Archive for the ‘Accadde che...’ Category

Accadde che... Forty

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Che sì, bisogna esser forti per sopportare ’sto numero, che nella mia mentaccia malata è un quadrato con gli spigoli arrotondati.

M’ha portato i primi dolori seri, parecchie beghe, rotture di coglioni, la conferma che la mia forza di volontà -e anche il tempo, digiamogelo- non basta a farmi pianificare esercizio e dieta per dimagrire a modo, nè a farmi scrivere un’ora la settimana per un progetto vecchio di, quanto, tre anni?

M’ha portato amici nuovi, la conferma di qualcuno dei vecchi, un paio di matrimoni e un funerale.

Ho avuto tante piccole gioie e pochi grossi dispiaceri, che non è un male.

Ho scavalcato. Accidenti a chi segna i quarant’anni come giro di boa che ti divide tra la fava che eri e il vecchio rincoglionito che sarai:  io di moto o macchinone non sento il bisogno, le due gemelle ventenni bionde la Figlioluccia non me le ha regalate, vuol dire che da bravo vecchio nerd mi baloccherò col Karotz. Almeno se non funziona qualcosa è colpa delle impostazioni.

M’è andata pure bene, vallo a dire alle gemelle.

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Accadde che..., Ce l'ho con... Differenziazione dell’offerta.

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Ieri pomeriggio sono andato in Posta per ritirare un rimborso fiscale. Pochi soldi, eh, ma nemmeno dieci centesimi.
IN UFFICIO POSTALE, ripeto, non dal tabacchino.
“Dovrei ritirare questi… è possibile farli accreditare su un conto bancario?”
“No, direttamente si fa solo su un conto postale”
“Va bene. Posso ritirarli allora in contanti e fare poi un versamento su un CAB/ABI? Nel caso pago le commissioni”
“No, solo i nostri correntisti”
Ora, non pigliamoci per il culo. Io il conto bancoposta ce l’ho, ma hanno portato i già esigui interessi a 0,00%. Ti pare che tra incatenare i miei soldi facendoli fruttare solo per loro e tenerli in tasca, li incateno?
Vabbe’.
Mi tiene venti minuti tra fotocopie di documenti e codice fiscale, bla bla bla, poi comincia ad ammucchiare fogli da dieci.
“Posso avere dei tagli più grossi?”
“Purtroppo no” Mi aspettavo un “solo se ha un conto bancoposta”
E vabbe’, son soldi. Poi fa, come in un film di Pieraccioni, mentre esco:
“Vuole un gratta e vinci?”
“No, grazie, quelli li compro in banca”.

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Accadde che..., Follia, Gadgets Non sentite?

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Al momento, questi sono i progetti che ho in corso e il relativo materiale che mi porto dietro:

- Sottotitolatura e timing di tre film: chiavetta con materiale e software, netbook, tastiera programmabile con le scorciatoie e le macro utili.

- Scrittura del mio romanzo a puntate: chiavetta con materiale e software, un libro e un ebook reader con la documentazione, una dispensa di corso di scrittura creativa.

- Creazione di una stazione portatile di timing e sottotitolatura jog, pulsanti e tastiera, ottenuta con una testina di videoregistratore, un mouse cannibalizzato, una tastiera cannibalizzata, un tastierino 16 tasti a matrice righe/colonne con le piste abrase, un micro hub USB: per fortuna, niente materiale dietro salvo gli acquisti quotidiani (due pulsanti).

- Replica del medesimo tastierino mediante teensy, un clone Arduino: documentazione sul C+ su ebook reader, libro su Arduino.

Insomma, sto contemporaneamente provando a
- imparare un minimo di C+
- imparare un minimo della piattaforma Arduino
- studiare per il mio racconto
- scrivere il medesimo
- mettere assieme un progetto hardware che l’ultima volta che l’ho assemblato l’ho battuto a terra per la frustrazione insegnargli chi comanda, visto che “volante” funzionava, assemblato no, a caso, nonostante l’abbia smontato e rimontato quattro volte, con ustioni da colla a caldo, tagli da trincetto, getto del cloneDremel fottuto.

Per rilassarmi con la solita smanaccioterapia, ho messo TROPPA carne al fuoco, lo so.

Non sentite il mondo che ride di me, che per hobby mi stresso?

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Accadde che..., Racconti, Sapevatelo! Vi state chiedendo come mai…

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…non scriva più il mio racconto a puntate?

Lo sto ancora scrivendo.
Mi sto documentando; non voglio che sia un trattato, ma vorrei evitare sfondoni spaventosi.
Sto studiando scrittura creativa.
Ho scaricato l’ottimo yWriter5 per la stesura di testi, e ho convertito tutto quello che ho scritto finora, trovandoci errori e buchi, che sto correggendo e riempiendo.

Pazientate. Sto lavorando per me come per voi, miei quattro lettori.

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Accadde che... C’è modo e modo.

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Ieri ero a cena dai miei, e passavo da Osteria Nuova. Ne ho approfittato per fermarmi a chiedere informazioni alle Florentia libris per l’album del matrimonio. Sì, lo so, fra poco è il secondo anniversario, ma ce ne fosse piaciuto uno, finora, di quelli trovati in commercio!; pertanto abbiam cercato qualcuno che facesse roba non convenzionalissima, e a prezzi non da rene e anima. Ecco, trovati. Dicevo, mi son fermato a chiedere informazioni a questa coppia gentilissima di artigiani, che, nonostante il modello che volevo io -in realtà il “legaccio”, ma in fintapelle- non fosse fattibile, mi hanno illustrato, rubando tempo alla confezione, non so quanti colori e tipi di stoffe, carte, fintepelli e pelli -lo sapevate, voi che esiste la pelle di struzzo? sapevatelo!-, rilegature, modelli e dimensioni, nonostante dicessi a nastro “Ci si vede venerdì, serve il benestare della moglie”. La risposta è stata, alla fine “Basta che telefoniate prima, se ci siamo va bene anche dopocena”. Ecco, questa è gente che ha voglia di lavorare e vendere: cortesi, esaustivi, propositivi, disponibili. Magari lo pago più che altrove -non è vero, i prezzi sono ottimi, nonostante una qualità altissima-, ma VOLENTIERI.

Poi sono passato dall’Elettrotecnica di Viale Europa, una volta punto di riferimento per tutta la componentistica. Una volta.
Ho fatto la mia bella fila e al momento giusto ho esposto il mio problema: “Devo fare una tastiera, hai qualcosa di pronto?”
“No.”
Qui un venditore volenteroso avrebbe aggiunto “ma potresti…” oppure “però ho…”, invece è toccata a me: “Hai dei pulsanti sciolti che possa assemblare, magari su una millefori?”
“Ho questi”. Mi illustra dei pulsanti piccoli e senza un tasto vero e proprio.
“Una volta c’avevi…”
“Una volta, t’hai detto bene. Questi ti fanno?”
“No, temo di no, mi arrangio, dai. Intanto la millefori mi serve”.
Mi mette la millefori sul bancone e prende una telefonata. Satellite, disco, montaggio, cinquecent’euro, eccetera. Torna e inizia a farmi il conto.
“No, veramente mi servono ancora un paio d’altre cose”
“Cosa?”
“Del filo a wrappare”
“Poi?”
“Un contenitore adatto a una tastiera”
“Non lo so, si guarda”
“Senti, quei pulsanti quanto costano?”
“Un euro e dieci l’uno”
“Me ne servirebbe quindici”
Va e comincia a contare pezzetti.
“Il filo a wrappare?”
“Nulla”. Che è come se un macellaio non tenesse la mortadella. Nessuno lo obbliga, il grosso è la ciccia, ma uno la mortadella se l’aspetta.
“Senti, prima di codesti tasti, hai un contenitore piatto, se no mi arrangio cannibalizzando un tastierino numerico?”
“No, niente contenitori piatti” (e pensavi che io per una tasiera, prima, volessi un cubo?) “allora nulla, lascia perdere anche i tasti, scusa.”
Tiro fuori il chip di una tastiera, con il pettine in bella vista “Hai un pettine con questo passo?”
“Ho capito, tu cerchi sera. Son tre euro e trenta per la millefori”
“No, non cerco sera. Io ero partito bene, con una lista precisa”. Potevo aggiungere “ma flessibile, nonostante non ti riesca d’accontentarmi, per quanto flessibile sia. Non è colpa mia se t’ho chiesto quattro cose e n’avevi una, che fra parentesi da sola non mi serve nemmeno, ma che prenderò lo stesso perché non si sa mai”, ma s’era a bottega piena e non mi garba le piazzate.
Saluto educatamente e me ne vo.
Certo, io non compro e non ho mai comprato cinquecent’ero di parabola, però mi vedono da venticinqu’anni, ormai, dai kit della ELSE e dalle resistenze a cinque per volta, i led piatti e “magari un giorno li faranno anche blu”.
Colpa mia che non ho capito prima che da “Elettrotecnica” è diventato “Satellite”, probabilmente, ma c’è modo e modo per tenersi buono un cliente che viene con l’intenzione di spendere.
Ora, secondo voi, visto che le ultime tre volte sono uscito con la metà della roba che mi serviva -quando è andata bene-, e che qualche anno fa invece avrei trovato tutto, mi ci rivedranno spesso?
Non solo per il modo, eh, che d’essere un cliente un po’ crostino lo so, ma non c’è bisogno di essere spigolosi con uno che i soldi te li dà buoni*. Io non cercavo sera, cercavo roba, e avevo i soldi. Certo, non i soldi di una parabola. Evidentemente quei pochi non gli servivano. Buon per loro, la prossima volta vo prima da gente a cui servono.

*Bar aziendale: ho sempre preso il caffè doppio, macchiato col latte freddo.
La prima commessa me lo faceva pagare come due caffè dicendo “doppio il caffè, doppia la macchia”. Grazie.
La seconda, arrivata a sostituirla, istituì la policy del “caffè più cappuccio”. Va bene, è un altro modo di vederla. Fin qui, nulla di male.
Un pomeriggio vado a prendere il solito. Lei appoggia il caffè e il bricco del latte, vuoto.
Io le chiedo “Appena puoi, mi daresti del latte?”.
La risposta è stata “Oh, perché il latte non lo vai a prendere alla latteria in piazza?”
Ovviamente, basito, ma solo per un attimo: “Se devo andare a prendere in piazza il latte, vo a prenderci anche il caffè, d’ora in poi”.
Non mi ci hanno più visto. Niente piazza, ma percolatore, cialde e macchinetta sulle scale, che almeno il caffè, anche se peggiore, è uguale tutti i giorni e non è una roulette tra “orribile” e “ottimo”, tendente più al primo.
La mi’mamma, barista per vent’anni, diceva sempre “a farsi un cliente ci voglian vent’anni, a perderlo un secondo”. Anche se mandi avanti un bar “interno” coi clienti che non possono andare altrove, visto?

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Accadde che... Due cifre

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99.

Finalmente.

Signori, ho perso 13 kg e spiccioli dal 28 ottobre.

Non è finita, ma è un bel giro di boa.

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Accadde che..., Dio li fa e poi li accoppa Dice che era un complimento…

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Un solerte passante mi sciorina una serie di indicazioni per andare in un posto. Il tutto a velocità infinita e con purissimo accento british (ergo, con una patata in bocca). Fiera per aver compreso il tutto, mi volto verso l’amorevole coniuge.

- Amore, hai visto, ho capito tutto! Sono migliorata, non sei fiero di me?

- Sì, sì, anzi, secondo me se restassi qui…

Dice che era un complimento, dice.

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Accadde che..., Ce l'ho con... 90 pences

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32 pastiglie di paracetamolo 500mg e 32 di ibuprofene 200mg.

E poi sono 90 per dire, che erano 28+28+15+15.

Ma quanto si farà cacare, noi in Italia?

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Accadde che..., Feelings, Sapevatelo! 3×13

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No, non è una puntata di BTVS, TBBT o di Fringe.

E’ che tre per tredici, due numeri primi -oh, è l’unica corrispondenza che riesco a trovare- è la mia età da oggi alle 15 grossomodo.

E quest’anno quali mete ho raggiunto? Boh, nulla da sventolare, a parte un anno con la Figlioluccia senza strepiti, lacrime, o attriti. E non mi pare poco.

Con gli amici ci stiamo allontanando come pezzi della Pangea infranta, lentamente ma costantemente -ed è così che funziona, dicono, diventare vecchi e maturi- ; il lavoro “l’è quel che l’è”, grazie anche a chi ce lo dovrebbe facilitare; ho dimostrato che se voglio posso perdere 10kg in quaranta giorni, e riprenderne tre in due giorni di torte con candeline; il mio wannabe romanzo piange in un angolo della mia testa, trascurato ma non dimenticato, perchè pensa che non gli voglia più bene, e invece sono solo un padre che torna tardi dal lavoro, e pure stanco.

Insomma, calma piatta, ma non bonaccia. E allora alla via così, verso la boa dell’anno prossimo.

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Accadde che..., Ce l'ho con... Macchine

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Ricordate, vero, che un tipo m’ha disfatto la macchina passando col rosso?

Ecco, non son due settimane che l’ho riavuta indietro. Tralascio i casini connessi, eh?

Ieri mattina, alla guida dell’auto della Figlioluccia, il cielo sereno ci ha somministrato una tempesta di grandine. Finissima, fittissima, appena toccava  terra ghiacciava in una lastra.

Ovviamente l’imbecille davanti a me, invece di rallentare gradualmente -eravamo in discesa, perdio- ha affondato il freno. S’è intraversato.

Io, per evitarlo, son finito nel fossetto, presumibilmente distorcendo un ammortizzatore, visto che adesso l’auto tira a destra e non ha più tenuta alla minima buca. Spero che sia l’ammortizzatore, ecco, visto che l’alternativa è il semiasse fottuto. Insomma, un’ora e venti di guida a trenta all’ora, col volante fisso a 90°, correggendo a ogni asperità del manto stradale, con la Figlioluccia accanto tesa come una corda di violino.

Adesso l’auto della Figlioluccia è ferma in parcheggio in attesa di visita specialistica. Chi ci ha riportati a casa? Mio fratello è passato a prenderci, e ci ha portati a recuperare l’auto di mia madre. Che non partiva: batteria scarica. Accostiamo, attacchiamo i cavi, partiamo.

Stamattina Deb deve uscire. Le do le chiavi della mia auto. Scendo a prendere roba dalla macchina, e vedo che la chiusura centralizzata non funziona. Batteria andata:  l’interruttore delle luci interne è a metà corsa: non abbastanza da accendere, ma evidentemente bastava.

Ora, per fortuna a casa mia ho un caricabatteria, per le emergenze, e, anzi, è bastato portare l’auto di mia madre accanto alla mia. Ma diciamocelo: io mi sarei anche rotto i coglioni delle gaussiane, della statistica e degli incidenti a grappolo.

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Accadde che... E alla via così

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Non più tardi di sei settimane fa, scrivevo su Facebook:

Caldaia rotta: fatto.
Sciacquone difettoso: fatto.
Pc fisso fottuto: fatto.
Debora senza benzina per indicatore rotto: fatto.
Blog sminchiato: fatto.

Ferite superficiali varie: fatto.

Adesso devo aggiungere:

Incidente automobilistico: fatto.
Stipendio: ridotto.
Condanna a morte: ricevuta.

No, che a venir via dalla Fiera di Scandicci (nel solito posto del cazzo, coi soliti acchiapparelli del cazzo con sovrapprezzi del cazzo: ma ti pare che un panno in microfibra provi a vendermelo a 7 euro, una mandolina a 15 e, soprattutto, continui a imbonire la gente con le Washball nonostante io chieda a voce alta “ma non è bastato ‘mi manda Raitre’ per dissuaderli”?), complice un tempo del cazzo, un tizio ha confuso il suo semaforo col mio, mi ha tagliato la strada e distrutto il lato sinistro della sua macchina e danneggiato il frontale della mia. Ha ammesso subito l’errore, c’ho i testimoni e quant’altro, però sono tre settimane che sono senza macchina e sto dietro alle pratiche, alle telefonate, ai preventivi, alle cessioni di credito…

Nel frattempo, i sindacalisti (“lavorare meno, lavorare VOI”) hanno deciso che dobbiamo prendere tutti almeno il 3,27% (c’è chi perde, e ha già perso perchè “figlio di un partito minore”, molto di più) di stipendio in meno restando a casa un giorno al mese, tagliando -come cercavano di fare da anni- gli straordinari per 29000 persone (grazie, eh, che a me facevano comodo, ma per altri erano necessari. Ma è colpa nostra, visto che a NOI lavorare per essere pagati e viceversa non fa paura, al contrario di voi, scaldaseggiole ipocriti del cazzo) e creando un precedente di merda. Non mi addentro nella situazione, sappiate solo che c’è un giro di ipocrisia a coprire giochi politici, e che oggi più che mai considero il sindacalista medio -non il sindacato, entità necessaria e in origine onorabilissima- la rovina dell’Italia.

Infine, mercoledì scorso, ho fatto il gran passo e sono andato da una dietologa-endocrinologa-specializzata in malattie metaboliche, che a me ’sto Eutirox 75 fa quanto il nonno alla nonna.
Buone novità? nessuna.
Mi ha misurato per ogni verso, controllato analisi del sangue, ecografie e tac di tiroide e pituitaria, mi ha pesato, chiesto dettagli della mia vita e della mia alimentazione. Poi ha emesso il verdetto.

Ha esordito con “Ha una notevole struttura ossea, che contribuisce al peso, una buona massa muscolare, che pesa più di quella grassa, non è più alto i 176cm che credeva ma solo 172 per via di una importante ciffosi sopraggiunta…” e, mentre ancora io non avevo capito se era una premessa positiva o negativa, ha continuato con “Deve perdere 25Kg, visto che ha il fegato steatosico, ingrassato e ingrossato. Deve bere almeno due litri e mezzo di acqua al giorno, perchè è disidratato, e soprattutto deve introdurre almeno mezz’ora-quaranta minuti di attività aerobica quotidiana, poi deve seguire una dieta. Torni da me tra un mese con i risultati degli esami per la curva glicemica che le prescrivo, continui a prendere l’Eutirox 75, ma mi raccomando, che già l’espansione polmonare è compromessa e il cuore affaticato, vista anche la pressione alta”.
Mentre “25kg” si faceva  strada verso la mia coscienza, mi son visto finalmente come il catorcio che effettivamente sono -l’unica cosa buona sono i valori ematici-, ma l’unica obiezione che sono stato in grado di sollevare è stata “ho smesso di fare scherma due volte la settimana perchè non riuscivo ad incastrare due ore tra gli impegni miei e di mia moglie…” (25kg) “Non importa: deve riattivare il metabolismo”. Ha poi aggiunto che vanno benissimo cyclette, step, quant’altro, basta che non siano pesi o attività anaerobica, che tanto non serve (25kg).

Solo mentre uscivo mi è arrivato al cervello un

25 Kili!!!

grosso come le facce del monte Rushmore -o il corrispettivo in merda del sindalista medio-, e ho realizzato. Un quarto del mio peso. Ho scorso la dieta: poco pane, poca pasta, per fortuna ha seguito le mie richieste da vegetariano (“per adesso si, se però in capo a qualche mese non si vedono risultati dovremmo dare una ’spinta’ al metabolismo che solo la carne può dare, ma non si preoccupi: una volta ogni due mesi”; io però mi preoccupo lo stesso), pochissimi latticini… e che cazzo mangio?

Poi, chi ha il tempo di fare 40 minuti TUTTI i giorni di attività (vabbè, sto andando di Wii Fit, ma non so quanto funzioni) , quando cinque sere su sette torniamo a casa alle nove di sera disfatti nel fisico e nell’umore, usciti alle sette del mattino?

Che faccio, mi sego una gamba o mi faccio di anfetamine?

Insomma, sopportatemi. Sono teso perchè non mangio a modo, mi fa male tutto perchè non sono (più) abituato a una vita così dinamica, sono preoccupato per a) uno stato di salute effettivamente infame b) le beghe di avere una macchina parcheggiata dal carrozziere c) diversi soldini in meno che mi arrivano in tasca per qualche bella faccia.


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Accadde che..., Follia Se prima eravamo in due a ballare la danza del sole, adesso siamo in tre a ballare la danza del sole…

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Da Facebook:

Cecilia B

 Arnold Ehret Italia – Articoli sul diabete – Curare il diabete in 21 giorni

www.arnoldehret.it

Articoli sul diabete – Curare il diabete in 21 giorni

  • Debora U
    Non sono d’accordo. Quindi mi astengo, come richiesto nel forum.
    Vorrei solo dire che non molto tempo fa una ragazza diabetica di Firenze, i cui genitori si sono fidati di terapie “alternative”, è morta. E i genitori sono GIUSTAMENTE sotto processo.
    23 ore fa ·
  • Simone Sardauker Cicali
    Debora, se non si fosse già fatto ti chiederei di sposarmi.
    23 ore fa ·
  • Non vorrei infierire, ma, a parte che la biografia di chi ha scritto il libro toglie autorevolezza invece di dargliene:

    - Diplomato in Ayurveda. Vorrei sapere in cosa consiste l’esame.
    - Laureato in Omeopatia. Cito un wolfstep a caso e dico: “per i seguaci della diluizione infinita ho una brutta notizia: ho pisciato in mare”. aggiungo un http://www.biospazio.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1755, così, a caso.
    - Parla in radio e televisione: anche sgarbi, il gabibbo e corona.
    - Ha ballato la danza del sole per quattro anni. io ho fatto un po’ di latino-americano, dici che conta?
    - cura il DIABETE col digiuno e i succhi verdi. Le parole ce le ho, ma le trattengo.

    a parte quello, dicevo:

    io a questo qui http://www.algae-world.com/cousens.jpg -ha oltre 35 anni di cura del diabete? o fa DAVVERO benissimo, o ha iniziato a sedici anni, prima del corso di studi. Spero che ci siano reperibili solo foto di un omonimo con la faccia di un venditore di macchine usate parente di bakula- io la vita non la metterei in mano.
    Poi, voi fate.Basta che non vi debba leggere sul giornale.
    23 ore fa ·

  • Cecilia B
    se fossero davvero le credenziali a curare e soprattutto a guarire…

    io posso solo testimoniare per il mio caso, dopo 40 anni di cortisone e antiinfiammatori, guarda caso ci ho messo un anno a porre fine a tutti i miei problemi, e non per merito delle lauree in medicina…
    5 ore fa ·

  • No, Ceci, non sono le credenziali.

    Però nemmeno l’acqua distillata, il digiuno o i succhi verdi.

    Io ti ho nel cuore, però che tu prenda a cuor leggero una causa per la quale non troppo tempo fa è morta una ragazza, mi stupisce.

    Medicina alternativa? Va bene. Funziona? benissimo. E’ scientifica? NO.

    NON E’ RIPRODUCIBILE. La cura, anche se è DAVVERO, del 55% di diabetici, NON E’ AFFIDABILE, perchè già non funziona in maniera replicabile. Di qui a dire che le guarigioni, se sono avvenute, ed è un grosso, grosso se, possano e debbano essere attribuite ad altre cause e concause, il passo è breve e dovuto.

    Non ci facciamo intortare. Non tutti i medici “normali” sono assassini dediti unicamente all’arricchimento personale; non tutti quelli che “guariscono” lo fanno per merito proprio. Se è vero che “la guarigione parte dal paziente”, che cosa mi racconti che sono stati i succhi verdi? Cacchio, se funziona davvero, non ci VENDI un libro a 15,30, REGALI la ricetta dei succhi online, e fai guarire tutti quelli che vogliono guarire. Vai tranquillo che tra i millemila diabetici ci sarà qualcuno che, guarito, ti vorrà ricompensare. SE FUNZIONA.

    Di Bella il suo protocollo, IN CUI CREDEVA, lo rese accessibile pubblicamente, ed è il primo esempio che mi salta in mente.

    Poi vabbè, a te la corretta alimentazione, uno stile di vita, eccetera eccetera, ha fatto bene. Anche a me ha fatto bene diventare vegetariano, però lungi da me sostenere che possa andar bene per TUTTI. Per tanti si, per tutti no. Culo.

    Io non dubito, davvero, che il tuo miglioramento sia dovuto al cambiamento dell’alimentazione e SOLO a quello. Culo, di nuovo. Magari per me non funzionava. Magari un mio amico con un difetto di assorbimento proteico e degli zuccheri (ti dico solo che sua figlia non può mangiare dolci, che il glucosio le BUCA il fegato, e non so di quale proteina ANIMALE deve continuamente assumere una sintesi) con lì’alimentazione senza muco, per te terapeutica, ci restava.

    Ma sto divagando. Torniamo al danzatore del sole. Se non sono le credenziali a guarire, perchè si è premurato di farcele sapere? Cosa c’entra la spiritualità con il diabete? Ma davvero TU credi che il diabete possa essere curato coi succhi, il digiuno, e va’, ci metto su pure l’agopuntura, l’ayurveda e tutto quello che il tipo sa fare, compreso lo slang di Harlem, in TRE SETTIMANE?

    Attenta a come rispondi. Un “no” mi ti farà chiedere “cosa hai condiviso a fare?”, un “si” mi farà chiedere cosa ti è rimasto dei tuoi studi di medicina, e, soprattutto, delle tue esperienze dirette, che credo siano un pelo più significative, anche per me, di “un piano di tre settimane, per convertire l’espressione negativa del diabete in una fisiologia della salute e del benessere”. Si, perchè, si sa, il diabete è uno stato mentale.Mostra tutto
    4 ore fa ·

  • Luciano G
    Io so di persone che la visita successiva avrebbero dovuto iniziare le punture e che non solo ora non le fanno, ma non prendono nessun farmaco per diabetici e hanno la glicemia a livelli di persone che nemmeno sanno cosa sia il diabete.

    Purtroppo non appena muore una persona lungo i canali alternativi i media fanno subito casino e tacciano delle migliaia di morti che ogni giorno muoiono in ospedale, non certo di morte naturale ma per danni iatrogeni.

    Inoltre i commenti sull’acqua fresca provengono probabilmente da chi crede che i farmaci curino qualcosa, e se questo è il caso a queste persone consiglio di liberarsi dalle credenze propinate dal mainstream.
    3 ore fa ·

  • ecco, lo sapevo, ora salta fuori la teoria del complotto: i medici ti curano perchè sono pagati dalle multinazionali farmaceutiche, e i giornali tacciono delle guarigioni miracolose a base di preghiere, cristalli e bei pensieri, ma esaltano quando il “pensa di essere guarito” non funziona.

    In realtà basta una fiala di acqua distillata davanti a cui è stato mostrato uno schema dell’atomo dell’oro per curarsi da tutto.

    I farmaci non curano niente, lo sappiamo tutti. Ma tutti, eh!, però lo riconoscono solo I SANI e quelli che devono vendere corsi di medicina alternativa, guarda caso.

    Luciano, davvero, spero che tu non ti ammali mai. Andresti davvero a una grossa crisi personale, quando l’omepatia -che ricordo, è basata sulla teoria della memoria dell’acqua, teoria smentita già due secoli fa- farebbe quel che fa l’acqua con -se va bene- UNA molecola di principio attivo in 10^24 litri (una delle diluzioni più usate), cioè nulla, e ti trovassi a scegliere tra star male nelle tue convinzioni oppure farti curare da chi non si appella alle tue “energie positive”. No, dico, comodo dire “non guarisce perchè non pensa positivo”.

    Le mie credenze non me le propina nessuno, nè il mainstream nè santoni, Luciano. SO PERCHE’ HO VISTO che in ospedale non si muore perchè i medicinali sono veleno, ma per mille altre cause naturali. Il cancro è naturale. L’infarto è naturale. Il diabete stesso è naturale.

    Se c’è qualcosa di innaturale sono le cure e i medicinali, PER FORTUNA.

    E ci sono milioni di persone che hanno studiato, negli ospedali, non sciamani che hanno capito il senso di questa vita e della prossima e però muoiono di vaiolo danzando la danza del sole. Acc, non avranno ballato abbastanza!

    Poi, vabbè, fate un po’ come vi pare. Basta che poi, quando il diabete vi ha mangiato gli occhi o le gambe, non chiedate a me di pagarvi la badante o la carrozzina.Mostra tutto
    2 ore fa ·

  • Debora U
  • Lascio perdere, ormai il mainstream mi ha propinato troppe credenze. Ah, comunque io non SO per sentito dire, ma vedo ci miei occhi ogni mattina per 5 giorni alla settimana, una persona che col diabete ha a che farci da quando era un bambino ed è andato in coma. Da quando l’insulina non era comoda da fare come adesso, ma si dovevano bollire le siringhe, di vetro. Quasi quasi domattina gli dico che provi a pensare positivo, digiunare e bere un succo verde. Vediamo che mi dice?
    2 ore fa

  • Luciano G
    @Simone Sardauker Cicali dovresti rileggere l’articolo, non parla di preghiere e cristalli e santi e madonne. Comunque il motivo per cui pubblico gli articoli non è per indurre in discussione. Se ti piace bene, son contento, se può esserti utile meglio ancora, se è il contrario prendi atto che ci possono essere persone che la pensano diversamente da te.
    circa un’ora fa
  • No, i cristalli e le preghiere le ho messe io.

    l’articolo parla solo di

    -arti curative sciamaniche e cabalistiche

    -Danza del Sole dei Nativi Americani

    -principi della guarigione naturale, la dieta e le erbe

    -comprensione del digiuno con succhi verdi

    -abbandonare la diffusa “Cultura della Morte”

    -convertire l’espressione negativa del diabete in una fisiologia della salute e del benessere

    -lasciare andare le loro credenze che influenzano negativamente, compresa la loro convinzione che il diabete è incurabile

    -da sé stessi una guarigione dalla sorgente

    insomma, new age che hanno soppiantato le novene, perchè “la preghiera è superstizione, io sono di scientology”, e che funzionano più o meno lo stesso, cioè grazie all’effetto placebo. Un conto è dire “preghiera e fede”, un conto “esercizio spirituale e forma mentale atta a lasciare andare tutta la programmazione psicologica e imparare a lasciar andare modelli mentali che creano la dipendenza emotiva e le ossessioni che hanno portato all’adozione dello stile di vita che conduce all’insorgere del diabete”

    Avete scambiato l’acqua di Lourdes con la diluizione 12D.

    Aggiungerei un sarcastico “che culo”, se non temessi d’offendere le credenze di qualcuno.

    Si, la penso diversamente da te, di tutti i venditori di medicine alternative, e come tutti coloro che si affidano alla razionalità prima che all’impalpabile.

    ma non è che perchè sei una minoranza sei un giusto perseguitato, eh.

    Il drammatico è che se uno scientology-omeopatico-selfhealer-prano-reiki-cristallo-piramidista lascia morire un figlio o, anche, si lascia morire, un po’ mi dispiace. Per fortuna, quando sono sul letto di un ospedale di solito si ravvedono e si rimettono al giudizio di uno che ha studiato trent’anni in una facoltà di medicina, e non quattro in teepee, e che, soprattutto, ha visto e provato cosa funziona e cosa no. Il drammatico è che si fa anche i finocchi col culo degli altri. Io a mio figlio, fino a crescita terminata, non imporrò il vegetarianesimo come non lo impongo a mia moglie. Mi avrebbe fatto piacere quindi non aver dovuto leggere di genitori che han fatto morire la figlia diabetica perchè “la pensavano diversamente”.

    Poi, ripeto, curatevi pure anche il cancro con l’elioterapia silvana; basta che poi la buccia e le colpe siano di adulti consenzienti. Un po’ mi dispiacerà veder andare qualcuno, ma vabbè… selezione naturale, direbbe xkcd:

    http://xkcd.com/765/

    45 minuti fa
    ·
  • Debora U

    Luciano scusa, ma mi risulta che siamo ancora in un paese democratico. Ergo, se mi piace bene, se non mi piace non solo prendo atto che ci sono persone che la pensano diversamente, ma sono anche libera di dire a TE che io la penso diversamente. È la cosa che più mi ha fatto “sorridere” del link: se sei d’accordo approfondisci, sennò astieniti. ASTIENITI da cosa, da dire che non sono d’accordo? Mah…
    43 minuti fa ·

  • Luciano G
    Appunto perché siamo in un paese democratico (si fa per dire) che posso anche chiedere di non discutere sul *mio* forum di quanto scrivo. Altrove invece non me ne importa nulla di cosa possano dire di me o dei miei articoli. Capisco perfettamente che ci sono persone a cui non piacciono i miei articoli, ma non mi interessa e non sono interessato a discuterne. Per esempio a me piace firefox come browser e sono interessato a parlarne con chi può dirne di più sulla bontà di questo browser, non mi interessa discuterne con chi la pensa diversamente, ma non mi interessa nemmeno fargli cambiare idea. Più democratico di così…
    30 minuti fa
    ·
  • non è democrazia mettersi le mane sulle orecchie e fare “lalalalalala” quando qualcuno ti dice qualcosa… è “se non vinco porto via il pallone”.

    Mi confondi l’asilo con la repubblica, non è un errore piccino.

    26 minuti fa ·

  • Debora U
    In effetti io non sto discutendo sul “tuo” “forum”, ma su facebook. E mi pare che ti interessi cosa si dice dei tuoi interventi, sennò ti potresti tranquillamente astenere. Una curiosità: sei diabetico? Sei guarito dal diabete?
    11 minuti fa ·
  • Luciano G
    Si un po’ mi piace discutere, tanto per tastare ogni tanto il mondo com’è messo. Ma non mi interessa far prevalere il mio punto di vista, non so che dire, non me ne frega davvero nulla di cosa pensino gli altri di me, io sono comunque quello che sono non importa cosa gli altri dicano.
    Riguardo alla mia salute mi piace come sto, sono 30 anni che non vedo un medico, chissà, magari sono malato marcio e non lo so nemmeno! :-) Simone, le mie orecchie sono ben aperte. E quando qualcuno mi dice qualcosa ascolto. Ma gli dico anche basta, grazie, non mi interessa, se questo è il caso. E scrivo articoli perché mi piace, e so che in questo mondo duale c’è chi dice bello! e chi dice che schifo!, i secondi li lascio nel loro brodo, perché menarmela con loro?
    FB lo uso per lavorare, ogni tanto lo uso per svago pure

    ‎:-))
    Simone Sardauker Cicali dice:
    No, i cristalli e le preghiere le ho messe io.

    l’articolo parla solo di
    …-arti curative sciamaniche e cabalistiche
    -Danza del Sole dei Nativi Americani

    Non pensavo di aver scritto così poco! E’ proprio vero che alcuni vedono solo quello che vogliono vedere. Vah beh dai, buona giornata a tutti.
    6 minuti fa ·


  • Simone Sardauker Cicali
    Per darmi del fazioso, fingi di fraintendere decontestualizzando. Fico.
    Eppure mi sembrava evidente che ti riconoscessi il non aver citato le preghiere e i cristalli, ma ben altre pratiche.
    E’ proprio vero che alcuni capiscono solo quello che vogliono capire.
    Buona serata a te, e tanta fortuna.
    Ne avrai bisogno.
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Accadde che... Style

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Alla cena “Mangia un pizzino, fai felice un canino”, nonostante la voce gergale che la fa sembrare “distruggi un messaggio mafioso, fai felice un dente”, siamo stati bene assai.
Ottima compagnia, che, si sa, fa la serata, ma anche e soprattutto i volontari del canile che si son messi di buzzo buono per riempirci piatti e pance di ottimi stuzzichini e pizza a volontà.
A volontà, appunto.
Accade anche che qualcuno*, preso troppo alla lettera l’invito “mangiate quanto potete”, abbia preso in mano un pezzo di pizza di troppo.
Nell’alzarlo dal tavolo, i venti grammi aggiunti a un peso individuale non indifferente devono aver superato il punto di rottura delle gambe della sedia. Va detto a discolpa di questo “qualcuno” che la sedia in oggetto era (si, “era”) una di quelle impilabili da giardino, in resina cotta dal sole.
Fatto sta che le gambe posteriori della sedia hanno ceduto all’unisono, il tizio è caduto all’indietro con un rumore impressionante (CRA-CKA-TOOM!) seguito dal silenzio degli astanti, un centinaio di persone.
Ma questo tizio è allenato, e, a gambe all’aria, incastrato nelle macerie della sedia come una testuggine sul dorso, ha finito il pezzo di pizza con calma e serenità prima ancora di provare ad alzarsi.
“Ti sei fatto male?” “Gnom-gnom, tranquilli”.
L’importante non è non cadere, ma farlo con stile.

*Indovinate chi? Si, il solito, bravi.

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Accadde che..., Follia Addio mondo crudele

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Stamattina, sul lungarno Colombo, c’era il Pullman del Grenoble Rugby (despuis 1862, maledetti franscesi!).

Se ci fossero stati fuori i giocatori, avrei, sull’impulso del momento,  iniziato una haka.

Un gesto glorioso col quale concludere un’esistenza vissuta pericolosamente.

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Accadde che... “Ha mica una lanterna?”

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No, giuro, me l’hanno chieto davvero.

Un ottantaseienne piccino e vispo come Cucciolo, ex costruttore, con un passato di cantieri in sudamerica -dove probabilmente DAVVERO avevano le lanterne- e lotti autostradali; ancora vivace e attivo, ci ha portati a vedere un’abitazione in vendita… “Ha mica una lanterna? Sa, si son portati via le lampadine”.

Arrivarci, a quell’età, con l’unica pecca di chiedere al prossimo oggetti desueti. Che so… “sa mica dove posso far miscela?” “c’è una cabina telefonica, qui vicino?” “ha mica con sè una calcolatrice?” o, in caso di terribili sfortune economiche “c’hai mica cento lire?”

Ci metterei la firma.

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Accadde che... Consiglio per gli stanziali

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NON comprate lo scopettino per il bagno dell’IKEA, quello con le finiture metalliche. Il metallo arrugginisce “a spot”. E cosa sembra la ruggine, a macchia accanto a un bagno? Bravi.

Ovviamente ve ne accorgerete il giorno in cui arrivano ospiti, e sarete costretti a telefonare alla dolce metà, fuori per la spesa “Ciccia, compra uno scatizzolamerda. Di plastica, che questo fa onco anche da pulito”.

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Accadde che..., Virtuality Cos’è successo?

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In breve: tophost ha sputtanato un disco. Su quel disco c’ero io.

Per fortuna avevo un backup vecchio di meno di una settimana.

Nell’importazione si sono persi gli widget (che credo d’aver ripristinato) e sputtanati gli accenti (accetto suggerimenti se qualcuno è in grado di fare un “trova e sostituisci” o un adeguamento al set di caratteri su un .sql mi faccia un fischio, riparto da capo con l’importazione.

Abbiamo lavorato per voi (noi, mica tophost).

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Accadde che..., Dio li fa e poi li accoppa Pantomime mattutine

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Mattina presto.
Batto contro la macchinetta del caffè come una falena contro un neon. Faccio due puttanate che spargono caffè in giro per un tavolo altimenti lindo
Debora interviene.
Finge una telefonata con pollice all’orecchio e mignolo alla bocca.
“Pronto, si… no, è fuori, appena torna ti faccio chiamare” (finge di coprire la cornetta) “E’ il tuo cervello, dice che non ti trova e che comunque anche lui oggi non c’è”
“Passamelo” (fingo di prendere la chiamata) “No, non c’è nemmeno Debora. … Si, l’ho mandata proprio lì”

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Accadde che... Indiplomatico

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OK, lo so.

Non sono simpatico un accidente.

Sincero si, simpatico no.

Abbiate pazienza se evito le occasioni di incazzarmi, e ultimamente non esco con chi ogni volta dirotta i programmi, arriva in ritardo mostruoso, o semplicemente appesantisce la serata. Se ti invito “giovedì alle otto birreria, firenze sud?” non rispondi “si” e poi “ma facciamo mercoledì alle 9, pizzeria, empoli”, soprattutto se SAI che ho già coinvolto enne persone con il primo invito.

Abbiate pazienza anche se vi dico le cose come stanno e non per come le vorreste sentire. Se mi dici “me l’hanno data tutte, a Ibiza, tanto ero ubriaco, la mattina quando le vedevo facevo finta di non ricordarmi*”, aspettati la mia risposta “Non ci credo. Se è vero, spero che tu non ti sia preso malattie del cazzo, se non le hai prese sei uno stronzo comunque”.

Facciamo a capirci. E’ dura far finta d’essere buono e caro e comprensivo quando hai altre beghe, magari sormontabili, ma tutte tue, tra le palle. Sopportatemi o, meglio, pure voi ditemi in faccia quel che non voglio sentirmi dire.

*esempio inventato, a fatica, per restare irriconoscibile ma aderente a un evento relamente accaduto

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Accadde che..., Ce l'ho con..., Virtuality Commento a Luttazzi

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Commento inviato (e ovviamente mai pubblicato) al blog di Luttazzi, che leggo quotidianamente.
Per chi non lo sapesse, Luttazzi è stato accusato di plagio per qualcosa come 500 minuti di sketches e battute da stand-comedians americani.
Per saperne di più: http://ntvox.blogspot.com/ e, soprattutto, qui o qui .

“Giusto per curiosità, per te dove si ferma la citazione?
Mi spiego: la famosa battuta della mosca/falena che vola dritto quando scoreggia èna citazione per te e plagio per Bonolis. Ok.
“Troppo presto” per Bonolis, mentre tu hai aspettato vent’anni per riproporla?
E’ una questione di tempi?
Di termini esatti e adattamenti, tipo lo sketch del cameriere smemorato, dove si paga Martin in dollari e te in lire?

Una citazione è una strizzatina d’occhio, non uno sketch di tre minuti o il pezzo sull’eiaculazione precoce senza citare -appunto- la fonte.

Ok, sono saltato sul treno da poco. Mi son sempre riferito a te come “quel genio di Luttazzi”, da quando, pensa te, ti fermai per strada a Firenze per dirti “Forza con la Tamaro”, sarà perchè la caduta è da più in alto che mi fa più male.”

edit:

Proprio in apertura (e anche su boingboing)

Complimenti, Daniele. Hai dato una nuova dignità all’espressione “Italiani ladri”

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