Archive for the ‘Recensioni’ Category

Follia, Gadgets, Recensioni C.V.D.

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Le letture di un pazzo

Non sono chiaramente le letture di un pazzo, messe tutte assieme?

Poi c’è la narrativa.

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Ce l'ho con..., Recensioni Lui non credeva

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Mario Mortone, intervistato sul successo del suo film “Noi credevamo”, ha quasi testualmente detto:

“Ci aspettavamo di riscuotere i nostri riconoscimenti in altre sedi, Cannes, Venezia, non credevamo che il pubblico avrebbe apprezzato e sarebbe andato a vederlo”.

No, dico: tu hai fatto un film che non pensavi sarebbe piaciuto?

E che cazzo l’hai fatto a fare? Il tuo fornaio te l’ha detto spesso “no, sai, io il pane l’ho fatto, ma pensavo che sarebbe stato contento il vetrinista, non pensavo di venderlo”?

Vi rendete conto che gliene è fregato talmente poco, una volta avuti i soldi -suppongo in buona parte statali- per la produzione, hanno avuto la spocchia di fare un film solo per “fini esteti e addetti ai lavori”?

Poi si lamentano dei tagli al cinema. Perchè io Stato dovrei sovvenzionare dei film CHE NEMMENO IL REGISTA REPUTA DEGNI DI ESSERE VISTI?

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Recensioni Fantozzi, cosa ne pensa de “L’ultimo dominatore dell’aria”?

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La pirateria è un crimine, ma ti salva da un furto di denaro e di ore di vita. O almeno, mi avrebbe salvato.

Di denaro, poichè siamo andato a vederlo “in 3d”. Si, tra virgolette, perchè abbiamo pagato 10,50 A TESTA tra biglietto e occhiali -che ci resteranno e potremo riutilizzare, wow, wow, wowowow-, ce li siamo messi speranzosi, abbiamo visto tre bellissimi trailer in 3d, poi è iniziato il film.

Come quel cazzo di “scontro di titani” -che ho visto in 2d, ma che mi si dice essere stato una porcata, in 3d-, deve essere un 2d convertito: nessun effetto tridimensionale, nessuna profondità, solo uno sdoppiamento senza occhiali.
Ora, se pensate che d’ora in poi io mi faccia fottere ancora da una manovra commerciale -ci mettono sopra due euro in più- e antipirateria -riduci il numero di copie riprese illegalmente con la telecamera, se non metti un’occhialino sopra l’obiettivo, e comunque ne riduci la qualità- A MIE SPESE, si sbagliano di grosso.
D’ora in poi, qualsiasi film in 3d sarà prima visionato in 2d, e, se merita e SOLO se merita, rivisto in 3d.
E, tranquilli, la prima visione vedrò di averla a buon prezzo. A ottimo prezzo, oserei dire.
Colpa vostra, stronzi, avete tirato troppo la corda e s’è spezzata.

Il film in sè, poi, è davvero un furto di tempo: da una parte la PESSIMA scelta di doppiatori (ma chi cazzo è che doppia il protagonista? Ve lo dico subito: FEDERICO BEBI, classe 1998, FRATELLO DELLA DOPPIATRICE LUDOVICA BEBI. Federico, se mai leggerai queste righe, sappi che non l’ho con te, ce l’ho con il mondo dei doppiatori che troppo spesso vi fa lavorare solo perchè siete parenti di, amici di, fratelli di. Non so nemmeno come lavora tua sorella, ma TU, per favore, d’ora in poi dedicati alle attività della tua età: biglie, playstation, scuola, le prime seghe, quel che vuoi, basta che non doppi più. Checchè ne dica tua mamma, tuo papà, tua sorella e chi ti paga, NON SAI RECITARE. Lo dico per il tuo bene: iersera ti sei preso tanti accidenti da tanta di quella gente, tu e chi t’ha scelto, che le seghe di cui sopra t’hanno da bastare fino alla pensione), dall’altra, dicevo, una trama ridicola e una regia infame.
La trama, beh, leggo che viene da un cartoon, e come tale va presa: una serie di prove da superare in stile caccia al tesoro, colpi di scena risibili (“nooo, davvero è il principe? ma va’?”), infantile in ogni tratto e ogni particolare, dalla scoperta dell’avatar ibernato -nota: l’ipotermia non esiste, se vieni inglobato in un blocco di ghiaccio resti comunque vivo per un secolo, o anche solo per dieci minuti, se sei utile alla trama-, alla cavalcatura che nuota, vola e penso caghi rubini purissimi già tagliati, alla principessa cambiacolore -basta immergerla in acqua- fino alla scoperta che il primo cattivo non è proprio cattivo, vuole solo essere amato dal papà.
I cattivi VERI hanno uno la faccia di Mammuccari e l’altro quella di Brignano, e ciò non li rende plausibilissimi, e non è colpa loro -a loro discolpa, è Mammuccari che ha sbagliato mestiere-, ma scegliere come zio di un indiano, fratello di un indiano un anglo-iraniano è una scelta quantomeno “una faccia una razza”.
Shyamalan, poi, è sempre più sopravvalutato; il film andava fatto fallire al botteghino, e i pochi soldi incassati distribuiti agli autori dei film da cui ha citato ha piene mani, da “La storia infinita”, a “300″, alla serie manga “Conan”; le scene più belle -e soprattutto per via degli sfondi e delle scenografie, quindi non credo per merito di Night- sono kata di Tai Chi e le potrete vedere, ancora migliori in quanto non inquinate da cazzate, a uno spettacolo degli Shaolin Monks.

Insomma, io vi ho avvisato, come ero stato avvisato io.
Io ho pensato “No, dai, non può far così schifo”.
Invece, sapete?, può.

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Ce l'ho con..., Recensioni Punti di vista

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Ieri, grazie alla segnalazione di un’amica, sono tornato sul blog di un comune conoscente.
L’ho fatto dopo un paio d’anni dalla prima lettura, e come la prima volta l’ho trovato profondo, scherzoso, ben scritto, rilevatore, coinvolgente.
Come la persona, piena di interessi, genuina e sincera che lo scrive.

Purtroppo avevo perso il link -anche perchè, come ho scoperto ieri, lo cercavo col nick sbagliato-, che adesso è nei miei preferiti, e la ri-segnalazione di ieri mi ha reso un grande favore.

Se ripenso a con quali toni mi era stato descritto la prima volta non posso che, come feci allora, storcere la bocca al pensiero della pochezza del segnalatore originario. Non so se era invidia o semplice incapacità di una lettura un pelo più profonda di quella cronachistica, ma, prima per chat e poi di persona, mi fece un quadro del blog molto falsato e parecchio, parecchio più grigio e infantile di quanto fosse in realtà. Non osavo chiederlo all’autore -non si sa mai-, e ormai lo davo per una spiacevole perdita che, forse, avrei potuto recuperare con un po’ di link-surfing a partire da un amico comune o due.

Per fortuna, a volte ritornano pure le cose buone.

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Recensioni Ho letto “Colorado Kid”

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Bella cagata.

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Audio/Video, Recensioni E tre

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Si, lo so, ormai questo blog diventato un “prossimamente”.

Per non potevo esimermi dal notificarvi un film tanto stupido da diventare geniale (tipo zombieland, giusto per intenderci)

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Recensioni Altro che Eastwood!

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Ho visto il trailer di “Alice in Wonderland” di Burton.
E’ con somma gioia che posso affermare che Depp ha una terza espressione: truccato.

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Recensioni Muoversi, distribuire, forza!

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Le avete riconosciute le Banana Split?

Edit: ovviamente il file era troppo fico per youtube. Cercate “Kick-ass Hit Girl” e buona visione!

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Ce l'ho con..., Recensioni Una notizia buona e una cattiva

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La buona che pronto il film di Astro boy (ricordate? Osamu Tzuka, “Capitanzt un ‘agazzo ‘ob, con dei sentimentiumani propriocomennoi..”, quello l).
La cattiva che han deciso di farlo doppiare, col fior fiore di doppiatori bravi, decenti e anche passabili che abbiamo in Italia, da Silvio Muccino, che nell’ambiente affettuosamente chiamato “quello con lo strofinaccio in bocca”, espressivo come un moai e di innegabili doti artistiche*.

Perch non si lascia il doppiaggio ai doppiatori?

Ora io dico, anzi, ve lo chiedo col cuore in mano: ce la facciamo a boicottare queste cazzo di manovre pseudocommerciali che sostituiscono un principiante a un professionista, e aspettiamo di avere, che so, il DVD in lingua originale coi sottotitoli?
Magari l’abbozzano, e con lo stesso criterio gli danno da pilotare una delle frecce tricolori.

*E’ figlio, stranamente, di un dirigente RAI. Mica raccomandato, eh!

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Recensioni S. Darko

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Perch?
Perch?
Perch?

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Accadde che..., Recensioni Radio24

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Gentilissimi, io vi stimo, vi voglio tanto bene e ho una piccola statua di Cruciani che ingombra il mio salotto.
Solo un appunto: non vi pare fuori luogo un’ora di trasmissione su Marinetti e il Futurismo alle sei di mattina? Vabb che a quell’ora siamo svegli e vi ascoltiamo io e due-tre internati in casa di cura, ma se per caso un camionista, facendo zapping, incappa in una cosa del genere gli prende un abbiocco fulminante e falcia TUTTA la A1, e CE L’AVETE SULLA COSCIENZA VOI.

(meglio, molto meglio cantare a squarciagola “Heaven on their minds” ed entrare nel parcheggio del lavoro sulla serie di battiti di mani)

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Ce l'ho con..., Recensioni Ma come si permette?

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Star Trek – Il futuro ha inizio. Ora sapete di che si parla, se non volete spoiler saltate pure.
Premetto che son andato a vederlo che gi avevo il mal di testa. Ne sono uscito col mal di testa e la nausea.
Il signor Abrams – il genio che ha inventato Alias, Lost, Cloverfield, Fringe e da tante buone idee sempre riuscito a rendere tutto tanto cervellotico da restare sulle palle- gi mi perplimeva con la scelta di Quinto come Spock. Vabb che non deve essere espressivo, ma cavolo, magari serve che un attore sappia recitare, che abbia almeno un’espressione in pi di Clint Eastwood. E invece no, si sceglie pure per il giovane Kirk e per Uhura un bisteccone monoespressivo e una gnoccasquinza alla Pussycat Dolls con gli occhioni perennemente sgranati.
Poi si fa si che la suddetta Uhura sia corteggiata da Kirk e invece tenga per le palle (in tutti e due i sensi, purtroppo) Spock, roba che nella serie originale nemmeno era passata per il capo.
Poi che si fa? Per far quel che cazzo che ci pare di una serie pluridecennale si inventa il paradosso temporale. All’improvviso nel passato arriva un cattivone che usa un buco nero per viaggiare nel tempo. Era dagli anni ‘60 che non si sentiva una cazzata del genere: un buco nero non un tunnel, una palla di materia ultradensa, con una gravit tale da impedire anche alla luce di uscire. Una nave che ci si avvicinasse verrebbe ridotta istantaneamente a un filo monomolecolare lungo la linea di forza pi breve, ma in tempi soggettivi dilatatissimi: chi fosse presso l’orizzonte degli eventi sarebbe come “congelato” nel tempo. Riguardatevi il pilot di “Gene Roddemberry’s Andromeda”, del mai troppo compianto Gene Roddemberry, inventore di tutto l’universo di Star Trek.
Il presente (si, insomma, il presente di Kirk) viene del tutto alterato, e HOP!, per far contento un cretino che andrebbe sperso davvero su un’isola tropicale, si annullano tutto Star Trek fino adesso, con Vulcano che viene distrutto in cinemascope, tanto da esser visibile dal cielo anche di un pianeta lontano.
Su detto pianeta lontano, tutto ghiacci e mostri dei ghiacci che non sanno camminare sui ghiacci, alla faccia dell’evoluzione, Kirk trova PER CASO Spock, lasciato l nemmeno mezza giornata prima, che lo salva con una torcia di legno. Da dove venga questo legno non ci dato sapere, n da dove vengano gli abiti pesanti di Kirk, abbandonato tre ore prima in una capsula di emergenza.
Ci se ne fotte della storia della Federazione, della fisica (se teletrasporti uno in caduta libera, questo si schianter sul pavimento della sala teletrasporto invece che sul suolo, ma si schianter lo stesso), delle convenzioni scientifiche (e pure di quelle pseudoscientifiche, tipo il limite del teletrasporto convenzionale, visto che si ottiene un trasporto da Saturno alla Terra, ben oltre il “raggio planetario” che invece ci hanno ribadito non so pi quante stagioni di TOS (3), TAS (2), TNG (7), DS9 (7), VOY (7), ENT (5). Ci avete capito nulla? Evidentemente nemmeno Orci e Abrams.

Insomma, un film troppo facile. Kirk ne busca da tutti, ci sono scene degne del Muppet Show o dei Goonies, i personaggi sono ridotti a macchiette (McCoy, Checov e soprattutto Scott) o all’ombra di s stessi (Kirk e Sulu) o semplicemente stravolti (Spock, Uhura). Uscendo ho detto al fido Rick “Cazzo, mancavano solo un cane e un bambino”, senza pensare che coll’alieno-mascotte di Scott ce li avevamo tutti e due in un colpo.

Consiglio questo film solo a chi non conosce Star Trek e non gliene freghi nulla. Tipo Abrams, insomma.

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Ce l'ho con..., Recensioni Non una questione etnica.

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Sabato siamo andati al compleanno di Lindsay Lohan, o almeno cos diceva l’sms di invito.
“Al libanese ‘Valle dei cedri’ in borgo santa croce 11r”*.
“Wow, una cucina nuova da provare”, penso contento io.
Come no.
Entriamo che si sta esibendo la danzatrice del ventre -una Elliott di Scrubs appena pi tonda, nel bene e nel male- e veniamo disposti al tavolo; non conosciamo nessuno salvo Lindsay, e la festeggiata ci fa la grazia di lasciarci sedere vicino a lei, in modo da avere un minimo di conversazione. Un favore gradito ma non necessario, visto che nel giro di cinque minuti avevo gi rotto le palle a chiunque fosse a portata di voce facendo una perizia psichiatrica giurata postuma del Pacciani, del Lotti e del Vanni, enumerando le qualit del vegetarianesimo e -contemporaneamente- delle materie prime affluenti al McDonald’s, correggendo la grammatica inglese di uno che ormai VIVE in Michigan, discettando di ideogrammi, geroglifici, tatuaggi e spille per pantaloni.
Ma sto divagando. Torniamo al ristorante in s.
Il menu consiste di quattordici antipasti -che in realt sono una mezza dozzina variamente riassemblati, e due sono pure esauriti-, cinque “specialit”, sei bevande (“una birra libanese, per favore” “C’ la moretti” “Acqua, allora”) compreso un “vino libanese” a ventun euro la bottiglia (ah,ah!) e due distillati, sui quali torner pi tardi.
Il servizio da calci in bocca. Gentili e raffinati come le truppe tedesche a Stalingrado.
Si comincia con un “Prendete il men fisso?” “Quant’?” “Venticinque euro, bevande escluse, vi si porta un po’ di antipasti, la grigliata e il resto”. Nonostante la descrizione quantomeno fumosa -e la mia prontamente sedata obiezione “Io son vegetariano” al quale seguita la rassicurazione/minaccia/balla “ci si pensa noi”, Lindsay ha fatto il giro della tavola spiegando e chiedendo se andava bene. Ok, dodici si, due no.
“O tutti o nessuno” risponde la cameriera “Fate le ordinazioni”
Io da bravo veggie ordino quattro antipasti. Un familiare Hummus, un familiare Falafel, un Rikakat che nonostante il nome edibile -sono degli involtini di sfoglia ripieni di formaggio-, e delle pizzette libanesi, che sono delle polverosissime schiacciatine ricoperte di origano e erbe secche in quantit proibite dalll’ONU e da qualunque nutrizionista. Alla faccia di “cucina nuova”
Nel pieno della seconda esibizione di Elliott, giunge la consegna dei piatti. La cameriera, coperta dalla musica, si ostina a pronunciare a mezza voce nomi esotici di cibi scritti secondo me in modo del tutto diverso, e si incazza pure se nessuno alza la mano dicendo “mio!” nel giro di un picosecondo, o se le viene chiesto di ripetere. Quando poi viene il turno di quelli seduti davanti a me, la tipa mi appoggia le poppe e tutta s stessa sulla nuca e mi piega in avanti per allungare i piatti sul tavolo.
A un certo punto, l’apoteosi. Una ragazza non ha sentito o riconosciuto il suo piatto, e questo viene portato immediatamente da Lindsay con l’ultimatum: “questo l’avete ordinato e ora lo prendete”. Lindsay prima e la legittima proprietaria poi, scoperto cosa fosse, ingoiano, in tutti i sensi.
La ragazza davanti a me si alza lasciando il piatto a met -io stesso, distrattomi, mi son fatto fregare dalla cameriera ansiosa di farci sgomberare di sotto il naso delle patatine in compropriet con la Figlioluccia e lentamente piluccate; troppo lentamente, evientemente, per gli standard del locale- e la cameriera mi si sdraia nuovamente sulla schiena per espropriarlo. “Non so se ha…” dico, ma il “finito” mi resta in bocca, troncato da un “Lo so io, se qualcuno me lo passa”. Io non le batto il piatto in faccia, scioccamente, e mi limito ad allungarglielo.
Fine cena. I due distillati, cos listati: “Tarak” e “digestivo”, a due prezzi diversi. Io prendo il Tarak, la Figlioluccia il digestivo. Ci vengono ammanniti due bicchieri identici per forma e contenuto. “Io avevo chiesto un digestivo”, azzarda la Figlioluccia. “E’ il Tarak” risponde il proprietario/cameriere, aprendo mille interrogativi sulla differenza di lista e di prezzo e una sola risposta: ci pigliano per il culo.
Scoprire che in realt sambuca non ci stupisce oltre.
Si arriva a pagare. Ventiquattro euro a testa, gi diviso per tutti, bevande comprese, in culo al proposto men fisso. Chiediamo che ci venga diviso per tutti meno la festeggiata. Non state a fare conti: ventiquattro euro e ottanta, alla faccia della matematica. La nuova domanda “quanto ci avevano provato a fregare alla prima richiesta?”
Usciamo con un “mai pi e mai poi”, almeno per quanto riguarda me e la figlioluccia, visto che la prossima volta che vorr i falafel potr andare a mangiarli in mille altri posti in cui verremo trattati parecchio meglio sia umanamente che economicamente.
Usciamo anche con una maggior chiarezza sugli scenari di politica internazionale. Se il Libano viene periodicamente bombardato, non per questioni etniche. E’ che qualcuno meno transigente di noi sulla gestione di un nuovo ristorante.

*Lo cito esplicitamente, nel caso ci voleste andare.**
** Ovviamente sto scherzando.

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Plauso e lodi, Recensioni Ricordatevi di lei

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Remember her

Si, ricordatevela.
Perch questi sono cinque meritatissimi minuti di fama, la rivincita di una vita, di cui racconter con orgoglio e nostalgia.

Quei tre imbecilli dietro alle scrivanie invece resteranno l, ricchi, famosi e idioti, molto pi a lungo.

Nel video linkato, non embeddabile, alla fine un po’ le chiedono scusa, almeno. Un po’.

edit: non embeddabile ogni video che ho trovato, adesso. Oh, beh, un click in pi ;)

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Recensioni Anagramma a scarto (7,5) roSARIA

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Per una volta, rubo la scena e l’argomento a Jansen, e vi parlo io di una cantante.
Arisa.
Nasce Rosaria Pippa, e vince il Sanremo di quest’anno, sezione nuove proposte, con la canzone “Sincerit”, un pezzo semplice, orecchiabile e senza tanti fronzoli social-polemico-pubblicitari.
Un personaggio simpatico, fuori dalle righe, a tratti eccentrico… insomma, la Cortellesi -come ho gi detto- con la maschera di Groucho Marx senza i baffi, e la voce di un Laurenti donna. Tranne quando canta. Oddio, forse anche quando canta, visto che pure Laurenti ha delle doti canore insospettabili. M’ha incuriosito, e l’ho cercata.
Ho ascoltato tutto l’album, e ho trovato delle chicche, piccole perle -la sesta traccia, “L’uomo che non c’” e l’ottava “Te lo volevo dire”, potrebbero diventare tormentoni estivi di tutto rispetto-, e soprattutto una versatilit canora ampissima.
Canzoni pi che godibili, una voce ottima e uno stile che diverte e rilassa.
Insomma, se non le pestano i piedi, questa ragazza ha tutte le doti per fare strada.

Edit: No, mi cade pure il titolo… si chiama Rosalba, e il nome viene dalle iniziali dei membri della famiglia. Scusate l’imprecisione.

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Follia, Recensioni Don’t movie and drive

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In auto ho un supporto per palmare che mi consente di utilizzare quest’ultimo come navigatore GPS, ricordate?

Ecco, per tenermi sveglio durante i lunghi spostamenti lo sto utilizzando anche come lettore multimediale. Di solito sono audiolibri, ma ultimamente son passati anche film. Intendiamoci, nulla che necessiti di essere guardato, niente action movies, niente porno. Roba basata sui dialoghi, di solito, in modo da limitarmi all’ascolto e non distrarmi, come se fosse un programma radio.

L’altro ieri, invece, ho appurato che lo stesso pericoloso.

Ho fatto partire “La strada” di Fellini, e per poco, gi a met del film, non mison buttatogi da una rupe dalla tristezza; mi ha trattenuto solo quel che sarebbe stato scritto sui giornali: “distratto” molto meno dignitoso di “mortalmente depresso”.

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Ce l'ho con..., Recensioni A ciascuno il suo mestiere

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…ma con moderazione, se no io finisco di nuovo a vuotar pozzi neri.

Per, ammettiamolo, non vero che con la buona volont tutti sono buoni a far tutto.

Complici le feste, son finito a vedere, peraltro a pizzichi e bocconi, un po’ di “Kung fu panda”, che gi ai tempi dell’uscita cinematografica mi ero ripromesso di non contribuire a finanziare.
Il motivo presto detto: dopo un iniziale trailer doppiato con tutti i crismi, comparso nelle sale lo stand-up cartonato con l’avviso “CON LA VOCE DI FABIO VOLO!”
Ora, io reputo, e si sa, Fabio Volo capace solo ad arruffianarsi. Non un attore, non un comico, non null’altro che un piacione, e peraltro della peggior specie. Ho mandato pi volte messaggi a Radio Deejay sul tenore di “grazie di aver messo Volo a quest’ora, che su Radio24 c’ il bollettino di borsa, e se no avrei paura di perdermelo”.

Che senso ha levare il pane di bocca a un doppiatore VERO e BRAVO come sono quasi tutti i nostri -non occorre scomodare il povero Amendola: basta pensare a un Giannini, un Pannofino, un Rossi, un Baldini, una De Bortoli-, o, toh, va’, anche a un attore, per far doppiare un film a un tizio che ha un target che non c’entra un accidente?

E’ un vizio del cazzo, lasciatemelo dire, a cominciare, mi pare, da Papi in Mulan, che almeno non faceva il protagonista, di prendere gente a fare un mestiere che non sa fare solo perch sono famose in un altro campo; gli unici che si son salvati, a mio modestissimo parere, sono la Massironi in “Monsters e Co” e Ale e Franz nei due “Madagascar”, e c’ un perch: sono comici, si, ma attori, avvezzi alla recitazione e al palcoscenico, non alle guitterie.

Potrei chiudere con “E ora vi lascio, che stasera vado a vedere la Cuccarini che doppia la principessa Lissy”, se non temessi che la mia ironia non venisse fraintesa da qualche fan di Volo; NO, NON VADO NEMMENO A VEDERE LA CUCCARINI, non mi rendo complice di un’ingiustizia verso un doppiatore professionista e professionale, visto che comparire in 3 fotogrammi di un film di Star Trek non abbastanza per essere considerata “attrice”. La Cuccarini simpaticissima, una gran ballerina e m’attizza ora come m’attizzava quando c’avevo quattordic’anni, ma tra sentire la voce sua e quella di, che so, Rosalinda Galli -googlate, gente, googlate!-, preferisco di gran lunga quest’ultima, per quanto simile nei toni e nella risata.

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Audio/Video, Recensioni Altro che Obama!!!

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ecco

Da PVP, link nell’immagine e qui a lato :)

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Audio/Video, Recensioni Di nuovo una sigla

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C’ poco da dire, altro che quelle nostre:

Ditemi voi se sembra una serie sui vampiri. E carina, per giunta.

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Recensioni, Spigolature No, giura!

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La Granbassi ha ricevuto il veto dell’Arma a comparire ad Annozero perch la sua presenza lederebbe l’immagine di imparzialit dei Carabinieri.

Ma dico, se ne son accorti ora che Santoro di parte? Ma va?

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