Comincia per l’ultimo dell’anno: mi chiedono cosa mi piace preparare, e io rispondo “il sushi”.
La sera prima, passo un paio di ore a sformare riso a catena, con la mi’mamma che ogni tre per due propalava un “oioi che mal di stomaco” senza aver mangiato nulla e “Simone, smetti, che tanto codesta roba la non piace, non la mangia nessuno”.
Questo il risultato:

L’ottima Vipera, linkata qua accanto, incosciente, chiede a me la ricetta, e io commento allegando questo:
“Via, giù.
Allora, innanzi tutto serve il riso adatto. Se non hai il riso alla giappa, va bene quello per arancini e supplì, o un vialone nano.
Lo lavi finchè l’acqua non va via limpida, mi raccomando.
Per ogni tre tazze di riso -asciutto- ne metti in pentola 4 di acqua, mezza di aceto di riso (o di mele), un quarto di zucchero, e un cucchiaino di sale.
Se leggi da qualche parte che ci va il dashi, c’han ragione. Però è pesce, e io non ce lo metto. e nemmeno te.
cuoci. e sai come e quanto, visto che l’acqua deve essere assorbita.
Sai come si arrotolano i rotolini?
No?
Ok. standi l’alga Nori, venduta già in pratici fogli, sull’apposito tappetino, che è meglio se hai ricoperto di pellicola trasparente. La parte lucida dell’alga deve star sotto, non a contatto col riso. con le mani bagnate in acqua e sale, a riso ancora caldo, stendi quest’ultimo.
Metti nel mezzo quel che più ti aggrada.
Io uso
-cetriolo e semi di sesamo
-philadelhia
-philadelphia e pomodori secchi
-seitan a listelle
-carota a listelle
e pure qualcos’altro che mi verrà in mente dopo aver premuto “invia”.
dopodichè arrotoli con tutto il tappetino, pressi bene e sigilli l’alga come si fa con la carta delle sigarette. ribagni il coltello nell’acqua e sale e ne fai tondelli.
in alternativa alla nori, puoi usare una bella rotolata nel sesamo.
servire con una bela ciotolina di salsa di soia e wasabi in cui pucciare.
serve pure la ricetta per il nigiri alla frittatina (tamagoyaki) e l’onigiri con purea di umeboshi (le polpette di sampei)?”
E con questo repost, spero di far contenta anche Heidi
Lunedì sera m’è preso un altro attacco e ho realizzato sia la bento belt che il kinchaku-furoshiki qui sotto



Primi sintomi, questi ultimi, del mio bisogno di smanaccioterapia.
Oggi è maiala. Assai.