basette in plexiglass, trapani a colonna e pasta lucidante, volte alla costruzione di un supporto per tutti gli ammennicoli utili alla rasatura “all’antica”?



Si accettano ordinazioni.

(Scherzo, no, po’ero babbo)

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Gadgets Aggiornamenti

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La tastiera con jog è finita è funzionante.
Ricordo che mi è costata un mouse con rotella, una tastiera, un tastierino a matrice. Poi tutto sostituito.
Ma eccola qua:

Se non che già l’ho cannibalizzata, che era troppo ingombrante e pesante -lo so, potevo pensarci prima- per un uso sul campo.
Ecco qua il cannibalizzato, nella scatolina fatta colla macchinetta di cui sotto:

Lo so, le etichette fanno recere, ma per ora van più che bene. I pulsanti sono “sotto traccia”, così posso trasportare il tutto senza stroncarli in una tasca. Magari farò un coperchio “a ruotare” con un chiodo e un pezzo di plastica non troppo spessa. Ma poi.
Prossimo passo, Ubertastiera.

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Follia, Gadgets Quando uno è nerd, è nerd.

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Ricordate che ho sei progetti in ponte, ognuno dei quali ramificato in almeno altri tre?

Sono arrivato a metà di uno dei rami.

Cosa fai quando non trovi una scatoletta porta-progetti in plastica adatta alla wannabe-Ubertastiera su clone arduino?
Te la fai, no?
Come? Prendi un fondo, dei listelli, e la fai con una cornice di legno, ovvio.
E la cornice come la fai, come ci fai le incisioni che reggano il circuito, il fondo e il pannello frontale?
Le incidi con una fresa, visto che non hai nè una CNC nè una stampante 3d.
Ma le frese da hobbysti non hanno punte così fini, che vanno solo sui simil-dremel.
Già, ma come fai a spostare il dremel in linea retta?

Ecco la soluzione:

Gli manca solo il Bluetooth.

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Follia, Gadgets, Recensioni C.V.D.

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Le letture di un pazzo

Non sono chiaramente le letture di un pazzo, messe tutte assieme?

Poi c’è la narrativa.

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Accadde che..., Follia, Gadgets Non sentite?

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Al momento, questi sono i progetti che ho in corso e il relativo materiale che mi porto dietro:

- Sottotitolatura e timing di tre film: chiavetta con materiale e software, netbook, tastiera programmabile con le scorciatoie e le macro utili.

- Scrittura del mio romanzo a puntate: chiavetta con materiale e software, un libro e un ebook reader con la documentazione, una dispensa di corso di scrittura creativa.

- Creazione di una stazione portatile di timing e sottotitolatura jog, pulsanti e tastiera, ottenuta con una testina di videoregistratore, un mouse cannibalizzato, una tastiera cannibalizzata, un tastierino 16 tasti a matrice righe/colonne con le piste abrase, un micro hub USB: per fortuna, niente materiale dietro salvo gli acquisti quotidiani (due pulsanti).

- Replica del medesimo tastierino mediante teensy, un clone Arduino: documentazione sul C+ su ebook reader, libro su Arduino.

Insomma, sto contemporaneamente provando a
- imparare un minimo di C+
- imparare un minimo della piattaforma Arduino
- studiare per il mio racconto
- scrivere il medesimo
- mettere assieme un progetto hardware che l’ultima volta che l’ho assemblato l’ho battuto a terra per la frustrazione insegnargli chi comanda, visto che “volante” funzionava, assemblato no, a caso, nonostante l’abbia smontato e rimontato quattro volte, con ustioni da colla a caldo, tagli da trincetto, getto del cloneDremel fottuto.

Per rilassarmi con la solita smanaccioterapia, ho messo TROPPA carne al fuoco, lo so.

Non sentite il mondo che ride di me, che per hobby mi stresso?

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Dio li fa e poi li accoppa, Follia, Gadgets Redshirted is not only on ST

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“Non posso credere che tu ti stia mettendo una maglietta rossa”
“Questo e altro pur di indossare l’emblema di… HURRICANE POLIMAR!”

“…vai a lavorare, vai”

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Follia, Gadgets Chindogu

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Raffreddaramen USB (si, ?n ventilatore)

Raffreddaminestra

Lo so, sembro pi?zo di quello che sono. Il ventilatore era già lì, poi mi son preparato i ramen… poi il chindogu.

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Gadgets Ok, adesso rispolvero il lego.

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Gadgets Leggere le avvertenze e le modalit d’uso

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http://www.leevalley.com/wood/page.aspx?c=2&p=53927&cat=1,43413,45992

Una cintura portaattrezzi magnetica. Si sono accorti anche loro che una boiata, vero? :)

Disclaimer – Not for use in proximity to large masses of ferritic steels. Do not wear when operating power machinery, particularly (but not limited to) hand-held grinders, drills, weed-whackers, and chainsaws. Ineffective for use with bronze tools (the bronze age is over). Not for use as a human suspension device. We cannot ship by air. Use prohibited within 50m of navigational devices. Keep off migratory bird paths. Keep away from pacemakers, credit cards, active forges, and MLEV tracks. Do not enter VHS rental premises. Limit one per household – do not approach other belt users. Does not improve blood flow, automobile mileage, or the taste of food.

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Gadgets, Plauso e lodi Good Companies

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Sabato e ieri io e la Figlioluccia eravamo di corvee lavatrice.
La suddetta macchina una Ocean PK100 di seconda mano, acquistata da un collega quando casa mia contava a malapena un letto matrimoniale con un materasso singolo, una cucina difettata della Emmelunga e un paio di scaffalature industriali utilizzate come libreria.
A fine lavaggio, lo sportello non si apre. Aspettiamo.
Nulla. Facciamo ripetere l’ultima fase, e aspettiamo il nuovo sblocco.
Ancora nulla.
Andiamo a letto, e appena sveglio iermattina provo a riaprire lo sportello.
Hop, un gioiellino. Capisco che non questione di programma, visto che la macchina spenta da dodici ore, ma di temperature, effetti ventosa e quant’altro possa fisicamente impedire la corretta apertura, tant’ che il secondo carico viene estratto senza problemi dopo aver spento la macchina per venti minuti.
Per sicurezza, cerco il manuale della macchina sul sito della Ocean. Ottimo, ben organizzato, intuitivo, ma per il mio modello non c’ un pdf da scaricare. C’ per un indirizzo di mail al link “richiesta manuali”.
Clicco, compilo come si deve e mi preparo ad un’attesa eterna.
Invece no.
Stamattina arriva questo:

Gentile Cliente,
in risposta alla Sua richiesta La informiamo che il libretto specifico per la sua lavatrice non disponibile in supporto informatico e quindi provvederemo a spedirLe gratuitamente con servizio di posta prioritaria un libretto cartaceo generico.

La invitiamo a comunicarci il Suo indirizzo ed autorizzarci al trattamento dati ai sensi della legge 196/03

Porgiamo nell’occasione i nostri pi cordiali saluti

Servizio Clienti
BRANDT ITALIA SpA

Insomma, l’esempio pi lampante di OTTIMO servizio assistenza, e ricerca della soddisfazione del cliente. E merita, come meritava Emmelunga tutta la mia pubblicit negativa, una gran pubblicit POSITIVA, visto che quando le cose funzionano bisogna ringraziare e premiare chi si impegna per renderle funzionanti -ricordate la mia avventura con l’ottima Logitech e con l’altrettanto ottima Weider? ecco.

Della stessa risma Brando, che mi ha sostituito senza far domande una penna USB PICO-C che aveva cessato di funzionare con una nuova, appena ho inviato loro quella guasta. Mi hanno comunicato la ricezione e contestualmente il reinvio. Arrivata sabato direttamente a casa senza spese se non quelle di invio.

Che dire?
Grazie. E’ un piacere separarmi dai miei soldi quando so che oltre a un bene avr un servizio, e la cortesia di un interlocutore. Ormai la differenza sta tutta l.

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Gadgets Perseverare diabolico

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A Fimo-mod Wenger

Per da delle soddisfazioni quando ti trovi in mano un oggetto unico che hai fatto tu, e lo puoi regalare a qualcuno che se lo dimenticher in borsa.

Edit: soprattutto se c’ qualcuno che lo apprezza :)

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Dio li fa e poi li accoppa, Gadgets Se lo vede l’esercito svizzero, mi nuclearizza il garage

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DSCN0015No, che uno trova un vecchio coltello dell’esercito svizzero, mentre sistema il garage.

Lo trova colle guancette tutte battute, scheggiate, disfatte, come se questo povero Victorinox non avesse avuto altra utilit che essere usato come un martello, cosa che rende impossibile che il Victorinox gi fosse appartenuto al Cicali, e rende probabile che sia un ritrovamento del vecchio bar.

Allora che fa? Visto che alla Figlioluccia non disgarba, prova prima a stuccare le guancette col fimo, ma visto che il risultato tragico, prende e fa delle guancette nuove.
Illumna i pesciolini

Prima gnuda il coltello delle vecchie. Prende due colori di fimo e li mescola ma non troppo.Ricostruisce due guancette grossolane. Effettua una prima cottura a 60 dei due pezzi gi attaccati al coltello, in modo che acquistino una certa resistenza, li stacca dal medesimo e poi ricuoce come si deve.

Poi scatta il lavoro di rifinitura, carteggiatura, scavo col Dremel degli alloggiamenti per la penna, le pinzette e lo stuzzicadenti, poi una nuova carteggiatura e lucidatura fine. Col lucido per fimo si da una mano protettiva, e prima che asciughi si applica il logo Victorinox certosinamente staccato dalle guancette vecchie. Un’altra mano di lucido, e meno di ventiquattr’ore dopo il multiuso messo a nuovo nella borsa della Figlioluccia, che sar libera di dimenticarsi di averlo e/o borbottare perch pesa troppo.

Il Cicali, invece, avr dimostrato come ama bullarsi di qualsiasi sua opera manuale, per quanto minore o nerd essa sia.

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Follia, Gadgets Post per geek

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Avessi contanti da buttar via unireiquesto:

http://www.david-laserscanner.com

conquesto:

http://www.fabathome.org

Chiamatemi Seth Brundle.

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Gadgets Soluzione

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QUIZ 3 - soluzione 2QUIZ 3 - soluzione 3

E’ un telaio da ricamo, regolabile in altezza, chiudibile a valigetta.
Può essere usato da seduti, poggiato a terra o tenuto tra le gambe; montando il piano di appoggio al contrario e appesantendolo o fissandolo -non così, insomma-, può essere usato anche su un tavolo.

Quanto c’eravate andati vicini?

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Gadgets Quiz – editato :)

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Secondo voi cos’è questo?

Immag056

Sappiate che è il frutto congiunto di una richiesta femminile, un mio progetto (“si, ma si può migliorare… metterci una maniglia… e dentro c’è spazio…”) e la manovalanza di mio padre.

E la persona che lo sa abbia il pudore di non rispondere, per favore :D

Aggiungo una foto da aperto, che ci siamo quasi :)

Quiz 2

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Gadgets No, dico!!!

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Cika Skaffala
Lungi, ben lungi, molto ben lungi dall’essere perfetto, visto che ha da essere zeppato, che il muro di nuovo da stuccare e che in un punto o due va ritoccato il colore… ma… direi che ci siamo quasi, no?

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Accadde che..., Gadgets Ri-update

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La casa, grazie a Chtulhu e all’olio di gomito di un’anima pia, spolverata.

La scala-piattaforma sempre nel mezzo, perch, una volta fissati i montanti al muro, abbiam visto che la vernice a smalto sui ripiani O ancora non ben secca OPPURE rester gommosa. E ci non bene, visto che devo metterci soprattutto libri.

INOLTRE, sono rimaste delle chiazze bianche sul sotto dei ripiani stessi, dovute alla vernice nera forse fresca che, appoggiata su quella bianca secca sulle capre, l’ha asportata e incorporata.

Domani, con altre 48 ore di “tiraggio” decider il da farsi. Temo una nuova scartatura e pittura.

Temo davvero.

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Accadde che..., Gadgets Update

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La cucina ingombra di capre, assi, piena di giornali sul pavimento, polverosa quanto pu essere (babbino d’oro, perch in mia assenza hai scartato l invece che sul terrazzo come l’altra volta?); in camera mia ai piedi del letto ci sono valigette di attrezzi e materiale; il corridoio ancora pi polveroso della cucina, con una scala aperta a piattaforma nel mezzo, giornali e nylon a terra e il battiscopa e il pavimento schizzati di vernice murale.

Per la scaffalatura stata dipinta da signori, un miracolo di quelli che solo il mi’babbo sa fare. Domani pulisco, monto e ripulisco -e prima scarto i termosifoni, toh, gi che ci siamoche gi c’ polvere in giro e son da ridipingere- e vi fo vedere.

(Ah, e ancora il tapis roulant non ha fatto mezzo metro)

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Accadde che..., Gadgets, Sing Single No, dico.

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Step TWOEcco qua. vi agevolo la diapositiva 1, dove si nota che siamo quasi a met lavoro.
Foto presa appena abbiamo finito di intagliare le tacche nei ripiani.

Ovviamente era presto presto oggi.

Abbiamo smontato tutti i ripiani e svitato i montanti, e li abbiamo sottoposti a stuccatura e scartatura.
Ho passato la giornata con in mano alternativamente la raspa quadra, la scartatrice, il dremel, la spatola dello stucco, l’avvitatore, il seghetto -si, che in cima abbiamo fatto i montanti “a scalare”, il trapano.
Adesso il mio ingresso, la mia cucina e il mio balcone sono un inferno di polvere di legno e di stucco, il muro ha la prima mano che copre i segni… ALT!

Gi, qui serve una parentesi…

S’era partiti con l’idea di fare i montanti bianchi e i ripiani neri, no?

Ecco, stamani il mi’babbo s’ presentato pure con un bidone di grigio chiaro.

Io: “O beh?”
Lui: “Per la prima mano, m’avanzava”
E mi va pure bene, visto che il nero m’ costato un occhio dalla testa.
Salta per fuori che secondo lui devo pure correggere il muro con quello.
“O non grigio?”
“E’ chiarissimo quasi bianco, non si vede nemmeno, e poi se fai tutta la nicchia grigia non si vede la differenza”
“Scusa, eh… ma perch dovrei far la nicchia grigia?”
La logica inattaccabile: “Non vorrai mica buttar via tutta quella tinta, uno spreco”.
Insomma, mi lascio convincere a dare la prima mano in grigio mentre lui finisce di lisciare le assi stuccate (e anche il muro, sbeccatosi quando l’asse andata a premerci contro perch tirata pi a sinista che a destra, come da diapositiva 2).

Credeteci, invece la differenza si vede.
Chiusa parentesi.
Domani mio padre torna di nuovo, una mezza giornata, col nylon da stendere a terra mentre diamo la prima mano -grigia, c’ da chiederlo?) a tutte le assi, e pure a una porta misteriosamente macchiatasi di nero in basso. Per fortuna quella nasceva di quel colore, e non si vedr troppo. Forse.

So per certo che fino almeno a mercoled prossimo la scaffalatura non sar agibile, anche se la vernice che ho comprato (12mq, secondo l’etichetta) dovesse bastare alla bisogna; nel frattempo il mio appartamento da scapolo ha pi polvere di casa Addams, nonostante un robot aspirapolvere che vaga senza sosta, e sembra una falegnameria di quartiere.

Vi tengo informati, cos sapete di preciso per cosa pregare.

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Accadde che..., Follia, Gadgets, Sing Single Manuale di fai da te a casa tua e non rompere le scatole a tuo padre.

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A ferragostoc’erano il mi’babbo e la mi’mamma a casa mia.

La scusa ufficiale eran le pulizie, che la mi’mamma aveva promesso/minacciato secoli fa “Passo a casa tua e ti aiuto a fare(1) le pulizie, che chiss che strato di polvere c’ dappertutto”(2). O si letica, o le si permette di pulire -con quel tanto che basta di riarredamento che lei spera passi inosservato-, e si da da fare pure qualcosa al mi’babbo.
Invece di farmi aiutare a, che so, fissare e allestire la panoplia che giace nel mio garage da almeno sei mesi, o a ridipingere i termosifoni che, poverelli, piangono ruggine da pi di tre anni(3), dopo aver appeso una mensola Malm in bagno, ho proferito la mia condanna ai lavori forzati per le prossime tre settimane:

“Prendiamo le misure della nicchia dell’ingresso, che un pezzo che vorrei metterci una scaffalatura?”

Inaspettatamente, il po’er’omo ha preso il metro a nastro e mentre io impedivo a mia madre di spostare il tapis-roulant in terrazza, ha preso le misure.

S’ fatto due calcoli, e stabilito che sarebbe stata una scaffalatura all’ungherese, coi montanti per tutta l’altezza del muro su cui appoggiano, incastrati,gli scaffali. Tipo il disegno qui accanto,shelf.jpg solo che avevamo -”ho”, tutta colpa mia- deciso di mettere le viti di fissaggio al muronello scavo per il ripiano, in modoche non si vedessero a montaggio eseguito.

Essendo poco profonda, al massimo 15 cm,ma alta, larga eirregolare, vista la non regolarit della nicchia, avremmo dovuto fareun lavoro singolo per ogni montante e scaffale.Lo sapevamo, non avevamo scuse.

Il 16, dopo il sabato lavorativo del sottoscritto, siamo andati al Leroy Merlin a comprare il legno. E gi l si sono aperte le trattative. I montanti da due metri e cinquantotto non esistono in commercio. “Ok, allora, se ne prende uno in pi e si giuntano in fondo con due spine, in modo che la giuntura venga nascosta sotto un ripiano e faccia da piede alla struttura.”

Non esistono nemmeno ripiani da due e trenta (o pi) spessi due centimetri e profondi quindici o gi di l.
Esistono per dei pannelli da due e cinquanta -che va bene, si scorciano a misura sul posto- spessi due -che va benissimo-, larghi sessanta -che va benino, sifanno segarein assi da quindici direttamente dal commesso Leroy- che costano QUARANTATRE’ EURO cadauno -che non proprio il meglio-. Uno di noi piangeva fortissimo quando si accorto che ne servivano due, pi cinque montanti da sette euro e spiccioli cadauno, pi una utilissima livella laser autolivellante da trentanove virgolanovanta euro in offerta, pi non so bene che e cosa per i miei.

DUECENTO SANGUINOSI EURO di materiale e attrezzi. Lo riscrivo: DUECENTO EURO.

E vabb, sar contento almeno il signor Visa.

Portiamo tutto a casa mia. Come? Vabb che mio padre ha una Kia Sportage, ma il portapacchi non l’ha montato. Quindi le assi da due metri e mezzo vanno tra sedile e sedile, con mia madre che le sostiene col braccio sinistro, io col destro sul sedile posteriore e il vetro del portellone posteriore aperto. Roba da arresto da parte della stradale. Spero come mai prima che non succeda niente per strada, chein caso di incidente per togliermi le schegge di sottopelleservirebbero le tenaglie.

Cominciamo a fare i segni sul muro. Spiego a mio padre che due metri e trenta scarsi divisi in quattro montanti sono 25+60+60+60+25, con i montanti al posto dei pi, e che i fori si segnano indipendentemente dallo spessore. Quell’uomo un genio dell’ “a occhio”, ma per la pianificazione e le misure ha una antipatia spettacolare. Roba tipo “Se era per me si faceva tutta la scaffalatura a terra e poi s’alzava” “E poi si segava dove avanzava dal muro?” “Meglio che far mille tagli”

Insomma: mi sdraio e segno sul battiscopa il punto dove andranno i montanti. Prendo la livella laser, la setto su “verticale” e salgo sulla scala. Segno “il posto” dei quattro montanti. Poi seghiamo in quattro il montante d’avanzo, e ne attacchiamo i 4 pezzi a ognuno di quelli interi. Detta cos son tre sillabe, e invece son state due ore d’angoscia, visto che nel frattempo c’era pure mia madre che “Simone, dove lo tieni il Glassex?” “Simone, ma il letto te lo cambio?” “Simone, ti lavo TUTTI gli asciugamani” “Simone, dov’ la mia bottiglina rosa?(4)”.

Insomma, gi preventiviamo un buon lavoro di stucco per nascondere le giunture.

Cominciamo a segnare dove andranno gli scaffali, direttamente sul muro. Ovviamente stavolta consideriamo lo spessore del legno, e son tutti conti tipo “ottantasette pi quarantadue?”. Si prende la livella laser, si setta il raggiosull’orizzontale a destra, e si proiettano le altezze sulle altre linee verticalia partire dalla prima a sinistra. Facile, no?

No.

La livella era finita in mano a mio padre, visto che io dovevopassare da ’sdraiato’ a ‘pericolosamente in ciabatte cima alla scala’, e, non si sa come, i primi tre livelli sono venuti inclinati verso l’alto. Diciamo che anche l’autolivellamento laser ha i suoi limiti, se si tiene la livella “quasi a 45” invece che “quasi orizzontale”. Ma vabb. Cancello con un cerchietto i segni sbagliati e ne faccio di nuovi. La livella passa in mano a me e la matita a mio padre, per i segni “a portata di mano”.
“Ecco, ho fatto un tondino intorno a quelli buoni” sento proferire dopo qualche decina di secondi.

Terzo passo: frecce bilaterali sui segni definitivi.

Prendiamo quindi i montanti, che, tirati e asciutti, possono esser presentati alle rispettive misure. Sfortuna, o ormai abitudine, vuole che non possiamo nascondere sotto una mensola bassa la giunta, visto che in basso la medesima corrisponderebbe quasi perfettamente con una vite, rendendo inutile quest’ultima, fragile il sostegno, e destinato a crollare rovinosamente il ripiano corrispondente.

Facciamo la tacca per incastrare il battiscopa e rendere i montantiaderenti al muro -vana speranza, il muro pure concavo, vediamo(5)-, poi su ogni montante marchiamo dove dovr essere avvitato al muro da una parte e intaccato per la mensola dall’altra. Geometria vorrebbe che, una volta allineati a partire da terra, tutti i segni siano alla stessa altezza. Invece no. Non ce ne sono due pari. Capiamo che anche il pavimento ha qualche ondulazione. Quindi, l’atto di incoscienza. Mandiamo a fanculo i segni sul muro, tiriamo una riga”di media”a quelli sulle assi e li facciamo tutti corrispondenti. Anche qui, sembra che quattro montanti per otto scaffali, quindi trentadue scanalature, siano tre minuti di lavoro. NO. Ditelo ai vostri figli, usate me e mio padre come esempi da non seguire. Comprate delle Billy all’IKEA che, si, non son granch, non sono a misura di nicchia, ma almeno se non torna il pezzetto andate a faccina dura al banco clienti e gli dite “eeeh, segato troppo follo” “Eh?” “Cambialo e basta”. Bisogna prima segnare dove va il foro per la vite. Riportare la misura sull’altra faccia dell’asse, con squadra e precisione. Poi disegnare la scanalatura aggiungendo simmetrici, precisi, lo spessore del ripianoe la profondit dell’incastro. Fatto? Ecco, per trentadue, mentre CONTEMPORANEAMENTE cercate di impedire a vostra madre (quindi senza utilizzare violenza, male parole o toni troppo accesi) di riarredarvi lo studio, riordinarvi i cassetti della biancheria, nascondervi e/o perdervi e/o “mettere al sicuro” (il sinonimo dei primi due preferito da mia madre*(6)) minuteria elettronica, appunti vitali, viti e/o molle non rimpiazzabili che voi avete messo “l” proprio perch non c’era pericolo di perderle, in bella vista come erano (“Ni’mezzo, non si poteva nemmen spolverare”, dir lei. “E ora dove le hai messe?” “O ‘un son l?” “No” “L’hai a rimettere a posto te, la roba, vedrai tu la ritrovi!”), e ricatalogarvi anche le bollette (in ordine di importo, che data e beneficiario sono concetti superati)

Torniamo a noi. Abbiamo, io nel ruolo di terza capra poggiaassi, mio padre a manovrare la sega radiale (trentacinque kg, per lo meno, immaneggiabile e intrasportabile. Per ringrazio Chtulhu per la sua presenza, se no ero sempre l a segacciare), fatto le tacche. Poi sorto il problema dei fori delle viti. Quattro centimetri di legno da forare, in fondo a un’asola di cinque, in mezzo a un’asse di due centimetri. Come si fa a esser precisi senza sbordare qua e l, o spezzare il legno? A occhio, e col trapanino a colonna, e vaffanculo. Portiamo le assi in garage calandole dal terrazzo, e provvediamo. Il mio trapano a colonna ha la potenza di quei cosini che si mettono nei bicchieri perfar fare lacremaal caff, e sussulta e sbuffa come un toro meccanico, e questo va a nostro onore, visto che ce la caviamo pi che bene.

Ora, mio padre convinto che solo i gay possano usare un avvitatore(7). Quindi, una volta fatte risalire in terrazza le assi, abbiamo provveduto a inserire le viti nei fori del legno per poterci segnare il muro lungo le linee dei montanti corrispondenti. Per fortuna, la sua convinzione relativa solo al MIO avvitatore, che in realt ha una sua dignit, e abbiamo potuto quindi abbozzare colle autofilettantii primi fori nell’intonaco nonostante l’esplosione della batteria del SUO Makita.

Ovviamente, trentadue fori, trentadue espansori, due punte “cotte” sulla protrusione di cemento armato dalla colonna a mezzo metro, e solo UN foro non perfettamente corrispondente alla rispettiva vite alla fine.

Impolverati di segatura, mattone e gesso, molliamo le armi. Mio padre e mia madre se ne tornano a casa loro portando seco come bottino di guerra e retribuzione il mio tapis roulant, che mia madre”deveassolutamenteusare(8)”.

Ieri mio padre tornatoda me dopo il mio turno di lavoro. Abbiamo segato a misura i ripiani(9), segandoli secondo la larghezza della nicchia in quel punto (e in quel momento, temo di dover dire),allargato a suon di Dremel e carta vetrata le tacche nei montanti, usato i medesimi per stabilire ipunti dove scavare i ripiani. Anche qui, trentadue costruzioni a forza di squadra, enon una sbagliata. Solo uno spiacevole incidente con “tiralo via diritto, se no mi si” -CRACK!- “scorteccia il muro”, e tanta di quella polvere di legno nel corridoio da far sembrare che mia madre non mi avesse mai fatto visita.

Temo per domani, che vannoscartate anche le tacche sui ripiani -gi segate, stavolta a mano-, smontato tutto,vanno resi ottusi gli angoli retti “a vista”, poiva stuccata, scartata e lisciata, ed infine verniciata ogni asse, ovviamente a mano.

Vi tengo informati. Intanto ho preso ferie per venerd, e comprato due barattoli di colore nero, che neppure il mio ottimista padre riteneva sufficiente mezzo barattolo da mezzo kg per otto ripiani da due metri e mezzo.

Ah. Se tornassi indietro lo rifarei(10). Sar scemo?

(1)Leggasi: “Ti faccio, come pare a me,criticando arredamento, disposizione, colori di casaela tua vita in generalee guai a te se ci metti bocca”
(2) In realt no. E che cavolo.
(3)Lo so, sono vergognoso. Ma la pittura non una delle tre cose che mi riescono.
(4)Lo sgrassatore. L’ha perso sei volte.
(5)Riassumo. Quella nicchia un quadrilatero che non ha due lati paralleli nemmeno a pagarli, non ha profondit uguale ai due lati, destro e sinistro (15 contro 13,5), e la cui unica parete una sezione di sfera. Fate voi se poteva venir fuori qualcosa di rapido e facile.
(6) Ai tempi, aveva messo talmente al sicuro le tessere elettorali che abbiamo fatto la fila in comune il giorno prima delle elezioni per farcele rifare. E poi tanto al sicuro non erano, visto che, banalmente,le abbiamo trovatedove poi ha messo le copie.
(7)Per lui ha un Makita che se fermi la vite e ti attacchi al manico ti sventola come a Siena il giorno del palio.
(8)Sarei stupito se venisse mai calpestato.
(9) Ne venuto solo uno, troppo corto, poi “spinato” e sistemato. Mi son distratto per via di una telefonata, e mio padre l’ha segnato da solo. Sul nylon protettivo, che ovviamente scivolato e ha presentato la misura alla sega una panna pi in l. Per fortuna mio padre non un cardiochirurgo, oppure farebbe i segni preoperatori sui cappotti.
(10) Ovviamente, tranne l’acquisto della livella. Un salasso, e poi s’ rifatto tutto a spanne. E meglio.

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