Oblio
Tutti coloro che potevano o sapevano operare si erano riuniti nella Sala Al Centro del Mondo, riempiendola ordinatamente.
Decine di paia di occhi brillavano alla luce delle torce.
Tutto era pronto, il cerchio chiuso, lincantesimo, seppur scelto tra i pi semplici, preparato meticolosamente. I gesti furono eseguiti, le parole furono dette.
Nulla accadde.
Niente rilucere, niente di niente.
I maghi riconobbero la sconfitta, rilassarono i muscoli contratti nello sforzo, allentarono la concentrazione.
LAnziano pass, triste e senza false speranze, la mano sul cristallo al centro del tavolo, sentendolo freddo e morto.
-Allora vero. Abbiamo chiesto troppo alla Madre, e ne paghiamo le conseguenze -disse agli altri, non osando alzare lo sguardo- Con la guerra abbiamo esaurito le riserve di mana. Sappiamo che le linee di potere sono ormai rotte, i fiumi della Madre asciutti. Il mana non torner. Siamo finiti.
-Anche i messaggeri portano notizie ferali. Draghi e unicorni, figli del mana, scompaiono. Le gallerie dei Nani, non pi sorrette dalla magia, franano. La Madre abbandona i suoi figli pi esigenti, e le gambe dei giganti si spezzano sotto il loro stesso peso- asser uno degli accoliti. Il mondo sta cambiando a causa nostra.
LAnziano non rispose subito. Si allontan dal cerchio, apri un baule e ne estrasse un lungo involto. Lo apri lentamente, estraendone due sacchetti e un goffo bastone di metallo e legno.
-Anche questo cambier il mondo.
Prese un pizzico del contenuto del sacchetto pi grosso, macchiandosi le dita di nero, e lo soffi verso la fiamma della torcia pi vicina.
Un piccolo lampo pervase la stanza, seguito da mormorii di meraviglia dei presenti.
-No, fratelli, purtroppo non magia. Questa polvere, la cui composizione alla portata di qualsiasi villico, non pi difficile di una torta, ha un grosso potere. In questo bastone, in grado di uccidere un cavaliere in armatura a cento passi, come e meglio di un incantesimo. In grosse quantit. pu abbattere le mura pi spesse. Si direbbe figlia del fuoco, visto che teme lacqua, ma voi stessi vedete che in essa non c magia alcuna.
Fece passare di mano in mano gli oggetti, triste. -E questo, pi della fine del mana, che ci rende inutili. Una lunga pausa.
-E mio desiderio che noi possiamo per andarcene a testa alta, finire i nostri giorni su questa terra nella gloria, e non spegnendoci come candele abbandonate.- Indic un armadio di metallo istoriato.
-Quellarmadio interamente costruito in metallo di Saturno. Al suo interno, se qualcuno di voi non ha avuto la stessa accortezza, c lultima riserva di mana al mondo, imprigionata, per poco tempo ancora, in un cristallo di Doppiapietra. E sufficiente per un ultimo incantesimo.- abbracci con un ampio gesto tutti i partecipanti -Il Consiglio ha deciso che questa ultima ricchezza venga dedicata al nostro oblio. Se tutti voi sarete daccordo, abbandoneremo questo mondo in maniera definitiva ed indolore, subito e tutti assieme. Diverremo creature del mito, come gi lo divennero altre creature solo pochi anni dopo la loro estinzione, e la gente non creder che siamo mai esistiti. Il nostro sapere, ormai inutile, andr perso, ma presto le madri narreranno di noi ai figli come si narra delle gesta dei primi Eroi. Non saremo i vecchi farfuglianti di tempi migliori che siedono accanto al focolare, ma i nobili biancocrinti che muoiono alla testa dei loro eserciti.- un sospiro -Non ci saranno nuove dimensioni, altri mondi con altre Madri, come nelle leggende. Solo un addio dignitoso e silente. Qualcuno di voi si oppone?
Gli occhi stanchi scorsero i volti contriti. Nessuno fiat.
-Bene. Mi ero aspettato qualche obiezione dai membri pi giovani, ma meglio cos. Vi prego di riformare il cerchio, visto che nessuno di noi ha, credo, affetti terreni a cui dire addio.
Dallarmadio fu estratto il lucente cristallo, che fu posto sullaltare pi maestoso. Pochi altri preliminari, poi il cerchio fU chiuso.
I gesti furono eseguiti, le parole furono dette.
La luce del cristallo si spense nella stanza vuota











