Cuba libre
Il ghiaccio nella cola si era gi sciolto. La notte era appiccicosa. Il temporale della sera precedente si era attaccato ad ogni cosa, e, nonostante un giorno rovente, sembrava voler restare nellaria ancora un bel po.
Alex emerse dalloscurita intorno al locale, recando con s due facce nuove. Juanette diede di gomito a Natalia. Clienti. Sorrise, involontariamente. Grazie ai suoi occhi azzurri, pi unici che rari a Cuba, ai capelli lunghi ed al viso giovanile, era sempre la prima delle chicas ad essere accompagnata via. La procedura era sempre la stessa: Alex, od uno dei suoi amici, contattava i clienti sulla spiaggia e si offriva come guida, proponendo poi ogni tipo di commercio, dal pranzo a base di aragosta per 10 dollari, al corallo nero, ad una compagnia per la notte. Contrattava poi per entrambe le parti, faceva da interprete ed infine prendeva una mancia dai turisti e una percentuale dalla ragazza.
Fece sedere Juanette e Natalia al tavolo dove i due stavano gi sorseggiando due mojitos, e fece le presentazioni.
I due erano turisti italiani, non vecchi, per fortuna, e non bruttissimi. I clienti ideali, per una volta.
Leandro, il pi anziano dei due -relativamente, dato che sembravano entrambi intorno ai venticinque anni- and subito al sodo: Quanto vuoi?
Cinquanta dollari, e venti per la casa Era molto, lo sapeva; ma la prostituzione era punita molto severamente, la camera era pulita… e sapeva di valere ogni centesimo.
Troppo. Meno, o non se ne fa niente. Al suo rifiuto, Leandro cominci a contrattare con Natalia. Alex si tir in disparte, giusto per non farsi mettere nel mezzo nel caso di una retata. Mica scemo, lui.
Sauro, laltro ragazzo, era rimasto zitto, e badava solo al suo bicchiere, agitando il ghiaccio con il rametto di menta.
E tu ? chiese Juanette. Lui alz lo sguardo. Sorrise, calmo. Parl in spagnolo stentato.
No, io no. Io accompagno solamente.… e fece qualcosa che nessuno dei tanti clienti che aveva avuto aveva mai fatto: allung una mano e, prima che lei realizzasse, le aveva fatto una carezza; …ma tu, carina come sei, come mai ti vendi cos?. Juanette, sorpresa, quasi sussult, ma oltre alla sorpresa, sent qualcosa di strano, inusuale, e reag con qualcosa di altrettanto strano: spost quella mano cos poco estranea dalle guance alle labbra e la baci.
Non era una tattica per convincerlo a passare la notte con lei, e anche se lo fosse stata non avrebbe avuto successo.
Lo cap dallo sguardo del ragazzo, che tradiva una tristezza interiore che in quel contesto bastava a far intuire una vita. Anche se era allegro e disinvolto, Sauro doveva aver avuto delle grosse delusioni dallaltro sesso. Era stato innamorato e tradito, forse, o forse aveva avuto un grande amore non corrisposto; non importava. Lunica cosa che adesso importava era che non aveva visto lei, Juanette, come un pezzo di carne da buttare su di un letto ed usare per una notte, ma come una persona… e solo Dio sapeva quanto era che non le succedeva. Leandro, Natalia ed Alex scomparvero: affare concluso. Lei si avvicin a quel ragazzo cos strano.
Parl con lui per quasi unora mandando allaria ogni affare per la serata, gli chiese come si vivesse in Italia, e gli spieg i mille disagi di vivere a Cuba, soprattutto per una ragazza-madre.
Hai un figlio? Sauro era sorpreso. E il padre?
Una bimba. Bellissima. Il padre fuggito in Colombia, ma ormai nemmeno mi scrive pi. Io sono giovane, so di essere carina, e allora mi sono detta: perch a mia figlia deve mancare qualcosa? E poi, sto studiando per diventare infermiera. Non voglio fare questa vita per sempre.
Si decise. Lo prese per mano. Vieni, gli disse.
Lui scosse la testa. No, grazie. Ho con me solo i soldi del taxi, e poi… mi parrebbe di farti unoffesa, pagando. Cerca di capirmi.
No. Non voglio soldi. Voglio farlo perch mi piaci.
Lui rise Stai scherzando? Hai dei begli occhi, ma devi essere un bel po miope.
Mi piaci dentro. Solo le prostitute conoscono il valore dellamore, ma possono pagarlo con la sola moneta che hanno.
Sauro tacque, e la segu. Si fece portare nella casa particular, dove la spogli con una dolcezza che Juanette non aveva provato neanche con il padre della sua bambina. La am a lungo, pensando pi al piacere di lei che al suo, con una dedizione che quasi la fece piangere.
Al mattino lui le promise Ti scriver, dallItalia, e torner presto. Voglio far uscire te e tua figlia da Cuba.
No, non lo fare. Si costrinse a rispondere lei.
“Perch no ?
Per la prima volta gli ment. Gli disse Perch non voglio uscire dal mio Paese, non Perch mi sto innamorando, ed ho paura di starlo facendo solo per gratitudine. Mentre lo vedeva salire sul taxi, sapendo di vederlo per lultima volta, non riusc a non piangere.











