May 12, 2008

Quest’oggi si scrive a richiesta

-lo so, è un banale temporeggiamento, e non si nasconde-

Volete per primo un post sul TelefilmFestival o uno sulla prima regola dell’Attentismo? Che oggi non riuscirò a fare entrambi. E forse nemmeno domani.

 

Posted by i'C under Recensioni, Tanta iNioranza, HELP!, Attentismo | Comments (11)

April 10, 2008

Ma che cavolo succede?

“Due punti fanno una linea, tre uno schema” (dal film “Nella mente dell’assassino”)

PUNTO A - Un punto - Un mesetto e mezzo fa, al McDonald di Termini, in mezzo a compagnia di neoacquisiti amici. Non ricordo onestamente con quale pretesto o per dimostrare che, una figlioluccia, col beneplacito del di lei ragazzo, mi si spalanca la scollatura davanti e mi fa “Guardare e non toccare, però, eh?”. Io non solo non tocco ma, al contrario del ben più saggio Mike, non guardo nemmeno; anzi, soggiungo “oh, siamo in pubblico!”. Pure un “se vuoi, in privato ci caccio tutta la faccia”, però quest’ultima frase passa inosservata nello scompiglio generato dalla manovra. Viene per fortuna commentato “Guarda che è vegetariano, non ricchione!”.

PUNTO B - Una linea. - Settimana scorsa. Locale pubblico, il Joyce. Compagnuccia di bevute, in mezzo agli altri, di punto in bianco, senza che nessuno abbia toccato l’argomento, mi ordina: ”Toccami le tette”. Io, salacemente e prontamente, rispondo “EEEH?”. Lei: “Si, senti, non son flaccide, non son nemmeno piccole” “Ci credo, tranquilla!” “Dai, su, tocca” Il Mugna: “Tocca, poi ti fo toccar pure le mie”. Tocco quelle del Mugna, poi sfioro quelle della ragazzuccia tra pollice e medio. Per fortuna basta a interrompere i solleciti. Ma di nuovo “Aspetta che non siamo in pubblico, se vuoi passo mezz’ora a stropicciare”. Onestamente, non m’è mai dispiaciuto. Però non sono uso farlo al McDonald o in un pub.

PUNTO C - Uno schema. - Ieri sera, al ristorante dello Warner Village. Cena con tre amici di lunghissima data. Al tavolo accanto, per combinazione, si siede un mio vecchio compagno di scherma con la sua ragazza. Saluto, scambio due chiacchiere, poi, infelicemente, mi alzo per meglio vedere il carrello dei dolci dietro di lei. Questa nota l’occhiata e inquisice: “Ma guardi il carrello dei dolci invece della mia scollatura, che mi hanno preso in giro tutto il giorno?! Allora sei finocchio!”. Ho risposto solo “C’è il tu’ omo, ma se mi ti giri a favore, te la guardo a modo”. “Nono, sei finocchio”; “Ti ci butto gli spiccioli e poi me li ricerco” “Da costì?” “Sono vegetariano, non ricchione (cit.)”.

 

Ora, premesso che a me, in quanto carente d’affetto durante l’infanzia e soprattutto in quanto maschio eterosessuale e dai sani appetiti, MAI ha fatto dispiacere guardare e financo toccucchiare un seno, io mi domando: ma che è successo? Improvvisamente vi siete messe tutte d’accordo per sottoporre le vostre glandole mammarie alla mia attenzione e al mio giudizio? Io vi voglio bene e vi ringrazio, ma, vi prego, fatelo in privato, senza testimoni e/o pericolo di arresto, acciocchè possa dedicarvi il tempo e la perizia che meritate. Contatti in mail e per chi ha il numero via mms, grazie.

E… se è tutto un complotto per farmi uno scherzone, vi prego, continuate pure, che mi sto divertendo.

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April 8, 2008

“Non è l’autore, nè il luogo in cui viene espressa, che fanno la dignità di una affermazione”

(prof. C. Florenzano, I.T.I.S. A. Meucci, circa 1990)

Quanta ragione, professore, quanta ragione.
Questa sera (per un altro quarto d’ora almeno è “questa sera”), tra una pinta di sidro e una chiacchiera con una amica improvvisamente, inaspettatamente e fugacemente giunta dal bergamasco, mi son dovuto recare in bagno.
Alle mie spalle, mentre shakeravo via gli ultimi distillati, è giunto il Geometra, diretto per fortuna verso l’orinale accanto.
Il Geometra è un ragazzo dall’età collocabile in maniera sicura solo tra i venticinque e i quarantacinque anni, lungo lungo e secco secco, sempre con un paio di pantaloni di pelle e una t-shirt scura, che, probabilmente non è mai tornato da qualche “viaggio” di piacere.
Deve il soprannome di Geometra -quantomeno tra me e il mi’fratello- al fatto che spesso ci entrava nel bar a passi resi ancora più lunghi dalle gambe da trampoliere, talvolta sacramentando, talvolta discutendo tra sè e sè, spesso contando i passi come se stesse effettuando un rilievo catastale. Lui ci ha dato la prova che sono i fatti quelli che contano, noi, per riferirci a lui, gli si mise questo soprannome.
Insomma, mentre arriva, mi guarda e mi fa, oppure “fa” e basta, senza per forza rivolgersi a me che comunque ero l’unico presente:

“Eh, il mondo è strano”.

Dieci minuti prima stavo pensando a chiudermi in casa per una settimana, sovraccarico di input emotivi come mi sento da tre o quattro giorni, e da quella frase ho capito che, beh, se la saggezza, per quanto spicciola e fatalista, si trova pure nel “Gents” del Joyce, è bene che veda più gente possibile.

Eh, già. Il mondo è proprio strano.

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March 12, 2008

Antistress

Almeno finchè non ci mette mano il capo.

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January 24, 2008

Dress code - concorso senza premi

Ovvia, giù, brava gente.

Visto che nei commenti del post mi è stato detto neppure troppo velatamente che vesto in modo implausibile, a voi la palla.

Rivestitemi, su.

Ditemi cosa mi dovrei mettere addosso per tutti i giorni.

Graditi sketches e link a botteghe online (quello a thinkgeek ce l’ho già, grazie).

Fatemi del male.

Però sappiate che dopo il pizzetto, la rasatura a macchinetta e il GPS, sto per (ri)lanciare il bastone da passeggio e il cappello.

Regolatevi.

 

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January 15, 2008

Serve aiuto.

Stamattina mi son svegliato colla faccia su tre cellulari e un palmare.

Era successo altre volte, ma stamani è successo alle otto. E sì che ero pure andato a letto prestino…

Quattro sveglie sui cellulari, quattro sul palmare, un sms ricevuto.

Tutto acquisito e ignorato.

Vada per l’SMS (a volte ho pure risposto, e pure roba del tipo “Chiedo venia se ieri sera non ho più risposto, ma sono crollato. Mi pregio di essere un inesauribile conversatore, questo mi fa onta”), che non ha come scopo primario lo svegliare, ma l’essermi alzato almeno quattro volte, aver tacitato l’allarme, ed essermi riaddormentato, non è da poco.

Il brutto è che non posso mettere gli oggetti nè troppo vicini (li spengo troppo facilmente e continuo a dormire) nè troppo lontani (li ignoro e continuo a dormire).

La faccio breve: qualcuno ha dei suggerimenti che non siano “fatti vedere da uno bravo”, acciocchè io non mi svegli più col tastino 6 tatuato in faccia?

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