Inglese, oltretutto. Roba che in confronto, detta così, “Kebab for Brakfast” è roba da Oscar.
E invece. Ho appena finito di vedere, sul mio palmare preferito, la puntata 1.09.
Quella in cui, subito dopo la festa di compleanno del ragazzino musulmano con l’amico gay, mentre l’imbranato della serie rincorre e cerca la ragazzina ex-anoressica di cui è innamorato, il bello-e-stronzo (ma bravissimo in tutto nonostante l’abuso di droghe e la carenza di impegno e responsabilità), esortato dalla sorella tossicodipendente, chiede scusa alla fidanzata che l’ha mollato dopo che lui aveva praticato una fellatio al gay di cui sopra.
Una cosina leggera, no? Una serie sugli adolescenti “quasi” per adolescenti, nella quale non ci si vergogna di affrontare temi pesanti, MOLTO pesanti; ovviamente, talvolta capita che si esageri in un senso o nell’altro, con uno stereotipo o due, ma… non sono riuscito a staccarmi dallo schermo.
Il bello è che questa serie alterna a momenti di ingenuità di sceneggiatura situazioni che ti pigliano visceralmente e ti portano in giro per la stanza come un gatto per la collottola. Bellissima, oggi, ad esempio, la canzone “Wild wild world” cantata dai protagonisti e dalle comparse, che riassume PERFETTAMENTE l’atmosfera di tutto l’episodio. L’ho rivisto quattro volte, quel pezzetto, una delle quali colle lyrics sotto gli occhi.
Ci sono degli attori spropositati -Cassie!, pure doppiata magistralmente- e, cavolo, nello sfigatello mi ci son immedesimato dal primo minuto. Il mio migliore amico non era nè tossico nè stronzo, ma ai tempi si stava così.
Mi raccomando, fatevi del male anche voi, appena potete.
A parte l’innegabile problema di adattarsi alla camera a mano, risolto nei primi dieci minuti con un mal di mare che è rimasto strisciante fino ai titoli di coda, devo dirlo:
Il film è geniale.
Non tanto per l’idea del mostro che i protagonisti vedono a modo ogni volta solo quando è troppo tardi, non tanto per la soggettiva che porta coinvolgimento, quanto per alcune scelte geniali, come quella di spiegarci dalla prima scena come andrà a finire il film, ma di farcene godere il processo.
Godetevi il lampo del simbolo Dharma all’inizio del footage… e strizzate l’occhio verso la fine del film, dopo il doppio “ti amo”.
Pubblicità francese -leggete il grembiule-, ridoppiata e messa a velocità 1.2 (notate a che velocità cucina e parla la protagonista adulta).
Bimba si dichiara stufa delle verdure
Zia (dopo la mamma delle panatine, che aveva due anni più dei figli, ci stanno attenti) che dice “allora ti faccio le verdure da grandi”
Bambina che mugola soddisfatta, zia con la faccia terrorizzata che afferma “knorr ti adoro”
NON SI FA - pubblicità esagerata, non fa ridere, mette ansia la concitazione della pseudozia, a nulla vale la risatina della bambina. Cambio canale appena vedo la tipa pettinata coi petardi.
Pubblicità radiofonica.
Voce di donna con effetto eco tipo ricordo: “Non mettere le dita nella presa”
Alla voce di donna ”Non mettere le dita nella presa” si aggiunge quella di uomo “Non mettere le dita nella presa” e poi via via altre, “Non mettere le dita nella presa!” “Non mettere le dita nella presa” “Non mettere le dita nella presa!”.
Voce dello speaker “Hai sempre voluto entrare nel mondo di Enel. Adesso, con le azioni…” and so on.
SI FA - Incipit chiaro, breve e evocativo. La sorpresa e il contrasto surreale della parte promo spiazzano e fanno ridere. Io, che le azioni non le comprerò mai, la sto raccontando al mondo perchè carina.
Ho appena finito di tradurrichiare, secondo possibilità, la mia parte di sottotitoli della prima puntata della seconda stagione, andata in onda iersera.
Tanta, tanta roba. Non dico altro.
Preparatevi che stasera i sub di subsfactory -banner qui a destra- sono pronti; via di video, intanto!!!
Sono l’elefante
e non ci passo
mi trascino lento
il peso addosso.
Vivo la vergogna
e mangio da solo e non sai
che dolore sognare per chi non può mai.
Sono l’elefante
e mi nascondo
ma non c’e’ rifugio
così profondo.
Io non so scappare
che pena mostrarmi cosi’
al tuo sguardo che amo e che ride di me.
Una farfalla sei
leggera e libera su me
mai
non ti raggiungerò mai
mi spezzi il cuore e te ne vai
lassù
Sono l’elefante
che posso fare
inchiodato al suolo
e a questo amore.
Provo ad inseguirti
ma cado e rimango così’
non puoi neanche aiutarmi ti prego vai via.
Una farfalla tu sei
leggera e libera su me
mai
non ti raggiungerò mai
mi spezzi il cuore e te ne vai
da me.
Dentro di me dentro di me
ho un cuore di farfalla
e non potrai vedere mai
quanto lui ti assomiglia
dentro di me dentro di me
ho un cuore di farfalla
e non potrai vedere mai
quanto lui ti assomiglia
Dentro di me dentro di me
ho un cuore di farfalla.
Che la mia webcam si facesse sobillare da RAIDUE non lo sapevo.
Adesso mi tocca arrivare a casa e vedere come mai il programmino di upload è andato a pescare dalla scheda TV invece che dalla cam (oddio, parecchio meglio sotto il piano estetico, ma da farsi arrestare dalla polizia dei geek).
Un ministro fa pressioni sulla Guardia di Finanza perchè si spostino degli ufficiali che stanno effettuando indagini e intercettazioni scomode.
Una manifestazione inneggia ai brigatisti rossi, e arriva indisturbata fino a danneggiare la recinzione esterna della prigione. Non viene dispersa che da un acquazzone. (Ma non esiste il reato di Apologia del Brigatismo? Solo quello di Apologia di Fascismo?)
La Chiesa, annidata nella nostra capitale, continua a prendere l’otto per mille (obbligatorio, ve lo ricordo, mentre il cinque alla ricerca è facoltativo), a metter bocca nella politica e a coprire i suoi membri rei del reato più osceno.
Intanto, l’unica preoccupazione del Governo è la leadership del Partito Democratico, nato contro la volontà di molti solo per conservare infine una maggioranza fattuale.
E poi si lamentano della sfiducia nella politica e nelle istituzioni. No, non è sfiducia, la mia. Mi fanno proprio schifo, ora come ora.
Già, è lo stesso paese dove a tutti gli effetti si mettono i bastoni tra le ruote a iniziative come questa: